Giuseppe Catapano: Infiltrazioni camorristiche a Quarto, M5s si giudica parte lesa

giucatap523A Quarto “ci sono i presupposti per andare avanti” il Movimento 5 stelle “e’ parte lesa” ma valuta “ogni strada, compreso lo scioglimento del Comune”. Lo dice al Fatto quotidiano Roberto Fico, deputato del Movimento 5 stelle, parlando della bufera che si e’ abbattuta sul movimento nel comune campano. “Quel che e’ certo – prosegue – e’ che l’ex consigliere comunale indagato e’ stato subito espulso, e che il sindaco Rosa Capuozzo sta portando avanti una battaglia di legalita’: siamo con lei”. A proposito delle critiche del Partito democratico il presidente della commissione di Vigilanza sulla Rai commenta: “Si attaccano a un pretesto, ma sono ridicoli. La gestione di Quarto e’ proseguita nella massima legalita’. Capuozzo lavora bene, in una realta’ difficilissima” e se il Pd la vorra’ convocare in commissione Antimafia il Movimento non si opporra’: “Non abbiamo alcun problema. Se vogliono questo, andra’ e rispondera’ su tutto. Ci stiamo gia’ coordinando con i nostri rappresentanti in Antimafia”.

“Proprio oggi, mentre il Pd fa partire l’ennesima macchina del fango contro il M5S, viene condannato Ozzimo (ex-assessore Pd a Roma) per Mafia Capitale”. Lo ha scritto su Facebook Alessandro Di Battista, deputato e componente del direttorio del Movimento 5 stelle. Il riferimento alla “macchina del fango” riguarda presumibilmente le polemiche per l’inchiesta penale sull’amministrazione comunale di Quarto, in Campania, su cui pesa l’ombra di una possibile infiltrazione camorristica nell’elezione e nell’attività di un ex consigliere eletto M5S, vicenda sulla quale Di Battista non si esprime in modo esplicito. “Che pena, hanno favorito – ha sostenuto Di Battista – la crescita di fenomeni mafiosi nella Capitale, candidano condannati ovunque, hanno salvato dall’arresto il senatore Ncd Azzollini, fanno leggi anti-corruzione che di ‘anti’ hanno solo il nome e ancora parlano. Provano a confondere le acque. Infangano perché sono abituati ad avere fango addosso. Spaventano perché sono terribilmente spaventati. E sarà sempre peggio. Da qui alle amministrative i loro attacchi si intensificheranno”. “Rispondiamo colpo su colpo ma parliamo di temi. Di reddito di cittadinanza. Di sovranità monetaria. Di trasparenza sulle banche. Di legge anti-corruzione. Sono le nostre soluzioni. La strada è lunga. Ma è quella giusta. A riveder le stelle!”, ha concluso l’esponente stellato.

“Siamo al limite della reticenza. Le parole di Fico sono peggio di un imbarazzato silenzio”. Cosi’ Ernesto Carbone, componente segreteria del Pd. “Dove sono Grillo, Di Maio e soprattutto Casaleggio? Esiste un dato politico sul quale sorvolano con leggerezza: Quarto e’ il feudo elettorale degli stessi Di Maio e Fico. Da quella sede, nella loro campagna elettorale, facevano grandi rampogne moraliste senza pero’ mai accorgersi che l’onda che spingeva i 5 stelle era un’onda sporca. Aspettiamo fiduciosi chiarimenti. Per i 2 guru e’ tutto a posto?”.

“Quando segnalai che a Ostia i clan inneggiavano al M5s, Di Maio disse che mi dovevano ricoverare. Lo disse da Quarto, dove la camorra vota M5s”. Cosi’, su facebook, il presidente del Pd Matteo Orfini.

