Giuseppe Catapano: Isis, primo raid aereo francese in Siria. Il premier Valls: è legittima difesa

giucatapL’Eliseo ha annunciato di aver condotto i primi attacchi aerei in Siria contro lo stato islamico, in coordinamento con la coalizione internazionale. «La Francia – si legge nel comunicato della presidenza – ha colpito in Siria -. Lo abbiamo fatto sulla base di informazioni raccolte nelle ultime operazioni aeree condotte da oltre due settimane, nel rispetto della nostra autonomia d’azione, in coordinamento con i nostri partner della coalizione». Parigi «conferma il risoluto impegno» a combattere contro «la minaccia terroristica rappresentata da Daesh» annunciando di voler «colpire ogni volta che in Medio oriente la nostra sicurezza nazionale sarà in gioco».

Il presidente Francois Hollande, parlando con i giornalisti al Palazzo di Vetro, ha spiegato che sei jet francesi hanno attaccato e distrutto un campo di addestramento nella Siria, precisando che nell’azione non sono stati colpiti civili. Ha poi aggiunto che la Francia «discute con tutti e non scarta nessuno» nella ricerca di una soluzione politica al conflitto in Siria. Tuttavia Parigi «considera che il futuro della Siria non può passare per (il presidente, ndr) Bashar al Assad», ha concluso l’inquilino dell’Eliseo.

Il premier francese, Manuel Valls, ha invece dichiarato che i bombardamenti francesi in Siria hanno come obiettivo «le roccaforti dell’Isis dove si sono addestrati quelli che attaccarono la Francia», per cui ritiene che il suo Paese agisca «per legittima difesa».

Parlando alla stampa dopo l’annuncio dell’Eliseo dell’inizio dei bombardamenti, Valls ha segnalato che la Francia sceglie in maniera autonoma gli obiettivi, anche se realizza i raid in coordinamento con i suoi alleati, principalmente gli statunitensi. Dopo aver fatto notare che i bombardamenti continueranno «il tempo che è necessario», Valls ha ricordato che la Francia «adatta la sua strategia» e agisce «su tutti i fronti nella lotta contra il terrorismo, bombardando l’Isis».

Da un anno l’esercito francese opera contro il gruppo terroristico in Iraq con caccia Rafale e Mirage 2000 e un contingente di oltre 700 effettivi; ma in Siria si limitava finora a inviare armi e strumenti di telecomunicazione per i ribelli. Valls ha insistito sulla «necessità di una transizione politica e democratica sulla base dei negoziati di Ginevra con gli elementi moderati dell’opposizione e con elementi del regime» siriano, ma ha nello stesso tempo ha insistito sul fatto che il presidente «Bashar al-Assad non possa essere la soluzione in Siria».

Accordo per lo scambio di intelligence militari
La Francia ha dichiarato di stare operando in coordinaento con i suoi alleati. E proprio a proposito di poli anti-terrorismo le autorità irachene hanno confermato la creazione di un gruppo che comprende anche Russia, Siria e Iran con sede a Baghdad. A riferirlo il sito di Al Arabya che cita fonti irachene secondo cui la cooperazione sarebbe già operativa.

La struttura vedrà il coinvolgimento dei rappresentanti dello Stato maggiore dei quattro paesi coinvolti nell’iniziativa. Il principale compito di questa struttura internazionale sarà quella di raccogliere e analizzare le informazioni sulla situazione in Medio Oriente con l’obiettivo principale di combattere e sconfiggere i terroristi dello Stato islamico.

Intanto il presidente russo Vladimir Putin ha tenuto un colloquio telefonico con il re saudita Salman per discutere della crisi siriana, due giorni prima del suo intervento previsto all’Assemblea generale dell’Onu. L’ha annunciato il Cremlino. La telefonata è stata un’«iniziativa della Russia», ha precisato il Cremlino. I due leader hanno parlato della «ricerca di una soluzione alla situazione in Siria e della messa in opera di una cooperazione internazionale efficace per lottare contro lo Stato islamico» (Isis), ha precisato la stessa fonte. Putin parlerà lunedì davanti all’Onu per promuovere il suo piano sulla Siria di una coalizione allargata, che includa anche le forze del presidente Bashar al Assad. Nello stesso giorno incontrerà il presidente degli Stati uniti Barack Obama.

