Giuseppe Catapano: Mutui, Patuelli (Abi), non c’è alcun rischio di pignoramento della casa

giucatap6Non c’è alcun rischio di pignoramento della casa derivante dalle misure previste dal decreto banche.
Lo ha detto a margine di un convegno alla Luiss il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli.
“Con il decreto del Governo sulle banche – ha messo in evidenza Patuelli – non c’è rischio di avere la casa pignorata. E’ una direttiva europea, non è stata una richiesta dell’Abi”.
Il presidente dell’Abi ha quindi spiegato di aver “studiato il documento del Governo che recepisce la direttiva e non riguarda fatti passati, ma eventuali possibilità per il futuro”. Inoltre, ha aggiunto, “è una cosa lasciata alla libera contrattazione tra le famiglie e gli istituti bancari, e non riguarda il passato e i crediti deteriorati”.
Sulle nuove norme che riguardano i mutui cresce la polemica perché paiono gravemente lesivi dei diritti dei consumatori. Uno dei nodi centrali è il superamento del divieto di “patto commissorio” stabilito dal codice civile che permetterebbe alle banche di entrare direttamente in possesso dell’immobile in caso di inadempienza del cliente senza dover passare dal tribunale. Secondo i tecnici del servizio studi del Senato la nuova misura non fornisce adeguata tutela ai consumatori, ma neanche sufficienti garanzie agli altri creditori in quanto “l’immediato trasferimento della proprietà dell’immobile alla banca, vincolando il bene al soddisfacimento del creditore stipulante, lo sottrae dall’aggressione degli altri eventuali creditori, per di più mantenendo al privilegiato la garanzia patrimoniale ordinaria per l’eventuale residuo creditorio”.

Le banconote da 500 euro vanno ritirate. “E’ bene che gli istituti finanziari dell’Unione europea pensino di ritirare in Italia le banconote da 500 euro, sono uno strumento per il facile riciclaggio”, ha detto il presidente dell’Abi. “In Italia – ha aggiunto Patuelli – 500 euro è un importo sproporzionato”.

Giuseppe Catapano: Editoria, nasce il polo Repubblica-Stampa

giucatap5La Stampa e il Secolo XIX si fondono con Repubblica e danno vita a un nuovo polo editoriale con ricavi complessivi per 750 milioni di euro (di cui 605 mln registrati dall’Espresso e 145 mln da Stampa e Secolo XIX a fine 2015). Il quotidiano torinese e quello ligure fanno entrambi capo a Italiana editrice (Itedi), società della famiglia Agnelli-Elkann che verrà fusa per incorporazione nel gruppo presieduto da Carlo De Benedetti, guidato dall’a.d. Monica Mondardini e controllato dalla holding Compagnie industriali riunite-Cir dei De Benedetti (il suo presidente è il figlio dell’Ingegnere Rodolfo). Il memorandum d’intesa è stato firmato ieri ma l’operazione sarà finalizzata entro la fine del primo trimestre 2017, verrà sviluppata in varie fasi e ha bisogno del via libera formale dell’Agcom (Autorità per le garanzie nelle comunicazioni), vista la concentrazione editoriale in un solo soggetto di testate che oggi diffondono in media, tra carta e digitale, circa 800 mila copie totali, tenendo conto delle rilevazioni Ads e dei dati aziendali del gruppo L’Espresso riguardo ai quotidiani locali Finegil (17 quotidiani locali e un trisettimanale). Del nuovo polo che punta a controllare più del 20% della tiratura complessiva dei quotidiani italiani, una quota intorno al 43% resterà in mano a Cir, che oggi detiene oltre il 50% dell’Espresso, mentre una partecipazione intorno al 5% sarà di Exor, cassaforte degli Agnelli-Elkann (e quindi senza nessun più impegno diretto di Fiat-Fca nel settore editoria, uscendo anche da Rcs). Un altro 5% andrà a Carlo Perrone, ex editore del Secolo XIX che ha ribadito il suo «impegno di lungo termine» nel nuovo gruppo. Finora Perrone ha mantenuto il 23% di Itedi, i proprietari di Fca il restante 77%.