“A Quarto da anni la sinistra si batte a viso aperto contro la camorra, vedere in questi mesi le ambiguità del Movimento Cinque Stelle è davvero insopportabile. Serve subito una commissione d’accesso in comune”. Così il capogruppo di Sinistra Italiana, Arturo Scotto, sulle polemiche relative all’amministrazione comunale della cittadina napoletana

 “E poi i vertici di M5S vanno in tv a difendere le preferenze…“. Così su Twitter il vicepresidente Fi della Camera, Simone Baldelli, commentando gli stralci di intercettazioni, pubblicati da La Stampa, da cui si evincerebbe il sostegno di un clan camorristico a un candidato del Movimento 5 Stelle alle scorse Comunali a Quarto. “Parlano spesso di cose che non conoscono: Grillo ha trasformato in star alcuni ragazzotti ignari e inconsapevoli…”, ha poi scritto in un secondo tweet.

“Ma come mai il Movimento Cinque Stelle non manifesta davanti alla Prefertura di Napoli per chiedere lo scioglimento del Comune di Quarto, da loro amministrato? Ma come mai? Strano, io sono certo, che se questo fosse successo in un comune amministrato dal PD o da altri, i vari Di Maio, Di Battista o Fico, si starebbero stracciando le vesti di fronte alla prefettura, oppure ci impartirebbero lezioni di morale dai banchi parlamentari”. Così in una nota Emanuele Fiano, responsabile sicurezza del Pd. “Ma questa volta no. Questa volta, dopo la pubblicazione di queste intercettazioni, che nel mondo grillino sarebbero come condanne senza appello, dopo l’espulsione di un loro consigliere, nessuna reazione – ha proseguito – dopo queste intercettazioni svolte nell’ambito di una inchiesta che mostrerebbe l’inquinamento camorrista di quella elezione, dal direttorio pentastellato, dalla zona del feudo di Fico e Di Maio solo silenzio. Quel silenzio – ha concluso Fiano – che è l’esatto contrario del clamore che in genere invece caratterizza le loro lezioni di moralità a tutti gli altri”.

“Alla luce delle inquietanti notizie sulle  intercettazioni sul sostegno dei camorristi a Rosa Capuozzo, sindaco di Quarto, ci aspettiamo un’azione di coerenza da parte del M5s. Secondo la loro logica ipergiustizialista, Capuozzo dovrebbe dare le  dimissioni e perdere il sostegno dell’intero movimento”. A dirlo è Luigi Barone, componente della direzione nazionale del Nuovo Centrodestra e dirigente campano del partito. “Chi di spada  ferisce, di spada perisce”. “Ad ogni modo – ha proseguito – Rosa Capuozzo è un personaggio imbarazzante visti anche i precedenti, come l’episodio di parentopoli e le minacce all’assessore. Noi rimaniamo garantisti, ma il M5s non può pensare di applicare due pesi e due misure”.

“Ciò che sta emergendo dalla inchiesta della magistratura sulle infiltrazioni mafiose nel Comune di Quarto è preoccupante. Il condizionamento della mafia sul risultato delle elezioni comunali appare evidente dalle stesse intercettazioni pubblicate, così come il palese voto di scambio di cui avrebbero beneficiato alcuni esponenti dei 5 Stelle. Se le notizie di questi giorni fossero confermate saremmo di fronte a episodi gravissimi che devono essere condannati senza se e senza ma”. Lo ha affermato il senatore Franco Mirabelli, capogruppo Pd in Commissione Antimafia. “Stupisce che i dirigenti del Movimento Cinque Stelle sempre prontissimi e tempestivi nel condannare chiunque sia oggetto di un semplice sospetto, oggi tacciano e non sentano il bisogno di esprimersi. Nella lotta contro le mafie – ha proseguito Mirabelli – non devono esistere due pesi e due misure e non ci possono essere gradi diversi di condanna a seconda della tessera posseduta dagli indagati. Siamo certi che, finite le feste, il direttorio dei 5 Stelle saprà chiedere insieme a noi che si faccia presto chiarezza e saprà assumere una posizione chiara nei confronti dei propri militanti coinvolti”.

