La crescita del Pil reale nel 2015 è “confermata” allo 0,9%. E’ quanto ha affermato il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, nel corso della presentazione al Tesoro del rapporto sul debito pubblico 2014.
“La crescita reale – ha sottolineato Padoan – viene confermata dalle nostre valutazioni e non smentita come qualche polemica del weekend potrebbe far pensare”.
L’Italia “è un paese con alto debito” e “la sua dinamica è conseguenza di alcune variabili” fra cui l’inflazione “che non dipende dal governo italiano, ma non sta andando bene, sarebbe utile fosse più elevata”, ha aggiunto il ministro dell’Economia. “Contiamo sulla Bce che sta insistendo su una politica monetaria eterodossa”.
Autore: Prof. Avv. Giuseppe Catapano
Conferenza sul clima, 150 leader affrontano la sfida più grande del mondo
A cura di: Giuseppe Catapano
“Il mondo non ha mai affrontato una sfida cosi’ grande”: con questo monito, il presidente francese, Francois Hollande, ha aperto il vertice mondiale per la 21ma Conferenza dell’Onu sui cambiamenti climatici che dovra’ cercare un accordo per scongiurare una catastrofe ambientale irreversibile. Gli obiettivi sono la riduzione delle emissioni ma anche un aumento degli investimenti nelle energie rinnovabili, in mod da scongiurare un aumento della temperatura terrestre oltre i due gradi rispetto all’era preindustriale. Il summit dei 150 leader mondiali segna l’inizio della conferenza che si chiudera’ l’11 dicembre, con un testo che dovrebbe essere “vincolante”. “Il successo e’ alla nostra portata ma ancora non e’ stato raggiunto. La posta in gioco e’ troppo importante per potersi accontentare di un accordo al ribasso. Abbiamo un obbligo di successo”, ha affermato il ministro degli Esteri francese, Laurent Fabius. Il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon ha chiesto di osservare un minuto di silenzio per le vittime delle stradi del 30 novembre. “Abbiamo nelle mani il futuro delle prossime generazioni”, ha poi avvertito”. Hollande ha esortato a “lottare per il clima come contro il terrorismo” osservando che “i cambiamenti climatici “creano piu’ migrazioni delle guerre”. Barack Obama ha ammesso che gli Usa “hanno contribuito a creare il problema” e ha avvertito che “siamo l’ultima generazione che puo’ cambiare le cose”. “Dobbiamo avere qui, adesso, il potere di cambiare”, ha aggiunto. Il presidente cinese, Xi Jinping, ha assicurato che il suo Paese “si impegna nella campagna mondiale su cambiamenti climatici” e per questo “gli impegni ecologici saranno in cima all’agenda dei prossimi piani pluriennali”. Per Vladimir Putin “si puo’ crescere riducendo le emissioni” e il presidente russo ha proposto un Forum mondiale a guida Onu. Per il presidente del Consiglio Matteo Renzi il futuro del pianeta e’ “una sfida che riguarda tutti noi, i nostri figli e i nostri nipoti”. Parigi dovrebbe sancire un patto per contenere il riscaldamento climatico globale, dopo il fallimento della conferenza di Copenaghen nel 2009. Dalla rivoluzione industriale, le temperature sono aumentate di poco meno di un grado e nei 23 anni trascorsi dalla conferenza di Rio le emissioni di gas serra sono ulteriormente cresciute, con un nuovo record l’anno scorso. Gli Stati Uniti hanno recentemente escluso di voler firmare qualcosa che assomiglia un “trattato”, mentre la Francia insiste sulla necessita’ che ci sia almeno una parte di obblighi da rispettare. Un altro tema “caldo” riguarda la “decarbonizzazione”: non e’ ancora sicuro se ci sara’ un impegno chiaro su questo nelle conclusioni e al momento si ipotizzano formulazioni vaghe (“trasformazione verso un mondo a basso utilizzo di carbonio”).
Un vertice fuori misura per una sfida colossale: più di 150 capi di stato e di governo danno il via oggi a Parigi alla 21esima Conferenza sul clima delle Nazioni unite (COP21) che si pone l’obiettivo di siglare un accordo storico che limiti il riscaldamento climatico per evitare una catastrofe ambientale irreversibile. Sul sito di Le Bourget, a Nord di Parigi, trasformato in una sorta di fortezza dopo gli attentati del 13 novembre, il presidente francese Francois Hollande con il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon accoglieranno alle 11 di stamattina Barack Obama, Xi Jinping, Vladimir Putin, Narendra Modi e decine di altri capi di Stato. In avvio di COnferenza sarà anche osservato un minuto di silenzio in memoria delle vittime degli attentati di Parigi.
L’accordo che la comunità internazionale è chiamata a definire punta a limitare il riscaldamento globale a 2 gradi rispetto ai livelli dell’era pre-industriale. La comunità scientifica è ormai unanime sul fatto che oltre questo limite la Terra andrebbe incontro a un caos climatico dai risvolti catastrofici. In vista della conferenza 183 Paesi su 195 hanno presentato degli impegni per ridurre le emissioni di gas a effetto serra. Questi impegni, che già di per sé rappresentano un significativo passo in avanti, porterebbero comunque a un riscaldamento prossimo ai 3 gradi, quindi insufficienti. Il summit punta quindi a delineare per i prossimi decenni dei meccanismi di revisione al rialzo dell’accordo. I lavori della COP21 si chiuderanno l’11 dicembre.
