Giuseppe Catapano: Mafie, in marcia per memoria e impegno

giucatap188Oltre 350.000 persone in tutta Italia ricordando le vittime delle mafie e sollecitano un impegno maggiore delle istituzioni e della società, con numerosissime iniziative realizzate in oltre duemila piazze e luoghi del Paese. E’ il dato fornito a Messina da Libera e dal suo presidente don Luigi Ciotti, che descrive la grande partecipazione nazionale alla XXI Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti della mafia in tutto il Paese. Cuore della straordinaria mobilitazione e’ Messina dove gli organizzatori stimano che sono stati oltre trentamila a sfilare in corteo, con in testa molti familiari delle vittime e don Ciotti. “Da questo popolo, soprattutto dai giovani – dice il sacerdote – arriva un messaggio forte. Costruiamo ponti di memoria e luoghi di impegno ovunque per sottolineare la trasversalita’ delle cose positive, ma anche delle presenze criminali mafiose. Il nostro Paese ha bisogno di ponti: quelli che allargano le coscienze e traghettano le speranze. Abbiamo bisogno di un’opera quotidiana di cittadini responsabili capaci di tradurre la domanda di cambiamento in forza di cambiamento. Il problema ancora una volta sono un’accelerazione dei tempi e un chiarimento netto sulle priorità che Parlamento e governo devono darsi. C’è una grande riforma da fare in Italia: la riforma delle nostre coscienze”.
Al culmine della manifestazione a piazza Duomo, a Messina, dal palco sono stati letti i nomi delle vittime innocenti delle mafie. Un rosario doloroso, sgranato davanti ai familiari presenti. “E’ una giornata straordinaria soprattutto per tutte le vittime di mafia innocenti e anche per Messina”, ha detto Piero Campagna, fratello di Graziella, la giovane brutalmente uccisa dalla mafia, oggi in prima fila al corteo di Libera, insieme agli altri familiari, “dobbiamo ricordare queste vittime per una societa’ pulita e migliore, dobbiamo dare il nostro contributo soprattutto per sostenere i giovani e la loro domanda di futuro”. In piazza anche numerose autorità, tra cui il sindaco Renato Accorinti, il presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone e il governatore Rosario Crocetta. “Libera rappresenta un punto di riferimento per il nostro Paese e per tutte le persone oneste – ha detto il presidente della Regione – che non vogliono soggiacere alla mafia. Don Ciotti e’ uno dei pilastri di questa storia. L’antimafia ha bisogno di essere unita. Basta divisioni. Bisogna stare qui tutti insieme senza polemiche”.
Ogni 21 marzo, inizio della primavera, sarà il giorno della memoria e dell’impegno. Auspica la presidente della Commisione parlamentae Antimafia Rosy Bindi: “Questa giornata sia dedicata a quel volto grande del nostro Paese che ha detto di no e continua a dire di no alle mafie. L’Italia è la terra delle mafie ma anche della lotta alle mafie con grandi risultati”.

Giuseppe Catapano: Bankitalia promuove la riforma del credito cooperativo, ma 50 Bcc sono fragili e a rischio tensioni

