Giuseppe Catapano: Alfano accerchiato. M5S-Lega chiedono le dimissioni

giucatap17Angelino Alfano è nel mirino. Il fuoco delle opposizioni si concentra sul ministro dell’Interno nonché leader di Ncd dopo le nuove notizie relative all’inchiesta sulle tangenti a Roma, che coinvolgono, a seguito di intercettazioni telefoniche, la famiglia del ministro dell’Interno e leader di Ncd, Angelino Alfano. Che oggi si difende e bolla come “barbarie” le indiscrezioni circolate in queste ore. “Oggi la barbarie illegale arriva a farmi scoprire, dalle intercettazioni tra due segretarie, che un uomo di ottant’anni, il cui fisico è da tempo fiaccato da una malattia neurodegenerativa che non lo rende pienamente autosufficiente, avrebbe fatto ‘pressioni’ presso le Poste per non so quale fantastiliardo di segnalazioni”, afferma Alfano in merito agli sviluppi dell’inchiesta ‘Labirinto’. “Le due signore che parlano, anche insultandomi, non so chi siano – sottolinea Alfano – ma quell’uomo lo conosco bene perché è mio padre ed è indegno dare credito e conto a ciò che i magistrati avevano scartato dopo avere studiato. Nel frattempo, il contenuto reale dell’inchiesta giudiziaria passa in secondo ordine in spregio ai tanti uomini dello Stato che a quella inchiesta si sono applicati”. Una difesa che, però, non convince il Movimento 5 Stelle: “Le intercettazioni telefoniche inchiodano letteralmente il ministro degli Interni del Governo Renzi. Tra il padre che invia 80 curriculum alle Poste e l’assunzione del fratello del ministro nella stessa società, dovrebbe rassegnare oggi stesso le dimissioni”, dichiarano i capigruppo pentastellati di Camera e Senato Laura Castelli e Stefano Lucidi. I 5 Stelle non sono soli: anche il leader della Lega, Matteo Salvini chiede un passo indietro: “Ministro Alfano, faccia una cosa giusta: dimissioni. Non per l’assunzione del fratello alle Poste o per quello che avrebbe fatto il padre, ma per la sua totale incapacita’ di difendere i confini e la nostra sicurezza, i cittadini italiani e le stesse Forze dell’Ordine”. E stessa richiesta arriva da Sinistra italiana. A difesa di Alfano si schiera il suo partito: “Trovo indecente lo sciacallaggio mediatico”, afferma il capogruppo Maurizio Lupi.
Per Fabrizio Cicchitto “evidentemente chi nel mirino ha Alfano e non solo Alfano, vuole giocare d’anticipo e arrivare ad una sorta di resa dei conti anticipata”, mentre Renato Schifani definisce la famiglia Alfano dei “galantuomini”. Pier Ferdinando Casini parla di “attacchi strumentali”. Resta alla finestra Forza Italia, che con il capogruppo Renato Brunetta rivendica di essere “sempre garantista”.

Giuseppe Catapano: Appalti Fiera Milano ed Expo, 11 arresti

giucatap16La Guardia di Finanza di Milano sta eseguendo 11 misure di custodia cautelare nell’ambito di un’indagine su presunte infiltrazioni della mafia negli appalti dell’Ente Fiera di Milano e di Expo 2015. Le accuse per gli arrestati sono, a vario titolo, associazione per delinquere, riciclaggio e frode fiscale. Stando alle indagini, coordinate dal procuratore aggiunto, Ilda Boccassini, e dai pm, Paolo Storari e Sara Umbra, le mani di Cosa Nostra sarebbero arrivate anche a quattro padiglioni nell’esposizione universale: quelli di Francia, Kuwait, Guinea Equatoriale e dello sponsor Birra Poretti. I finanzieri stanno eseguendo anche un sequestro preventivo di diversi milioni di euro.