Giuseppe Catapano: Canone Rai, l’Agenzia delle Entrate, i comuni dovranno inviare i dati delle famiglie anagrafiche

giucatap4Al fine di evitare errori e duplicazioni nell’addebito del canone Rai “assume cruciale importanza la corretta individuazione della famiglia anagrafica che costituisce di fatto il soggetto passivo del tributo”. Ma “allo stato attuale, in attesa della costituzione della nuova Anagrafe nazionale della popolazione residente, l’individuazione della famiglia anagrafica risulta particolarmente complessa”.
Lo sostiene l’Agenzia delle Entrate in un’audizione alla Camera spiegando che per superare questo scoglio il decreto del Ministro dello Sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle finanze, in corso di emanazione, dovrà prevedere che i Comuni siano tenuti a trasmettere all’Agenzia delle Entrate (Direzione provinciale I di Torino – Sportello SAT), i dati relativi alle famiglie anagrafiche, tenute a pagare il canone Rai, come prevede la legge di Stabilità 2016.
“Sarà, quindi, necessario che l’Agenzia delle entrate trasmetta alle imprese elettriche, per il tramite di Acquirente unico, le informazioni relative ai soggetti che risultano aver presentato la dichiarazione di non detenzione di apparecchi televisivi, con le relative decorrenze, nonché i dati relativi ai soggetti appartenenti alla stessa famiglia anagrafica nei cui confronti non si deve procedere all’addebito in quanto il pagamento è stato già effettuato con altre modalità (ad esempio trattenuta sulla pensione) oppure perché almeno uno dei componenti della famiglia risulta esente dal pagamento per effetto di Convenzioni internazionali – è il caso, ad esempio, degli appartenenti alle forze armate Nato o degli agenti diplomatici – o perché in possesso di altri requisiti previsti per legge”.
Inoltre, tutti gli scambi di informazioni tra l’Agenzia delle entrate e l’Acquirente Unico spa dovranno essere regolati secondo modalità e contenuti definiti di comune intesa. Sarà, infine, necessario prevedere forme di rendicontazione delle operazioni effettuate da parte delle imprese elettriche all’Agenzia delle Entrate. Tali informazioni saranno utilizzate per verificare il corretto versamento del canone da parte dei contribuenti e procedere alle eventuali azioni di recupero, nonché per verificare il corretto addebito del canone e riversamento delle somme riscosse da parte delle imprese elettriche.

Giuseppe Catapano: Ddl omicidio stradale, è legge. Carcere fino a 15 anni per chi non si ferma

giucatap3Con 149 voti favorevoli, 3 contrari e 15 astenuti, il ddl sull’omicio stradale è divenato legge. Il Senato, votando la fiducia messa dal governo sul provvedimento, ha dato il via lbera, in quarta lettura, alla legge che introduce il reato autonomo di omicidio stradale, inasprisce le pene per i pirati della strada e introduce l’arresto obbligatorio in flagranza per chi si metta alla guida ubriaco o sotto l’effetto degli stupefacenti e poi provochi un incidente mortale.