giucatap187La riforma delle Bcc così come si va definendo con gli emendamenti presentati nel corso dell’iter parlamentare piace a Bankitalia. Lo ha detto nel corso di un convegno il capo del dipartimento vigilanza bancaria e finanziaria di Bankitalia, Carmelo Barbagallo, spiegando che Via Nazionale condivide “l’impostazione della riforma del credito cooperativo e successivamente emendata”. “Nell’iter parlamentare di conversione del decreto – ha aggiunto il capo della vigilanza – sono stati approvati taluni emendamenti, alcuni dei quali particolarmente importanti attinenti alla governance e al capitale della capogruppo nonché alla cosiddetta way out per le Bcc che non vogliono aderire a un gruppo. Si tratta di miglioramenti che, se definitivamente confermati, rafforzerebbero di molto l’efficacia della riforma”. Secondo Bankitalia “è fondamentale che la capogruppo del gruppo bancario cooperativo disponga di efficaci poteri di nomina, revoca e sostituzione degli organi delle Bcc”, ha proseguito.
Quanto al delicato capitolo della way out, Barbagallo ha messo in evidenza che le modifiche apportate con gli emendamenti “eliminano le incertezze e consentono di minimizzare i rischi di indebolimento dei costituenti gruppi cooperativi”. La way out così come modificata, ha proseguito, “prevede che una o più Bcc, con patrimonio netto superiore a 200 mln di euro al 31/12/2015, potranno chiedere a Bankitalia, entro 60 giorni dalla conversione del decreto, l’autorizzazione a conferire le rispettive aziende bancarie a una società per azioni autorizzata all’esercizio dell’attività bancaria”.
Bankitalia, ha spiegato, “autorizzerà operazioni di way out dal punto di vista prudenziale come il controllo sugli assetti proprietari della banca conferitaria; l’autorizzazione dell’aumento di capitale e del conferimento d’azienda; l’approvazione delle modifiche statutarie delle bcc conferenti e l’autorizzazione all’esercizio dell’attività bancaria in caso di costituzione di una nuova banca spa”. “In alcuni di questi procedimenti – ha precisato Barbagallo – Bce e Bankitalia concorreranno alla decisione nell’ambito del meccanismo di vigilanza unico indipendentemente dalla dimensione significativa o meno delle banche coinvolte”.
Il capo della vigilanza di Via Nazionale ha inoltre messo in evidenza come “la componente più fragile del settore è individuabile nelle Bcc che presentano, contemporaneamente, coefficienti di capitale più bassi e tassi di copertura inferiori a quelli medi del sistema bancario nazionale. In base ai primi dati riferiti a dicembre 2015, le Bcc in tale condizione erano circa 50 e rappresentavano il 16% dell’attivo della categoria”.
“In tale contesto – ha aggiunto – aumenta la probabilità che un numero non marginale di Bcc vada incontro a tensioni a causa della difficoltà di alimentare il patrimonio nella misura e con la rapidità imposti dal contesto regolamentare, istituzionale e di mercato”.

Giuseppe Catapano: Ue, domani Moscovici a Roma incontra Renzi e Padoan

giucatap186Domani il commissario europeo agli Affari economici Pierre Moscovici sarà in visita a Roma, dove incontrerà il presidente del consiglio, Matteo Renzi, e il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan. Moscovici, fa sapere la Commissione europea, approfondirà le discussioni sulla politica di bilancio italiana in vista dei prossimi passi previsti dal semestre europeo; si tratta di visite che coinvolgono diversi stati membri prima della presentazione dei Piani nazionali di riforma e dei programmi di stabilità. “In questa fase importante del semestre europeo – ha dichiarato Moscovici – la Commissione si sta impegnando per avere un rapporto costruttivo con gli stati membri. Vogliamo sostenere gli sforzi nazionali volti a costruire politiche per la creazione di posti di lavoro e per la crescita attraverso riforme intelligenti, investimenti e politiche di bilancio responsabili. La mia visita a Roma è un esempio concreto di questo approccio”.

Giuseppe Catapano: Incidente bus, la Farnesina conferma, 7 morti, 2 feriti gravi. Renzi vola in Spagna

TARRAGONA, SPAIN - MARCH 20: Fire fighters are seen at the scene of an accident after a bus carrying university exchange students back from a popular festival crashed near Tarragona in north-east Spain, on March 20, 2016. At least 13 people are dead and dozens were injured Tjerk van der Meulen / Anadolu Agency

