Giuseppe Catapano: Clausole abusive il limite sono i 60 giorni

giucatap672Pagamenti entro 60 giorni a co.co.co. e partite Iva (non imprese). Una clausola che stabilisse un termine superiore sarebbe, infatti, abusiva e quindi priva di effetto. Lo stabilisce, tra l’altro, il ddl sulle tutele per il lavoro autonomo non imprenditoriale e sul lavoro agile che nei prossimi giorni sarà al vaglio del Consiglio dei ministri (si veda ItaliaOggi del 27 ottobre 2015).

Le clausole abusive – Il provvedimento introduce una serie di novità ai rapporti di lavoro autonomo di cui al titolo III del libro V del codice civile: dalle collaborazioni coordinate e continuative alle Partite Iva, passando per il lavoro autonomo occasionale (esclusi i voucher). L’art. 3 disciplina le c.d. «clausole e condotte abusive» stabilendo che si considerano tali, e come tali prive di effetto, le clausole che attribuiscono una posizione preminente al committente (la facoltà di modificare unilateralmente le condizioni del contratto o, nel caso di contratto a prestazioni continuative, di recedervi senza congruo preavviso) e quelle mediante le quali le parti concordano termini di pagamento superiori a 60 giorni dalla data di ricevimento, da parte del committente, della fattura (partite Iva) o della richiesta di pagamento (co.co.co. e lavoro autonomo occasionale).

Giuseppe Catapano: Fondi Ue per tutti. Per sempre

giucatap671Libero accesso a tempo indeterminato ai Fondi europei per tutti i lavoratori autonomi. Comprese, quindi, le partite Iva, ma anche i collaboratori. Non solo. Sempre per i lavoratori autonomi accesso facilitato alla partecipazione negli appalti pubblici. Queste alcune delle novità contenute nel ddl recante misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale che nei prossimi giorni sarà al vaglio del Consiglio dei ministri così come confermato anche dal sottosegretario all’economia Enrico Zanetti che, ieri, ha fatto sapere come «il disegno di legge sul lavoro autonomo che sta per essere licenziato dal Consiglio dei ministri» rechi «numerose norme importanti e attese per la tutela dei lavoratori autonomi».
Prende, quindi, forma il testo collegato alla legge di stabilità per il 2016 annunciato nel corso delle settimane precedenti dal governo e si parte con una modifica proprio alla legge 208/2015. Nel dettaglio, la nuova disposizione contenuta nel collegato lavoro autonomo all’art. 7 va a delineare quelle che potranno essere le nuove opportunità professionali per i lavoratori autonomi. In prima battuta, infatti, ad essere chiamata in causa  è la recente legge di stabilità per il 2016, in particolare, il comma 821 dell’art. 1. Il collegato lavoro autonomo, infatti, all’art. 7 prevede l’abrogazione della disposizione che equiparata i liberi professionisti alle Pmi per l’accesso ai fondi strutturali europei, riscrivendo sostanzialmente la disposizione. Ed è attraverso la nuova stesura che il perimetro di azione della norma contenuta nella legge di stabilità per il 2016 potrebbe modificare il suo raggio di azione. In base alla previsione contenuta nella legge di stabilità, infatti, l’equiparazione sarà valida per l’accesso ai Fondi Ue nel periodo compreso tra il 2014 e il 2020. Norma che renderà , in un secondo momento necessaria, una proroga di tale scadenza. Problema risolto dalla norma del ddl che elimina ogni riferimento temporale. Salvo novità nel corso dei lavori, quindi, l’equiparazione sarà a tempo indeterminato. E’ prevista, inoltre, l’estensione della platea dei beneficiari della disposizione. La norma contenuta nella legge di stabilità, infatti, pur non facendo alcune distinzione tra professioni regolamentate e non, entrambe ricomprese nella dicitura «liberi professionisti», nulla dice in merito alle altre forme di lavoro autonomo. Di diverso avviso, invece, l’art. 7 del ddl che relativamente all’ambito di applicazione della norma fa espresso riferimento ad ogni forma di lavoro autonomo.