Giuseppe Catapano: Poletti, il costo del lavoro stabile rimarrà basso

giucatap2“L’obiettivo è chiaro: avere costo del lavoro stabile più basso che possiamo perseguire per via fiscale o altra strada”. Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, conferma la volontà di arrivare a un costo del lavoro più basso in modo strutturale.
Conversando con i giornalisti a margine di un convegno di Assolavoro al Cnel, Poletti ha spiegato che la strada è quella di ridurre il costo del lavoro rendendolo strutturale. “Questa – ha spiegato – è la nostra soluzione, non quella del cuneo ma la nostra scelta è rendere strutturale il fatto che il costo del lavoro stabile deve essere più basso del lavoro precario e a termine. Questa era la condizione terribile del periodo precedente, noi abbiamo cambiato le regole e quindi stabilizzeremo la situazione di fatto per cui i contratti a tempo indeterminato costino di meno”.
In merito a un possibile intervento sul cuneo, il ministro ha sottolineato che “non è detto, noi dobbiamo guardare a una serie di situazioni che fanno riferimento al tema fiscale e a quello previdenziale per fare in modo che il costo del lavoro a tempo indeterminato sia competitivo. Dobbiamo cercare di far coagire diversi strumenti”. Riguardo alla durata degli interventi, Poletti ha confermato che è stato previsto un triennio. “Questa vicenda – ha detto – si conclude al terzo anno e sarebbe sbagliato interromperla prima del percorso stabilito”.
Poletti ha poi ricordato che il governo sta attuando i passi necessari per far partire l’Anpal e rafforzare le politiche attive del lavoro. “Stiamo andando avanti – ha spiegato – stiamo approvando i decreti e i vari passaggi normativi. Credo che abbastanza rapidamente arriveremo in porto”.

Giuseppe Catapano: Migranti, dalla Ue 700 milioni per l’emergenza umanitaria, 300 subito

giucatap1La Commissione europea ha deciso di proporre al Consiglio e al Parlamento di stanziare urgentemente nuovi fondi per aiutare i paesi maggiormente esposti alla crisi dei rifugiati ad affrontare la crisi umanitaria che sta provocando. In particolare, se i Ventotto daranno il loro via libera, verranno stanziati 300 milioni nel 2016, 200 nel 2017 e 200 nel 2018, “per fornire aiuto dove è più necessario”, ha spiegato il commissario per gli aiuti umanitari e la gestione delle crisi Christos Stylianides.

Giuseppe Catapano: Padoan, non rivediamo le stime del Pil

PIER CARLO PADOAN

Le previsioni fatte dal Governo “sono serie”, quindi per ora non c’è nessuna revisione del Pil per il 2016. Le tasse continueranno a scendere e i prossimi interventi saranno a favore delle imprese, che si trovano in una fase di incertezza globale che frena gli investimenti. Sono questi alcuni dei temi affrontati dal ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, a Radio Anch’io. Nel dettaglio, “i dati economici sono molto vicini ai dati del Def. Significa che il Governo fa previsioni serie”.
Alla domanda se saranno riviste le proiezioni di crescita del Pil per il 2016 il ministro ha risposto che “rifaremo le stime quando avremo evidenza empirica. Poi, Non si rivedono le stime ogni 5 minuti”. Non solo, “il +0,8% del Pil nel 2015 è molto vicino al +0,9% stimato dal Governo, che era stato criticato come irrealistico”. “Lo 0,8% non soddisfa nessuno, ma migliorera’”, ha assicurato Padoan. Dal punto di vista fiscale, “finora il Governo ha tagliato le tasse e continuerà a farlo. Il taglio delle tasse è uno dei segni distintivi della strategia economica del Governo che continuera’”.
Il ministro ha quindi precisato che “i tagli delle tasse devono essere credibili e sostenibili altrimenti non danno il segnale che le tasse scendono stabilmente”. Padoan ha quindi ricordato gli interventi già adottati dal Governo mettendo in evidenza che “nel taglio di tasse va ricompresa quella componente che è l’eliminazione delle clausole di salvaguardia che servono se i conti non sono sotto controllo, ma i conti sono sotto controllo e le elimineremo”.
“Taglieremo le tasse alle imprese. Abbiamo iniziato dalle famiglie perché erano in una fase di recessione profonda. Adesso bisogna sostenere anche, e sottolineo anche, le imprese”, ha annunciato Padoan invitando “a guardare ad una strategia pluriennale. In Italia c’è ancora incertezza ma si sta affievolendo grazie a politiche credibili, cosa che il Governo sta facendo”. Infatti, “abbiamo abbattuto il cuneo fiscale, detassato la prima casa, dato l’ammortamento accelerato e agevolazioni fiscali al sud”, ha sottolineato. Secondo il ministro, con “l’incertezza globale” si fanno “pochi investimenti. Le imprese investono poco perché c’è poca domanda, il commercio globale rallenta”, ha osservato.
Infine, “la lotta all’evasione fiscale è l’altra faccia dell’abbattimento delle tasse” e in materia “stiamo ottenendo risultati importanti perche’ il rapporto con i cittadini sta cambiando”, grazie anche all’aiuto dell’Agenzia delle Entrate “verso i cittadini onesti ad adempiere” i propri doveri, ma “non tutti i cittadini sono onesti e verso questi rimane l’aggressione all’evasione fiscale”.

