Giuseppe Catapanop: Italia al 47° posto nella graduatoria globale del diritto alla libertà di educazione

giucatap529“Il livello medio globale dei Paesi che rispettano e promuovono il pieno riconoscimento del diritto alla libertà di educazione migliora nel mondo. L’evoluzione più significativa si è verificata in Ecuador, Gutemale, Israele, Islanda, Giordania, Slovacchia e Perù; l’involuzione più preoccupante in Costa Rica, Honduras, Repubblcia Democratica del Congo, Malaysia e Pakistan”. Lo afferma il Direttore Generale della Fondazione Novae Terrae, Luca Volontè, che ha reso noti i dati del Rapporto Globale sulla Libertà di educazione nel mondo 2015/2016. Il Rapporto, frutto di più di un anno di ricerca tra la Fondazione Novae Terrae (http://www.novaeterrae.eu/) e l’OIDEL di Ginevra (http://www.oidel.org/) e che ha visto la partecipazione di studiosi ed esperti di tutto il mondo, analizza periodicamente il rispetto e la promozione del diritto della libertà di educazione a livello internazionale e l’evoluzione delle politiche nazionali. “L’Irlanda segna la prima posizione nella graduatoria complessiva sulla libertà e rispetto del diritto all’educazione, tuttavia – spiega Volontè – il Parlamento irlandese sta discutendo e approvando misure restrittive verso le scuole paritarie non statali e nel prossimo Rapporto ci saranno cambiamenti significativi nella graduatoria globale. L’Italia al 47mo posto paga due limiti degli ultimi decenni: riforme troppo frequenti e reale mancanza di libertà di scelta educativa dei genitori”. “In piena crescita e ampia diffusione l’ ‘homeschooling’ – sottolinea Volontè, già deputato in diverse legislature -, fenomeno che può essere interpretato sia dal punto di vista dell’inadeguatezza della sistema scolastico rispetto alle esigenze delle famiglie e dei cittadini, sia come sintomo del discredito della educazione formale, sia come strumento di piena libertà e rispetto del diritto dei genitori. Questa modalità è andata crescendo ovunque nel mondo, tranne in Africa e nei Paesi arabi, ma anche in Europa la Svezia e la Germania lo vietano in modo deciso. A nostro avviso, invece, proprio l”homeschooling’ è un indice esemplare e significativo della fiducia reciproca tra lo Stato, i genitori e i cittadini”.

Giuseppe Catapano: Lotteria Italia, il primo premio a Verona. Montepremi da €32 milioni

giucatap528La Lotteria Italia se l’aggiudica Veronella (Verona), cui andranno 5 milioni di euro. Medaglia d’argento a San Nicola la Strada (Caserta), con un secondo premio da 2 milioni di euro. Terzo gradino del podio spetta invece alla capitale, che vince un milione e mezzo di euro. E così via. Sono stati estratti nella serata di ieri in diretta tv i codici vincenti della tradizionale lotteria di inizio anno, che ha venduto 8,7 milioni di biglietti per un corrispettivo totale di 43,5 milioni di euro. Un risultato così positivo non si vedeva dal 2010 (quando si arrivò a staccare 9,6 milioni di ticket). Livelli che restano comunque ben lontani da quelli totalizzati negli anni ’80 e ’90, quando le vendite furono superiori ai 30 milioni di biglietti, ma che ben reggono in una società odierna ove le lotterie e i giochi sono quotidianamente a portata di tutti.

