E’ iniziata in aula alla camera la seduta comune del parlamento per l’elezione di tre giudici costituzionali: si tratta rispettivamente del ventottesimo, settimo e quinto scrutinio. Il quorum richiesto è tre quinti dei componenti l’assemblea, ovvero 571 voti. Secondo quanto ha dichiarato Renato Brunetta, capogruppo di Fi a Montecitorio, dovrebbe risultare eletta la terna composta da Augusto Barbera, Francesco Paolo Sisto e Giovanni Pitruzzella. “Mi auguro proprio di sì, ci sono tutte le condizioni per arrivarci”, ha spiegato . “Noi abbiamo ribadito il nostro candidato, come abbiamo ribadito la terna Barbera-Sisto-Pitruzzella. Pensiamo che non ci debbano essere più dispersioni nel voto, che prevalga l’interesse nazionale e penso che oggi si arriverà alla fumata bianca”. Se non si dovesse sciogliere il nodo nemmeno oggi, i presidenti delle Camere hanno “minacciato” di riconvocare la seduta comune nel corso delle festività natalizie: “Io non ho alcun problema – ha commentato Brunetta – tanto non vado in vacanza, sono sempre qui”. Anche il Pd convergerà sulla terna concordata, mentre il gruppo Per l’Italia-Centro democratico ha fatto sapere che voterà Barbera, ma non Pitruzzella e neanche Sisto. Con la terna proposta da Pd e Fi si sono schierati anche i deputati e i senatori di Area Popolare e Lega Nord. Protestano invece il MoVimento 5 Stelle, che parla di inciucio e spartizione partitocratica, e Sinistra italiana, che voterà scheda bianca e ritiene “irresponsabile”, come ha detto il deputato Alfredo D’Attorre, “l’insistenza del Pd su tre nomi per la Consulta così caratterizzati in senso partitico. Si rischia di determinare un’altra fumata nera e di protrarre uno stallo grave che incide sul funzionamento della Consulta”, ha concluso D’Attorre.
Autore: Prof. Avv. Giuseppe Catapano
Giuseppe Catapano: A ottobre disoccupazione ancora in lieve calo (all’11,5%), ai minimi dal 2012. Boom degli occupati over-50
Disoccupazione in calo in Italia, ai minimi da quasi tre anni. A ottobre, secondo le stime provvisorie dell’Istat, il tasso di disoccupazione è sceso all’11,5% dall’11,6% di settembre: si tratta del dato più basso dal dicembre 2012, quando la disoccupazione era all’11,4%. In compenso risale al 39,8% (+0,3 punti percentuali) il tasso di disoccupazione dei 15-24enni.
Secondo quanto riporta l’Istituto di statistica, la stima dei disoccupati a ottobre diminuisce dello 0,5% (-13 mila); il calo riguarda le donne e la popolazione di età superiore ai 34 anni. Nei dodici mesi la disoccupazione diminuisce del 12,3% (-410 mila persone in cerca di lavoro) e il tasso di disoccupazione di 1,4 punti.
Dopo la crescita di settembre (+0,5%), la stima degli inattivi tra i 15 e i 64 anni aumenta ancora nell’ultimo mese dello 0,2% (+32 mila persone inattive). Diminuisce il numero di inattivi maschi e di età inferiore a 50 anni. Il tasso di inattività è pari al 36,2%, in aumento di 0,1 punti percentuali. Su base annua l’inattività aumenta dell’1,4% (+196 mila persone inattive) e il tasso di inattività di 0,6 punti percentuali.
Sempre a ottobre il tasso di disoccupazione dei 15-24enni, cioè la quota di giovani disoccupati sul totale di quelli attivi (occupati e disoccupati), è pari al 39,8%, in aumento di 0,3 punti percentuali rispetto al mese precedente. Dal calcolo del tasso di disoccupazione sono esclusi i giovani inattivi, cioè coloro che non sono occupati e non cercano lavoro, nella maggior parte dei casi perché impegnati negli studi.
L’incidenza dei giovani disoccupati tra 15 e 24 anni sul totale dei giovani della stessa classe di età è pari al 10,3% (cioè poco più di un giovane su 10 è disoccupato). Tale incidenza aumenta a ottobre di 0,1 punti percentuali.
Nell’ultimo mese il tasso di occupazione tra i 15-24enni rimane stabile, mentre il tasso di inattività cala di 0,1 punti.