“Ieri era un giorno difficile da mandare giù. Era il 21 Marzo, era primavera. Perché come fai a parlare di primavera con le foto di sette ragazze che ti sorridono dalle immagini dei giornali online, ma che in realtà hanno chiuso gli occhi per sempre.
Tutti i giorni, lo sappiamo, muoiono innocenti sulla strada. E il nostro impegno per la sicurezza non è finito con l’approvazione della legge dell’omicidio stradale, ma deve continuare e continuerà, giorno dopo giorno. E allora perché la vicenda catalana ci colpisce in modo così profondo? Forse perché sono sette ragazze così sorridenti e piene di vita che ti sembra impossibile pensarle in un obitorio” E’ quanto scrive nel suo profilo Facebook il presidente del consiglio, Matteo Renzi, volato a Barcellona per “abbracciare i feriti e le famiglie delle vittime” del terribile incidente stradale che ha stroncato la vita di 13 ragazze studenti Erasmus. Come ricorda Renzi, che spiega: “L’Erasmus ha ormai segnato diverse generazioni da toccare praticamente ogni famiglia italiana. E sembra impossibile morire durante l’Erasmus che è un esplosione di vita. Un inno alla vita”. Il premier aggiunge: “Forse ci sentiamo comunità molto di più quello che pensiamo. E il dolore di quei genitori non può esserci estraneo, lontano. Sono andato in Catalogna ad abbracciare i feriti e le famiglie delle vittime, assistite dall’Unità di Crisi della Farnesina e dall’Ambasciata italiana in Spagna. Ho chiesto alle autorità locali di aiutarci a restituire i corpi alle famiglie il prima possibile.
Ma soprattutto ho portato a quei genitori l’affetto e la commozione degli italiani, tutti, tutti insieme, nessuno escluso”.

In precedenza era stato il capo dell’Unità di crisi della Farnesina Claudio Taffuri a confermare in diretta su Skytg24 che le vittime italiane accertate dell’incidente avvenuto a Tarragona ieri all’alba sono sette. In precedenza erano circolate ipotesi di un’ottava persona deceduta. “Abbiamo avvertito le famiglie e quattro sono già sul posto per il riconoscimento – ha spiegato Taffuri – Ci stiamo concentrando su sette vittime. I feriti italiani sono sei, due sono stati già dimessi e quattro sono in ospedale in condizioni serie”. La “certezza” in merito alle vittime “si può avere solo quando c’è stato il riconoscimento formale” ha aggiunto il capo dell’Unità di crisi della Farnesina, spiegando che per questo “è necessario far venire le famiglie”.
Le autorità catalane hanno confermato la morte di sette studentesse italiane: Francesca Bonello (originaria di Genova), Elisa Valent, Valentina Gallo (studentessa di economia all’università di Firenze), Elena Maestrini (Bagno di Gavorrano, Grosseto), Lucrezia Borghi, Serena Saracino (Torino), Elisa Scarascia Mugnozza.
Le autorità regionali hanno confermato anche la morte di due studentesse tedesche. Secondo El Pais ci sarebbe anche una ragazza romena, una austriaca, un’uzbeca e una francese. Tutte le vittime hanno tra i 19 e i 25 anni secondo il quotidiano spagnolo. L’autista che ha perso il controllo dell’autobus, secondo quanto riferisce il quotidiano catalano La Vanguardia, è indagato per 13 omicidi per “imprudenza” . Secondo quanto ha dichiarato agli inquirenti, l’autista che i n 17 anni di carriera non aveva avuto incidenti, si è addormentato al volante per eccesso di stanchezza.

Il Papa: addolorato, una perdita irreparabile

Appreso dell’incidente al bus in Catalogna, Papa Francesco ha inviato un messaggio di cordoglio al vescovo di Tortosa (Tarragona) Enrique Benavent Vidal: “Papa Francesco – si legge nel messaggio a firma del cardinale segretario di Stato Pietro Parolin – profondamente addolorato per la dolorosa notizia del tragico incidente stradale avvenuto a Freginals, che ha causato la morte di un gruppo di giovani studenti, offre preghiere in favore dell’eterno riposo dei defunti e allo stesso tempo manifesta il suo desiderio di una pronta guarigione dei feriti”.
Inoltre il Papa esprime il suo “cordoglio” “insieme a espressioni di vicinanza e consolazione ai familiari che piangono una perdita così irreparabile, e chiede al Signore che riversi sopra di loro i doni della serenità spirituale e della speranza cristiana, in pegno dei quali impartisce di cuore la consolante benedizione apostolica”.

