Giuseppe Catapano: Migranti, scontri in Francia e Macedonia

giucatap939L’Europa dei muri schricchiola sotto il peso dei rifugiati e dei migranti in fuga dalle guerre e dalla miseria: a Calais in Francia ha iniziato a smantellare la “Giungla”, l’accampamento di migliaia di persone che vorrebbero raggiungere l’Inghilterra, tra le preoccupazioni delle Ong secondo cui non saranno sufficienti le strutture alternative per ospitarli.
L’operazione, iniziata in mattinata, è proseguita tra scontri, proteste e lacrimogeni. Doveva essere uno sgombero “progressivo e volontario”, come aveva promesso il ministro dell’Interno Bernard Cazeneuve, ma si è tradotto con una coltre di fumo nero che avvolge la boscaglia, tende incendiate, scontri tra agenti e migranti. L’evacuazione iniziata all’alba, le autorita’ avevano garantito che lo sgombero sarebbe stato l’ultima tappa di un dialogo con i migranti per convincerli a partire, trasferendoli in strutture pubbliche. Poi tutto è precipitato e quando è sera solo una quarantina di migranti della Giungla accetta di salire su un pullman in direzione di Montpellier mentre un quinto dei migranti portati nei centri di accoglienza scappa e ritorna verso Calais oppure altrove sulla costa.
Intanto le barriere all frontiera messe in atto dall’Austria rendono esplosiva la situazione in Grecia, dove ieri decine di profughi hanno dato l’assalto alla cortina di filo spinato al confine con la Macedonia, abbattendola e scontrandosi con la polizia. La prima vera ribellione del centro profughi di Idomeni, con circa 200 migranti che a metà mattinata hanno abbattuto la recinzione in acciaio e filo spinato tirato su dalla Macedoni, è stata sedata nel giro di mezz’ora dalla polizia con qualche gas lacrimogeno e la minaccia dei manganelli; tuttavia, la pace è solo apparente: se qualcosa non cambia ci riproveranno presto e saranno di più. Il punto è che la Macedonia si è accodata alla decisione presa da numerosi governi balcanici di limitare a 580 il numero massimo giornaliero di migranti in entrata sul proprio territorio; scelta adottata il 18 febbraio scorso durante un vertice dei capi della polizia dal quale era stata esclusa la Grecia. Nel frattempo il centro a due passi dalla frontiera e che in teoria potrebbe ospitare 2.000 persone sta scoppiando; ad oggi ci sono dislocati almeno 7.000 migranti e aumentano giorno dopo giorno.
Nel frattempo il governo di Skopje ha fatto sapere di aver dato il via libera, con l’ausilio dell’esercito, ai lavori di costruzione di una nuova recinzione al confine greco. Un altro muro insomma, ufficialmente con lo scopo di garantire un flusso regolare e più ordinato dei migranti provenienti dalla Grecia.

Giuseppe Catapano: Lavoro, a gennaio quasi 100 mila dipendenti fissi in più. Disoccupazione stabile. Poletti ringrazia gli imprenditori

giucatap938Secondo lIstat la situazione del mercato del lavoro va stabilizzandosi: il tasso di disoccupazione è sostanzialmente invariato dalla fine dell’estate, l’occupazione è in crescita grazie soprattutto a un aumento dei lavoratori a tempo indeterminato e l’inattività cala. A gennaio infatti il tasso di disoccupazione si attesta all’11,5%, rispetto all’11,4% del mese di dicembre, mentre, dopo il calo di dicembre, gli occupati aumentano di 70 mila unità (+0,3%). La crescita è determinata dai dipendenti permanenti (+99 mila, +426mila sul 2015), mentre calano quelli a termine (-28 mila) e gli indipendenti restano sostanzialmente stabili. L’aumento degli occupati riguarda sia gli uomini sia le donne. Il tasso di occupazione, pari al 56,8%, cresce di 0,1 punti percentuali rispetto al mese precedente. Su base annua il numero di occupati è in crescita dell’1,3% (+299 mila).
Secondo l’Istat, la sostanziale stabilità della disoccupazione nell’ultimo mese è sintesi di un calo per gli uomini (-2,6%) e di un aumento per le donne (+3,3%). Il tasso di disoccupazione diminuisce di 0,3 punti percentuali per la componente maschile attestandosi all’10,9%, mentre aumenta di 0,3 punti per quella femminile arrivando all’12,4%.
A gennaio la stima degli inattivi tra i 15 e i 64 anni diminuisce dello 0,4% (-63.000). Il calo è determinato dalla componente femminile e riguarda soprattutto le persone tra i 50 e i 64 anni. Il tasso di inattività scende al 35,7% (-0,1 punti percentuali).
Rispetto ai tre mesi precedenti, nel periodo novembre 2015-gennaio 2016 si registra il calo delle persone inattive (-0,3%, pari a -43.000) a fronte di un lieve incremento dei disoccupati (+0,3%, pari a +9.000) e una sostanziale stabilita’ del numero delle persone occupate.