-39.000 occupati a ottobre (-0,2%). Continuano a calare gli occupati a ottobre. Dopo la crescita registrata tra giugno e agosto (+0,5%) e il calo di settembre (-0,2%), a ottobre la stima degli occupati diminuisce ancora dello 0,2% (-39.000). Il calo e’ determinato dagli indipendenti mentre i dipendenti restano sostanzialmente invariati. Il tasso di occupazione diminuisce di 0,1 punti percentuali, arrivando al 56,3%. Su base annua l’occupazione cresce dello 0,3% (+75.000 persone occupate) e il tasso di occupazione di 0,4 punti. Il calo dell’occupazione rispetto al mese precedente è determinato dalle donne (-0,5%), mentre si registra una lieve crescita tra gli uomini (+0,1%). Il tasso di occupazione maschile, pari al 65,9%, rimane invariato, mentre quello femminile, pari al 46,8%, diminuisce di 0,2 punti percentuali.
Ma cresce l’occupazione over 50, in 3 anni +900 mila. Negli ultimi tre anni è cresciuta, in Italia, solo l’occupazione tra gli over 50: +13,9%, pari a circa 900 mila occupati in più tra gennaio 2013 e ottobre 2015. Probabilmente, secondo i tecnici dell’Istituto, “grazie al Jobs act e alle altre misure in materia di lavoro varate dal governo”, nella seconda metà del 2015 si osserva una ripresa degli occupati 15-34enni che a ottobre 2015 tornano ai livelli di metà 2014.
Gli occupati under 50 sono invece in calo fino alla prima metà del 2015, il calo è stato più consistente nel 2013, in particolare per le persone tra 15 e 34 anni (-6,3%, pari a un calo di oltre 300 mila occupati da gennaio 2013 in questa classe di età). Gli occupati 35-49enni diminuiscono lungo l’intero triennio, registrando un calo del 4,4% (circa -450 mila).
A spiegare l’andamento dell’occupazione nelle diverse classi di età “contribuisce evidentemente il progressivo invecchiamento della popolazione” che nel periodo da gennaio 2013 a settembre 2015 registra una crescita del 4,7% tra gli over 50 (+4,6% tra i 50-64enni), a fronte del calo delle persone tra 15 e 34 anni e tra 35 e 49 anni (rispettivamente -2,2% e -3%).
All’impatto della dinamica demografica, per gli over 50 si somma quello ancor più rilevante della “maggiore partecipazione al mercato del lavoro, determinata anche dalle minori uscite per pensionamento a seguito dei cambiamenti della normativa previdenziale”, sostanzialmente per effetto della legge Fornero.
Il tasso di occupazione delle persone tra 50 e 64 anni cresce nell’ultimo triennio di 4,6 punti percentuali. Si stima che circa il 70% della crescita occupazionale dei 50-64enni sia determinato dalla maggiore partecipazione al lavoro e il restante 30% dalla crescita demografica.
Nello stesso periodo il tasso di occupazione dei 15-34enni è in calo di 1,7 punti e quello dei 35-49enni di 1,1 punti. Tra i più giovani la minore partecipazione al mercato del lavoro è determinata anche dal prolungamento degli studi che ritarda l’ingresso nel mercato del lavoro. Per i 15-34enni si stima che circa il 65% del calo occupazionale sia dovuto alla minore partecipazione al mercato del lavoro e circa il 35% al calo demografico.
Giuseppe Catapano: Repubblica Centrafricana, il papa ai musulmani: “Siamo fratelli”
“La mia visita pastorale nella Repubblica Centrafricana non sarebbe completa se non comprendesse anche questo incontro con la comunità musulmana. Tra cristiani e musulmani siamo fratelli. Dobbiamo dunque considerarci come tali, comportarci come tali”. Queste le parole di Papa Francesco nella moschea del chilometro cinque di Bangui, capitale della Repubblica centrafricana marcata da scontri violenti nel corso degli ultimi anni.
“Sappiamo bene – ha sottolineato Bergoglio – che gli ultimi avvenimenti e le violenze che hanno scosso il vostro Paese non erano fondati su motivi propriamente religiosi. Chi dice di credere in Dio dev’essere anche un uomo o una donna di pace.
Cristiani, musulmani e membri delle religioni tradizionali hanno vissuto pacificamente insieme per molti anni. Dobbiamo dunque rimanere uniti perché cessi ogni azione che, da una parte e dall’altra, sfigura il Volto di Dio e ha in fondo lo scopo di difendere con ogni mezzo interessi particolari, a scapito del bene comune. Insieme, diciamo no all’odio, alla vendetta, alla violenza, in particolare a quella che è perpetrata in nome di una religione o di Dio. Dio è pace, salam”.