La regione più partecipativa è risultata essere, come l’anno passato, il Lazio, seguita da Lombardia ed Emilia Romagna. Come indicato dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli, il totale dei premi distribuiti si aggira attorno ai 32 milioni di euro; i proventi dei 206 biglietti vincenti sono stati così distribuiti:

– Premi di prima categoria: 1° Premio 5.000.000 2° Premio 2.000.000 3° Premio 1.500.000 4° Premio 1.000.000 5° Premio 500.000 6° Premio 250.000

– Premi di seconda categoria: 50 premi da 50.000 euro

– Premi di terza categoria: 150 premi da 25.000 euro Ai rivenditori presso i quali sono stati acquistati i biglietti vincenti è stato riservato un premio complessivo di 104.000 euro.
L’Agenzia aggiorna inoltre il dato relativo al totale dei premi non riscossi della Lotteria Italia dal 2002, che supera ad oggi i 23 milioni di euro.
Agipronews ricorda che per la riscossione delle vincite sono previsti tre mesi di tempo dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dell’elenco dei biglietti vincenti. I vincitori dovranno presentare il tagliando vincente, integro e originale, presso gli sportelli di Banca Intesa Sanpaolo oppure all’Ufficio Premi di Lotterie Nazionali. Il pagamento verrà effettuato entro 30 giorni dalla data di presentazione. Il biglietto può anche essere spedito all’Ufficio Premi, con raccomandata A/R, indicando le generalità, l’indirizzo del richiedente e la modalità di pagamento  (vale a dire assegno circolare, bonifico bancario o postale).

Giuseppe Catapano: Cala la disoccupazione italiana. Livelli ai minimi da 3 anni (11,3%)

giucatap527Disoccupazione italiana ai minimi degli ultimi 3 anni. L’ultimo dato disponibile sul tasso di disoccupazione (trimestrale) italiano ha mostrato una flessione dello 0,2% relativamente al potenziale della forza lavoro attualmente inoccupata e/o in cerca di occupazione, portandosi dal precedente livello dell’11,5% all’attuale 11,3%, migliore anche rispetto alle attese. Tale soglia rappresenta il minimo toccato dalla seconda metà del 2012.

Giuliano Poletti. “I dati ufficiali dell’Istat ci dicono che la disoccupazione è all’11,3%, ai minimi da tre anni, con una diminuzione di 479.000 disoccupati in un anno” ha dichiarato il ministro del Lavoro e delle politiche sociali, Giuliano Poletti. “Gli occupati crescono di 36 mila unità in un mese e di 206 mila in un anno, con un aumento dei dipendenti a tempo indeterminato (+ 141 mila in un anno) e delle donne, mentre si riducono i dipendenti a termine; che la disoccupazione giovanile, ancora molto elevata, scende al 38,1%, con una diminuzione dell’1,2 punti percentuali sul mese precedente e del 4,9 punti percentuali rispetto al 43% di un anno fa, mentre gli occupati crescono del 3,3%”.
Poletti ha poi continuato: “Nonostante un quadro internazionale difficile, questi numeri rappresentano segnali di speranza e di fiducia per il 2016. Confermano che le riforme intraprese danno buoni frutti: la fiducia di cittadini ed imprese inizia a trasformarsi in risultati concreti. Auguri sinceri a tutti quelli che hanno avuto un lavoro e a quelli il cui contratto precario è stato trasformato in rapporto di lavoro stabile. Un grazie agli imprenditori che hanno scelto di avere fiducia nel futuro e nelle qualità dei lavoratori italiani. È solo con la collaborazione responsabile di tutti che l’Italia può rafforzare la crescita che si è avviata”.

Matteo Renzi.  “La disoccupazione che continua a scendere” ha invece precisato il premier Matteo Renzi, “è dimostrazione che #jobsact funziona. L’Italia che riparte” ha commentato Renzi su Twitter, “riparte dal lavoro #lavoltabuona”.