Disoccupazione giovanile al 39,3%. A gennaio sale la disoccupazione giovanile: il tasso di disoccupazione dei 15-24enni, cioè la quota di giovani disoccupati sul totale di quelli attivi (occupati e disoccupati), è pari al 39,3%, in crescita di 0,7 punti percentuali rispetto al mese precedente. Dal calcolo del tasso di disoccupazione sono esclusi i giovani inattivi, cioè coloro che non sono occupati e non cercano lavoro, nella maggior parte dei casi perché impegnati negli studi. L’incidenza dei giovani disoccupati tra 15 e 24 anni sul totale dei giovani della stessa classe di età è pari al 10,0% (cioè un giovane su 10 è disoccupato). Tale incidenza è in lieve calo (-0,1 punti) rispetto a dicembre. Nell’ultimo mese cala tra i 15-24enni il tasso di occupazione (-0,5 punti) e cresce il tasso di inattività (+0,6 punti). Nella classe di età 25-34 anni si registra nell’ultimo mese una crescita del tasso di occupazione di 0,2 punti percentuali mentre il tasso di disoccupazione e quello di inattività diminuiscono di 0,1 punti.

Renzi: in due anni mezzo milione di posti in più. “Il boom del jobs act è impressionante. Nei due anni del nostro Governo abbiamo raggiunto l’obiettivo di quasi mezzo milione di posti di lavoro stabili in più”. Lo scrive su Facebook, il premier Matteo Renzi aggiungendo che “l’Inps ricorda come siano aumentati i contratti a tempo indeterminato nel 2015 di qualcosa come 764.000 unità”.

Poletti: grazie ad aziende e imprenditori. “Un grande risultato. Sono felice per tutte queste persone e per le loro famiglie”. E’ questo il commento affidato a una nota di Giuliano Poletti, ministro del lavoro e delle politiche sociali, ai dati Istat sull’occupazione a gennaio. “Ringrazio tutte le aziende e gli imprenditori che hanno avuto fiducia in se stessi e nel futuro – aggiunge Poletti – e si sono assunti la responsabilità di promuovere nuovo lavoro. Le riforme sono essenziali e il Governo le ha fatte, ma senza l’impegno responsabile di tutta la comunità nazionale i risultati sarebbero meno significativi”. “L’impegno per dare una opportunità a chi non l’ha ancora avuta, e sappiamo bene che sono tanti – spiega Poletti – continua a essere l’obiettivo del nostro lavoro, tutti i giorni”.
“Stiamo facendo una valutazione” sui voucher, ha poi fatto sapere il ministro, a margine di un convegno organizzato dall’ Inail. “La chiuderemo rapidamente. Ma credo che in qualche settimana faremo un intervento per stringere i bulloni”. In merito alla possibilità che l’intervento possa essere di tipo legislativo Poletti ha aggiunto che “vedremo quello che serve perché non bisogna buttare il bambino con l’acqua sporca e nei voucher ci sono alcuni elementi positivi come l’emersione del sommerso, poi ci sono comportamenti illegali e sono questi quelli che bisogna eliminare”.
“In qualche settimana penso che saremo in grado di intervenire”, ha concluso Poletti.

