Giuseppe Catapano: Nuovi guai per Facebook, l’Antitrust tedesco apre inchiesta per abuso di posizione dominante

giucatap7Nuovi guai per Facebook, in arrivo questa volta dall’Europa. L’Authority della concorrenza tedesca – il Federal Cartel Office – ha aperto un’inchiesta contro il colosso di Menlo Park, sospettato di abuso di posizione dominante per infrangere le norme sulla protezione dei dati.
“Il Bundeskartellamt ha avviato un procedimento contro Facebook Inc., Stati Uniti, la filiale irlandese dell’azienda e Facebook Germania GmbH”, ha spiegato l’Authority per la concorrenza. Il Bundeskartellamt sta indagando sui sospetti che con i suoi specifici termini di servizio sull’uso dei dati, Facebook abbia abusato della sua posizione dominante nel mercato dei social network per imporre ai suoi utenti delle condizioni di utilizzo delle informazioni personali che violino le leggi sulla protezione dei dati.
Intanto il giudice brasiliano Ruy Pinheiro del Tribunale dello stato di Sergipe ha ordinato il rilascio di Diego Dzonan, vice presidente di Facebook per l’America Latina. Dzodan era stato arrestato ieri dalla divisione narcotici della polizia brasiliana, dopo che la compagnia si era rifiutata di concedere alla magistratura l’accesso a dati di WhatsApp ritenuti rilevanti per un’inchiesta sul traffico di stupefacenti. Secondo il giudice, Dzonan, incarcerato a San Paolo, dovrà ora essere rilasciato perché la sua detenzione è da considerarsi una misura “eccessiva”. Anche Facebook ieri aveva definito “sproporzionato” l’arresto.
La vicenda che ha coinvolto Facebook ha avuto vasta eco per la sua somiglianza con quella che ha coinvolto Apple negli Stati Uniti, con l’azienda di Cupertino che si è rifiutata di rispettare l’ordine di un tribunale che aveva chiesto accesso ai dati dell’iPhone di uno degli autori della strage di San Bernardino.

Giuseppe Catapano: Mutui, Patuelli (Abi), non c’è alcun rischio di pignoramento della casa

giucatap6Non c’è alcun rischio di pignoramento della casa derivante dalle misure previste dal decreto banche.
Lo ha detto a margine di un convegno alla Luiss il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli.
“Con il decreto del Governo sulle banche – ha messo in evidenza Patuelli – non c’è rischio di avere la casa pignorata. E’ una direttiva europea, non è stata una richiesta dell’Abi”.
Il presidente dell’Abi ha quindi spiegato di aver “studiato il documento del Governo che recepisce la direttiva e non riguarda fatti passati, ma eventuali possibilità per il futuro”. Inoltre, ha aggiunto, “è una cosa lasciata alla libera contrattazione tra le famiglie e gli istituti bancari, e non riguarda il passato e i crediti deteriorati”.
Sulle nuove norme che riguardano i mutui cresce la polemica perché paiono gravemente lesivi dei diritti dei consumatori. Uno dei nodi centrali è il superamento del divieto di “patto commissorio” stabilito dal codice civile che permetterebbe alle banche di entrare direttamente in possesso dell’immobile in caso di inadempienza del cliente senza dover passare dal tribunale. Secondo i tecnici del servizio studi del Senato la nuova misura non fornisce adeguata tutela ai consumatori, ma neanche sufficienti garanzie agli altri creditori in quanto “l’immediato trasferimento della proprietà dell’immobile alla banca, vincolando il bene al soddisfacimento del creditore stipulante, lo sottrae dall’aggressione degli altri eventuali creditori, per di più mantenendo al privilegiato la garanzia patrimoniale ordinaria per l’eventuale residuo creditorio”.

Le banconote da 500 euro vanno ritirate. “E’ bene che gli istituti finanziari dell’Unione europea pensino di ritirare in Italia le banconote da 500 euro, sono uno strumento per il facile riciclaggio”, ha detto il presidente dell’Abi. “In Italia – ha aggiunto Patuelli – 500 euro è un importo sproporzionato”.