Giuseppe Catapano: Cina, crollano le borse (Shanghai -6,4%, Shenzhen -7,1%) nonostante l’ennesimo intervento della PboC

giucatap670Martedì nero per la Borsa di Shanghai, nonostante la banca centrale cinese abbia iniettato altri 67 miliardi di dollari nel sistema finanziario attraverso meccanismi di finanziamento a breve termine per evitare una possibile crisi di liquidità a ridosso delle festività per il capodanno lunare. L’indice principale al termine degli scambi accusa un tonfo del 6,42% scivolando a 2.749 punti. Si tratta del livello più basso da 11 mesi, mentre rispetto ai massimi del giugno scorso la principale borsa cinese lascia sul terreno oltre il 40%. Vendite generalizzate ma sul comparto industriale e petrolifero i maggiori ribassi, con Petrochina e China Petroleum che accusano flessioni superiori al 6%, mentre China Railway lascia sul terreno il 7,20%.
In profondo rosso anche la Borsa di Shenzhen: il Composite chiude in calo del 7,1%.

Giuseppe Catapano: Chiuse sei frontiere, Schengen vacilla

epa04505610 A view of Schengen's sign in the village of Schengen, Luxembourg, 14 October 2014. EPA/NICOLAS BOUVY

Ad Amsterdam è partita la corsa contro il tempo per salvare Schengen. Francia, Germania, Austria, Svezia, Danimarca e Croazia hanno chiesto la sospensione del Trattato per due anni. Intanto hanno chiuso le frontiere, con l’obiettivo di fermare l’onda di migranti in arrivo dalla Grecia e dalla rotta balcanica, quasi 900.000 nel 2015 e 40.000 nel solo mese di gennaio. A maggio, pero’, non potranno più legalmente tenere la porta chiusa.
La possibile soluzione c’è, ed è quella invocata dal primo ministro italiano, Matteo Renzi, e dalla cancelliera tedesca, Angela Merkel, che prevede la redistribuzione automatica tra i 28 stati membri dell’Ue dei migranti che arriveranno in Europa. Le sorti di Schengen e dell’Unione, come nella crisi dell’euro, dipendono però dalla Grecia: il premier Alexis Tsipras ha tre mesi per riprendere il controllo delle sue frontiere e provvedere alla registrazione dei richiedenti asilo che giungono dalla Siria. In caso contrario torneranno i confini, e i rifugiati rimarranno bloccati nella penisola greca, innescando quasi certamente una crisi umanitaria. Quasi un paradosso il fatto che la minaccia maggiore per la libera circolazione provenga dai paesi che vogliono salvare Schengen: Germania, Olanda, Lussemburgo e le istituzioni Ue. Ieri ad Amsterdam si è tenuta una riunione straordinaria dei ministri degli Interni dell’Ue, convocata dalla presidenza olandese, per tentare di dare un contenuto politico alle proposte sul tavolo. Dopo nove ore di colloqui, l’austriaca Johanna Mickl-Leitner ha affermato che Schengen “è sull’orlo del tracollo”. Tra quattro mesi, infatti, Berlino e Vienna potrebbero essere le prime capitali a sospendersi dal trattato di libera circolazione. Il commissario agli Interni Ue, Dimitris Avramopoulos, prova a ricordare che “c’è piena intesa fra tutti sull’esigenza si salvare Schengen”, ma è impossibile non fare i conti con il fallimento del meccanismo di redistribuzione dei migranti e dei controlli all’ingresso che avanzano a singhiozzo.
Per l’Italia, l’incubo peggiore sono i Balcani: se la sospensione per due anni di Schengen chiesta dai Sei sembra una catastrofe, ancora peggio sarebbe la chiusura della rotta balcanica. Il rischio è che i migranti possano tornare ad attraversare il mare, mettendo l’Italia nella condizione di dover accogliere tra le 200.000 e le 400.000 persone in fuga dalla guerra.