Giuseppe Catapano: Entrate, l’avvertimento di Orlandi, chi non collabora conoscerà il lato oscuro dell’Agenzia. Nel 2015 recuperati 14,9 mld

giucatap937“Chi non ha risposto alla compliance conoscerà il lato oscuro dell’Agenzia”, tramite l’accertamento.
Lo ha assicurato Rossella Orlandi, direttore dell’Agenzia delle Entrate, presentando i risultati 2015 e strategie 2016 dell’Agenzia. “Il 2015 entrerà negli annali dell’Agenzia per gli inviti al dialogo prima di ogni controllo, per le innovazioni che abbiamo sopportato e sostenuto, per il contrasto all’evasione. Questi sono risultati ottenuti grazie ai 40.000 colleghi e al loro attaccamento e alle doti umane che ci consentono di guardare con fiducia al futuro”, ha spiegato Orlandi, aggiungendo che lo scorso anno “sono stati recuperati 14,9 miliardi di euro grazie alla complessiva azione di contrasto all’evasione” fiscale. “Si tratta di un dato record dopo quello del 2014 di 14,2 miliardi”.
Sempre nel 2015, sono stati restituiti “oltre 16 miliardi di rimborsi a cittadini e imprese. La cifra è superiore di 3 miliardi di quanto erogato nell’anno precedente”. Il direttore delle Entrate ha poi aggiunto: “Taglieremo 41 milioni di euro di spesa per locazione nei prossimi anni. Questa revisione della spesa ci costerà fatica ma ce la faremo”.
Voluntary: in arrivo 500 mila accertamenti entro fine anno. Dalla presentazione dei risultati 2015 dell’Agenzia delle Entrate e delle strategie per il 2016 emerge che gli uffici delle Entrate sono già impegnati nella lavorazione delle istanze relative alla voluntary disclosure, cioè al rientro dei capitali dall’estero, che porteranno all’emissione di circa 500.000 accertamenti entro la fine del 2016.
Nel 2015, sono state 129.000 le domande di adesione alla voluntary disclosure, in maggioranza arrivate dal nord Italia.

Giuseppe Catapano: Renzi, tasse calano e lavoro sale, i gufi stanno a zero

MATTEO RENZI

Se non c’è un microfono, un modo per esternare il suo pensiero ed elogiare l’operato del governo, il premier Matteo Renzi lo trova sempre. E la padronanza dei social fa il resto. E così anche oggi Facebook si trasforma nella nuova vetrina parlante del presidente del consiglio.
“Avviso: post urticante per gufi e talk”. Si apre così un post su Facebook del premier, Matteo Renzi, dedicato ai numeri dell’economia italiana. “Dopo mesi di editoriali, chiacchiere, ricostruzioni, possiamo finalmente fare chiarezza sui veri numeri dell’economia italiana? Oggi infatti sono stati presentati i dati ufficiali”, scrive Renzi. Per quanto riguarda il Pil “a inizio del 2015 avevamo immaginato la crescita del +0,7%. La crescita è stata invece del +0,8%. Meglio delle previsioni. Il Governo Monti aveva chiuso con -2,3%; il Governo Letta con -1,9%”. Il deficit “è sceso per la prima volta da anni sotto il 3%: quest’anno abbiamo fatto il 2,6% (miglior risultato degli ultimi dieci anni). E nel 2016 scenderemo ancora”, spiega il premier.
“Con questo Governo le tasse vanno giù, gli occupati vanno su, le chiacchiere dei gufi invece stanno a zero”, scrive su Facebook Renzi, aggiungendo che “detto questo, per me i numeri non sono importanti. Sono le storie che stanno dietro ai numeri che rilevano. E’ un ragazzo che prende un mutuo perché ha firmato un contratto col jobs act. O, viceversa, una famiglia in crisi perche’ il padre ha perso il posto di lavoro. No alla dittatura dei numeri, si’ alla dimensione umana della politica. Ma ai grandi esperti che ogni giorno ci fanno la morale sui numeri dico con chiarezza che la realtà è più forte della loro ideologia. O dei loro pregiudizi”. Renzi spiega che “a livello economico la situazione internazionale non è facile, i mercati sono altalenanti, la crisi ha lasciato strascichi terribili: noi sappiamo che c’è ancora molto da fare, a cominciare dalla battaglia contro la disoccupazione giovanile e dalla lotta per gli investimenti, soprattutto al Sud. Ma lo facciamo, tutti insieme, senza paura, con una strategia unitaria che ha respiro e orizzonte. I numeri dimostrano che l’Italia è tornata. Non la lasceremo in mano ai catastrofisti che godono quando le cose vanno male”, conclude il premier.
“Il 2015 è stato l’anno record nella lotta all’evasione con 14,9 miliardi di euro recuperati dallo Stato, alla faccia di tutti quelli che criticavano il nostro Governo su questo”, scrive ancora Renzi. “Sarebbe interessante recuperare le dichiarazioni di alcuni esponenti politici, anche di maggioranza, su questo”. Sul fronte delle tasse, “abbiamo impedito ogni aumento di tasse (l’ultimo fu nel settembre 2013, con altro Governo) e bloccato anche l’aumento delle tasse locali”, aggiunge Renzi.