La stima complessiva dei disoccupati a novembre, comunica l’Istat, è diminuita dell’1,6% (-48 mila); il calo riguarda uomini e donne e le persone con meno di 50 anni. Rispetto ai tre mesi precedenti, nel periodo settembre-novembre 2015 sono diminuiti i disoccupati (-4,4%, pari a -134 mila); in lieve calo anche le persone occupate (-0,1%, pari a -12 mila), mentre crescono gli inattivi (+0,6%, pari a +88 mila).
Scende inoltre la disoccupazione giovanile a novembre attestandosi ai livelli di maggio-giugno 2013: la quota di giovani disoccupati sul totale di quelli attivi è calata al 38,1%, in diminuzione di 1,2 punti percentuali rispetto al mese precedente. L’incidenza dei giovani disoccupati tra 15 e 24 anni sul totale dei giovani della stessa classe di etá si è attestata al 9,8%; poco meno di un giovane su 10 dunque è disoccupato. Tale incidenza diminuisce a novembre di 0,4 punti percentuali. Nell’ultimo mese il tasso di occupazione e il tasso di inattivitá tra i 15-24enni è cresciuto per entrambi di 0,2 punti.

Giuseppe Catapano: Meloni sul caso tedesco, non c’è posto in Europa per chi non rispetta le donne

giucatap526“In Germania a Capodanno, decine di donne circondate da uomini ‘dall’aspetto arabo’, importunate, toccate, insultate, alcune violentate. Gli inquirenti ‘brancolano nel buio’, i soliti buonisti in coro ripetono che ‘non e’ detto siano profughi o immigrati. E allora diamo una mano noi a questi ‘Sherlock Holmes’: e’ esattamente quello che e’ successo in Egitto a piazza Tahrir durante le ‘primavere arabe’. Leggete questo articolo de ‘La Repubblica’ dell’8 febbraio 2013 e intitolato ‘Egitto, donne violentate in piazza Tahrir’: la descrizione dei fatti e’ identica. Semplicemente ora grazie alla politica delle porte aperte a tutti della Merkel in Germania e di Renzi e Alfano in Italia, l’Europa sta somigliando sempre piu’ al Nordafrica. Ora basta!”. Lo scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, postando un articolo sui casi di violenza sulle donne in Egitto durante le “primavere arabe”. “L’immigrazione (e l’invasione) non e’ un diritto. Non c’e’ posto in Europa per chi non rispetta le nostre leggi e la nostra cultura e soprattutto per chi non rispetta la liberta’ e la dignita’ delle donne”.

Giuseppe Catapano: Delrio, la legge sulle unioni va fatta. Binetti: accordo di maggioranza a rischio. Ravetto: perché l’adozione alle coppie omosessuali e non ai single?

giucatap525“La legge sulle unioni civili va fatta, e’ un elemento di civilta’”: cosi’ il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Graziano Delrio, a margine delle celebrazioni a Reggio Emilia per la nascita del Tricolore. “Credo che il parlamento sara’ trovare gli equilibri giusti – ha detto ancora Delrio – e tenere presenti le diverse sensibilita’. E’ giusto che ci sia una discussione su argomenti importanti che riguardano la cultura e la coscienza di ognuno dei parlamentari – ha concluso il ministro – sono molto fiducioso”.