Intanto si rafforza la presenza russa
Cresce la presenza militare russa «in Siria a fianco del regime di Assad. Grazie ad un gigantesco ponte aereo operato principalmente dai giganteschi cargo An-124 Condor ed alla spola di navi logistiche e anfibie tra il Mar Nero e la base di Tartus, il dispositivo militare russo si va rafforzando in quantità e qualità», sottolinea Rid, Rivista Italiana Difesa. La presenza russa in Siria, rileva Rid, «si basa su 2 puntelli: l’hub di Mezzeh a Damasco e la base avanzata di Jableh a Latakia. In particolare in questa seconda base negli ultimi giorni sta prendendo forma progressivamente una robusta task force aereo-terrestre equipaggiata di tutto punto». Sono stati di recente segnalati «12 aerei d’attacco al suolo Su-25 e 4 caccia multiruolo Su-30SM. I primi, che costituiscono i contraltari di produzione sovietica dell’americano A-10, sono appositamente concepiti per fornire supporto di fuoco alle truppe a terra. Sono equipaggiati con un potente cannone da 30 mm, bombe e razzi».

Giuseppe Catapano: Telecom pronta a cedere Inwit

MARCO PATUANO TELECOM ITALIA

Il consiglio di amministrazione di Telecom Italia, che si è riunito a Rio de Janeiro, ha dato mandato all’a.d. Marco Patuano di esplorare le eventuali opportunità di valorizzazione della controllata Inwit, la società delle torri quotata da giugno in borsa. È inoltre arrivato il via libera all’incorporazione di Telecom Italia Media in Telecom Italia, con conseguente stipula dell’atto di fusione. I due cda hanno dato esecuzione alla decisione assunta dalle rispettive assemblee straordinarie, così da perfezionarla entro il terzo trimestre. Si prevede che gli effetti dell’operazione decorrano dal termine della giornata del 30 settembre, che rappresenterà l’ultimo giorno di quotazione delle azioni Telecom Italia Media.

Giuseppe Catapano: Regime dei minimi al restyling

giucatapRestyling (in chiave «più conveniente») del regime fiscale dei minimi per possessori di partiva Iva: all’orizzonte, infatti, c’è un meccanismo per favorire soprattutto i giovani professionisti e le start-up. E, nel contempo, sul tavolo del governo campeggia una precisa «road map» per il taglio delle tasse in tre anni, ad iniziare dal prelievo sugli immobili. Ad esporre le misure allo studio il viceministro dell’economia, Luigi Casero, intervenuto in collegamento telefonico, ieri mattina, durante la seconda giornata dell’XI conferenza della Cassa di previdenza forense, a Rimini. Novità, dunque, per le nuove leve delle categorie professionali e per chi avvia l’attività autonoma, poiché il numero due di via XX settembre ha avvisato che esiste «questa necessità» di procedere ad un riordino del regime forfettario, considerando che il cantiere, in realtà, era già stato aperto l’anno scorso; nel 2014, infatti, il governo aveva stabilito la proroga (fino al 31 dicembre 2015) per tutti coloro che decidono di aprire una Partita Iva, consentendo loro la chance di aderire al «vecchio» sistema, con applicazione del regime fiscale agevolato al 5%.