Giuseppe Catapano: Prime ammissioni dall’Egitto, Regeni torturato per 7 giorni

giucatap935Giulio Regeni è stato interrogato per cinque-sette giorni, e torturato tre volte ad intervalli di 10-14 ore, prima di essere ucciso con un colpo alla testa. A confermarlo è stato il direttore del dipartimento di medicina forense del Cairo, Hisham Abdel Hamid, in un colloquio con il procuratore Ahmad Naji.
“Abbiamo chiesto ad Hisham Abdel Hamid di comparire davanti all’ufficio del procuratore per essere interrogato, e fargli delle domande precise sull’autopsia”, ha detto alla Reuters una fonte della procura, citata anche dal Daily Mail. Hamid, che sarebbe stato accompagnato da due collaboratori che hanno preso parte all’autopsia, ha ammesso che “durante l’interrogatorio che le ferite sul corpo” di Regeni sarebbero state inferte “a diversi intervalli, di 10-14 ore”. “Questo significa che chi è accusato di averlo ucciso lo stava interrogando per avere informazioni”.
“L`autopsia”, spiega il quotidiano britannico, riportando quanto detto da un investigatore, “mostra un certo numero di ferite inflitte tutte in una volta, poi ci sono altre ferite inflitte in un secondo momento e un`ultima serie di ferite provocate successivamente”. “Ferite e fratture”, ha aggiunto la fonte, “provocate in momenti diversi, intervallate, prodotte in un periodo da cinque a sette giorni”.

Giuseppe Catapano: Rivisto al rialzo (+0,8%) il pil 2015. Migliora il deficit (al 2,6%). E la pressione fiscale cala al 43,3%