Giuseppe Catapano: Letta, l’Italia difenda Schengen

giucatap522“Serve una polizia europea di frontiera. Ma soprattutto  serve che l’Italia difenda Schengen, non che la distrugga: altrimenti rinascera’ una nuova mini Schengen e saremo messi ai margini da Francia e Germania”. Lo dichiara, in un’intervista al Corriere della Sera, l’ex premier, Enrico Letta, lanciando l’allarme sul rischio insito nella chiusura delle frontiere e sul ritorno ai nazionalismi, se l’accordo di Schengen non verra’ difeso. “Rialzare le frontiere e chiudersi dentro logiche nazionalistiche – avverte Letta – sara’ alla fine inefficace per tutti. Ma in particolare avra’ un effetto negativo per l’Italia, che e’ il Paese che ha piu’ da perdere da questa escalation”. L’accordo, al contrario, secondo Letta, “va rafforzato, raddoppiando il controllo con un servizio misto, non lasciato in mano solo alle forze di polizia nazionali. Non servono cento persone, ma decine di migliaia di poliziotti europei”, ha spiegato l’ex presidente del Consiglio, sottolineando che “ho paura che alcuni atteggiamenti di Renzi sull’Europa siano dovuti ai sondaggi e alla voglia di avere voti. Del resto il fatto di avere o non avere il cappello in mano dipende dai fatti non dalle parole”. Pertanto, “non basta autodefinirsi credibili. E una politica europea credibile – conclude Letta – deve basarsi su alleanze efficaci: la nostra alleanza naturale e’ con Francia e Germania”

Giuseppe Catapano: Stabilità 2016, un’ondata di norme attuative

MATTEO RENZI

Un’ondata di decreti per l’attuazione della legge di Stabilità 2016. Sono almeno 72 i provvedimenti che dovranno essere adottati da palazzo Chigi e dai diversi ministeri per rendere operative le previsioni contenute nella legge n. 208/2015. Vale a dire una media di uno ogni cinque giorni, festività e vacanze incluse. I carichi maggiori pendono sulla presidenza del consiglio, che dovrà emanare 15 decreti, e sul ministero dell’economia, chiamato a redigere 14 provvedimenti e a collaborare alla stesura di altri 23 (tra cui 4 con l’Interno, 4 con il Lavoro, 5 con i Beni culturali, 5 con la Salute, 4 con le Infrastrutture e altri 4 con lo Sviluppo economico). Senza dimenticare gli atti amministrativi che serviranno per completare il quadro attuativo, per esempio i provvedimenti dell’Agenzia delle entrate, delle Dogane-monopoli, della Consob e del Cipe, così come gli «input» richiesti a ordini professionali (Notariato), Authority (Energia, Agcom) e onlus (Unione italiana ciechi).
Insomma, un percorso impegnativo per l’esecutivo e per l’apparato burocratico, con le prime scadenze che arrivano già alla fine del corrente mese. Entro il 31 gennaio un dpcm dovrà istituire presso il Mef la Commissione tecnica per i fabbisogni standard, formata da 11 componenti (non retribuiti) designati dai diversi ministeri, dall’Istat, dall’Anci, dalle aree vaste e dalle regioni. Scadenza al 31 gennaio 2016 anche per il decreto Mef che metterà in pratica il nuovo giro di vite sui compensi spettanti ai centri di assistenza fiscale. Il taglio è di 380 milioni di euro complessivi da qui al 2020. Nello specifico, 40 milioni di euro per l’anno 2016, 70 milioni di euro per ciascuno degli anni 2017 e 2018 e 100 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2019. Il dm provvederà a rimodulare i compensi unitari per singola dichiarazione trasmessa dai Caf in modo da raggiungere gli obiettivi di risparmio fissati dalla legge.