Giuseppe Catapano: Roma, Salvini insiste, servono le primarie

MATTEO SALVINI

Chi ha vinto a Roma come candidato del centrodestra? “Nessuno. Il problema è proprio questo. Ed è per questo che io credo che la soluzione possano essere le primarie: se Bertolaso vincesse le primarie per me andrebbe bene”. Lo afferma, in una intervista al Corriere della Sera, il segretario della Lega Nord Matteo Salvini dopo aver annunciato, ieri, i risultati della sua consultazione tra i romani. “Il problema – aggiunge – è che non si è visto uno stacco tra i candidati.
Quello che i romani ci hanno detto è: state insieme”, “non voglio fare il rompiballe ma dato che non ho candidati miei da sostenere vorrei essere quello che invita tutti alla responsabilità.
Parlando anche di programmi”.
“No”, nessuna impuntatura contro Bertolaso, “noi – rilancia – possiamo battere Renzi, in Italia siamo maggioranza. Però, i nodi e i problemi vanno sciolti prima di quella sfida. E con un metodo: non penso che un candidato programmato come il figlio di Vendola possa funzionare. Gli italiani che non si riconoscono in Renzi non vogliono candidati scelti al chiuso. Se Bertolaso vincesse le primarie, per me andrebbe bene”. “Il centrodestra di domani deve darsi un metodo diverso non solo sulle amministrative ma su tutti i passaggi importanti – conclude -. Anche per questo sulla scheda abbiamo chiesto ai romani un sì o un no alle Olimpiadi”.

Giuseppe Catapano: Quirinale, bilancio 2016, con Mattarella la spesa cala di 5 milioni