Mattarella: “Un giorno triste per Italia”

“Sono profondamente addolorato per il gravissimo e assurdo incidente avvenuto in Spagna, che ha provocato la morte di tante giovani universitarie, soprattutto italiane”. Lo afferma in una dichiarazione il presidente della repubblica, Sergio Mattarella. “E` un giorno molto triste per l’Italia e per tutta l`Europa. Sono particolarmente vicino alle famiglie delle vittime, alle quali desidero far giungere il mio cordoglio e la mia solidarietà in un momento di così grande sofferenza” aggiunge. “Alle ragazze rimaste ferite formulo gli auguri più grandi di pronta guarigione”, ha concluso il capo dello stato.

Giuseppe Catapano: Maroni prende le distanze da Salvini, “A Roma doveva decidere Berlusconi”

giucatap175“A suo tempo ero convinto che si dovesse lasciare la scelta del candidato a Silvio Berlusconi: a Roma Forza Italia è il partito maggiore del centrodestra, e dunque Berlusconi si assuma la responsabilità di decidere lui.
Però, questo andava fatto prima”. E’ quanto dichiara il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, in un’intervista al “Corriere della Sera’ in edicola oggi in merito alle elezioni comunali nella Capitale.

Precisando che “questa è una crisi romana e non nazionale, io ancora spero si possa trovare una soluzione”, ma convinto che a Roma “il centrodestra non andrà neppure al ballottaggio”, Maroni di fronte al rischio “che ci possa essere un ‘contagio’ in tutto il centrodestra” replica che “è esattamente quello che dobbiamo evitare ma sono convinto che sia possibile”. Alla domanda di Marco Cremonesi che “la battaglia” nella Capitale sia “magari per la leadership del centrodestra”, il governatore risponde: “E’ una battaglia che non si vince facendo la guerra all`alleato ma con progetti e proposte. La leadership la ottieni con la lotta sull`euro e sull`aliquota fiscale unica e poi conquistando la fiducia di un`intera area. Ma quando il leader del tuo partito viene attaccato, è normale un compattamento dei ranghi”.

“Roma è perduta?” chiede il giornalista del Corsera, secca la risposta di Maroni: “Così, certo. Ci sono quattro candidati che fanno riferimento all`area: Bertolaso, Meloni, Marchini e Storace. E il problema maggiore è la chiusura di ogni spazio politico”. Sull’ipotesi di una futura lista unica del centrodestra, Maroni spiega che “a Roma non abbiamo dato il meglio, ma spero si possa continuare a lavorare perché il bello della politica è la sua imprevedibilità”, poi ribadisce l’importanza dell’unità delle forze del centrodestra: “Il modello Lombardia ora è stato applicato a Milano, anche se io sono stato criticato per aver sostenuto l`alleanza anche con il Nuovo centrodestra. Ma fino a pochi giorni fa, tutti giuravano che avrebbe vinto Giuseppe Sala. Oggi, invece, Stefano Parisi si è portato alla pari nei sondaggi e ci giocheremo una gran partita”.

Su Silvio Berlusconi, il presidente lombardo afferma: “Ogni tanto lo sento e devo dire che è questo che mi rende ottimista.
Recentemente, era un po` amareggiato. Ma non ha avuto parole ostili nei confronti di Salvini, non ho sentito parole di rottura. Di preoccupazione sì. Ma non di rottura: c`è spazio”.

Giuseppe Catapano: Salvini sostiene Giorgia Meloni e incontra Marion Le Pen, “Insieme ribalteremo l’Europa”

