Nuovi guai per Facebook, in arrivo questa volta dall’Europa. L’Authority della concorrenza tedesca – il Federal Cartel Office – ha aperto un’inchiesta contro il colosso di Menlo Park, sospettato di abuso di posizione dominante per infrangere le norme sulla protezione dei dati.
“Il Bundeskartellamt ha avviato un procedimento contro Facebook Inc., Stati Uniti, la filiale irlandese dell’azienda e Facebook Germania GmbH”, ha spiegato l’Authority per la concorrenza. Il Bundeskartellamt sta indagando sui sospetti che con i suoi specifici termini di servizio sull’uso dei dati, Facebook abbia abusato della sua posizione dominante nel mercato dei social network per imporre ai suoi utenti delle condizioni di utilizzo delle informazioni personali che violino le leggi sulla protezione dei dati.
Intanto il giudice brasiliano Ruy Pinheiro del Tribunale dello stato di Sergipe ha ordinato il rilascio di Diego Dzonan, vice presidente di Facebook per l’America Latina. Dzodan era stato arrestato ieri dalla divisione narcotici della polizia brasiliana, dopo che la compagnia si era rifiutata di concedere alla magistratura l’accesso a dati di WhatsApp ritenuti rilevanti per un’inchiesta sul traffico di stupefacenti. Secondo il giudice, Dzonan, incarcerato a San Paolo, dovrà ora essere rilasciato perché la sua detenzione è da considerarsi una misura “eccessiva”. Anche Facebook ieri aveva definito “sproporzionato” l’arresto.
La vicenda che ha coinvolto Facebook ha avuto vasta eco per la sua somiglianza con quella che ha coinvolto Apple negli Stati Uniti, con l’azienda di Cupertino che si è rifiutata di rispettare l’ordine di un tribunale che aveva chiesto accesso ai dati dell’iPhone di uno degli autori della strage di San Bernardino.