Sono 317 le persone fermate a Parigi in seguito ai disordini che hanno segnato ieri la vigilia del lancio della conferenza sul clima, COP21. Lo ha annunciato la prefettura parigina, aggiornando il numero dei provvedimenti di fermo decisi a conclusione di una giornata di proteste sfociate in momenti di violenza, malgrado il divieto di manifestazione che vige nella capitale francese dopo gli attentati del 13 novembre.
Missione Innovazione” e “Coalizione per la svolta energetica”. Si chiameranno così le due iniziative gemelle che verranno annunciate oggi – in concomitanza con l’avvio a Parigi dei lavori della COP21 – dal presidente Usa, Barack Obama, e dal fondatore della Microsoft, Bill Gates. Le iniziative puntano a finanziare con un’iniezione di milioni di dollari la ricerca scientifica per ottenere rapidamente innovazioni tecnologiche rivoluzionarie nel campo dell’energia pulita. La prima iniziativa “Mission Innovation” comprende 19 Paesi e impegna i rispettivi governi a raddoppiare i finanziamenti pubblici nella ricerca energetica di base per i prossimi 5 anni. A questa si affianca la seconda iniziativa “Breakthrough Energy Coalition”, che vede in prima linea gli investitori privati, Gates e altri 28 ricchissimi del pianeta, che metteranno assieme il loro denaro per finanziare investimenti in energie pulite soprattutto nei Paesi in via di sviluppo. “Considerata la dimensione della sfida, abbiamo bisogno di esplorare diversi percorsi e questo significa anche inventare nuovi filoni di ricerca”, ha spiegato Gates oggi nel lanciare l’iniziativa privata. Gates si è detto ottimista sulla possibilità di inventare gli strumenti di cui il mondo ha bisogno per combattere i cambiamenti climatici e fornire energia pulita ai poveri del piante. L’ammontare degli investimenti non è ancora stato reso noto, precisa il Washington Post, ma il programma sarà svelato ufficialmente nelle ore iniziali della COP21. L’Italia non fa parte dei 19 paesi che partecipano alla Mission Iniziative e che assieme rappresentano l’80% della spesa corrente in ricerca energetica. Fra i 28 investitori privati di 10 diversi paesi ci sono anche gli americani Mark Zuckerberg e Jeffrey Bezos, il cinese Jack Ma, il britannico Richard Branson
Anche Vladimir Putin è oggi a Parigi per il vertice sul clima delle Nazioni Unite, al quale partecipano i principali leader mondiali. L’evento avrà luogo in un clima di allerta e tensione dopo gli attacchi terroristici che hanno avuto luogo nella capitale francese il 13 novembre e sull’onda dell’iniziativa di Francoise Hollande di intensificare i raid contro l’Isis e cercare la formazione di un’ampia coalizione anti jihadisti. A margine del vertice, Putin potrebbe avere una serie di bilaterali non in agenda, tra i quali il più atteso, e in bilico, è quello con il collega turco Recep Tayyip Erdogan per discutere dell’abbattimento del jet Su-24 da parte dell’aviazione di Ankara. In base agli ultimi aggiornamenti del Cremlino, Putin incontrerà il cancelliere tedesco Angela Merkel in un “a margine”. E alla conversazione – che con tutta probabilità potrebbe vertere sul problema ucraino – potrebbe anche partecipare il Presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker. Quanto a un nuovo faccia-a-faccia con Barack Obama, sembra più un sì, ma niente di formale. L’occasione appare il pranzo offerto dal presidente francese Francois Hollande. I leader di Russia e Stati Uniti avranno l’opportunità di parlare brevemente “in piedi”, secondo il linguaggio delle diplomazie. Ma se l’attualità fa sembrare naturale quello che fino a un mese fa era estremamente complicato (un colloquio Obama-Putin), sempre quanto accaduto negli ultimi giorni mette in bilico persino un abboccamento tra coloro che sono stati per anni partner economici (Putin ed Erdogan). Sinora il Cremlino ha dimostrato grande freddezza rispetto alla richiesta turca di un incontro e anzi, sabato il leader russo ha firmato una lista di dure sanzioni economiche contro la Turchia. Tuttavia il bilaterale viene dato come possibile in alcuni ambienti di Mosca. Lo stesso Erdogan, parlando il 27 novembre in una riunione nella città turca di Bayburt, ha dichiarato: “Dopo l’incidente (l’abbattimento del SU-24) il giorno stesso ho inviato una richiesta di un incontro. Volevo parlare al telefono con lui (Putin). Dal momento che non c’è stata una risposta, presto a Parigi ci sarà un vertice sul clima. Penso che verrà anche lui. Potremo parlare lì, e discutere la situazione”. La reazione di Putin all’abbattimento del jet è stata durissima, anche perchè ha comportato