L’indagine della Dda di Milano che oggi ha portato all’arresto di 11 persone è “importante” perché “segnala” la presenza di “infiltrazioni criminali di Cosa Nostra” in Lombardia. Lo ha sottolineato il procuratore aggiunto Ilda Boccassini in conferenza stampa. L’inchiesta milanese, ha chiarito il magistrato, ruota attorno alla figura di Giuseppe Nastasi, amministratore di fatto del consorzio di cooperative Dominus, che ha siglato una serie di contratti pluriennali di fornitura con Nolostand, società interamente controllata da Fiera Milano, attiva nel settore della realizzazione di padiglioni e stand fieristici. Nastasi, ha precisato ancora il magistrato a capo della Dda di Milano, vanterebbe “legami con figure importanti di Cosa Nostra” e si era “messo a disposizione di esponenti della famiglia Accardo”. Il consorzio Dominus, stando a quanto emerso dalle indagini, ha generato in tre anni un fatturato complessivo di 20 milioni di euro. Di questi, 18 milioni deriverebbero dai contratti siglati con Nolostand, società da oggi posta in amministrazione giudiziaria.

Giuseppe Catapano: Ufficialmente chiusa l’inchiesta sulle email di Clinton

Democratic presidential candidate Hillary Clinton speaks at her first-in-the-nation presidential primary campaign rally, Tuesday, Feb. 9, 2016, in Hooksett, N.H. (AP Photo/Matt Rourke)

L’indagine sull’emailgate riguardante Hillary Clinton è ufficialmente conclusa. A mettere la parola ‘fine’ è stato il segretario alla Giustizia, Loretta Lynch, che ieri ha accettato (come previsto) le raccomandazioni arrivate il giorno prima dall’Fbi: secondo la polizia federale l’ex segretario di Stato non doveva essere incriminata per avere usato server e account di posta elettronica privati quando lavorava per l’amministrazione Obama come capo della diplomazia Usa.
“Ho ricevuto e accettato la loro raccomandazione unanime che l’indagine approfondita e che va avanti da un anno sia chiusa senza alcuna incriminazione contro gli individui parte dell’inchiesta”, ha spiegato Lynch in una nota. Prima di chiudere ufficialmente il caso che aveva intaccato la campagna presidenziale di Clinton, Lynch ha incontrato il direttore dell’Fbi, James Comey, oltre ad agenti e procutoratori vari. Il segretario alla Giustizia aveva fatto scattare le polemiche a causa di un suo incontro con Bill Clinton, marito della candidata democratica ed ex presidente Usa, avvenuto la settimana scorsa e durato mezz’ora. Successivamente a quel meeting, Lynch disse che avrebbe lasciato all’Fbi la decisione sul caso delle email che Clinton ha ricevuto e spedito da un account privato quando era alla guida del dipartimanto di Stato.

Giuseppe Catapano: Avvocati, spese pazze al Cnf

giucatap14Un 2016 con il segno meno per il Consiglio nazionale forense. Il disavanzo di gestione preventivato, infatti, è pari a 1.599.000 euro, frutto della differenza tra le entrate previste, ovvero 8.121.000 euro e le uscite calcolate, pari a 9.720.000 euro. Valore, quest’ultimo, su cui pesano due voci di bilancio, una che si appresta a essere permanente, l’altra che, invece, può, ma non è sicuro, essere solo una spesa eccezionale. Da un lato, infatti, l’organo di vertice dell’avvocatura italiana ha previsto nel bilancio, sotto la voce «Spese per organi dell’ente», uno stanziamento di 2.200.000 euro, di cui 1.200.000 euro, destinati all’aumento dei costi di trasferta per tutti i Consiglieri nonché alle indennità di missione e al nuovo regime indennitario riconosciuto ai Consiglieri nazionali. Spesa che, in linea teorica, potrebbe essere ripetuta anno su anno. Dall’altro lato, invece, è presente la cifra stanziata per l’iniziativa editoriale Il Dubbio, quotidiano generalista edito dalla società edizioni Diritti e Ragione srl costituita il 10 dicembre scorso su impulso della Fai, la Fondazione dell’avvocatura italiana. Bilancio di previsione alla mano, infatti, l’ammontare complessivo stanziato è pari a 1.100.000 euro.

Giuseppe Catapano: Argentina, congelati i beni all’ex presidente Kirchner

giucatap13Un giudice di Buenos Aires ha congelato i beni della ex presidente argentina Cristina Fernandez de Kirchner. Kirchner è stata accusata di avere compiuto transazioni fraudolente in valuta estera l’anno scorso, negli ultimi mesi del suo governo. L’ex presidente ha negato ogni responsabilità ed ha accusato il governo di centro-destra di Mauricio Macri di tramare contro di lei, si legge sulla Bbc. Alcuni dei suoi più stretti collaboratori sono sotto inchiesta per presunta cattiva gestione dei fondi pubblici. “Le molestie da parte di quello che io definisco il ‘partito dei giudici’ sono diventate ridicole”, ha commentato Cristina Kirchner durante una conferenza stampa dopo essere comparsa in tribunale.
Centinaia di agenti di polizia sono stati dispiegati all’esterno del tribunale dove l’udienza ha avuto luogo. L’ex presidente è stata accusata nel maggio scorso di avere ordinato operazioni irregolari della Banca centrale, in dollari, sul mercato statunitense. Il giudice Claudio Bonadio, che guida le indagini, è un dichiarato oppositore dell’ex capo dello Stato, ricorda il network britannico.