Giuseppe Catapano: Editoria, nasce il polo Repubblica-Stampa

giucatap5La Stampa e il Secolo XIX si fondono con Repubblica e danno vita a un nuovo polo editoriale con ricavi complessivi per 750 milioni di euro (di cui 605 mln registrati dall’Espresso e 145 mln da Stampa e Secolo XIX a fine 2015). Il quotidiano torinese e quello ligure fanno entrambi capo a Italiana editrice (Itedi), società della famiglia Agnelli-Elkann che verrà fusa per incorporazione nel gruppo presieduto da Carlo De Benedetti, guidato dall’a.d. Monica Mondardini e controllato dalla holding Compagnie industriali riunite-Cir dei De Benedetti (il suo presidente è il figlio dell’Ingegnere Rodolfo). Il memorandum d’intesa è stato firmato ieri ma l’operazione sarà finalizzata entro la fine del primo trimestre 2017, verrà sviluppata in varie fasi e ha bisogno del via libera formale dell’Agcom (Autorità per le garanzie nelle comunicazioni), vista la concentrazione editoriale in un solo soggetto di testate che oggi diffondono in media, tra carta e digitale, circa 800 mila copie totali, tenendo conto delle rilevazioni Ads e dei dati aziendali del gruppo L’Espresso riguardo ai quotidiani locali Finegil (17 quotidiani locali e un trisettimanale). Del nuovo polo che punta a controllare più del 20% della tiratura complessiva dei quotidiani italiani, una quota intorno al 43% resterà in mano a Cir, che oggi detiene oltre il 50% dell’Espresso, mentre una partecipazione intorno al 5% sarà di Exor, cassaforte degli Agnelli-Elkann (e quindi senza nessun più impegno diretto di Fiat-Fca nel settore editoria, uscendo anche da Rcs). Un altro 5% andrà a Carlo Perrone, ex editore del Secolo XIX che ha ribadito il suo «impegno di lungo termine» nel nuovo gruppo. Finora Perrone ha mantenuto il 23% di Itedi, i proprietari di Fca il restante 77%.

Giuseppe Catapano: Canone Rai, l’Agenzia delle Entrate, i comuni dovranno inviare i dati delle famiglie anagrafiche

giucatap4Al fine di evitare errori e duplicazioni nell’addebito del canone Rai “assume cruciale importanza la corretta individuazione della famiglia anagrafica che costituisce di fatto il soggetto passivo del tributo”. Ma “allo stato attuale, in attesa della costituzione della nuova Anagrafe nazionale della popolazione residente, l’individuazione della famiglia anagrafica risulta particolarmente complessa”.
Lo sostiene l’Agenzia delle Entrate in un’audizione alla Camera spiegando che per superare questo scoglio il decreto del Ministro dello Sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle finanze, in corso di emanazione, dovrà prevedere che i Comuni siano tenuti a trasmettere all’Agenzia delle Entrate (Direzione provinciale I di Torino – Sportello SAT), i dati relativi alle famiglie anagrafiche, tenute a pagare il canone Rai, come prevede la legge di Stabilità 2016.
“Sarà, quindi, necessario che l’Agenzia delle entrate trasmetta alle imprese elettriche, per il tramite di Acquirente unico, le informazioni relative ai soggetti che risultano aver presentato la dichiarazione di non detenzione di apparecchi televisivi, con le relative decorrenze, nonché i dati relativi ai soggetti appartenenti alla stessa famiglia anagrafica nei cui confronti non si deve procedere all’addebito in quanto il pagamento è stato già effettuato con altre modalità (ad esempio trattenuta sulla pensione) oppure perché almeno uno dei componenti della famiglia risulta esente dal pagamento per effetto di Convenzioni internazionali – è il caso, ad esempio, degli appartenenti alle forze armate Nato o degli agenti diplomatici – o perché in possesso di altri requisiti previsti per legge”.
Inoltre, tutti gli scambi di informazioni tra l’Agenzia delle entrate e l’Acquirente Unico spa dovranno essere regolati secondo modalità e contenuti definiti di comune intesa. Sarà, infine, necessario prevedere forme di rendicontazione delle operazioni effettuate da parte delle imprese elettriche all’Agenzia delle Entrate. Tali informazioni saranno utilizzate per verificare il corretto versamento del canone da parte dei contribuenti e procedere alle eventuali azioni di recupero, nonché per verificare il corretto addebito del canone e riversamento delle somme riscosse da parte delle imprese elettriche.

Giuseppe Catapano: Ddl omicidio stradale, è legge. Carcere fino a 15 anni per chi non si ferma

giucatap3Con 149 voti favorevoli, 3 contrari e 15 astenuti, il ddl sull’omicio stradale è divenato legge. Il Senato, votando la fiducia messa dal governo sul provvedimento, ha dato il via lbera, in quarta lettura, alla legge che introduce il reato autonomo di omicidio stradale, inasprisce le pene per i pirati della strada e introduce l’arresto obbligatorio in flagranza per chi si metta alla guida ubriaco o sotto l’effetto degli stupefacenti e poi provochi un incidente mortale.