la prima perdita di vite umane per la Russia dall’inizio della campagna siriana (partita a fine settembre). La sua reazione è stata oltre che politica, di natura personale, definendo in sostanza Erdogan un traditore. Ma è ovvio che la crisi russo-turca non è nell’interesse dei molti player in gioco per la formazione di un’alleanza anti-Isis. Nessuno vuole la Turchia fuori dai giochi. In particolare i partner europei, anche tenendo conto del problema dei migranti e dei rifugiati dalla Siria, molti dei quali accolti sinora in Turchia. Ma ovviamente Mosca occupa ormai una posizione insostituibile per il conflitto siriano. Ai colloqui nella capitale russa di venerdì, Hollande ha detto che Putin può contare sul sostegno della Francia nelle indagini dell’attacco terroristico a bordo della A321 in Egitto. Egli ha sottolineato che Mosca e Parigi devono lavorare insieme nella lotta contro il terrorismo. Inizialmente Putin doveva avere tre bilaterali, tra i quali il più atteso era con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. In programma c’è poi un incontro con il collega peruviano Ollanta Humala e con Park Geun-hye, la prima presidente donna nella storia della Corea del Sud. Il presidente russo a Parigi parteciperà alla sessione plenaria del Vertice della XXI Conferenza ONU sul clima e XI riunione delle Parti del Protocollo di Kyoto. Una volta ripartito Putin dalla capitale francese, il capo della delegazione russa sarà il primo vice primo ministro Igor Shuvalov. “La Russia ritiene che la Conferenza di Parigi sia un importante evento internazionale, i cui risultati saranno determinanti per le prospettive di sviluppo sostenibile del mondo” si apprende dall’ufficio stampa del Cremlino. “La parte russa ha ripetutamente sostenuto l’adozione alla conferenza a Parigi, di un accordo giuridicamente vincolante globale. Per unire gli sforzi di tutti i paesi, in particolare i principali responsabili delle emissioni di gas serra come Cina, Stati Uniti, UE, Russia. Per fornire una solida base di standard climatico a lungo termine, equilibrato in tutti i suoi aspetti: ambientali, economici e politici”. La Russia sta dando “un contributo significativo agli sforzi internazionali per combattere il cambiamento climatico”, ha sostenuto gli impegni di Kyoto e “mantiene il livello di emissioni di gas serra rispetto alla base del 1990”
L’India sarà uno dei protagonisti chiave della Conferenza sul clima che oggi apre a Parigi: se da un lato infatti questo Paese è, fra le grosse economie planetarie, quello in assoluto più vulnerabile (per la sua posizione geografica e per le sue dimensioni demografiche) di fronte ai cambiamenti climatici, dall’altro lato è anche considerato quello che pone più ostacoli al raggiungimento di un accordo, se non in cambio di consistenti contropartite economiche. Con un intervento sul Financial Times, il premier indiano Narenda Modi ha rivolto uno schietto monito ai Paesi ricchi del mondo, ricordando che essi hanno l’imperativo morale di guidare la battaglia contro il riscaldamento climatico: essi “hanno spianato la loro strada verso la prosperità con i combustibili fossi” e devono quindi continuare a sopportarne il peso più grande: “Qualsiasi altra soluzione sarebbe moralmente sbagliata”, ha affermato Modi. Modi, il cui Paese è il quarto emettitore di gas a effetto serra dietro alla Cina, gli Usa e l’Ue, ha annunciato di volersi fare promotore di un’alleanza internazionale tra i 121 paesi dei Tropici ricchi di sole, ma poi ha nuovamente ricordato alle nazioni ricche i propri dover: “Il principio della responsabilità comune ma differenziata deve restare il fondamento della nostra impresa collettiva” verso un accordo che freni il riscaldamento. “Il tenore di vita di pochi non deve escludere le opportunità dei molti che stanno compiendo i primi passi sulla scala dello sviluppo”, ha chiosato Modi.
Capesante al vapore, suprema di pollo, risotto alle erbe aromatiche (fresche) e torta Paris-Brest: questo il menù sulla tavola dei grandi della terra riuniti a Le Bourget, nel Nord di Parigi, oggi per il lancio della conferenza COP21. “Un pranzo che riecheggia l’eccellenza ambientale e l’eccellenza gastronomica francese”, secondo il ministro degli Esteri francese Laurent Fabius, che presiede la conferenza e precisa: “ma senza ostentazione”. Cinque chef, stellati, hanno accettato di preparare senza essere pagati il pasto per gli oltre 150 capi di Stato e di governo convenuti a Parigi. Il pranzo sarà servito su porcellane di Sèvres prestate dall’Eliseo e durerà in tutto meno di un’ora e un quarto.