Giuseppe Catapano: Il Csc taglia le stime del pil. “L’Italia non decolla, è un vero rebus”. Nel 2015 evasi 122,2 mld (40 mld sottratti all’Iva)

giucatap520L’evasione fiscale e contributiva continua a essere la spina nel fianco dell’Italia.
Secondo la stima del Centro studi di Confindustria, essa ammonta a 122,2 miliardi di euro nel 2015, pari al 7,5% del pil, solo la Grecia fa peggio di noi. In particolare, al fisco vengono sottratti ogni anno 40 miliardi di Iva, 23,4 di Irpef, 5,2 di Ires, 3 di Irap, 16,3 di altre imposte indirette e 34,4% di contributi previdenziali. Confindustria calcola in un 3,1% di maggiore pil e in oltre 335 mila occupati aggiuntivi il bilancio del dimezzamento dell’evasione.
E a proposito di pil, il Centro Studi di Confindustria rivede al ribasso le stime per il 2015 (da +1% a +0,8%) e per il 2016 (da +1,5% a +1,4%). La differenza è dovuta ai nuovi dati trimestrali diffusi dall’Istat a dicembre, che hanno peggiorato di uno 0,1% il trascinamento dal 2014 al 2015, e a un 3° trimestre meno positivo di quanto atteso (+0,2% rispetto a +0,4%).
La variazione acquisita per il 3° trimestre 2015 è pari a +0,6%; con l’incremento congiunturale previsto dal CsC per il 4° trimestre e tenuto conto del differente numero di giorni lavorativi (3 in più quest’anno rispetto al 2014, che incidono per +0,12 punti), la variazione media annua nel 2015 si attesta appunto a +0,8%.
Inoltre, il pil dovrebbe crescere dell’1,3% nel 2017. Nel dettaglio, il CsC stima che l’incremento del pil procederà con variazioni trimestrali più alte nel corso del 2016, pari a un +0,4% medio trimestrale, per poi frenare leggermente nel 2017 (+0,3%).
“Il vero rebus è il mancato decollo della ripartenza italiana”, spiega il Csc, secondo cui “la ripartenza dell’economia italiana non ha avuto lo slancio atteso nei mesi estivi”. Tuttavia, “nei mesi autunnali si è consolidata la ripartenza dell’economia italiana, cominciata dopo le due recessioni ravvicinate patite dall’inizio della crisi nel 2007 e che hanno lasciato segni profondi nella capacità produttiva e nel benessere delle persone. Alla seconda fase di profonda contrazione del pil, iniziata nel 3° trimestre del 2011 e finita nel 4* trimestre del 2014, sta seguendo un recupero lento che, invece di accelerare come atteso sulla base delle condizioni esterne, dei primi effetti delle riforme e degli indicatori qualitativi, ha perso forza nel corso del 2015”.  Di fatto, continua il CsC, il passo dell’economia italiana sostanzialmente non muterà rispetto quanto osservato nel corso del 2015.
Da questo punto di vista rimangono “rischi al rialzo”, per la possibilità di effetti più ritardati del previsto delle potenti spinte derivanti dai fattori esterni.