935Nel 2015 il pil dell’Italia è aumentato dello 0,8%, registrando una crescita dopo tre anni consecutivi di flessioni.
Lo ha comunicato l’Istat, che ha rivisto al rialzo la stima provvisoria che indicava un pil in aumento dello 0,7% nel 2015 (dato grezzo).
Nel 2015 il pil, ai prezzi di mercato, è stato pari a 1.636.372 milioni di euro correnti, con un aumento dell’1,5% rispetto all’anno precedente. I dati disponibili per i principali paesi sviluppati indicano un aumento del pil in volume negli Stati Uniti (2,4%), nel Regno Unito (2,2%), in Germania (1,7%) e in Francia (1,2%).
Dal lato della domanda interna nel 2015 si registrano, in termini di volume, variazioni positive nei consumi finali nazionali (0,5%) e negli investimenti fissi lordi (0,8%). Per quel che riguarda i flussi con l’estero, le esportazioni di beni e servizi sono aumentate del 4,3% e le importazioni del 6%.
La domanda interna ha contribuito positivamente alla crescita del pil per 0,5 punti percentuali (1,0 al lordo della variazione delle scorte) mentre la domanda estera netta ha fornito un apporto negativo per 0,3 punti.
A livello settoriale, il valore aggiunto ha registrato aumenti in volume nell’agricoltura, silvicoltura e pesca (3,8%), nell’industria in senso stretto (1,3%) e nelle attività dei servizi (0,4%). Le costruzioni hanno invece registrato un calo dello 0,7%.
Buone notizie anche sul fronte dei conti pubblici. Nel 2015 il deficit-pil è sceso al 2,6% dal 3% del 2014. In valore assoluto l’indebitamento è di 43.101 milioni di euro, in diminuzione di oltre 5,5 miliardi rispetto a quello dell’anno precedente. Il dato è in linea con le stime del Documento di economia e finanza del governo ed è il più basso dal 2007.
Sempre nel 2015 il debito italiano è al 132,6% del pil, il massimo dal 1995, da quando cioè sono state ricostruite le serie storiche. Nel 2014 si attestava al 132,5%. Il dato è però inferiore alle previsioni del Governo nella Nota di aggiornamento del Def, che indicavano un rapporto del 132,8%. In valore assoluto, il debito del 2015 si attesta a circa 2.170 miliardi di euro, un livello record.
Pressione fiscale in calo al 43,3%. Nel 2015 cala la pressione fiscale complessiva (ammontare delle imposte dirette, indirette, in conto capitale e dei contributi sociali in rapporto al pil), risultata pari al 43,3%, in calo di 0,3 punti percentuali rispetto al 2014.
Nel 2015 le entrate totali delle amministrazioni pubbliche sono aumentate dello 0,6% rispetto all’anno precedente. L’incidenza sul pil è pari a 47,8%. Le entrate correnti hanno registrato una crescita dello 0,8%, risultando pari al 47,4% del pil. In particolare, le imposte indirette sono diminuite dello 0,5%; tale riduzione riflette prevalentemente la riduzione dell’Irap e dell’imposta sull’energia elettrica, in parte compensata dall’incremento del gettito Iva.
Le imposte dirette sono risultate in aumento dell’1,9%, per effetto della marcata crescita dell’Irpef, dell’andamento positivo dell’Ires e delle imposte sostitutive. I contributi sociali effettivi hanno segnato un incremento (+2%) rispetto al 2014. Il deciso calo delle entrate in conto capitale (-21,7%) è da attribuire sia alle imposte, sia alle altre entrate in conto capitale.
Nel 2015 le uscite totali delle amministrazioni pubbliche sono diminuite dello 0,1% rispetto al 2014. In rapporto al pil sono risultate pari al 50,4%. Al loro interno, le uscite correnti sono scese dello 0,7%: i consumi intermedi sono aumentati dello 0,3%, mentre i redditi da lavoro dipendente sono diminuiti dell’1,1% (-0,7% nel 2014). Le prestazioni sociali in denaro sono aumentate dell’1,9% (+2,2% nel 2014), in virtù di un contenuto incremento delle prestazioni pensionistiche e di una più marcata crescita delle prestazioni sociali di tipo assistenziale. Le altre uscite correnti sono diminuite del 6,7% a causa, in particolare, della discesa dei contributi alla produzione.
Gli interessi passivi sono diminuiti dell’8% dopo la riduzione del 4,2% nel 2014. Nell’ambito delle uscite in conto capitale, cresciute complessivamente del 7,8%, gli investimenti fissi lordi (+1%) hanno invertito la tendenza alla riduzione osservata negli ultimi anni.
Sul forte aumento delle altre uscite in conto capitale (+17,7%) hanno pesato la decisa crescita dei contributi agli investimenti e la restituzione degli arretrati per le pensioni erogate a partire dal 2012 a seguito della sentenza n. 70/2015 della Corte Costituzionale.
Renzi: nel 2016 il deficit scenderà ancora. “Avviso: post urticante per gufi e talk”. Si apre così un post su Facebook del premier, Matteo Renzi, dedicato ai numeri dell’economia italiana. “Dopo mesi di editoriali, chiacchiere, ricostruzioni, possiamo finalmente fare chiarezza sui veri numeri dell’economia italiana? Oggi infatti sono stati presentati i dati ufficiali”, scrive Renzi. Per quanto riguarda il pil “a inizio del 2015 avevamo immaginato la crescita del +0,7%. La crescita è stata invece del +0,8%. Meglio delle previsioni. Il Governo Monti aveva chiuso con -2,3%; il Governo Letta con -1,9%”. Il deficit “è sceso per la prima volta da anni sotto il 3%: quest’anno abbiamo fatto il 2,6% (miglior risultato degli ultimi dieci anni). E nel 2016 scenderemo ancora”, spiega il premier.
Padoan: il governo mantiene i suoi impegni. “Il governo mantiene i suoi impegni di finanza pubblica in un quadro in cui la crescita c’è”. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, commentando i dati Istat. “Dai dati di oggi – ha proseguito – traggo la convinzione che la strategia del governo deve andare avanti lungo linee intraprese finora”.

