La Stampa e il Secolo XIX si fondono con Repubblica e danno vita a un nuovo polo editoriale con ricavi complessivi per 750 milioni di euro (di cui 605 mln registrati dall’Espresso e 145 mln da Stampa e Secolo XIX a fine 2015). Il quotidiano torinese e quello ligure fanno entrambi capo a Italiana editrice (Itedi), società della famiglia Agnelli-Elkann che verrà fusa per incorporazione nel gruppo presieduto da Carlo De Benedetti, guidato dall’a.d. Monica Mondardini e controllato dalla holding Compagnie industriali riunite-Cir dei De Benedetti (il suo presidente è il figlio dell’Ingegnere Rodolfo). Il memorandum d’intesa è stato firmato ieri ma l’operazione sarà finalizzata entro la fine del primo trimestre 2017, verrà sviluppata in varie fasi e ha bisogno del via libera formale dell’Agcom (Autorità per le garanzie nelle comunicazioni), vista la concentrazione editoriale in un solo soggetto di testate che oggi diffondono in media, tra carta e digitale, circa 800 mila copie totali, tenendo conto delle rilevazioni Ads e dei dati aziendali del gruppo L’Espresso riguardo ai quotidiani locali Finegil (17 quotidiani locali e un trisettimanale). Del nuovo polo che punta a controllare più del 20% della tiratura complessiva dei quotidiani italiani, una quota intorno al 43% resterà in mano a Cir, che oggi detiene oltre il 50% dell’Espresso, mentre una partecipazione intorno al 5% sarà di Exor, cassaforte degli Agnelli-Elkann (e quindi senza nessun più impegno diretto di Fiat-Fca nel settore editoria, uscendo anche da Rcs). Un altro 5% andrà a Carlo Perrone, ex editore del Secolo XIX che ha ribadito il suo «impegno di lungo termine» nel nuovo gruppo. Finora Perrone ha mantenuto il 23% di Itedi, i proprietari di Fca il restante 77%.