Va al fisco più della metà del reddito delle famiglie. Più della metà del reddito delle famiglie italiane va al fisco. Nel 2015 una famiglia composta da una coppia di lavoratori dipendenti con un figlio in età scolare, destina il 54,9% del reddito al pagamento dei contributi sociali e delle imposte, dirette e indirette. L`esborso più sostanzioso “è effettuato direttamente con le trattenute sulla busta paga, comprese quelle che non vi figurano perché a carico del datore di lavoro”. A fronte di un costo del lavoro dipendente pari a circa 73mila euro annui, il 35,2% è destinato ai contributi (di cui il 28,4% a carico del datore di lavoro) e il 13% per il pagamento dell`Irpef, comprensiva di addizionale regionale e comunale. L`insieme delle retribuzioni nette della famiglia “ammonta quindi a poco più della metà del costo sostenuto dai datori di lavoro: 37.701 euro, pari a 2.900 al mese”. Tale somma è destinata per l`89,3% alla spesa familiare, il cui valore comprende il pagamento di imposte indirette sui consumi (principalmente Iva, ma anche accise sui carburanti e sui tabacchi) e di tributi destinati agli enti locali (come, ad esempio, la tassa per lo smaltimento dei rifiuti e il bollo auto) per complessivi 4.880 euro, pari al 14,5% della spesa in consumi e al 6,7% del reddito da lavoro (ovvero del costo del lavoro). Il carico fiscale e contributivo che grava sulla famiglia “è dunque molto più elevato della pressione fiscale totale, pari al 43,2% del pil”.
Alto il rischio di deflazione, +0,5% in 2016. Il rischio di deflazione resta molto alto. Nello scenario del CsC, la dinamica dei prezzi al consumo in Italia salirà gradualmente nel 2016, allontanandosi dallo zero, ma in media si attesterà allo 0,5%, dallo 0,1% nel 2015 e arrivera’ allo 0,9% in media nel 2017.
Nel triennio saranno creati 650 mila posti, ma il tasso rdi disoccupazione resterà alto. Nel triennio 2015-2017 saranno creati 650 mila posti di lavoro che portano a 815 mila il totale da quando sono ricominciati ad aumentare. Ma, nonostante il recupero dell’occupazione sono 8 milioni le persone a cui manca il lavoro in tutto o in parte. Il tasso di disoccupazione continuerà a scendere nei prossimi due anni ma resterà alto, perché “con il consolidarsi dell`attività economica crescerà anche la forza lavoro, come testimoniato dal netto miglioramento delle attese dei consumatori sulle prospettive del mercato del lavoro”.
Nel 2015 sarà in media del 12%. Nel 2016, nonostante una forza lavoro che aumenta (+0,4% in media d`anno), scenderà all`11,6% e calerà ancora all`11,1% nel 2017. Nel mercato del lavoro italiano permarrà un ampio bacino di persone a cui manca lavoro (in tutto o in parte): ai quasi 3 milioni di disoccupati nel terzo trimestre 2015 (+77,9% rispetto a sette anni prima) bisogna aggiungere gli occupati part-time involontari (2,7 milioni, +105,8%) e i non-occupati che sarebbero disponibili a lavorare ma non hanno compiuto azioni di ricerca attiva (1,6 milioni,+61,8%) oppure stanno aspettando l`esito di passate azioni di ricerca (787mila, raddoppiati). In totale, si tratta di quasi 8 milioni di persone (+105,7%, ossia raddoppiati).
Un`altra misura del deterioramento del mercato del lavoro durante la crisi è l`ormai elevatissimo stock di disoccupati di lunga durata: nel terzo trimestre 2015 le persone alla ricerca di un impiego da almeno dodici mesi erano 1,6 milioni (+128,1% rispetto al terzo 2008), quasi il 60% del totale dei disoccupati.