giucatap174“Sosterrò la Meloni. A Milano abbiamo Parisi, sostenuto da squadra forte e compatta, a Roma non c’erano le condizioni”. E’ quanto si legge sul profilo twitter di Matteo Salvini, il leader della Lega Nord “anticipando” quanto affermato alla trasmissione “Agorà” su Raitre, in merito alle elezioni comunali nella Capitale e a Milano. “Se a Roma non ci fosse stata la sciagura Marino oggi non si voterebbe, la Meloni è la candidata migliore per la città” è scritto in un’altro cinguettio, seguito da quello che afferma “una vergogna che le cooperative coinvolte in Mafia Capitale lavorino ancora!”.  “Mi chiedete se sono antifascista? Fascismo e comunismo sono morti. Sono antifascista come sono anticomunista”. “Se qualcuno pensa davvero che possano tornare fascismo e comunismo – aggiunge il leader della Lega – va aiutato, va abbracciato”. “Guido Bertolaso è come un giocatore in prova non adatto alla mia squadra”. “Non è adatto a fare il sindaco di Roma – ha proseguito Salvini – mentre Giorgia Meloni ritengo sia la candidata migliore perchè conosce e ama la sua città”.  “Sono convinto che riusciremo ad arrivare al ballottaggio anche alle amministrative di Roma. Ma se non ci fosse la Lega, voterei Movimento 5 Stelle al ballottaggio con il Partito Democratico”.

“A Milano c’è un candidato bravo e capace, che non c’entra niente con la Lega, si chiama Stefano Parisi. È un bravo manager che ha le idee chiare sulla città e dunque c`è un progetto comune”. “Con Marion Le Pen, che ringrazio, ci vediamo questa sera alle 19 a Milano, Palazzo delle Stelline”, ricorda Salvini. “E tutti insieme – aggiunge il leader della Lega – questa Europa la ribaltiamo”.

Blitz centro sociale contro meeting Salvini – Le Pen a Milano 16 marzo 2016

 Palazzo delle Stelline di corso Magenta, dove ha sede la rappresentanza milanese del parlamento europeo e dove è previsto l’incontro tra il leader della Lega Nord Matteo Salvini e la 27enne Marion Le Pen, nipote di Marine e deputata francese del Fronte Nazionale, è stato oggetto di un blitz da parte degli attivisti del centro sociale Il Cantiere. I militanti del Cantiere, circa venti, hanno esposto cartelli e striscioni contro le politiche di respingimento dei migranti da parte dei Paesi dell’Unione europea, innalzando finti muri con filo spinato all’interno del cortile delle Stelline. La loro protesta verte anche contro l’austerity. «Sempre più partiti come la Lega Nord o il Front National sognano un nostalgico e anacronistico ritorno agli stati nazionali e a modelli fascisti e guerrafondai di governo, puntando alle poltrone con campagne elettorali cariche d’odio. La nostra Europa non è di certo questa, è invece l’Europa che apre le frontiere, l’Europa dei popoli che resistono al business della guerra, che lottano partigiani per una nuova liberazione», si legge in una nota ufficiale diffusa dal centro sociale.

Giuseppe Catapano: Dall’Antitrust sanzione da 1 mln a Vodafone per il servizio aggiuntivo non richiesto “Vodafone Exclusive”

giucatap173L’Antitrust ha irrogato una sanzione di un milione di euro a Vodafone Italia per il servizio accessorio aggiuntivo non richiesto “Vodafone Exclusive”, ritenendo che tale offerta abbia comportato un pagamento supplementare rispetto alla remunerazione concordata, in violazione del Codice del Consumo.
A partire dal 31 agosto 2015, secondo gli accertamenti dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, la società nei confronti dei propri clienti ha proceduto all’attivazione automatica del servizio “Vodafone Exclusive” senza il consenso espresso e preventivo (opt-in) dei clienti stessi; all’addebito automatico del relativo costo mensile (1,90 euro) e al rifiuto alle richieste di rimborso a seguito dell’attivazione automatica di un servizio non richiesto dai consumatori.
In base alle verifiche dell’Antitrust, il pacchetto offerto si configura come un servizio accessorio aggiuntivo alla luce di diverse considerazioni, tra le quali: la navigazione sulla rete 4G è consentita solo a coloro che dispongono della condizioni tecniche necessarie; la possibilità di disporre di 2 ingressi al cinema al prezzo di un biglietto è garantita unicamente a un numero circoscritto di cinema aderenti alla promozione; l’accesso al servizio clienti dedicato 193 è meramente aggiuntivo rispetto al servizio clienti già esistente.
L’Agcm ha imputato perciò all’impresa una condotta poco trasparente per quanto riguarda sia l’attivazione del servizio sia la modalità di addebito degli importi: il consumatore non è stato messo nella condizione, infatti, di rendersi conto che “Vodafone Exclusive” era stato effettivamente attivato sui propri apparati mobili e che gli importi mensili relativi a questo servizio venivano prelevati sistematicamente dal credito residuo dei clienti. A giudizio dell’Antitrust, tale condotta costituisce una violazione dell’articolo 65 del Codice del Consumo, con riferimento ai clienti che hanno sottoscritto un contratto dopo il 13 giugno 2014, sanzionandola e vietandone la continuazione. L’Autorità ha anche imposto a Vodafone di pubblicare per trenta giorni consecutivi sulla home page del proprio sito web un estratto del provvedimento dell’Autorità, predisponendo un’icona denominata “Comunicazione a tutela dei consumatori”.