Giuseppe Catapano: Fondi, finale d’anno col botto, a dicembre raccolti quasi 11 mld. Nel 2015 saldo positivo di 141 mld

giucatap668Grazie a una raccolta mensile di quasi 11 miliardi di euro a dicembre, l’industria del risparmio gestito ha archiviato il 2015 con un saldo positivo di circa 141 miliardi, un dato in crescita del 6% rispetto al 2014, che si era chiuso con una raccolta netta complessiva record di oltre 133 miliardi.
Secondo quanto ha reso noto Assogestioni, la parte del leone la fanno ancora le gestioni collettive che in dodici mesi hanno registrato flussi positivi per 95 miliardi, in aumento rispetto ai 92 miliardi del 2014. Ma cresce, anno su anno, anche la raccolta netta delle gestioni di portafoglio che archiviano il 2015 con 46 miliardi di flussi netti, contro i 41 dell’anno scorso.
Da segnalare, infine, il nuovo exploit del patrimonio complessivo gestito dall’industria che ha chiuso il 2015 a quota 1.823 miliardi, un dato in crescita di circa il 15% rispetto al 2014. Una crescita che ha riguardato in egual misura sia le gestioni collettive, passate dai 731 miliardi del 2014 agli 890 miliardi del 2015, sia le gestioni di portafoglio, che hanno chiuso l’anno a quota 932 miliardi, contro gli 857 dell’anno precedente.
Nel 2015 più della metà della raccolta dei fondi aperti è stata fatta attraverso i fondi flessibili (51,5 miliardi di euro). Seguono, ben distanziati, gli obbligazionari che hanno visto entrare 14,9 miliardi, i bilanciati 12,5 miliardi e gli azionari con 9,5 miliardi.

Giuseppe Catapano: Tassisti in guerra e scioperi, Parigi paralizzata

giucatap666Parigi paralizzata, stamane, per una raffica di scioperi simultanei nei trasporti aerei, negli ospedali e nelle scuole. Nel ‘martedi’ nero’ della capitale francese, inoltre, circa 1500 tassisti hanno messo a ferro e fuoco la città, bloccando gli accessi agli aeroporti di Charles De Gaulle e Orly (già funzionanti a singhiozzo per l’astensione dal lavoro dei controllori di volo) e scatenando una guerriglia urbana con lanci di molotov e pneumatici bruciati. La situazione è stata particolarmente tesa a Porte Maillot, nel 16esimo arrondissement, dove la polizia è dovuta intervenire con i lacrimogeni e ha fermato 20 persone; nello scalo di Orly, inoltre, un tassista che non aveva aderito allo sciopero è stato aggredito dai colleghi ed è rimasto ferito. Disordini e blocchi anche in altre città, soprattutto Marsiglia, Lille e Tolosa.
La categoria è scesa in piazza per la concorrenza – ritenuta sleale – delle auto a noleggio con conducente e di Uber; e dopo ore di tensioni, è riuscita ad ottenere un incontro col premier, Manuel Valls, che avverrà in tarda mattinata. “La nostra sopravvivenza è in pericolo, stiamo stufi di incontri e negoziati”, ha pero’ dichiarato Ibrahim Sylla, portavoce del sindacato Taxis de France.
A rendere più caotica la situazione si sono aggiunti una serie di scioperi simultanei, a partire da quello dei controllori di volo che ha causato la cancellazione di un volo su cinque. A causa dei blocchi dei taxi, inoltre, l’accesso dei passeggeri ai due scali francesi ma anche agli aeroporti di altre città risulta fortemente compromesso. Air France ha fatto sapere che opererà tutti i suoi voli a lunga tratta e più dell’80% di quelli a media e breve tratta, sia nazionali che europei; tuttavia “non si possono escludere cancellazioni e ritardi dell’ultimo minuto”. Easyjet ha reso noto di aver già cancellato 35 voli, per la maggior parte interni; ma i disagi hanno interessato anche i collegamenti con Svizzera, Italia e Spagna. Sempre oggi in tutta la Francia incrociano le braccia circa 5,6 milioni di lavoratori pubblici, ospedali compresi, in polemica con la riforma del lavoro annunciata dal governo a settembre e che intacca stipendi e avanzamenti di carriera.
Fermi anche molti asili e scuole elementari dove gli insegnanti reclamano aumenti di stipendio; la percentuale di adesione allo sciopero di questi ultimi, a Parigi, è stimata dai sindacati intorno al 45%. Secondo il sindacato di sinistra Fo, i dipendenti pubblici hanno subito un erosione del potere di acquisto dell’8% a causa del congelamento dell’indicizzazione dei salari. Sul punto, tuttavia, il ministro della Funzione Pubblica, Marylise Lebranchu, ha già replicato che “siamo in una situazione difficile” e non è possibile aspettarsi grandi cambiamenti.