Giuseppe Catapano: Eurozona, rivista al rialzo l’inflazione a novembre: +0,2% a/a (-0,1% rispetto a ottobre)

giucatap519L’indice dei prezzi al consumo nell’area euro a novembre, secondo la lettura definitiva, è salito dello 0,2% rispetto a un anno fa, in rialzo rispetto al consenso e al preliminare entrambi al +0,1%.
Lo ha reso noto Eurostat aggiungendo che su base mensile l’indice dei prezzi al consumo è calato dello 0,1% (-0,2% le attese e il preliminare). Anche per l’Italia la stima è 0,2%.
L’indice dei prezzi core, che esclude le componenti dell’energia, degli alimenti e dell’alcool, è infine aumentato dello 0,9% su base annuale, in linea al consenso, ed è calato dello 0,2% a livello mensile.

Giuseppe Catapano: Senato vota la fiducia sul Dl Giubileo. Lega: un “decreto marchette”

giucatap518Via libera dell’aula del Senato alla fiducia sul dl Giubileo. I si’ sono stati 160, i no 115. Adesso il provvedimento passa all’esame della Camera. “Questo altro non e’ che un decreto marchette. E lo si utilizza per fare campagna elettorale. Si sono trovati 800 milioni a fine anno e come li si utilizza? Male, malissimo! Se hai 800 milioni, risolvi un problema serio com’e’ quello degli esodati. E invece che cosa ha fatto il governo? Ha addirittura rubato – uso il termine vero – 400 milioni dal fondo degli esodati”. Lo ha detto in aula Silvana Comaroli senatrice della Lega Nord durante la dichiarazione di voto al Dl Giubileo. “Degli 800 milioni, alcuni sono stati assegnati per i rifiuti della Campania e ci chiediamo come sia possibile che, a distanza di vent’anni, questo problema esista ancora e che si debbano ancora assegnare fondi. Altri sono finiti al Comune di Reggio Calabria che ha gia’ preso soldi, visto che ha avuto l’anticipazione per il pagamento dei debiti, ma con questo decreto si consente la non restituzione. In ultimo, ci siamo trovati il solito emendamento sugli LSU della Calabria, cui vengono destinati 50 milioni. Mi chiedo solo per quali ragioni si parli sempre ed esclusivamente degli LSU della Calabria. Se queste non sono inutili marchette elettorali – conclude Comaroli – di certo non sono interventi utili per la crescita e lo sviluppo di nessuno”.

Giuseppe Catapano: Cina, la PboC stima che la crescita resterà sotto il 7% sia quest’anno sia il prossimo

giucatap517In un working paper dei ricercatori della Banca Centrale cinese, pubblicato oggi, si afferma che l’economia di Pechino dovrebbe crescere quest’anno del 6,9%.
Una decelerazione viene prevista anche per il 2016, con un tasso di crescita preventivato al 6,8%. A impattare negativamente, afferma la ricerca condotta da Ma Jun, capo economista della PBoC, saranno un’eccedenza nella produzione industriale congiunta a una fiacca domanda globale di beni cinesi, oltre che un aumento di prestiti scadenti da parte delle banche.
Il gruppo di ricerca afferma poi che le misure di stimolo messe in campo dal governo inizieranno ad avere i loro effetti tra la fine dell’anno e la prima metà del 2016.
Invece, per quanto riguarda gli investimenti nel settore immobiliare, fermi per via di un eccesso di abitazioni, si prevede una stabilizzazione a cui seguirà una lenta ripresa.
Gli economisti prevedono poi che il tasso d’inflazione crescerà quest’anno dell’1,5% a/a, decisamente sotto il target del 3% stabilito dal governo. L’export registrerà una contrazione del 2,9% a/a mentre le importazioni soffriranno un tonfo del 14,8%.
Infine, gli investimenti fissi dovrebbero crescere del 10,3% a fine anno rispetto al +15,7% del 2014. La vendita al dettaglio ha rallentato invece al 10,8% dal +12% fatto registrare alla fine dell’anno passato.

Giuseppe Catapano: Fisco, Padoan, quasi pronti i rapporti chiesti a Ocse e Fmi

Italian Finance Minister Pier Carlo Padoan talks during a news conference following a meeting with European G5 ministers at Bercy, in Paris, France, 28 April 2014. The meeting was about Tax Evasion. ANSA/YOAN VALAT

Le agenzie fiscali “sono uno strumento fondamentale” nella lotta all’evasione, per questo il “ministero dell’Economia e delle Finanze ha chiesto a Ocse e Fmi due rapporti indipendenti ma simultanei per vedere in che modo applicare le best practise. I rapporti sono in corso di elaborazione, sono quasi pronti e saranno utili”.
Lo ha detto il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, alla presentazione dello scenario economico del Centro Studi di Confindustria.
“Guardare fuori” dai propri confini può aiutare; “imparare dagli altri è sempre utile anche quando si sbaglia se ci sono delle nuove pratiche”, ha concluso.