Giuseppe Catapano: Poletti, il costo del lavoro stabile rimarrà basso

giucatap2“L’obiettivo è chiaro: avere costo del lavoro stabile più basso che possiamo perseguire per via fiscale o altra strada”. Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, conferma la volontà di arrivare a un costo del lavoro più basso in modo strutturale.
Conversando con i giornalisti a margine di un convegno di Assolavoro al Cnel, Poletti ha spiegato che la strada è quella di ridurre il costo del lavoro rendendolo strutturale. “Questa – ha spiegato – è la nostra soluzione, non quella del cuneo ma la nostra scelta è rendere strutturale il fatto che il costo del lavoro stabile deve essere più basso del lavoro precario e a termine. Questa era la condizione terribile del periodo precedente, noi abbiamo cambiato le regole e quindi stabilizzeremo la situazione di fatto per cui i contratti a tempo indeterminato costino di meno”.
In merito a un possibile intervento sul cuneo, il ministro ha sottolineato che “non è detto, noi dobbiamo guardare a una serie di situazioni che fanno riferimento al tema fiscale e a quello previdenziale per fare in modo che il costo del lavoro a tempo indeterminato sia competitivo. Dobbiamo cercare di far coagire diversi strumenti”. Riguardo alla durata degli interventi, Poletti ha confermato che è stato previsto un triennio. “Questa vicenda – ha detto – si conclude al terzo anno e sarebbe sbagliato interromperla prima del percorso stabilito”.
Poletti ha poi ricordato che il governo sta attuando i passi necessari per far partire l’Anpal e rafforzare le politiche attive del lavoro. “Stiamo andando avanti – ha spiegato – stiamo approvando i decreti e i vari passaggi normativi. Credo che abbastanza rapidamente arriveremo in porto”.

Giuseppe Catapano: Migranti, dalla Ue 700 milioni per l’emergenza umanitaria, 300 subito

giucatap1La Commissione europea ha deciso di proporre al Consiglio e al Parlamento di stanziare urgentemente nuovi fondi per aiutare i paesi maggiormente esposti alla crisi dei rifugiati ad affrontare la crisi umanitaria che sta provocando. In particolare, se i Ventotto daranno il loro via libera, verranno stanziati 300 milioni nel 2016, 200 nel 2017 e 200 nel 2018, “per fornire aiuto dove è più necessario”, ha spiegato il commissario per gli aiuti umanitari e la gestione delle crisi Christos Stylianides.

Giuseppe Catapano: Padoan, non rivediamo le stime del Pil

PIER CARLO PADOAN

Le previsioni fatte dal Governo “sono serie”, quindi per ora non c’è nessuna revisione del Pil per il 2016. Le tasse continueranno a scendere e i prossimi interventi saranno a favore delle imprese, che si trovano in una fase di incertezza globale che frena gli investimenti. Sono questi alcuni dei temi affrontati dal ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, a Radio Anch’io. Nel dettaglio, “i dati economici sono molto vicini ai dati del Def. Significa che il Governo fa previsioni serie”.
Alla domanda se saranno riviste le proiezioni di crescita del Pil per il 2016 il ministro ha risposto che “rifaremo le stime quando avremo evidenza empirica. Poi, Non si rivedono le stime ogni 5 minuti”. Non solo, “il +0,8% del Pil nel 2015 è molto vicino al +0,9% stimato dal Governo, che era stato criticato come irrealistico”. “Lo 0,8% non soddisfa nessuno, ma migliorera’”, ha assicurato Padoan. Dal punto di vista fiscale, “finora il Governo ha tagliato le tasse e continuerà a farlo. Il taglio delle tasse è uno dei segni distintivi della strategia economica del Governo che continuera’”.
Il ministro ha quindi precisato che “i tagli delle tasse devono essere credibili e sostenibili altrimenti non danno il segnale che le tasse scendono stabilmente”. Padoan ha quindi ricordato gli interventi già adottati dal Governo mettendo in evidenza che “nel taglio di tasse va ricompresa quella componente che è l’eliminazione delle clausole di salvaguardia che servono se i conti non sono sotto controllo, ma i conti sono sotto controllo e le elimineremo”.
“Taglieremo le tasse alle imprese. Abbiamo iniziato dalle famiglie perché erano in una fase di recessione profonda. Adesso bisogna sostenere anche, e sottolineo anche, le imprese”, ha annunciato Padoan invitando “a guardare ad una strategia pluriennale. In Italia c’è ancora incertezza ma si sta affievolendo grazie a politiche credibili, cosa che il Governo sta facendo”. Infatti, “abbiamo abbattuto il cuneo fiscale, detassato la prima casa, dato l’ammortamento accelerato e agevolazioni fiscali al sud”, ha sottolineato. Secondo il ministro, con “l’incertezza globale” si fanno “pochi investimenti. Le imprese investono poco perché c’è poca domanda, il commercio globale rallenta”, ha osservato.
Infine, “la lotta all’evasione fiscale è l’altra faccia dell’abbattimento delle tasse” e in materia “stiamo ottenendo risultati importanti perche’ il rapporto con i cittadini sta cambiando”, grazie anche all’aiuto dell’Agenzia delle Entrate “verso i cittadini onesti ad adempiere” i propri doveri, ma “non tutti i cittadini sono onesti e verso questi rimane l’aggressione all’evasione fiscale”.