Giuseppe Catapano: Roma, prime multe (e ricorsi) dopo l’ordinanza per il decoro del prefetto Tronca
“Stamattina ho ricevuto la prima multa della mia vita: 400 euro di verbale. Farò ricorso, stavolta andrò fino in fondo, sono pronto a farmi arrestare”. Il primo centurione multato a Roma nell’operazione decoro fortemente voluta dal commissario straordinario di Roma Capitale, Francesco Paolo Tronca, sfoga tutta la sua rabbia raggiunto al telefono da Radio Cusano Campus, l’emittente dell’Università degli Studi Niccolò Cusano. “E’ vergognoso quello che sta accadendo – ha affermato il centurione -, vi mando le foto del verbale che mi hanno fatto, accompagnato anche dal sequestro del completo che uso per lavorare. Se la prendono con noi perché siamo bersagli semplici da colpire mentre agli abusivi veri come quelli che vendono aste per i selfie, oggetti vari e rose non fanno nulla. E’ pieno di mimi e di ambulanti abusivi ma a loro non è stato detto nulla. Chiediamo da tempo di regolamentare la nostra professione. Oggi ho subito un’ingiustizia, la multa non la pago e ripeto, questa volta andrò fino in fondo, sono pronto a farmi arrestare. Ho già chiamato il mio avvocato”. Ieri, il commissario Tronca ha firmato un’ordinanza con cui vieta nelle strade del centro della capitale le attività dei cosiddetti “centurioni”, dei risciò e dei venditori ambulanti di biglietti per l`accesso a musei e siti di interesse storico, artistico o culturale. Una misura, quella assunta oggi, in vista del Giubileo “ai fini della tutela della sicurezza urbana”. Per quanto riguarda i cosiddetti “centurioni”, l’ordinanza fa divieto di “qualsiasi attività che preveda la disponibilità ad essere ritratto come soggetto in abbigliamento storico in fotografie o filmati, dietro corrispettivo in denaro”. Questo perchè, si precisa, “i soggetti dediti a tali attività agiscono frequentemente con modalità inopportune, insistenti e talvolta aggressive e del decoro del patrimonio artistico, storico e monumentale della città”. Un’altra ordinanza, ha disposto, inoltre, il divieto di svolgere nel centro storico di Roma qualunque attività “assimilabile al trasporto di persone, con velocipedi a tre o più ruote, anche a pedalata assistita” in quanto “potendo essere condotti senza titolo di guida e non soggetti all`obbligo di assicurazione per la responsabilità civile, non dispongono dei requisiti necessari a tutela della sicurezza nella circolazione”. L`ordinanza firmata dal Commissario straordinario stabilisce, infine, il divieto di svolgere in maniera ambulante l`attività di intermediazione e promozione di tour turistici e vendita di biglietti per l`accesso a musei e siti di interesse storico, artistico o culturale, “in quanto attività lesive anche dei princìpi di leale concorrenza commerciale”
Giuseppe Catapano: Renzi, a Parigi da Hollande, pensa alla Libia
Prosegue anche oggi il tour di contatti diplomatici del presidente francese Hollande dopo gli attentati di Parigi del 13 novembre. Ricevuto nei giorni scorsi da Obama, il presidente francese ha ricevuto ieri sera la cancelliera tedesca Angela Merkel per discutere del rafforzamento della lotta contro lo Stato islamico e per una maggiore cooperazione antiterrorismo e questa mattina Hollande ha ricevuto il presidente del Consiglio italiano Matteo Renzi, per poi partire per Mosca, dove ha in agenda un incontro con il leader del Cremlino, Vladimir Putin. Durante il suo colloquio con Hollande a Washington, Obama ha detto due giorni fa che gli attentati di Parigi sono stati “un attacco al mondo intero”, “un attacco all’idea che popoli di diverse origini possano vivere insieme, in pace”. Hollande e Obama hanno concordato sull’opportunità di non inviare militari in Siria, ma di intensificare i bombardamenti. “La Francia non interverrà a terra, accompagneremo le forze locali, che accompagniamo già da diversi mesi (…) e permetteremo a queste forze di operare”, ha detto il presidente francese, riferendosi ai raid aerei condotti dalla coalizione antijiahdisti. Ieri in serata, invece, Hollande e Merkel si sono recati insieme a Place de la Republique per rendere omaggio alle vittime degli attentati di Parigi del 13 novembre; dopo essersi raccolti in silenzio davanti alle candele, ai messaggi e ai fiori deposti ai piedi del monumento al centro della piazza, divenuto un luogo emblematico dell’omaggio alle vittime degli attentati, Merkel e Hollande hanno parlato a lungo fra loro. Nel corso della successiva conferenza stampa al fianco di Merkel, Hollande ha ribadito la sua intenzione di “colpire Daesh (l’Isis) al cuore” e ha chiesto alla Germania di fare di più nella lotta contro l’Isis, in Siria e in Iraq. La cancelliera tedesca Angela Merkel, dal canto suo, ha promesso al presidente francese Francois Hollande che il suo governo agirà “rapidamente” nella lotta contro il terrorismo jihadista. Merkel, durante la conferenza stampa a Parigi al fianco di Hollande, ha assicurato che la Germania sarà implicata in modo più netto nelle operazioni internazionali, in particolare nel Mali, per permettere alla Francia di dispiegare le sue forze su altri teatri d’operazione.
L’Italia e la Francia sono “due nazioni sorelle”, ha detto, invece, dopo l’incontro con il presidente francese Francois Hollande, il Presidente del Consiglio Matteo Renzi, che ha ribadito l’impegno italiano per l’obiettivo comune che e’ “la distruzione di Daesh”. Questa deve avvenire su diversi fronti: diplomatico, militare, culturale. “La coalizione sia sempre piu’ ampia e inclusiva”, ha detto. “Nel giro di una settimana – ha continuato Renzi – Hollande ha incontrato i principali leader mondiali e questo sforzo diplomatico lo seguiamo con grandissima cooperazione e lo consideriamo un fatto positivo. L’Italia conferma tutti i suoi impegni a fianco della Francia e dell’Ue”. Il vertice che domenica prossima riunira’ a Bruxelles i leader europei e la Turchia dovrà portare a un “accordo globale” per la gestione dell’immigrazione, è la conclusione del vertice Italia-Francia. Serve “un accordo globale con la Turchia” sulla questione dei migranti, ha spiegato il presidente francese Francois Hollande nella conferenza stampa congiunta con il presidente del Consiglio Matteo Renzi, “per la sicurezza delle frontiere, di tutte le frontiere”, ha detto Hollande, “dobbiamo poter accogliere i rifugiati che arrivano in Turchia in condizioni che gli permettano di rimanere il più vicino possibile ai loro Paesi di origine senza dirigersi verso l’Europa. E dobbiamo garantire il controllo delle frontiere esterne dell’Ue”.