Giuseppe Catapano: Brunetta prevede che i conti salteranno e che si renderà necessaria una manovra correttiva in primavera

giucatap513“Signor presidente del Consiglio, la sua narrazione si sta rivelando, giorno dopo giorno, sempre piu’ incredibile, vuota, imbarazzante”. Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo FI alla Camera intervenendo in Aula a Montecitorio dopo le comunicazioni del presidente del Consiglio, Matteo Renzi. “Lei ieri sera a ‘Porta a Porta’ ha dato la notizia dei 450 italiani a Mosul senza averne informato prima il Parlamento. Si rende conto di tutto questo? – ha aggiunto Brunetta – si svilisce un intervento ad alto rischio lasciando aperti gravi interrogativi”. “In Libia stiamo favorendo il lavoro della diplomazia. L’Italia fara’ la sua parte sulla base delle richieste che i libici faranno e che la comunita’ internazionale riterra’ utile per dare aiuto alla stabilizzazione del Paese”. Il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, spiega così l’operazione in Libia. A Mosul “non andiamo a combattere bensi’ a compiere interventi per preservare la diga, un’infrastruttura fondamentale per il futuro dell’Iraq, che se abbandonata rischia di provocare un grave danno ambientale”, ha concluso. Ma lo scambio polemico tra Matteo Renzi e Renato Brunetta, durante le comunicazioni del presidente del Consiglio alla Camera in vista del Consiglio europeo, ha riguardato anche altri argomenti. Il premier stava parlando del bonus giovani previsto dal governo quando il capogruppo di Fi lo ha interrotto. Renzi, a quel punto, ha replicato: “Si può discutere dell’iniziativa del governo, bonus non bonus… Certo, chi sostiene che sia una mancia elettorale ignora che non ci sono elezioni e che i 18enni non sono in vendita, non si fanno lavare il cervello con un piccolo bonus”. Quindi, il premier si è rivolto direttamente a Brunetta: “E allora bisognerebbe ricordare – caro ex ministro di governi precedenti – che non si taglia sulla cultura, sulla scuola, sull’educazione, che non si taglia su ciò che è più forte per un paese civile. Che non serve a niente continuare a dire dappertutto che dobbiamo farci valere in Europa se quando siamo andati in Europa ci siamo dimenticati di dire chi eravamo e cosa potevamo portare al dibattito europeo”. L’Italia sarà costretta a fare una manovra correttiva in primavera. Il capogruppo di Fi a concluso così il suo discorso: “Le previsioni di crescita del governo sono dimezzate. Saremo costretti a una manovra correttiva in primaveraà”. Brunetta si ferma un attimo per interloquire con il governo: “La verità fa male, lo so. Rida pure signor presidente del Consiglio. Lei ha fatto una legge di stabilità fatta di marchette, totalmente in deficit. Gli italiani lo sanno e se ne ricorderanno”.

Giuseppe Catapano: Patent box, in chiaro le procedure di ruling

giucatap496Patent box, dalle Entrate il provvedimento e la circolare. L’Agenzia ha pubblicato nella mattinata di oggi le disposizioni concernenti l’accesso alla procedura di accordo preventivo connessa all’utilizzo di beni immateriali ai sensi dell’articolo 1, commi da 37 a 45, della legge 23 dicembre 2014, n. 190.

Il ruling – Per avviare la procedura di ruling, i soggetti titolari di reddito di impresa devono inviare alle Entrate apposita istanza in carta libera, tramite raccomandata con avviso di ricevimento o direttamente all’ufficio, contenente alcune informazioni di carattere elementare relative al contribuente, alla tipologia di bene ed alla tipologia di attività di ricerca e sviluppo svolta. Una copia dell’istanza e della relativa documentazione dovrà essere prodotta anche su supporto elettronico. La documentazione relativa all’istanza potrà essere presentata o integrata entro 120 giorni dalla presentazione dell’istanza, insieme ad eventuali memorie integrative, sempre tramite raccomandata con avviso di ricevimento o direttamente all’ufficio, che rilascerà un’attestazione di avvenuta ricezione. Gli uffici dell’Agenzia delle Entrate inviteranno in seguito l’impresa a comparire per mezzo del suo legale rappresentante per verificare la completezza delle informazioni fornite, formulare eventuale richiesta di ulteriore documentazione ritenuta necessaria e definire i termini di svolgimento del procedimento in contraddittorio. La procedura sarà, infine, perfezionata tramite la sottoscrizione di un accordo da parte del responsabile dell’ufficio competente dell’Agenzia e di un responsabile dell’impresa.