Giuseppe Catapano: Negli organismi di valutazione solo professionisti doc

giucatapSolo professionisti della valutazione giudicheranno le performance della p.a. e degli enti locali. Gli Oiv (Organismo indipendenti di valutazione), istituiti dalla legge Brunetta (dlgs n.150/2009) restano dunque il centro della misurazione della qualità dell’agire amministrativo, ma dovranno essere composti solo da membri scelti da un elenco ad hoc tenuto dal dipartimento della funzione pubblica. I requisiti per essere iscritti nell’elenco saranno definiti con decreto del ministro delegato per la semplificazione e la p.a. che sarà emanato in tempi stretti. Lo prevede il regolamento che disciplina le nuove funzioni attribuite a palazzo Vidoni in materia di valutazione delle performance, approvato ieri in via preliminare dal consiglio dei ministri. Il dpr rivede in parte la normativa sulla valutazione dei risultati da parte delle p.a., contenuta nella «riforma Brunetta», adempiendo a quanto previsto dal dl 90/2014.

Nello specifico il regolamento anticipa alcune misure che saranno più organicamente oggetto dell’attuazione della legge delega di riforma delle amministrazioni pubbliche, recentemente approvata dal parlamento (legge 124/2015) Secondo il governo il regolamento reca vantaggi sia alla p.a., perché semplifica il ciclo della performance, sia ai cittadini a cui viene garantita una valutazione più indipendente, grazie al ruolo di coordinamento attribuito al Dipartimento della Funzione Pubblica che verranno sottratte all’Anac, l’Autorità nazionale anticorruzione.

Nello specifico, i nuovi Oiv potranno essere in forma monocratica o collegiale (tre componenti) e entreranno a regime a partire dai rinnovi degli organismi attualmente in vigore che resteranno in carico fino alla naturale scadenza del proprio mandato.

Giuseppe Catapano: Riforma riscossione, c’è la mini-sanatoria

PIER CARLO PADOAN

La riforma della riscossione parte con una minisanatoria. Tutti i contribuenti i cui piani di rateazione risultano decaduti nei 24 mesi antecedenti l’entrata in vigore del decreto legislativo, potranno infatti richiedere la rimessione in termini attraverso un nuovo piano di dilazione, di durata non superiore a 72 rate e con decadenza al mancato pagamento di due sole rate. Per accedere alla nuova rateazione in proroga i contribuenti avranno però poco tempo a disposizione. Dovranno presentare la relativa richiesta entro i trenta giorni successivi alla data di entrata in vigore della riforma.
Oltre a tale misura di carattere straordinario, introdotta durante i lavori in commissione finanze della camera, in considerazione delle particolari difficoltà finanziarie in cui versano molti contribuenti italiani, la riforma della riscossione varata dall’esecutivo contiene tutta una serie di misure destinate ad incidere, anche profondamente, sulla delicata materia. Fra le novità di maggior rilievo occorre evidenziare fin da subito la retromarcia in materia di decadenza dai benefici della dilazione concessa al contribuente ai sensi dell’articolo 19 del dpr 602/1973. Per le dilazioni concesse o per i ruoli consegnati a decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto legislativo di riforma della riscossione, si prevede infatti la decadenza dalla rateazione con il mancato pagamento di cinque, anziché otto, rate, anche non consecutive del piano originariamente concesso. Per mitigare questo inasprimento delle cause dei decadenza la riforma prevede tuttavia l’inserimento all’interno dello stesso articolo 19 sopra ricordato, della possibilità per i contribuenti decaduti di accedere a una nuova ulteriore dilazione. Questa proroga potrà essere ottenuta solo dietro presentazione di apposita istanza e con il pagamento contestuale delle rate di piano originario scadute e non versate. La rimessione in termini del contribuente potrà avvenire solo entro il limite delle rate originariamente concesse e non ancora pagate.

Giuseppe Catapano: Immigrazione, accordo raggiunto tra i ministri dell’interno della Ue. Stasera vertice straordinario