“Grande risalto sulla stampa di oggi sul ddl Cirinna’, sempre piu’ inadeguato sul piano dei contenuti. Non a caso la sua difesa sembra affidata ad una mera contrapposizione all’interno della maggioranza: Pd da un lato e Area popolare dall’altro. La precisazione e’ d’obbligo, perche’ non si tratta solo di un confronto dialettico tra Pd e Ncd, ma tra il Pd, con le sue diverse anime, e quel che resta dell’antica tradizione culturale della Democrazia cristiana, con un preciso riferimento a quell’aggettivo forte, da cui e’ scaturita Area popolare”. Cosi’ commenta Paola Binetti, deputato di Area popolare (Ncd-Udc). “Questo e’ e resta il nodo culturale piu’ forte nel recente confronto ideologico tra i partiti, anche all’interno di un governo di larghe intese, che puo’ dialogare si ‘quasi’ tutto, ma non su tutto. “Il valore della famiglia nel suo ancoraggio biologico alla natura dei fatti, a cominciare dall’evento nascita, e’ diventato simbolicamente lo spartiacque, tra una cultura disposta ad inseguire la modernita’, legittimandone tutte le richieste senza valutarne le conseguenze, e una cultura diversa, piu’ radicata nella natura stesse delle cose, dei processi e della loro evoluzione. Questa e’ la nostra tradizione culturale: mantenere con realismo i piedi per terra senza stravolgere le leggi della natura e avere uno sguardo proiettato nel futuro, per garantire a chi nasce il piu’ importante dei diritti, quello di una famiglia con un padre e una madre e possibilmente fratelli e sorelle. Abbiamo cercato di dialogare in questi lunghi mesi, trovandoci sempre davanti ad un muro, senza aperture di nessun tipo. Un muro ideologico che fa dei presunti diritti di alcuni la negazione di un diritto strutturale di tutta la nostra societa’, il cui fondamento specifico resta la famiglia, con le sue coordinate chiare e ben identificabili. “Il No al ddl,cosi’ come si presenta oggi, e’ d’obbligo, ovvio e scontato, al punto che vien fatto di chiedersi se non si tratti di una manovra ben calcolata in anticipo, per mettere nell’angolo l’Area popolare ed obbligarla a prendere decisioni drastiche, che nei fatti vanificherebbero l’intero l’impianto del governo Renzi. Perche’ da quel momento in poi ogni spostamento verso il centro sarebbe precluso e l’unica via di ‘fuga’ sarebbe il ritorno ad alleanze sempre piu’ a sinistra”.

 “Con la stepchild adoption si concede un diritto di adottare non a tutti, ma solo a qualcuno. Se si parte dal presupposto che un bambino possa crescere sereno, ad esempio, in una coppia formata dalla mamma biologica e dalla sua partner, non capisco per quale motivo non dovrebbe crescere altrettanto sereno con una mamma single”. Così la deputata di Forza Italia Laura Ravetto. “Non colgo perché – prosegue – una coppia di due donne o due uomini potrebbe occuparsi al meglio un bambino mentre un single non sarebbe in grado. A meno che l`intento non sia, e temo che ciò riguardi il caso del Ddl Cirinnà, quello di stabilire un ingiusto privilegio a favore di chi è omosessuale ed ha il legittimo desiderio di adottare il figlio naturale del compagno. Perché a questo punto credo sia ugualmente legittimo il desiderio di un single che vuol trasmettere ad un bambino il proprio amore e magari il frutto del proprio lavoro. Senza trovarsi costretto, per farlo, a sposarsi o ad essere omosessuale”. Per Ravetto “il punto è infatti che non esiste il diritto dell`adulto ad adottare – e tantomeno questo diritto potrà essere attribuito solo ad alcuni adulti – ma deve esistere solo il diritto del bambino a crescere tranquillo. Cosa che, ripeto, può fare anche con una mamma sola o un papà solo”, pertanto “ritengo più serio stralciare il capitolo sulla stepchild adoption dal Ddl Cirinnà e valutare in maniera complessiva il tema delle adozioni, da parte degli omosessuali come dei single. Affrontando anche l`altro argomento importante: la tempistica degli iter di adozione di bambini da parte delle coppie sposate. Tutto questo – conclude – si può fare in una legge organica sulle adozioni”

 “E’ sbagliato rispondere a tendenze muscolari e laiciste esistenti nel Pd al punto tale che esse ricercano addirittura maggioranze a geometria variabile col M5S, con posizioni integraliste che richiedono allora un chiarimento anche all’interno di Ncd. Infatti, a nostro avviso, l’approvazione delle unioni civili con la soluzione dell’affido è una ipotesi sulla quale aprire una seria riflessione perché consente di andare oltre opposti schematismi ideologici”. Lo afferma Fabrizio Cicchitto, parlamentare del Nuovo centrodestra. “Le interviste fatte ieri dalla senatrice Di Giorgi e oggi dal senatore Tonini e dal senatore Lepri – aggiunge – vanno prese in attenta considerazione da parte di chi ha un atteggiamento positivo e costruttivo sul tema delle unioni civili”.