Diversamente in Libia bisogna arrivare a “un governo di unità nazionale”e occorre “mettere in sicurezza l’intero territorio, per impedire all’Isis di installarsi e rafforzarsi”, ha detto il presidente francese ribadendo che i jihadisti dello Stato islamico (Isis) “sono il nostro obiettivo principale”. “E’ fondamentale per tutto e per tutti dare priorita’ al dossier Libia” per evitare nuove tragedie, ha affermato Renzi aggiungendo che “l’unico modo per mettere parola fine all’esodo dei rifugiati e’ quello di bloccare le guerre civili”. Renzi ha poi ribadito la necessita’ di intervenire anche sullo sviluppo della cultura, dal momento che con gli attentati a Parigi “si e’ cercato di colpire al cuore cio’ che noi siamo, ma i nostri valori sono molto piu’ forti della loro barbarie”.Renzi ha ricordato che “siamo impegnati a livello militare, in molti casi assieme alla Francia, non solo in Libano, nella coalizione contro Daesh in Iraq Siria, in Iraq, in Kosovo, in Africa dove è forte l’impegno francese e anche noi siamo presenti, penso alla Somalia”.
Giuseppe Catapano: Boom dei libri di Oriana Fallaci, la giornalista aveva previsto il massacro di Parigi
‘La rabbia e l’orgoglio’ di Oriana Fallaci è il libro più venduto su Amazon nelle ultime 24 ore. E anche su twitter l’hashtag #fallaci sta spopolando. Dopo i fatti di Parigi, le parole della giornalista e scrittrice riecheggiano come una profezia: “Parigi è persa, qui l’odio per gli infedeli è sovrano e gli imam vogliono sovvertire le leggi laiche in favore della sharia”. E sui social spuntano ovunque citazioni dei suoi libri. Secondo alcuni, l’hashtag è usato soltanto per giustificare l’odio xenofobo.
Giuseppe Catapano: Da Mostefai a Abdeslam, ecco l’identikit del commando di Parigi
Con le ore si fa sempre più chiaro l’identikit del commando di terroristi che hanno messo a segno venerdì sera i devastanti attentati di Parigi, costati la vita ad almeno 129 persone. Al momento sono stati identificati cinque dei sette kamikaze che si sono fatti esplodere o sono stati uccisi dagli agenti di sicurezza francesi.
Il primo è Omar Ismail Mostefai, 29enne morto nell’attacco al Bataclan, identificato grazie alle impronte digitali rinvenute sul dito indice, unica porzione del suo corpo rimasta intatta dopo l’esplosione della cintura che portava addosso. Era nato nella periferia di Parigi e risiedeva a Chartres. Aveva alle spalle otto condanne per piccoli reati ed era schedato per la sua vicinanza ad ambienti dell’Islam radicale.
Sempre al Bataclan, si è fatto saltare in aria Samy Amimour, 28 anni, cittadino francese nato in un sobborgo di Parigi. Era stato posto sotto controllo giudiziario nel 2012 per i suoi legami con gruppi terroristici e in relazione a un fallito tentativo di recarsi in Yemen. Era ricercato dal 2013, per aver violato i termini del controllo giudiziario e nei suoi confronti era stato emesso un mandato di cattura internazionale. Due anni fa, secondo quanto affermato dalla sua famiglia, era andato in Siria dove si era sposato. Tre familiari sono stati presi in custodia dalla polizia.
Corrispondono invece ad Ahmad Al Mohammad, 25 anni, le impronte di uno dei kamikaze che si sono fatti esplodere vicino allo Stade de France. Nato il 10 settembre 1990 in Siria, nella città di Idlib, l’uomo era stato registrato dalle autorità greche dopo il suo arrivo con i migranti sull’isola di Lero nel mese di ottobre del 2015. Sarebbe suo il passaporto siriano ritrovato nel luogo dell’attentato.
Morto allo Stade de France anche Bilal Hadfi, 20 anni, cittadino francese e residente in Belgio. Secondo alcune informazioni riferite dalla stampa, ha trascorso molto tempo in Siria, dopo aver aderito al gruppo estremista dello Stato Islamico.
C’è poi Ibrahim o Brahim Abdeslam, identificato dagli inquirenti come l’uomo che si è fatto saltare in aria all’interno del caffè Comptoir Voltaire. Il 31enne, che aveva vissuto nel quartiere di Molenbeek, alla periferia di Bruxelles, è uno dei tre fratelli che si ritiene siano coinvolti nelle stragi: Mohamed Abdeslam, arrestato sabato in Belgio e poi rilasciato, e il 26enne Salah Abdeslam, francese nato a Bruxelles, sfuggito clamorosamente a un controllo alla frontiera franco-belga alle 8 del mattino di sabato. Il giovane è stato identificato dagli inquirenti come l’uomo che ha noleggiato la macchina utilizzata dai terroristi nell’attacco al Bataclan.