Giuseppe Catapano: Good bank, esiti “più che soddisfacenti” dalla prima fase della cessione

giucatap665La prima fase della cessione delle quattro good bank – Nuova Cassa di risparmio di Ferrara, Nuova Banca Marche, Nuova Banca dell’Etruria e del Lazio e Nuova Cassa di risparmio di Chieti – che si è chiusa ieri pomeriggio con la presentazione delle manifestazione di interesse da parte di potenziali investitori – “ha consentito una prima mappatura degli operatori nazionali e internazionali interessati, con esiti più che soddisfacenti”. Lo si legge in una nota diffusa dal management delle quattro banche.
Alla manifestazione di interesse hanno potuto partecipare soggetti in possesso dei requisiti previsti dalle disposizioni nazionali e comunitarie in grado di garantire la continuità operativa ed economica delle Good Bank, nonché la rapidità ed efficienza nella realizzazione dell’acquisizione.
Nei prossimi giorni – dopo una prima selezione – le controparti che hanno espresso tali interessi preliminari riceveranno un primo documento descrittivo (Teaser) accompagnato da una lettera di procedura: sulla base di questi documenti verranno richieste conferme di interesse più circostanziate che permetteranno il passaggio a una seconda selezione per il successivo invio dell’Information Memorandum in vista delle Non-Binding Offer.

Giuseppe Catapano: Protesta dei lavoratori Ilva paralizza Genova

giucatap664Genova paralizzata dalle prime ore della mattina per lo sciopero dei lavoratori dello stabilimento Ilva di Cornigliano che da ieri hanno occupato la fabbrica per protestare contro la messa in discussione dell’accordo di programma del 2005 che garantiva il mantenimento dei livelli occupazionali e la continuità di reddito per i dipendenti dell’azienda. I lavoratori aderenti alla Fiom, che chiedono un incontro con il ministro Guidi per ottenere garanzie sul rispetto dell’accordo di programma, stanno bloccando dalle 9 di questa mattina l’accesso al casello autostradale di Genova Ovest, la strada sopraelevata Aldo Moro e via Cantore causando gravi disagi al traffico in città. Un altro gruppo di operai sta bloccando la circolazione in via di Francia, accendendo fumogeni e lanciando petardi. Alla manifestazione partecipano anche delegazioni di lavoratori di Ansaldo Energia e di Amt, l’azienda di trasporto pubblico del capoluogo ligure.

Giuseppe Catapano: Vaticano, Iran importante per soluzioni politiche in Medio Oriente