FESTA DEL TRICOLORE CARABINIERI A CAVALLO PIAZZA DEL QUIRINALE CORAZZIERI FANFARA

Cala nel 2016 la spesa per gli stipendi dei dipendenti del Quirinale, a cominciare proprio dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella e dai suoi più stretti collaboratori con un taglio complessivo di oltre 1,2 milioni di euro. Nel bilancio di previsione per il 2016, pubblicato sul sito del Colle, si legge che la spesa totale per retribuzioni, nel 2016, costituisce il 50,86% del totale della spesa e diminuisce dell’1,84% rispetto alla previsione iniziale del 2015 (da euro 122.643.000,00 a euro 120.381.000,00).
La diminuzione segue il trend di riduzione già registrato in sede di assestamento del bilancio 2015 (-325.000,00 euro) per effetto di alcuni interventi di contenimento e razionalizzazione della spesa adottati già a pochi giorni dall’inizio del settennato. Si tratta, innanzitutto, di provvedimenti relativi al divieto di cumulo dei trattamenti economici e ai limiti retributivi per il personale di staff e di ruolo che hanno interessato, in primo luogo, il Segretario generale, che fin dalla sua nomina (17 febbraio 2015), dapprima per iniziale autonoma rinuncia e poi per effetto dei predetti interventi normativi, non percepisce alcun trattamento economico a carico del bilancio del Segretariato generale, ed i consiglieri del Presidente della Repubblica. Per tali retribuzioni, pertanto, rispetto all’originaria previsione di spesa contenuta nel bilancio 2015, nel 2016 si determina complessivamente un risparmio effettivo annuale pari a 1.226.890,00 euro (- 351.240,00 euro relativamente al trattamento economico del Segretario generale, – 875.650,00 euro con riguardo ai Consiglieri).
Tra i provvedimenti che hanno consentito un rispamio sugli stipendi dei dipendenti del Quirinale che costituiscono oltre la metà delle uscite c’è anche la rivisitazione delle indennita’ per il personale comandato e fuori ruolo e dei compensi per il personale a contratto, nell’ottica della riduzione della spesa per il personale non di ruolo (comando, contratto, collaborazione). La previsione di spesa complessiva per il 2016 per tale personale è di 8.618.950,00 euro, con una diminuzione di 236.050,00 euro rispetto al bilancio di previsione 2015. E` stata inoltre uniformata la normativa in tema di applicazione dei limiti retributivi all`interno del Segretariato generale. Tale intervento ha chiarito che il contributo di solidarietà applicato sulle retribuzioni eccedenti i 240 mila euro, a partire dal 1° gennaio 2015 è crescente e si cumula con gli analoghi contributi dovuti nel 2016 e nel 2017. L`eccedenza dovrà essere interamente riassorbita entro il 1° gennaio 2018, termine a partire dal quale nessuna posizione retributiva individuale potrà superare la soglia massima di euro 240.000 euro. Le altre misure sono la razionalizzazione e riduzione degli incarichi di direzione e coordinamento attribuiti al personale, con l’immediata soppressione del 10% di tali incarichi, mentre entro il 31 dicembre 2016 è prevista una completa riforma della materia. Il costo del personale di ruolo per il 2016 è pari a 83.137.860,00 euro, con un ridotto incremento di euro 290.860,00 rispetto al budget 2015, dovuto, in particolare, ad assunzioni di personale già vincitore di concorso pubblico. L’obiettivo del Quirinale nei primi mesi del settennato, spiega la nota illustrativa allegata al bilancio di previsione per il 2016, è stato dunque “il contenimento e la razionalizzazione delle spese, sia per il personale che per beni e servizi”.

Giuseppe Catapano: Eurozona, frena il manifatturiero, ai minimi da dodici mesi

3D render of a chart showing rising profits

Il Pmi manifatturiero di febbraio dell’Eurozona si è attestato a 51,2 punti, minimo da 12 mesi. L’indicatore, elaborato da Markit, è in calo rispetto ai 52,3 punti della lettura definitiva di gennaio, anche se leggermente superiore al consenso e al preliminare entrambi a quota 51.
Il dato relativo all’Italia, sempre a febbraio, è a 52,2 punti dai 53,2 di gennaio. L’indice Pmi manifatturiero della Germania si è attestato a 50,5 punti, in netto calo rispetto al dato definitivo del mese precedente a 52,3 punti. Infine il dato francese si è attestato a 50,2 punti dai 50 di gennaio.
“La crescita più lenta da un anno a questa parte desta preoccupazioni sul 2016 che potrebbe essere un ulteriore anno di crescita lenta se non addirittura con l’ennesima contrazione”, sottolinea Chris Williamson, capo economista di Markit, puntualizzando che “la debole domanda domestica si è aggiunta al peggioramento della situazione internazionale”.
Visto il bisogno “disperato” di abbassare il relativo livello di disoccupazione, aggiunge l’esperto, “la quasi stagnazione della crescita occupazionale nel manifatturiero rappresenta una notizia alquanto deludente. Le aziende campione sono costrette a tagliare le nuove assunzioni a causa delle preoccupazioni sul futuro”. Allo stesso tempo, nell’intento da parte delle imprese di essere più competitive, sono diminuiti i prezzi, e ciò suggerisce come le pressioni deflazionistiche si siano intensificate. I prezzi di acquisto sono diminuiti a un tasso che non si vedeva da luglio 2009.
“Con tutti gli indicatori che hanno riportato valori più bassi, di certo l’indagine aggiungerà pressioni sulla Bce affinché agisca velocemente e in maniera decisa per evitare un’altra crisi economica”, conclude Williamson.