Giuseppe Catapano: Confindustria, Vincenzo Boccia è il candidato dei Giovani imprenditori

VINCENZO BOCCIA

Vincenzo Boccia è il candidato per la presidenza di Confindustria scelto dai Giovani imprenditori dell’associazione al termine del confronto con i candidati alla Presidenza di Confindustria, che si è svolto venerdì scorso. I Giovani imprenditori, riuniti in consiglio centrale, hanno analizzato con attenzione le linee guida proposte e la loro coerenza con i contenuti del Manifesto programmatico “All’Italia serve più Confindustria”, elaborato dagli stessi Giovani imprenditori.
Al termine di “un dibattito ampio nel quale ciascun territorio ha espresso la sua posizione è emersa una sintesi verso un indirizzo di voto chiaro e inequivocabile”, si legge in una nota.
Il presidente dei Giovani Imprenditori, Marco Gay, presenterà questa sintesi all’incontro con i saggi del prossimo 8 marzo, e indicherà Boccia come “la scelta dei Giovani per la presidenza di Confindustria, riconoscendo in lui quella visione innovativa e concreta, capace di sintetizzare in modo efficace gli interessi di grandi, medie e piccole imprese e di dare centralità allo sviluppo del nostro patrimonio manifatturiero e competitività al sistema dei servizi”.

Giuseppe Catapano: L’Italia torna in deflazione a febbraio, prezzi in calo dello 0,3% su base annua e dello 0,2% m/m

giucatap933L’Italia torna in deflazione a febbraio. L’indice dei prezzi al consumo, infatti, diminuisce dello 0,2% su base mensile e dello 0,3% su base annua (era +0,3% a gennaio).
Questa la stima preliminare dell’Istat, che sottolinea che la forte flessione tendenziale dei prezzi al consumo è dovuta a una dinamica congiunturale caratterizzata da cali dei prezzi diffusi a quasi tutte le tipologie di prodotto, che si confronta con quella positiva di febbraio 2015 quando, invece, tutte le tipologie di prodotto segnarono una ripresa dei prezzi rispetto al mese precedente. Pur indebolendosi, al netto degli alimentari non lavorati e dei beni energetici, l'”inflazione di fondo” rimane positiva (+0,5%), così come quella al netto dei soli beni energetici (+0,3%; entrambe erano a +0,8% a gennaio).
Le componenti merceologiche che contribuiscono in misura maggiore a determinare questo quadro sono i Beni energetici non regolamentati (che accentuano la flessione tendenziale da -5,9% di gennaio a -8,4% di febbraio), gli Alimentari non lavorati (-1,2%, da +0,6% di gennaio) e i Servizi relativi ai trasporti (-0,7%, da +0,5% del mese precedente). Il calo mensile dell’indice generale è determinato da quasi tutte le tipologie di prodotto ma, soprattutto, dalla diminuzione dei prezzi dei Beni energetici non regolamentati (-2,2%).
L’inflazione acquisita per il 2016 è pari a -0,6%. Rispetto a febbraio 2015, i prezzi dei beni diminuiscono dello 0,8% (la variazione era -0,1% a gennaio) e il tasso di crescita dei prezzi dei servizi rallenta (+0,5%, da +0,7% del mese precedente). Di conseguenza, rispetto a gennaio 2016, il differenziale inflazionistico tra servizi e beni si amplia di cinque decimi di punto percentuale. I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona diminuiscono dello 0,1% rispetto a gennaio e dello 0,4% su base annua (a gennaio era +0,3%).
I prezzi dei prodotti ad alta frequenza di acquisto diminuiscono dello 0,3% in termini congiunturali e dello 0,8% su base annua (era +0,1% a gennaio). Secondo le stime preliminari, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) diminuisce dello 0,4% su base mensile e dello 0,2% su base annua (da +0,4% di gennaio). La flessione congiunturale è da ascrivere anche ai saldi invernali dell’abbigliamento e calzature, di cui l’indice NIC non tiene conto.
I prezzi al consumo tornano negativi anche nell’Eurozona, segnando un -0,2% a febbraio, in calo rispetto allo 0,3% di gennaio. Per l’Eurostat l’inflazione per i servizi è all’1% (1,2% a gennaio), allo 0,7% per cibi, bevande alcooliche e tabacco (rispetto all’1% di gennaio) e allo 0,3% per i beni industriali non energetici (rispetto allo 0,7% di gennaio).
Costo dell’energia a -8% rispetto al -5,4% registrato a gennaio.