giucatap663L’Iran può svolgere un “importante ruolo”, “insieme ad altri paesi della Regione, per promuovere adeguate soluzioni politiche alle problematiche che affliggono il Medio Oriente, contrastando la diffusione del terrorismo e il traffico di armi”. E’ quanto si legge in una nota diffusa dalla Santa Sede al termine della visita in Vaticano del presidente Rohani. Colloqui, quelli con Papa Francesco e, quindi, con il Segretario di Stato, Cardinale Pietro Parolin, definiti “cordiali” nel corso dei quali “si sono evidenziati i valori spirituali comuni e si è poi fatto riferimento al buono stato dei rapporti tra la Santa Sede e la Repubblica Islamica dell`Iran, alla vita della Chiesa nel Paese e all’azione della Santa Sede in favore della promozione della dignità della persona umana e della libertà religiosa”.
“Ci si è poi soffermati – si precisa ancora da parte Vaticana – sulla conclusione e l’applicazione dell`Accordo sul Nucleare e si è rilevato”. Infine “è stata ricordata l`importanza del dialogo interreligioso e la responsabilità delle comunità religiose nella promozione della riconciliazione, della tolleranza e della pace”.
L’incontro durato 40 minuti, con Papa Francesco, al secondo giorno a Roma ha di certo già sancito l’apertura di una nuova stagione di rapporti tra Italia e Iran e tra Teheran e l’Occidente. Nella tappa romana che si conclude domani mattina con una conferenza stampa del capo dello Stato iraniano, primo viaggio in Occidente dopo “l’implementation day” dell’accordo sul nucleare, “pace” è stata una delle parole più usate e il presidente iraniano ha mandato un messaggio ai partner internazionali: l’Iran è un attore credibile con cui dialogare per la stabilità nella regione.
“Il Corano invita i musulmani a proteggere per prima le chiese e le sinagoghe: questo significa tolleranza”, ha detto Rohani poco prima di presentarsi all’udienza dal Pontefice.
Nell’udienza in Vaticano il pontefice ha regalato al suo ospite un medaglione di San Martino. Il Papa ha spiegato a Rohani che si trattava del santo raffigurato nel momento di togliersi il mantello per donarlo ad un povero, “un segno di fratellanza gratuita”. “Grazie davvero”, ha replicato Rohani. Francesco ha quindi detto al suo ospite: “La ringrazio tanto per questa visita e spero nella pace”. Di rimando, il presidente iraniano lo ha lasciato aggiungendo: “Le chiedo di pregare per me. Mi ha fatto veramente piacere vederla e le auguro buon lavoro”.
E sul tasto della pace e del ruolo che ha e avrà l’Iran nello scacchiere del Medio Oriente ha insistito il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni: “L`Italia ha sempre sostenuto il ruolo dell’Iran come protagonista regionale nella soluzione delle tensioni dell`area, a cominciare dalla crisi siriana”. Inoltre la scelta di Roma come prima tappa del viaggio di Rohani “non è casuale” ma “ha una valenza storica” ed è “il segno di un antico legame storico e della profonda amicizia tra i nostri popoli” e anche un “riconoscimento della perseveranza con cui l’Italia ha sempre scommesso sull’Iran”. Una scommessa che oltre a livello politico internazionale, nel quadro del negoziato di pace della crisi siriana, punta anche sul fronte economico dove le aziende italiane sono rimaste “anche nei momenti difficili”. Relazioni che possono contare già su accordi firmati per 17 miliardi di euro e una mano tesa da parte di Teheran agli imprenditori italiani e al premier Matteo Renzi, atteso nel Paese nei prossimi mesi proprio per ravvivare ulteriormente queste relazioni. Ad ascoltare oggi il messaggio di Rohani al Business Forum organizzato da Confindustria, una platea piena in ogni ordine di posto, con grandi industrie e piccole e medie imprese pronte ad approfittare delle occasioni offerte dalla revoca delle sanzioni, che, come ha sottolineato il presidente iraniano, la Comunità internazionale “ha capito che non servono” contro la Repubblica islamica dell’Iran. Teheran, quindi, è pronta ad accogliere gli investitori stranieri e “dopo anni di sanzioni oggi esistono opportunità ma da qui ad un anno questa situazione cambierà. Oggi ci sono posti da riempire” anche per l’Italia, “ci fidiamo dell’Italia e degli italiani”, ma bisogna fare presto, ha detto Rohani. Messaggio condiviso dal presidente di Confindustria Giorgio Squinzi, per cui l’Iran è “un paese prioritario per l’interscambio nei prossimi anni” e offre “opportunità formidabili” per gli imprenditori italiani. L’Iran è il Paese nel mondo tra quelli vicini all’Italia “al più alto potenziale. Dobbiamo correre in Iran perché c’è la fila. Abbiamo un piccolo vantaggio e dobbiamo sfruttarlo”, ha sottolineato il presidente dell’Ice, Riccardo Maria Monti.

Italia-Iran: Gentiloni incontra Zarif, missione Rohani passaggio chiave

Il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni ha incontrato il ministro degli esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif, nell’ambito della visita del presidente Hassan Rohani a Roma, tappa iniziale del suo primo viaggio in Europa. Una presa di contatto tra Roma e Teheran, si legge in un comunicato della Farnesina, resa ancor più significativa perché avviene all’indomani dell’implementation day, il 16 gennaio, che ha sancito l’entrata in vigore dell’accordo sul programma nucleare, con la connessa rimozione di gran parte delle sanzioni. La politica estera italiana sta sostenendo una soluzione diplomatica al dossier nucleare e considerato fondamentale il coinvolgimento di Teheran nella ricerca di soluzioni alle crisi regionali, con l’obiettivo di assecondarne un ruolo costruttivo nella lotta al terrorismo globale e nella soluzione delle crisi in atto, dalla Siria all’Iraq, dal Libano allo Yemen. La missione di Rohani segna un passaggio chiave nella strategia del nostro sistema paese di avviare un recupero tempestivo delle quote di mercato perse a causa del regime sanzionatorio, facendo leva sulla favorevole percezione in Iran del ruolo italiano nella regione e nella Comunita’ internazionale.