img128429I ministri dell’Interno dell’Unione Europea hanno raggiunto un accordo sul piano per la redistribuzione, nei prossimi 2 anni, di 120.000 migranti tra i Paesi membri. L’Ungheria, la Romania, la Repubblica Ceca e la Slovacchia si sono opposte alla proposta mentre la Finlandia si e’ astenuta dal voto sul piano. “Avremmo preferito ottenere il pieno consenso, ma non siamo stati in grado di raggiungere questo obiettivo”, ha dichiarato Jean Asselborn, ministro degli Esteri e dell’interni lussemburghese. “Se non avessimo raggiunto un accordo, l’Europa sarebbe stata ancora piu’ divisa e la sua credibilità minata”, ha spiegato il ministro.
Intanto i leader europei si incontrano stasera per un vertice straordinario, convocato dal presidente del Consiglio Ue Donald Tusk, all’indomani dell’intesa a maggioranza tra i ministri degli Interni. Il vertice di oggi si concentrerà sul rafforzamento dei confini esterni della Ue e sul finanziamento di Paesi che accolgono i rifugiati siriani, quali Turchia, Giordania e Libano, oltre che delle agenzie Onu. Ma la Grecia potrebbe non gradire gli aiuti dall’estero per la gestione dei suoi confini, che potrebbero riaccendere i timori per la sovranità nazionale. Prima della riunione di oggi il presidente Barack Obama ha inviato i paesi Ue ad accettare alla “giusta quota” di rifugiati, dopo una telefonata con la cancelliera tedesca Angela Merkel.
E a poche ore dall’inizio del Consiglio europeo straordinario, la Commissione Ue ha proposto un aumento di 1,7 miliardi di euro delle risorse per la gestione delle crisi umanitarie, per il biennio 2015-2016. Da Bruxelles è arrivata inoltre una richiesta di informazioni all’Italia sull’attuazione delle norme sulla raccolta delle impronte digitali dei migranti in arrivo e sulla direttiva rimpatri. Il primo vice presidente della Commissione, Frans Timmermans, ha inoltre ribadito l’appello all’Italia a rendere operativi “quando prima” gli ‘hotspot’, i centri di registrazione e smistamento dei migranti.

Giuseppe Catapano: Dichiarazione redditi, anche chi l’affida al commercialista non può dimenticarsi

L’aver affidato al commercialista la predisposizione e l’invio della dichiarazione del redditi non giustifica la violazione dell’obbligo né esclude la consapevolezza della scadenza del termine: solo la forza maggiore può giustificare tale omissione.

Dichiarazione-redditi-anche-chi-l’affida-al-commercialista-non-puo-dimenticarsi-370x230La Cassazione bacchetta chi affida la propria contabilità al commercialista e poi se ne disinteressa totalmente: infatti, se anche il professionista non provvede al tempestivo invio telematico della dichiarazione dei redditi, a risponderne è sempre il cliente-contribuente. Non può quest’ultimo scusarsi sostenendo di aver affidato tutto allo studio commercialistico e, quindi, di essersi totalmente dimenticato delle scadenze fiscali, complice anche l’ignoranza che questi ha in materia. Lo ha chiarito la Cassazione con una recente sentenza.

Del reato di omessa presentazione della dichiarazione dei redditi (che scatta per non aver presentato la dichiarazione nei tempi previsti dalla legge) risponde sempre il cittadino salvo che questi non dimostri la forza maggiore.

Termini entro cui va presentata in via telematica la dichiarazione

La dichiarazione può essere presentata direttamente o attraverso intermediari abilitati o, in alcuni casi, tramite un ufficio locale dell’Agenzia delle Entrate.

In ogni caso, il termine di presentazione è il 30 settembre dell’anno successivo a quello cui i redditi si riferiscono.

La dichiarazione si considera tempestiva se trasmessa nel termine predetto anche se successivamente è scartata dal servizio telematico per la presenza di errori, purché sia correttamente ritrasmessa entro i 5 giorni successivi alla comunicazione telematica dell’Agenzia delle Entrate.

Mancata presentazione

Il contribuente non può evitare la condanna penale lamentando di aver delegato ad un commercialista il disbrigo degli adempimenti fiscali e che pertanto non abbia specificamente voluto evadere le imposte, non essendo nemmeno consapevole del debito tributario e del suo ammontare. Anche, infatti, chi dimostri di aver sollecitato più volte il proprio commercialista, finendo poi per rivolgersi ad altro professionista, non può essere perdonato. Solo la forza maggiore può giustificare tale omissione. In ogni caso, il contribuente deve essere a conoscenza delle relative scadenze. In caso di superamento del termine per la presentazione, il cittadino può comunque fruire, a fini penali, del termine di 90 giorni concesso dalla legge.