Secondo quanto racconta il quotidiano belga la Derniere Heure, Salah era un amico d’infanzia di Abdelhamid Abaaoud, il capo della ‘Cellula di Verviers’, neutralizzata dalle forze speciali della polizia belga a gennaio, e considerato il cervello degli attentati di Parigi. Cittadino belga di origine marocchina il 28enne è andato a combattere in Siria ed è tristemente famoso per un video registrato nel 2014 in cui guida un’automobile che trascina dietro alcuni corpi mutilati.
Gli inquirenti pensano che il commando che ha agito presso lo Stade de France, il teatro Bataclan e nei ristoranti di Xéme e Xiéme arrondissement possa essere composto da una ventina di persone, si cercano quindi gli altri fiancheggiatori.
Giuseppe Catapano: Tv annuncia, artificiere preso in Belgio Hollande: “E’ guerra, distruggeremo l’Is”
“L’artificiere è nelle mani della polizia belga”. Secondo l’emittente BFMTV, gli inquirenti di Bruxelles avrebbero identificato inMohamed Amri, 27 anni, l’uomo avrebbe assemblato le cinture esplosive utilizzate dai terroristi negli attacchi effettuati venerdì a Parigi. Amri è stato fermato nei giorni scorsi nel quartiere di Molenbeek e ascoltato in queste ore. Nella sua abitazione, gli investigatori avrebbero rinvenuto significative quantità di nitrato utilizzabili per mettere a punto esplosivi.
La procura belga ha annunciato che due delle persone detenute dalla polizia a Bruxelles in relazione agli attentati sono state ufficialmente incriminate per “terrorismo” e arrestate con l’accusa di aver avuto un ruolo negli attacchi. La procura ha annunciato poi il rilascio delle altre cinque persone arrestate nel weekend. Tra queste Mohamed Abdeslam, fratello del terrorista ricercato Salah Abdeslam e di Ibrahim Abdeslam, morto durante gli attentati del 13 novembre.
TORINO – “L’allarme c’è stato, ma è rientrato. Smentita la presenza di un presunto terrorista sul nostro territorio: non risulta alcun passaggio”. Lo ha detto il questore vicario di Torino, Sergio Molino, al termine del Comitato per l’ordine e la sicurezza che si è svolto nel pomeriggio in prefettura. In giornata era scattato l’allerta su tutte le autostrade del Piemonte per la presunta presenza di una Seat Ibiza nera, con a bordo Baptiste Burgy, che le autorità francesi sospettano possa essere stato coinvolto negli attentati di Parigi. L’auto targata Gut 18053, di nazionalità sconosciuta, era stata segnalata dalle autorità francesi a tutti i posti di frontiera ma in realtà è stata ritrovata ieri nel quartiere parigino di Montreuil. La vettura era stata noleggiata in Belgio per un periodo dal 9 al 16 novembre. All’interno del mezzo sono state ritrovate armi e altro materiale: tre fucili d’assalto AK47, di cui uno con ‘colpo camerato’ e caricatore inserito, un sacco nero contenente 14 caricatori, tre coltelli da macellaio, un navigatore Gps, un apparecchio per individuare gli autovelox, alcuni pezzi di una cintura esplosiva.
Oltre alla Seat Ibiza, il servizio per la cooperazione internazionale di polizia ha informato gli investigatori di tutta Europa che le autorità transalpine hanno segnalato anche una Volkswagen Golf con targa belga. L’auto in questione, secondo i media belgi, sarebbe di proprietà di Amri. Entrambe le vetture sono state”verosimilmente utilizzate durante gli attentati”, si legge, apprende l’Adnkronos, in una nota del Dipartimento di Pubblica sicurezza inviata alle questure italiane.
BELGIO – AD ORGANIZZARE ATTACCO PARIGI LA MENTE DEL FALLITO ATTENTATO IN BELGIO – Stando a quanto scrivono i giornali belgi De Standaard e Het Nieuwsblad, dietro agli attacchi di Parigi ci sarebbe lo stesso uomo che fu la mente di un fallito attentato per uccidere dei poliziotti in Belgio lo scorso gennaio. Si tratta del 28enne Abdelhamid Abaaoud, cittadino belga di origine marocchina, che è andato a combattere in Siria. Il capo della “Cellula di Verviers” è tristemente famoso per un video registrato nel 2014 in cui guida un’automobile che trascina dietro alcuni corpi mutilati.
Abaaoud avrebbe organizzato il fallito attentato in Belgio dalla Grecia e da allora è ricercato. Due dei terroristi suicidi identificati a Parigi – indicati dai giornali belgi come Bilal Hadfi e Brahim Abdeslam – avrebbero conosciuto Abaaoud. Quest’ultimo viveva un tempo nel quartiere di Molenbeek a Bruxelles, così come Abdeslam.
HOLLANDE – “Sono francesi quelli che venerdì hanno ucciso altri francesi”. A tre giorni dagli attacchi terroristici, il presidente francese, Francois Hollande ricorda, ancora una volta, che la “Francia è in guerra” e che “la repubblica francese ha superato ben altre prove”, ma “coloro che hanno cercato di sfidarla” hanno perso.