Giuseppe Catapano: Gentiloni, corridoi umanitari per affrontare le migrazioni di massa

giucatap932Per fronteggiare il dramma della migrazione “non serve alzare muri o steccati”, ma operazioni “diverse a partire dai corridoi umanitari”. Lo dice il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, accogliendo a Fiumicino un centinaio di profughi siriani, nell’ambito del progetto pilota promosso dal governo italiano e da diverse associazioni. “L’idea di questo corridoio umanitario che oggi ci consente di accogliere 93 rifugiati che vengono dalla Siria, in particolare dalla città di Homs, molti dei quali donne e bambini, sia  – ha detto Gentiloni parlando con i giornalisti – è una cosa molto importante prima di tutto per le persone che arrivano, alla fine saranno 1000 in questo progetto, e che potranno arrivare i Europa saltando i rischi dei trafficanti esseri umani e le indicibili sofferenze delle strade della migrazione che vediamo ogni giorno”. “Ma non è solo una risposta per queste persone – ha aggiunto Gentiloni – ma anche un messaggio all’Europa: in questo momento per far fronte alla crisi migratoria non servono nuovi muri o steccati, ma operazioni diverse. Più cooperazione con l’Africa, l’impegno per il cessate in fuoco in Siria che per fortuna tiene dopo 48 ore, piu decisioni comuni e meno unilaterale. Dentro questo pacchetto di azioni necessarie ci sono i corridoi umanitari”.

Giuseppe Catapano: Fisco, notificato l’avviso chiusura delle indagini a 5 tra manager ed ex manager di Google

giucatap931La procura di Milano ha notificato l’avviso di chiusura delle indagini a cinque tra manager ed ex manager di Google accusati di omessa dichiarazione dei redditi per gli anni di imposta 2009-2013.
Dall’avviso di chiusura indagini firmato dal pm di Milano, Isidoro Palma, emerge che la procura contesta al colosso di Mountain View un’evasione ai fini Ires su un imponibile di 98,2 milioni di euro. Si tratta quindi di una cifra ben più bassa rispetto a quella di circa 227 milioni di euro calcolata dalle fiamme gialle meneghine, perché il magistrato non ritiene contestabili penalmente l’evasione ai fini Irap e quella sulla ritenuta d’acconto.
Tra gli indagati, ci sono un californiano, un taiwanese e due irlandesi. Due di loro sono stati, in momenti diversi, presidenti di Google Italia, altri due membri del cda sia di Google Italia sia di Google Ireland Ltd, mentre un quinto è stato legale rappresentante irlandese del motore di ricerca.