La Suprema Corte ribadisce che l’obbligo di presentare la dichiarazione incombe sempre e direttamente sul contribuente. Nel caso si tratti si società l’obbligo ricade su chi ne abbia la legale rappresentanza, tenuto a sottoscrivere la dichiarazione a pena di nullità.

Il fatto che il contribuente possa avvalersi di persone incaricate della materiale predisposizione e trasmissione della dichiarazione non trasferisce su queste ultime l’obbligo che fa comunque carico direttamente al contribuente il quale, infatti, in caso di trasmissione telematica della dichiarazione rimane obbligato alla conservazione della copia sottoscritta della dichiarazione.

È vero: perché scatti il reato di omessa dichiarazione dei redditi è necessario il dolo specifico di evasione, ossia l’effettiva evasione. Ma a tal fine è sufficiente l’aver omesso di vigilare sul comportamento del proprio commercialista.

La responsabilità del commercialista

Ovviamente, vien fatta salva la possibilità per il contribuente che abbia dovuto pagare poi le sanzioni e sia stato imputato del reato di omesso versamento, di agire nei confronti del proprio commercialista per la responsabilità professionale chiedendogli, quantomeno, il risarcimento dei danni.

Giuseppe Catapano: Ocse taglia per l’Italia le stime del Pil, ma rialza quelle della crescita

OCSE_sedeLa crescita dell’Eurozona “è deludente, alla luce dei fattori favorevoli”. A sottolinearlo è l’Ocse nel suo Interim Global Economic Assessment. “La crescita nell’area euro sta migliorando nel suo complesso. ma la ripresa resta meno avanzata che negl Usa”, si legge nel documento e “la disoccupazione rimane elevata e le pressioni sui prezzi sono basse; l’aumento nei tassi di crescita dell’Eurozona (soprattutto la crescita inaspettatamente forte in alcuni dei Paesi piu’ colpiti della crisi) è incoraggiante, ma minore di quello che avrebbe potuto essere con i venti favorevoli dei prezzi del petrolio più bassi, di un euro più debole e di tassi di interesse più bassi nel breve periodo”.
Secondo le simulazioni dell’Ocse, la crescita dell’Eurozona è inferiore di un punto percentuale a quello che era prevedibile sulla base di questi fattori favorevoli. Quanto agli Usa, prosegue l’Ocse, “la crescita rimane solida e l’espansione dei consumi continua a essere sostenuta da robusti incrementi dell’occupazione e una disoccupazione in calo”, sebbene si ravvisino vulnerabilità nella crescita degli investimenti delle aziende “ancora al di sotto di un normale ritmo di ripresa”, nel mercato immobiliare e nella debole inflazione.
Più in generale sono le prospettive di crescita dell’economia mondiale “si sono leggermente indebolite e sono diventate meno chiare nei mesi recenti”. “La crescita del commercio globale” è entrata – sottolinea l’Ocse – in una fase di stagnazione e le condizioni finanziarie si siano deteriorate. La ripresa sta nondimeno progredendo nelle economie avanzate ma le prospettive sono peggiorate ulteriormente per molte economie emergenti”.
Secondo l’organizzazione di Parigi, “la crescita globale rimarrà inferiore alla media nel 2015; è previsto un certo rafforzamento nel 2016 ma i dubbi sulla crescita potenziale futura continuano a crescere”. Il “rischio chiave” per la crescita globale è “un rallentamento maggiore del previsto in Cina”.
Per quello che riguarda il nostro Paese l’Ocse ha ritoccato al rialzo le previsioni di crescita dell’Italia sul 2015 al più 0,7 per cento (era +0,6 a giugno), ma ha ridotto quelle sul 2016 al più 1,3 per cento. rispetto al +1,5% previsto a giugno.
Il Pil globale, cresciuto del 3,3% nel 2014, è visto in espansione del 3% nel 2015 (+3,1% secondo le stime di giugno) e del 3,6% nel 2016 (+3,8% a giugno). La revisione al ribasso, spiega l’organizzazione di Parigi, è legata principalmente al rallentamento delle economie emergenti, a cui si è fatto cenno.
Sul fronte del lavoro Eurostat rileva che nel secondo trimestre del 2015 la crescita del costo annuale è stata dell’1,6% nell’area euro, in calo dall’1,9% dei tre mesi precedenti. Nell’Unione europea, secondo l’Eurostat, l’aumento è stato dell’1,9% rispetto al 2,3% del primo trimestre dell’anno.
Nell’eurozona la componente di salari e stipendi per ora lavorata ha segnato un incremento dell’1,9%, mentre quella non salariale dello 0,4%. Nella Ue la componente salari è cresciuta del 2,1% e la non salariale dell’1,1%. Nel secondo trimestre i maggiori incrementi annuali del costo orario del lavoro per l’intera economia sono stati registrati in Lettonia (+7,9%), in Romania (+7,7%) e in Bulgaria (+6,8%), mentre i maggiori cali sono stati segnati in Grecia (-2,9%), Cipro (-1,2%) e in Italia (-0,4%).
Il tasso di posti di lavoro vacanti nell’area euro e nell’Unione europea si è collocato all’1,7%, stabile rispetto ai primi tre mesi del 2015 ma in crescita dall’1,6% dello stesso periodo del 2014. Tra gli Stati membri i tassi di disponibilità di posti di lavoro più elevati sono stati registrati in Belgio e in Germania (entrambi al 2,7%), seguiti da Regno Unito (2,5%), Repubblica Ceca (2,3%) e Svezia (2%). I tassi più bassi sono stati segnati in Lettonia (0,5%), Polonia (0,6%), Portogallo e Spagna (0,7%).
Infine l’Eurostat ha diffuso anche il dato definitivo sull’inflazione che rivede al ribasso la stima precedente (+0,2%). Nell’Eurozona su base mensile l’inflazione resta invariata, mentre si attesta allo 0,1% su base annuale, era +0,2% nella stima precedente.