VALLS – Il primo ministro francese Manuel Valls, dopo i raid compiuti dai caccia transalpini sulla rocca forte jihadista di Raqqa, ha riferito che sono più di 150 le perquisizioni effettuate in diverse località del paese . Non tutte le perquisizioni sono tutte direttamente legate agli attentati di Parigi, ma hanno anche carattere di operazioni preventive antiterrorismo. Valls ha anche reso noto che i servizi francesi “hanno sventato cinque attentati a partire da questa estate”. “Altri attentati” si preparano contro la Francia e l’Europa, ha continuato Valls, invitando la gioventù colpita dagli attacchi “a rialzarsi e battersi”.
Nel dettaglio, il bilancio dell’operazione di polizia condotta nella notte in 19 dipartimenti francesi è di 23 arresti, 168 perquisizioni e 31 armi sequestrate, stando a quanto riferito dal ministro degli Interni di Parigi, Bernard Cazeneuve. “I terroristi non distruggeranno mai la Repubblica, perché è la Repubblica che li distruggerà” ha detto Cazeneuve.
IDENTIFICATI ALTRI DUE KAMIKAZE – Intanto sono stati identificati altri due terroristi suicidi responsabili degli attacchi di Parigi. Lo ha reso noto un comunicato del procuratore francese Francois Molins. Le impronte di uno dei kamikaze che si sono fatti esplodere vicino allo Stade de France corrispondono a quelle prese in Grecia ad ottobre a un uomo sbarcato con un passaporto siriano con il nome di Ahmad Al Mohammad, 25 anni. L’autenticità del passaporto, precisa la nota, non è stata verificata.
L’altro terrorista, che si è fatto esplodere nella sala da concerti del Bataclan, è stato identificato come Samy Amimour, 28 anni, cittadino francese nato a Parigi. Tre dei suoi familiari, fermati dalla polizia, hanno riferito che si era recato in Siria due anni fa. Nato a Parigi nel 1987, Amimour era stato posto sotto controllo giudiziario nel 2012 per i suoi legami con gruppi terroristici e in relazione a un fallito tentativo di recarsi in Yemen. Era ricercato dal 2013 per aver violato i termini del controllo giudiziario e nei suoi confronti era stato emesso un mandato di cattura internazionale.
KAMIKAZE MOSTEFAI SEGNALATO DUE VOLTE DA TURCHIA A 007 FRANCESI – La Turchia aveva messo in guardia la Francia per due volte in un anno su uno dei militanti jihadisti che si sono fatti esplodere venerdì sera a Parigi. Lo ha rivelato un funzionario del governo turco. La polizia turca “ha segnalato ai servizi di sicurezza francesi per due volte, nel mese di dicembre 2014 e nel giugno 2015” Omar Ismail Mostefai, il primo dei kamikaze del teatro Bataclan ad essere identificato, ha detto il funzionario in condizione di anonimato.
FRANCIA: MINUTO DI SILENZIO IN TUTTO IL PAESE – Un minuto di silenzio è stato osservato oggi a mezzogiorno in tutta la Francia per ricordare i 129 morti degli attentati. Il presidente Francois Hollande e il premier Valls hanno osservato il minuto di silenzio davanti alla Sorbona. In alcuni luoghi, come a Place de la Republique a Parigi, la folla ha poi intonato la Marsigliese. Tutti i trasporti pubblici di Parigi si sono fermati per un minuto.
Giuseppe Catapano: G20, contro i Foreign Fighter più controlli alle frontiere. Renzi: Russia, Europa e Usa siano uniti
Contrastare il fenomeno dei foreign fighter attraverso il rafforzamento dei controlli alle frontiere e la condivisione sempre più ampia delle informazioni in possesso di ciascuna autorità nazionale. E’ quanto si legge nella bozza del documento sulla lotta al terrorismo del G20 che si è riunito ad Antalya (Turchia) Un passo che va nella direziona auspicata dal premier Matteo Renzi, che ha partecipato al vertice e ha incontrato il presidente russo per un colloquio bilaterale: “Spero che anche il G20 faccia fare un passo avanti in direzione di quanto fatto al tavolo di Vienna: c’è la necessità di un accordo ampio con protagonisti gli Usa assieme a Europa e Russia e con il coinvolgimento dei paesi arabi”, ha dichiarato. “Il terrorismo non si risolve con interventi limitati”. E per quanto riguarda le misure italiane aggiunge: “La legge di stabilità entra in Parlamento con un aumento degli stanziamenti per la sicurezza. Poi se il Parlamento vuole discutere per aumentarli ancora noi siamo disponibili. Ma il punto è che i fondi sono aumentati”. La bozzadi documento sulla lotta al terrorismo sototlinea che i paesi del G20 collaboreranno per rafforzare la sicurezza nel settore dell’aviazione. I leader del G20 sono “preoccupati per il notevole e crescente flusso dei ‘foreign terrorist fighters’ per la minaccia che rappresentano per tutti gli stati, includendo le nazioni di origine, di transito e di destinazione”. È quanto si legge nella bozza del comunicato che il G20 di Antalya dedicherà alla lotta al terrorismo. “Siamo determinati ad affrontare questa minaccia rafforzando la nostra cooperazione e sviluppando misure significative per prevenire e contrastare questo fenomeno, comprese la condivisione di informazioni, il controllo delle frontiere per tracciare gli spostamenti, misure di prevenzione ed una appropriata risposta della giustizia penale”. Inoltre “lavoreremo insieme per rafforzare la sicurezza dell’aviazione globale”. Il G20 si era aperto con minuto di silenzio per le vittime dei tragici attacchi a Parigi. La lotta al terrorismo riguarda anche gli “asset finanziari”, il contrasto alle risorse che lo sostengono, ha detto il presidente turco Recyp Erdogan nel discorso di apertura.Ma soprattutto i lavori sono stati aperti dal colloquio tra il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ed il presidente russo Vladimir Putin: “Risolvere il conflitto in Siria è più che mai un imperativo alla luce degli attacchi di Parigi”, hanno concordato i due leader, secondo quanto riportato dalla Casa Bianca, condividendo la necessità di un immediato cessate il fuoco a quella di una transizione politica che parta da una mediazione dell’Onu tra il regime di Damasco e i rappresentanti dell’opposizione. A margine dei lavori il consigliere per la sicurezza nazionale Usa, Ben Rhodes ha annunciato che gli Usa stanno lavorando con la Francia per intensificare i raid aerei contro l’Is in Siria e Iraq.