Giuseppe Catapano: Ilva, il decreto legge oggi sul tavolo delle commissioni alla Camera

Foto Whiroo - LaPresse27 09 2012 Taranto, ItaliacronacaIlva, la protesta degli operai blocca TarantoNella foto: la protesta degli operai ILVA

Ilva, il decreto legge si prepara oggi all’esame delle commissioni della Camera. Approda infatti nelle commissioni Ambiente e Attività produttive della Camera riunite in seduta congiunta, l’ultimo decreto legge sull’Ilva, quello che lo scorso 5 gennaio ha consentito, da parte dei commissari straordinari, il lancio dell’avviso internazionale finalizzato a cedere al mercato, anche attraverso il fitto, otto aziende del gruppo in amministrazione straordinaria. Il passaggio delle commissioni, che hanno giá effettuato una prima istruttoria sul decreto, è preliminare all’aula di Montecitorio dove il testo approderá tra l’11 e il 12 prossimi.
Dopo il via libera della Camera, il decreto andrà al Senato per la definitiva conversione in legge. Il decreto scade ai primi di
febbraio. Nel decreto legge Ilva  non c’è solo l’avvio delle operazioni di cessione dell’Ilva, con gli stabilimenti di Taranto, Genova e Novi Ligure, e di altre sette società del gruppo, funzionali alla produzione dell’acciaio. C’è anche la concessione di un prestito da 300 milioni all’amministrazione straordinaria da parte dello Stato, attraverso Mise e Mef, affinchè affronti la fase della transizione da qui sino a fine giugno (risorse che poi dovrá restituire con gli interessi chi acquisirà la gestione dell’Ilva).
E’ fissato a giugno il termine entro il quale le procedure di cessione delle società dovranno essere espletate. Ma nel decreto c’è, soprattutto, la reintroduzione degli 800 milioni giá previsti dalla legge di Stabilitá 2016 a favore dell’operato dei commissari Gnudi, Carrubba e Laghi.

Giuseppe Catapano: Infiltrazioni camorristiche a Quarto, M5s si giudica parte lesa

giucatap523A Quarto “ci sono i presupposti per andare avanti” il Movimento 5 stelle “e’ parte lesa” ma valuta “ogni strada, compreso lo scioglimento del Comune”. Lo dice al Fatto quotidiano Roberto Fico, deputato del Movimento 5 stelle, parlando della bufera che si e’ abbattuta sul movimento nel comune campano. “Quel che e’ certo – prosegue – e’ che l’ex consigliere comunale indagato e’ stato subito espulso, e che il sindaco Rosa Capuozzo sta portando avanti una battaglia di legalita’: siamo con lei”. A proposito delle critiche del Partito democratico il presidente della commissione di Vigilanza sulla Rai commenta: “Si attaccano a un pretesto, ma sono ridicoli. La gestione di Quarto e’ proseguita nella massima legalita’. Capuozzo lavora bene, in una realta’ difficilissima” e se il Pd la vorra’ convocare in commissione Antimafia il Movimento non si opporra’: “Non abbiamo alcun problema. Se vogliono questo, andra’ e rispondera’ su tutto. Ci stiamo gia’ coordinando con i nostri rappresentanti in Antimafia”.