Giuseppe Catapano: Banche, 4 fondi Usa su Veneto Banca e B.P.Vicenza

giucatap12Un pool di quattro fondi americani ha manifestato l’interesse ad acquistare in blocco, dal fondo Atlante, la Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca per poi fonderle. Lo scrive il Corriere della Sera spiegando che si tratta dei fondi di private equity Atlas Merchant Capital, Warburg Pincus e Centerbridge e dell’hedge fund Baupost. Già a maggio questi fondi avevano bussato alle porte di Quaestio per trattare l’ingresso nel capitale di Vicenza. Ora tornano alla carica mentre Atlante, dopo la Vicenza, ha salvato anche Veneto Banca, arrivando in entrambi i casi quasi al 100% del capitale. Per ora i fondi hanno presentato una semplice manifestazione di interesse, pronta a trasformarsi in offerta formale. Non è chiaro, prosegue il giornale, se nel perimetro siano comprese le sofferenze in carico alle banche. Possibile che questo rientri in un negoziato, anzi che ne sia parte essenziale e che finisca sulla bilancia insieme al prezzo delle azioni.

E questa mattina si apre questa mattina il nuovo corso della Banca Popolare di Vicenza sotto la regia del Atlante. I soci si riuniscono infatti in assemblea per eleggere il Cda che guiderà la banca nel prossimo triennio, dopo che nell’aprile scorso il Fondo Atlante è intervenuto come garante dell’aumento di capitale da 1,5 miliardi di euro chiesto dalla Bce, diventando azionista di controllo con il 99,3% delle quote. L’unica lista presentata per il board è quella proposta da Quaestio, l’sgr che gestisce il Fondo. Recependo le richieste di Francoforte, i nomi dei candidati al nuovo Consiglio sono all’insegna della discontinuità. Alla presidenza è stato designato l’attuale vice Presidente di Edizione Holding, Gianni Mion, che avrà come proprio vice l’ex Commissario Consob Salvatore Bragantini. Gli altri consiglieri indicati sono Niccolò Abriani, Luigi Arturo Bianchi, Marco Bolgiani, Carlo Carraro, Rosa Cipriotti, Massimo Ferrari, Francesco Micheli e Alessandro Pansa. Unica conferma è invece quella dell’a.d. Francesco Iorio, designato al timone dell’istituto dalla precedente gestione in seguito all’uscita di scena dell’ex capo azienda, Samuele Sorato. Ex vice d.g. di Ubi Banca, Iorio – gradito alla Bce grazie al lavoro svolto nei mesi passati per cercare di rimettere l’istituto in carreggiata – e’ l’unico consigliere non indipendente nel nuovo Cda.
Nel corso dell’assise, Quaestio ribadirà che non c’è alcuna intenzione di fondere la Vicenza con Veneto Banca, proporrà il dimezzamento delle spettanze per i consiglieri e – soprattutto – ribadirà al nuovo Consiglio uno dei punti chiave dell’agenda: l’azione di responsabilità nei confronti dei precedenti vertici dell’istituto. In ballo c’è un risarcimento danni milionario per il dissesto a cui la banca sta cercando di fare fronte. Uno tsunami che nella marca berica ha coinvolto circa 119.000 soci, per lo piu’ piccoli risparmiatori, oggi ridotti sul lastrico e quanto mai determinati a far valere anche in tribunale le proprie ragioni: molti di essi – rassicurati allo sportello circa la solidita’ dell’istituto – si erano fatti convincere a sottoscrivere azioni della Vicenza a valori monstre, in qualche caso addirittura superiori a 60 euro/azione, anche a fronte di valutazioni non veritiere del valore degli asset. Il risveglio, brusco, e’ toccato darlo al Fondo Atlante: il salvataggio e’ avvenuto infatti al prezzo unitario di 0,10 euro, valore che diversi analisti considerano persino a premio.