Giuseppe Catapano: Gentiloni, Roma in prima linea contro l’Isis. Ma non chiamatela guerra
Roma è “in prima linea nel contrasto a Daesh, il sedicente stato islamico” ma non esiste una minaccia specifica contro l’Italia. Lo afferma il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, in un’intervista a Repubblica.“Dobbiamo essere seri: non esiste un Paese che sia immune dalle minacce dell’Isis e quindi dobbiamo, come tutti i paesi europei e i paesi arabi, tenere alto il livello di sicurezza, prosegue Gentiloni. “Non credo che in sé il Giubileo rappresenti un maggior elemento di allarme. Daesh fa riferimento a Roma in modo simbolico, ricordando le crociate, più che con l’intenzione di esprimere minacce precise, ma l’importante è reagire a queste azioni di guerra senza sentirsi in guerra anche noi. Sarebbe il regalo più grande che possiamo fare ai terroristi. Non chiamiamola guerra”. Quanto alla crisi siriana, conclude Gentiloni, “se è vero che siamo in prima linea nel contrasto all’Isis soprattutto in Iraq, per quanto riguarda la Siria l’Italia punta in particolare a una soluzione diplomatica. Mi sembra che il dialogo tra la Russia e gli Stati Uniti possa andare in questa direzione”.
Giuseppe Catapano: Trenitalia, ridotti da 3 giorni a 24 ore i tempi per richiedere bonus o indennizzo per ritardi e mancata climatizzazione
Ridotti da 3 giorni a 24 ore i tempi per richiedere il bonus o l’indennizzo per ritardo e il bonus per mancato funzionamento dell’impianto di climatizzazione.
E’ la novità introdotta da Trenitalia per i clienti dei servizi nazionali, Frecce e Intercity, che, dopo 24 ore dal viaggio, possono ora verificare se hanno diritto all’indennizzo o al bonus e richiederne l’emissione.
Il bonus, pari al 25% del prezzo del biglietto acquistato, può essere richiesto in caso di viaggi sulle Frecce Trenitalia già per ritardi compresi tra i 30 e i 59 minuti, ossia sotto la soglia dei 60 minuti prevista dalla normativa comunitaria. Si tratta, in questo caso, di un’autonoma iniziativa di Trenitalia.
Per ritardi compresi tra i 60 e i 119 minuti, su tutti i treni a percorrenza nazionale, il viaggiatore può invece optare tra il bonus e l’indennizzo in denaro, pari al 25% del prezzo del biglietto, percentuale che sale al 50% in caso di ritardi pari o superiori ai 120 minuti.
Anche l’indennità da ritardo per gli abbonati AV potrà essere richiesta già 24 ore dopo la data di scadenza dell’abbonamento, e sarà calcolata sulla base delle singole prenotazioni effettuate in appoggio al proprio abbonamento.
Bonus o indennizzo possono essere richiesti anche nel caso di “biglietto globale” o “biglietto globale misto”, ossia di soluzioni di viaggio proposte dai sistemi di vendita di Trenitalia che prevedono l’utilizzo, nel primo caso, di più treni del trasporto nazionale in combinazione tra loro e, nel secondo caso, di treni del trasporto nazionale e regionale Trenitalia, sempre in combinazione tra loro. E’ però indispensabile che i diversi servizi di Trenitalia siano acquistati contestualmente così come proposti dal sistema di vendita, in forza, appunto, di un “biglietto globale” o “biglietto globale misto”.
In tutti i casi il riconoscimento del bonus o dell’indennizzo può essere richiesto trascorse 24 ore dal viaggio e fino ai dodici mesi successivi, a qualsiasi biglietteria Trenitalia, all’agenzia di viaggio che ha emesso il biglietto o compilando l’apposito modulo online disponibile su trenitalia.com. Per i biglietti acquistati online è disponibile una funzionalità dedicata su trenitalia.com.
In caso di mancato funzionamento dell’impianto di condizionamento nella vettura in cui il viaggiatore ha un posto a sedere, il bonus è pari al 25% del prezzo del biglietto. Anche in questo caso, trascorse 24 ore dal viaggio, e fino ai dodici mesi successivi, il viaggiatore può rivolgersi a biglietterie, agenzie di viaggio, call center o utilizzare le funzionalità disponibili sul sito Internet di Trenitalia per verificare se ha diritto al bonus. Le modalità per richiederlo sono le stesse previste per l’indennità di ritardo.