“Proprio oggi, mentre il Pd fa partire l’ennesima macchina del fango contro il M5S, viene condannato Ozzimo (ex-assessore Pd a Roma) per Mafia Capitale”. Lo ha scritto su Facebook Alessandro Di Battista, deputato e componente del direttorio del Movimento 5 stelle. Il riferimento alla “macchina del fango” riguarda presumibilmente le polemiche per l’inchiesta penale sull’amministrazione comunale di Quarto, in Campania, su cui pesa l’ombra di una possibile infiltrazione camorristica nell’elezione e nell’attività di un ex consigliere eletto M5S, vicenda sulla quale Di Battista non si esprime in modo esplicito. “Che pena, hanno favorito – ha sostenuto Di Battista – la crescita di fenomeni mafiosi nella Capitale, candidano condannati ovunque, hanno salvato dall’arresto il senatore Ncd Azzollini, fanno leggi anti-corruzione che di ‘anti’ hanno solo il nome e ancora parlano. Provano a confondere le acque. Infangano perché sono abituati ad avere fango addosso. Spaventano perché sono terribilmente spaventati. E sarà sempre peggio. Da qui alle amministrative i loro attacchi si intensificheranno”. “Rispondiamo colpo su colpo ma parliamo di temi. Di reddito di cittadinanza. Di sovranità monetaria. Di trasparenza sulle banche. Di legge anti-corruzione. Sono le nostre soluzioni. La strada è lunga. Ma è quella giusta. A riveder le stelle!”, ha concluso l’esponente stellato.

“Siamo al limite della reticenza. Le parole di Fico sono peggio di un imbarazzato silenzio”. Cosi’ Ernesto Carbone, componente segreteria del Pd. “Dove sono Grillo, Di Maio e soprattutto Casaleggio? Esiste un dato politico sul quale sorvolano con leggerezza: Quarto e’ il feudo elettorale degli stessi Di Maio e Fico. Da quella sede, nella loro campagna elettorale, facevano grandi rampogne moraliste senza pero’ mai accorgersi che l’onda che spingeva i 5 stelle era un’onda sporca. Aspettiamo fiduciosi chiarimenti. Per i 2 guru e’ tutto a posto?”.

“Quando segnalai che a Ostia i clan inneggiavano al M5s, Di Maio disse che mi dovevano ricoverare. Lo disse da Quarto, dove la camorra vota M5s”. Cosi’, su facebook, il presidente del Pd Matteo Orfini.

“A Quarto da anni la sinistra si batte a viso aperto contro la camorra, vedere in questi mesi le ambiguità del Movimento Cinque Stelle è davvero insopportabile. Serve subito una commissione d’accesso in comune”. Così il capogruppo di Sinistra Italiana, Arturo Scotto, sulle polemiche relative all’amministrazione comunale della cittadina napoletana

 “E poi i vertici di M5S vanno in tv a difendere le preferenze…“. Così su Twitter il vicepresidente Fi della Camera, Simone Baldelli, commentando gli stralci di intercettazioni, pubblicati da La Stampa, da cui si evincerebbe il sostegno di un clan camorristico a un candidato del Movimento 5 Stelle alle scorse Comunali a Quarto. “Parlano spesso di cose che non conoscono: Grillo ha trasformato in star alcuni ragazzotti ignari e inconsapevoli…”, ha poi scritto in un secondo tweet.

“Ma come mai il Movimento Cinque Stelle non manifesta davanti alla Prefertura di Napoli per chiedere lo scioglimento del Comune di Quarto, da loro amministrato? Ma come mai? Strano, io sono certo, che se questo fosse successo in un comune amministrato dal PD o da altri, i vari Di Maio, Di Battista o Fico, si starebbero stracciando le vesti di fronte alla prefettura, oppure ci impartirebbero lezioni di morale dai banchi parlamentari”. Così in una nota Emanuele Fiano, responsabile sicurezza del Pd. “Ma questa volta no. Questa volta, dopo la pubblicazione di queste intercettazioni, che nel mondo grillino sarebbero come condanne senza appello, dopo l’espulsione di un loro consigliere, nessuna reazione – ha proseguito – dopo queste intercettazioni svolte nell’ambito di una inchiesta che mostrerebbe l’inquinamento camorrista di quella elezione, dal direttorio pentastellato, dalla zona del feudo di Fico e Di Maio solo silenzio. Quel silenzio – ha concluso Fiano – che è l’esatto contrario del clamore che in genere invece caratterizza le loro lezioni di moralità a tutti gli altri”.