Giuseppe Catapano: Chiamparino convoca la Conferenza delle Regioni per il 17 settembre

Chiamparino_Sergio_040515Il Presidente Sergio Chiamparino ha convocato la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, in seduta straordinaria, giovedì 17 settembre alle ore 12 (Roma, via Parigi 11).
All’ordine del giorno l’indicazione delle Regioni e delle Province autonome i cui Assessori assumono le funzioni di Coordinatore e Coordinatore Vicario delle Commissioni.
L’ordine del giorno integrale della Conferenza delle Regioni è pubblicato sul sito http://www.regioni.it (sezione “Conferenze”).

Giuseppe Catapano: Crisi governo, la fanno? Via Renzi val bene…30 miliardi?

matteo-renzi-dove-guarda-ansa-300x195ROMA – Crisi di governo…che la fanno davvero? E, se la fanno, a me che me ne viene o me ne manca?

Ci sono una trentina di senatori Pd che possono provarci a fare una crisi di governo. La più parte di loro ci proverà davvero. Votando contro l’abolizione del Senato nei modi proposti dal governo ma soprattutto votando contro Renzi. “La minoranza Pd con la richiesta irrinunciabile di tornare ai senatori elettivi e il rifiuto anche della possibilità di mettere gli elettori in condizioni di scegliere i consiglieri regionali da destinare alla Camera Alta tramite un listino specifico ha svelato che il proprio vero obiettivo era di far ripartire da capo l’iter della riforma”. Marcello Sorgi, La Stampa. Complicato, un po’ involuto, la sostanza è che quei trenta senatori (al dunque saranno un po’ di meno) hanno mandato da Bersani, Speranza, D’Alema, Cuperlo di far cadere Renzi molto più che il Senato non elettivo.