La posizione di Vodafone. Non si è fatta attendere la risposta da parte della società telefonica: “Vodafone” hanno commentato in una nota, “prende atto della decisione dell’Antitrust in merito all’operazione “Exclusive”, con cui ha modificato i propri piani tariffari migliorando i servizi esistenti, primo su tutti la navigazione su rete 4G, e variando le relative condizioni economiche. L’azienda” hanno proseguito “sottolinea che la progressiva migrazione dei clienti verso l’utilizzo della rete 4G rappresenta una evoluzione tecnologica, con evidenti benefici sulla qualità del servizio di connessione ad internet offerto ai clienti, in coerenza con la strategia di investimenti sulle nuove reti a banda ultra larga che ha permesso di raggiungere in due anni la copertura del 95% della popolazione con rete 4G Vodafone”.
Vodafone starebbe già valutando gli effetti del provvedimento dell’Autorità e le modalità con cui garantire che sia mantenuto il livello del servizio a tutti i clienti che beneficiano dei nuovi piani Exclusive, ricordando come la società ritenga “di aver operato con trasparenza e flessibilità verso i propri clienti, a cui ha garantito il diritto di recesso e la possibilità di mantenere le precedenti condizioni di offerta, e continuerà a far valere le proprie ragioni nelle sedi opportune”.

Giuseppe Catapano: Palermo, Lo Voi annuncia 62 arresti e afferma, “Serve una norma contro gli imprenditori inginocchiati alla mafia”.

giucatap172Sessantadue ordini d’arresto eseguiti dai carabinieri coordinati dalla Procura di Palermo per associazione mafiosa, estorsione, danneggiamento, ricettazione, favoreggiamento e reati in materia di armi aggravati dal metodo mafioso. L’operazione e’ stata denominata “Brasca-quattro.zero”. Sotto sequestro attivita’ commerciali, imprese e beni immobili. Il blitz e’ frutto di due distinte indagini del Ros e del Gruppo carabinieri di Monreale che ha interessato i mandamenti di Villagrazia-Santa Maria di Gesu’ e San Giuseppe Jato che hanno avuto significativi collegamenti in occasione della riorganizzazione di quest’ultima cosca e del dipendente clan di Altofonte. Una riorganizzazione tra Palermo e provincia all’ombra di due anziani capimafia, fedelissimi di Toto’ Riina, Mario Marchese, 77 anni, e Gregorio Agrigento, 81, tra gli arrestati. E fermata dalla vasta operazione antimafia.
Ricostruiti gli assetti di vertice nonche’ i rapporti con i vertici dei mandamenti limitrofi. E documentati numerosi reati manifestazione della capacita’ di controllo del territorio.

Per i carabinieri la vasta operazione antimafia scattata tra Palermo e provincia con 62 arresti, ha bloccato una guerra di mafia sul punto di esplodere tra le cosche Villagrazia-Santa Maria di Gesu’, nel capoluogo, e San Giuseppe Jato, in provincia. Almeno due i progetti di morte fermati appena in tempo. Nella rete vecchie figure, antichi padrini, ma anche, spiegano gli investigatori dell’Arma, volti nuovi. Sono state cosi’ documentate le ambizioni e la scalata di un fisioterapista a domicilio che voleva imporsi a Monreale. Si descriveva, nelle intercettazioni, come “un soldato diventato generale”, che avrebbe messo le mani sul 60% dei lavori edili pubblici e privati. Le indagini hanno documentato gli assetti dei potenti clan, le pratiche violente, interne ed esterne, quest’ultime finalizzate al controllo del territorio e delle attivita’ economiche; ma anche la capacita’ di riorganizzazione e di ricompattamento cui il blitz ha comunque inferto un duro colpo.