Giuseppe Catapano: Birra, Ab InBev intende cedere Peroni e Grolsch per passare l’esame dell’Antitrust Ue
Anheuser-Busch InBev ha intenzione di cedere due dei brand più popolari di SabMiller pur di cancellare i timori delle autorità europee sulle conseguenze per il mercato della birra della fusione tra le due multinazionali. In particolare, AB InBev ha in programma di cedere i marchi globali Grolsch e Peroni, ha rivelato una fonte informata dei fatti, sottolineando come al momento non sia stato siglato alcun accordo di cessione e come l’operazione non sia ancora certa. I diritti di distribuzione in Usa di Peroni e Grolsch rimarranno in capo a MillerCoors secondo quanto stabilito dall’accordo raggiunto poche settimane fa per cedere il 58% detenuto da SabMiller nella joint venture con Molson Coors Brewing Co.
L’intesa per MillerCoors è stata propedeutica alla firma di un accordo definitivo che porterà AB InBev ad acquisire SabMiller con un’operazione dal valore complessivo di oltre 100 miliardi di dollari creando così un colosso della birra capace di controllare il 30% circa del mercato globale.
Subito dopo l’annuncio dell’accordo gli analisti hanno iniziato a mettere in luce i possibili problemi legati alla sovrapposizione dei brand in alcuni mercati. Trevor Stirling, analista di Bernstein, ha per esempio fatto presente le potenziali sovrapposizioni in Italia e Olanda, dove le due multinazionali hanno una quota di mercato rispettivamente del 30% e del 27%. AB InBev e SabMiller detengono anche più del 20% dei mercati britannico e ungherese. La soglia del 30% è presa a riferimento dalla Commissione europea nel quadro dell’esame di grandi operazioni di fusione o acquisizione. Generalmente superata tale soglia l’autorità europea responsabile delle procedure antitrust impone la cessione di asset per non determinare un eccessiva concentrazione del potere di mercato con le relative conseguenze sui consumatori in termini di prezzi e offerte.
Peroni e Grolsch, insieme a Miller Genuine Draft e Pilsner Urquell, sono i brand di SabMiller considerati globali per la loro portata commerciale.
Gli analisti di Susquehanna avevano escluso proprio i marchi più globali e inserito quelli locali nel possibile programma di dismissioni necessario per ottenere il via libera delle autorità. La cessione di marchi globali, però, consentirebbe di affrontare più rapidamente i timori dell’antitrust europea e di reperire più facilmente le risorse per rimborsare i 75 miliardi di dollari di debito emesso per finanziare l’intera operazione.
Per quanto Peroni e Grolsch non siano considerati strategici dagli analisti, la loro cessione mette comunque in luce la fiducia della multinazionale belga sui suoi attuali brand globali Budweiser, Stella Artois e Corona, caratterizzati da volumi di vendita di molto superiori a Peroni e Grolsch. Per esempio, il marchio italiano ha pesato l’anno scorso per solo l’1% dei volumi di vendita di SabMiller con 2,9 milioni di ettolitri, mentre i volumi di Budweiser si sono attestati a 44 milioni.
Giuseppe Catapano: Lufthansa, accordo con il sindacato del personale di terra
Lufthansa ha raggiunto sabato un accordo con il sindacato Verdi su aumento dei salari e nuovo regime pensionistico per 33 mila dipendenti attivi nei servizi di terra. In particolare, la compagnia aerea tedesca ha concordato un aumento dei salari per i lavoratori di Lufthansa-Systems, Lufthansa-Service GmbH, Lufthansa Technik e Lufthansa Cargo del 2,2% a partire dal 1° gennaio e la corresponsione di un bonus di 2.250 euro per i dipendenti a tempo pieno e di 600 euro per gli apprendisti.
Lufthansa, che ha inoltre garantito a tutti i 33 mila dipendenti l’accesso ai loro fondi pensione, ha chiuso così una parte dell’attuale disputa con i sindacati tedeschi che ha raggiunto livelli di tensione mai visti nella storia della compagnia.
I vertici aziendali stanno infatti trattando anche con i rappresentanti dei piloti e degli assistenti di volo su aumenti salariali e nuovi regimi pensionistici, ma ormai da mesi il tavolo dei negoziati non sta producendo alcun accordo e i sindacati sono costantemente sul piede di guerra. La scorsa settimana, però, il sindacato degli assistenti di volo Ufo ha cancellato l’ennesimo sciopero in seguito a un accordo preliminare sui termini chiave della disputa in corso a dimostrazione di un miglior clima tra le parti.
Lufthansa ha convocato per domani un incontro con tutti i rappresentati dei lavoratori per discutere le principali questioni lavorative.