La minoranza del Pd e la sua rappresentanza parlamentare considerano Renzi più o meno alla stregua di quanto ha detto un dirigente Fiom chiedendo che la Cgil non abbia più stand alla Festa de L’Unità. “Pd, partito di destra”. Ecco, la minoranza Pd pensa Renzi sia “leader di destra” e quindi compito primo di ogni sinistra che si rispetti far cadere il suo governo. La tesi della poca democrazia nel combinato disposto tra legge elettorale e riforma del Senato è una buona confezione a incartare il vero contenuto della scatola, della mission politica: che Renzi cada.

La minoranza Pd conta poi, dopo la crisi di governo, di evitare per l’ennesima volta le elezioni anticipate. E di andare con il consenso e la guida di Mattarella, ad un governo altro, altro da Renzi, senza passare per il via delle elezioni. Insomma il disegno è: conservare il Pd al governo, sbarazzarsi di Renzi. La complessità dell’architettura astratta è tipicamente, porta quasi scritto in calce: made in D’Alema. Quindi ci proveranno, ci proveranno eccome a fare la crisi di governo. E che questo e non altro avrebbero fatto era chiaro a chi vuol vedere già da molti mesi: eliminare Renzi è l’unica e sola strategia, tattica, sogno e ragione d’esistenza della minoranza Pd.

Ci sono poi una ventina di senatori Ncd che possono dare una mano ad una crisi di governo. Ineffabile Ncd… Quando si discusse e si trattò sulla legge elettorale Ncd chiese ed ottenne di abbassare lo sbarramento di consensi necessari ad entrare in Parlamento al tre per cento. Questo e solo questo interessava ad Ncd (e a Sel) e allora entrambi i partiti si dissero soddisfatti e dissero che l’Italicum era buono. Buono, ottimo e abbondante perché garantiva la loro sopravvivenza. Poi Ncd scopre che il tre per cento che gli stava largo adesso gli sta stretto. Scopre che forse forse al tre per cento ci arriva chissà. E allora chiede che il premio di maggioranza non vada più alla lista che ottiene più voto ma alla coalizione che ottiene più voti. Chiede cioè che la legge “obblighi” una coalizione a prendersi in casa Ncd. Come si vede e si può apprezzare, preoccupazioni, crucci e strategie assolutamente istituzionali…

La ventina di senatori Ncd ha un movente a fare la crisi di governo però ha anche un problema: se fa la crisi per tentare di avere la garanzia di rientrare in Parlamento e finisce ad elezioni anticipate finisce che per garantirsi altri cinque anni di legislatura dal 2018 in poi i senatori Ncd si perdono quelli dal 2016 al 2018 e poi…poi beato chi ci arriva. Non si sa quindi se la ventina di senatori Ncd davvero ci proverà a fare la crisi di governo. Si può star certi che ci proverà la trentina (scarsa e assottigliabile) dei senatori Pd anti Renzi.

E se la fanno la crisi, che me ne viene? Una grande soddisfazione se Renzi ce l’ho sulle scatole. Grande soddisfazione e poi…poi basta. Che me ne manca? Calcolando a spanne…niente più sgravi contributivi sulle assunzioni a tempo pieno, niente più abolizione Imu e Tasi sulla prima casa, niente cancellazione Imu e Irap agricole. Soprattutto niente più “sconti” da parte Ue calcolati sulle riforme fatte. Niente più margini di trattativa sul deficit annuale perché, come è ovvio, chi deve dare all’Italia il benestare a più deficit più riforme per almeno un po’ di tempo si ferma e di sicuro molto meno si fida di un paese in piena crisi di governo. Se poi finisse a elezioni anticipate…facciamo a occhio che me ne manca in caso di crisi una trentina di miliardi.

C’è chi pensa sia un buon prezzo pur di sbarazzarsi di Renzi: Salvini, Brunetta, Grillo, Bersani, D’Alema, Camusso, Landini. Uniti nel calcolare, per il bene del paese s’intende, che un Renzi giù val bene una trentina di miliardi da scucire, come prima rata…

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