Penati (Atlante), B.P Vicenza in totale sicurezza

“Dopo l’aumento di capitale la Banca, con il Core Tier 1 superiore al 13,5%, ha il coefficiente patrimoniale più alto in Italia, avendo cosi’ acquisito le risorse necessarie per sostenere con tranquillità la fase di ristrutturazione e rilancio.  La Popolare di Vicenza, dunque, e’ diventata tra le banche piu’ solide in Italia. E’ un dato di fatto. Da oggi nessuno potrà più agitare lo spettro dell’insolvenza per sottrarle clienti e depositi”. Lo ha spiegato Alessandro Penati, Presidente di Quaestio Capital, il gestore del fondo Atlante che controlla il 99,3% della Banca Popolare di Vicenza, in una lettera inviata ai quotidiani locali nel giorno dell’assemblea, nella quale ha sottolineato “con chiarezza che il massiccio aumento di capitale e’ stato richiesto entro tempi certi dalle Autorita’ di Vigilanza. La mancata sottoscrizione dell’intero aumento di capitale avrebbe comportato  l’imposizione del meccanismo di risoluzione; come insegnano le recenti esperienze delle quattro banche del centro Italia, si sarebbero azzerati anche i risparmi degli obbligazionisti, imposti pesanti tagli di occupazione e una stretta creditizia”. Il Fondo Atlante, ha spiegato Penati, “e’ nato proprio per scongiurare questa eventualita’. E c’e’ riuscito. Non voglio in alcun modo minimizzare le sofferenze di tanti soci che hanno perso ingiustamente i loro risparmi; voglio solo rammentare che si era sull’orlo del precipizio. Ma  ora la Banca è in totale sicurezza”.

Giuseppe Catapano: B.Mps verso 3 miliardi di capitali freschi, il Governo pronto a sostenere il Monte

DV1348252Fino a tre miliardi di capitali freschi per contribuire ad abbattere l’enorme mole di crediti deteriorati. E’ questo, scrive La Stampa, il piano che oggi dovrebbe ufficializzare il Monte dei Paschi, nella speranza che il Governo si faccia carico del problema. A meno di colpi di scena, precisa il giornale, oggi il cda straordinario di B.Mps lancerà un aumento di capitale fra 2 e 3 mld. Una proposta che alle attuali condizioni della banca (circa 24 mld di crediti deteriorati) il mercato dovrebbe snobbare. A quel punto il Governo -grazie all’articolo 32 della Brrd- sarebbe pronto a lanciare la sua ciambella di salvataggio sottoscrivendo (potrebbe farlo con un bond) cio’ che il mercato rifiuterà. Il problema, continua il quotidiano, è che in quel caso le regole impongono di sacrificare, oltre agli azionisti -che verrebbero comunque diluiti- anche gli obbligazionisti subordinati. Per evitare questo scenario il premier, Matteo Renzi, è pronto a tutto, fino al coinvolgimento nell’operazione di ricapitalizzazione della Cassa depositi, soggetto pubblico ma formalmente privato.

Giuseppe Catapano: Enti, nuovi mutui rinegoziabili

giucatap10I nuovi mutui contratti dagli enti locali saranno sempre rinegoziabili. E avranno sempre un cap definito, ossia una soglia massima di tasso di interesse che non potrà mai essere superata. Per i mutui in essere, invece, le penali per l’estinzione anticipata (che in alcuni casi superano il 20%) saranno di sicuro abbattute, mentre sull’apertura di una nuova finestra di rinegoziazione dei mutui locali bisognerà valutare la disponibilità del Mef. Francesco Boccia, presidente della commissione bilancio della camera, da anni conduce una battaglia personale contro l’esosità dei tassi applicati ai comuni da Cassa depositi e prestiti. Ma questa volta intende andare fino in fondo, perché, dice, «Cdp non può continuare a fare utili con i debiti dello stato». E a ItaliaOggi anticipa i temi su cui si concentrerà il lavoro della commissione sul decreto enti locali (dl 113/2016). Senza risparmiare una frecciatina ai senatori di Ncd che la prossima settimana dovranno votare la riforma dei bilanci di regioni ed enti locali a maggioranza assoluta. «Attenzione a non trasformare un provvedimento essenziale per gli enti in un terreno di scontro politico».