Giuseppe Catapano: Isis, la Francia, “Jihadisti in arrivo da Lampedusa”

giucatap691I miliziani dell’Isis che si possono nascondere tra i migranti che viaggiano dalla Libia a Lampedusa rappresentano un “grande rischio” per l’Europa. Lo ha dichiarato il ministro della Difesa francese Jean-Yves Le Drian (nella foto) alla tv. Le Drian ha detto che c’è il bisogno “urgente” di una soluzione politica in Libia dove “Daesh si sta stabilendo… la Libia mi preoccupa dal settembre 2014. Sono lì, a 300 km dalla costa europea, e si stanno espandendo”. Le Drian, sottolineando che Lampedusa è a 350 chilometri dalle coste della Libia, ha osservato che “quando sul Mediterraneo c’è bel tempo, c’è il rischio che (i miliziani dell’Isis) possano fare la traversata, mescolandosi ai migranti. E’ un grande rischio” . “Tutti sono consapevoli del pericolo che il conflitto in Siria ed Iraq, dove stiamo vedendo alcuni risultati positivi, si trasferisca in un nuovo conflitto in Libia”, ha aggiunto, ribadendo che la soluzione politica “è il solo modo di sradicare il problema”. “Ci deve essere un governo di unità nazionale. C’è un serio processo politico in corso, sostenuto dal Consiglio di sicurezza dell’Onu. E’ urgente”, ha concluso.Certo è che nentre Le Drian lancia l’allarme, l’Italia e la comunità internazionale non stanno ferme a guardare: domani si terrà alla Farnesina il vertice ministeriale dello Small group, cioè del gruppo dei paesi maggiormente impegnati nel quadro della più ampia coalizione globale impegnata nel contrasto all’Isis, cui spetta un ruolo particolare di guida politica e strategica dello sforzo collettivo. Il vertice sarà co-presieduto dal ministro degli Esteri Paolo Gentiloni e dal segretario di Stato americano John Kerry, e vedra’ la partecipazione dei ministri degli Esteri di 23 Paesi, europei, occidentali e della regione, e dell’Alto rappresentante Ue Federica Mogherini.  Quello di Roma è il terzo vertice ministeriale dello ‘Small Group’, dopo quelli di Londra (gennaio 2015) e a Parigi (giugno 2015), e si tiene ad un anno dalla istituzione di questo formato.  L’Italia, ricorda la Farnesina in una nota, rimane tra i paesi pù impegnati della coalizione, in ragione del suo contributo sostanziale e multi-dimensionale alle sue attività, in particolare nel settore militare, nella formazione delle forze di polizia irachene, nel contrasto al finanziamento di Daesh, nel contrasto al fenomeno dei foreign fighters, e nella  comunicazione pubblica per contrastare la propaganda del gruppo jihadista.

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