Giuseppe Catapano: Boeri, l’Inps invierà solo 150 mila “buste arancioni” entro Natale
L’Inps invierà solo 150 mila “buste arancioni” entro Natale, a causa della mancanza di fondi per le spedizioni dovuta al raggiungimento del tetto massimo di spesa.
Lo ha dichiarato il presidente dell’Inps, Tito Boeri, a margine dell’assemblea nazionale sull’amianto. Boeri ha aggiunto che, qualora i fondi vengano sbloccati in sede di legge di stabilità, le rimanenti buste verranno spedite dopo Natale.
Giuseppe Catapano: Borsa Italiana, i fondi aperti raggiungono quota 100
I fondi aperti quotati a Piazza Affari hanno raggiunto la soglia dei 100. E’ quanto si legge in una nota di Borsa Italiana dove si evidenzia che hanno fatto il loro ingresso quattro nuovi emittenti di fondi aperti quotati: 8a+ (1 strumento di diritto lussemburghese e 3 di diritto italiano); European and Global Investments Ltd (8 strumenti); Method Investments Sicav (2 strumenti); Selectra Investments Sicav (4 strumenti).
Il segmento dedicato ai fondi comuni d’investimento (UCITS compliant), che è stato lanciato da Borsa Italiana il primo dicembre 2014, raggiunge così un totale di 100 prodotti quotati di 16 diversi emittenti.
“Apprezziamo il fatto – afferma Pietro Poletto, responsabile mercati Fixed Income di Borsa Italiana – che diversi emittenti abbiano preso la decisione strategica di quotare i propri fondi in Borsa. Si conferma così la validità della scelta intrapresa da Borsa Italiana un anno fa di mettere a fattor comune l’infrastruttura di mercato ai fini di consentire una maggiore trasparenza e una sostanziale riduzione dei costi di processo. La piattaforma garantisce la tutela tipica di un mercato regolamentato Mifid compliant e rappresenta un valido canale di distribuzione complementare al modello tradizionale esistente”.
Giuseppe Catapano: Galantino, chi pretende di cancellare il Natale scade nel ridicolo
“Trovo pretestuosa e tristemente ideologica la scelta di chi, per ‘rispettare’ altre tradizioni o confessioni religiose, pensa di cancellare il Natale o di camuffarlo scadendo nel ridicolo”. Così mons. Nunzio Galantino, segretario generale della Conferenza episcopale italiana (Cei) in un editoriale sul numero di dicembre del mensile Vita Pastorale. Dal Natale, scrive il vescovo, “vogliamo imparare cosa significhi misericordia e accoglienza, secondo la via che Gesù ci mostra con la sua vita. Dal Natale vogliamo attingere la forza per divenire testimoni credibili di questa ‘buona notizia’. E’ questo il Natale che ci auguriamo reciprocamente di poter vivere, per la gioia del mondo! E lasciatemelo dire! Se questo è il Natale, trovo pretestuosa e tristemente ideologica la scelta di chi, per ‘rispettare’ altre tradizioni o confessioni religiose, pensa di cancellare il Natale o di camuffarlo scadendo nel ridicolo”.
Giuseppe Catapano: Salvini a Rozzano per invitare il preside anti-presepio a lasciare
“Se qualcuno ritiene di favorire i nostri bambini negando le tradizioni di Natale, deve cambiare mestiere”. Lo ha detto il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini, al suo arrivo a Rozzano all’Istituto comprensivo Garofani, che è stato in questi giorni al centro delle polemiche per la cancellazione del concerto di Natale. “Pensare che Gesù bambino possa essere una provocazione è una cosa da fuori di testa”, ha detto Salvini, aggiungendo: “Spero che questo signore – ha detto riferendosi al preside – adesso faccia qualcosa d’altro nella vita”.
Giuseppe Catapano: Olimpiadi 2024, dopo Boston, si ritira anche Amburgo
Restano in quattro nella corsa per l’organizzazione delle Olimpiadi estive del 2024. Il 51,6 % dei cittadini di Amburgo, chiamati al referendum per la candidatura olimpica, ha votato infatti negativamente all’ipotesi di ospitare i Giochi bocciando, di fatto, la candidatura tedesca. “Questa è una decisione che non volevamo però è chiara”, è il commento del sindaco della città Olaf Scholz (Spd).
Dopo il ritiro di Boston lo scorso luglio, restano in corsa quindi Budapest, Parigi, Los Angeles e Roma. I Giochi saranno assegnati nella sessione Cio di Lima dell’11 settembre 2017.