“Da questa operazione viene fuori un particolare rapporto tra mafia e imprenditori, alcune dei quali denunciano, altri non denunciano. A subire sono soprattutto quelli di Palermo, a Villagrazia e Santa Maria di Gesu’. Forse e’ venuto il tempo di pensare a una nuova regolamentazione che possa riguardare e sanzionare tali rapporti”. Lo ha detto il procuratore di Palermo Franco Lo Voi, nel corso della conferenza stampa sull’operazione dei carabinieri che con 62 arresti ha inferto un duro colpo a clan della provincia e di Palermo. “Chi non parla, chi fa affari, chi cerca prima e sfrutta i contatti con Cosa nostra, chi arriva persino a inginocchiarsi – ha aggiunto – perche’ anche questo c’e’ stato, dovrebbe essere inquadrato in qualche categoria giuridica che facciamo fatica oggi a individuare, anche sotto il profilo del concorso esterno. Come e’ stato regolamentato lo scambio politico-mafioso, cosi’ dovremmo regolamentare lo scambio economico-mafioso. La normativa attuale non e’ sufficientemente adeguata per normare questo forte collegamento, che avrebbe dunque bisogno di una sua specificita’ giuridica”.

Giuseppe Catapano: Petrolio, il 17 a Doha il vertice dei paesi produttori (Opec e non Opec)

giucatap171I produttori di greggio Opec e non Opec si incontreranno a Doha, in Qatar, il 17 aprile per negoziare un accordo volto a limitare la produzione di petrolio. La notizia ha ridato vigore al mercato dell’oro nero.
La data è stata ufficializzata dal ministro del Petrolio del Qatar, Mohammed Al-Sada, dopo che nelle ultime settimane erano rimbalzate diverse notizie, anche discordanti, di un incontro tra le parti. L’Arabia Saudita, la Russia, il Venezuela e il Qatar hanno già confermato la propria partecipazione.
Al-Sada ha definito il meeting “l’iniziativa di Doha”, che permetterà di modificare il sentiment del mercato del petrolio. Questa mossa “mette un sostegno sotto i prezzi del greggio. E’ stato necessario un ampio e intenso dialogo tra tutti i produttori”, ha dichiarato il ministro del Qatar, ma c’è stata “la convinzione che gli attuali prezzi del petrolio non sono sostenibili”. Il Qatar detiene al momento la presidenza dell’Opec, ed è stato il Paese che ha coordinato le trattative.
Al-Sada ha affermato che 15 produttori Opec e non-Opec, rappresentanti del 73% dell’output mondiale di greggio, hanno già supportato l’iniziativa, anche se non sono stati specificati i nomi dei Paesi.
“Nell’industria petrolifera sta già prendendo piede una drastica riduzione degli investimenti”, ha voluto mettere in guardia il ministro del Petrolio del Qatar.
Sulle Borse la notizia ha avuto un impatto positivo, con Brent e Wti che stanno guadagnando rispettivamente il 2,01% e il 2,2%.

Giuseppe Catapano: Centrodestra allo sfascio, Meloni si candida sindaco a Roma contro Storace, Marchini e Bertolaso

giucatap170La decisione di candidarmi a sindaco di Roma “e’ una scelta d’amore”. Lo ha detto Giorgia Meloni incontrando i fan in piazza del Pantheon. “Dopo attenta e ragionata riflessione ho deciso di correre per la carica di sindaco di Roma”, ha aggiunto. la candidatura di Giorgia Meloni è appoggiata dal leader della Lega Nord Matteo Salvini e contrastata da Silvio Berlusconi. I candidati del centrodestra a questo punto, con Marchini, Bertolaso e Storace, sono quattro.