“Alla luce delle inquietanti notizie sulle  intercettazioni sul sostegno dei camorristi a Rosa Capuozzo, sindaco di Quarto, ci aspettiamo un’azione di coerenza da parte del M5s. Secondo la loro logica ipergiustizialista, Capuozzo dovrebbe dare le  dimissioni e perdere il sostegno dell’intero movimento”. A dirlo è Luigi Barone, componente della direzione nazionale del Nuovo Centrodestra e dirigente campano del partito. “Chi di spada  ferisce, di spada perisce”. “Ad ogni modo – ha proseguito – Rosa Capuozzo è un personaggio imbarazzante visti anche i precedenti, come l’episodio di parentopoli e le minacce all’assessore. Noi rimaniamo garantisti, ma il M5s non può pensare di applicare due pesi e due misure”.

“Ciò che sta emergendo dalla inchiesta della magistratura sulle infiltrazioni mafiose nel Comune di Quarto è preoccupante. Il condizionamento della mafia sul risultato delle elezioni comunali appare evidente dalle stesse intercettazioni pubblicate, così come il palese voto di scambio di cui avrebbero beneficiato alcuni esponenti dei 5 Stelle. Se le notizie di questi giorni fossero confermate saremmo di fronte a episodi gravissimi che devono essere condannati senza se e senza ma”. Lo ha affermato il senatore Franco Mirabelli, capogruppo Pd in Commissione Antimafia. “Stupisce che i dirigenti del Movimento Cinque Stelle sempre prontissimi e tempestivi nel condannare chiunque sia oggetto di un semplice sospetto, oggi tacciano e non sentano il bisogno di esprimersi. Nella lotta contro le mafie – ha proseguito Mirabelli – non devono esistere due pesi e due misure e non ci possono essere gradi diversi di condanna a seconda della tessera posseduta dagli indagati. Siamo certi che, finite le feste, il direttorio dei 5 Stelle saprà chiedere insieme a noi che si faccia presto chiarezza e saprà assumere una posizione chiara nei confronti dei propri militanti coinvolti”.

Giuseppe Catapano: Letta, l’Italia difenda Schengen

giucatap522“Serve una polizia europea di frontiera. Ma soprattutto  serve che l’Italia difenda Schengen, non che la distrugga: altrimenti rinascera’ una nuova mini Schengen e saremo messi ai margini da Francia e Germania”. Lo dichiara, in un’intervista al Corriere della Sera, l’ex premier, Enrico Letta, lanciando l’allarme sul rischio insito nella chiusura delle frontiere e sul ritorno ai nazionalismi, se l’accordo di Schengen non verra’ difeso. “Rialzare le frontiere e chiudersi dentro logiche nazionalistiche – avverte Letta – sara’ alla fine inefficace per tutti. Ma in particolare avra’ un effetto negativo per l’Italia, che e’ il Paese che ha piu’ da perdere da questa escalation”. L’accordo, al contrario, secondo Letta, “va rafforzato, raddoppiando il controllo con un servizio misto, non lasciato in mano solo alle forze di polizia nazionali. Non servono cento persone, ma decine di migliaia di poliziotti europei”, ha spiegato l’ex presidente del Consiglio, sottolineando che “ho paura che alcuni atteggiamenti di Renzi sull’Europa siano dovuti ai sondaggi e alla voglia di avere voti. Del resto il fatto di avere o non avere il cappello in mano dipende dai fatti non dalle parole”. Pertanto, “non basta autodefinirsi credibili. E una politica europea credibile – conclude Letta – deve basarsi su alleanze efficaci: la nostra alleanza naturale e’ con Francia e Germania”

Giuseppe Catapano: Stabilità 2016, un’ondata di norme attuative

MATTEO RENZI

Un’ondata di decreti per l’attuazione della legge di Stabilità 2016. Sono almeno 72 i provvedimenti che dovranno essere adottati da palazzo Chigi e dai diversi ministeri per rendere operative le previsioni contenute nella legge n. 208/2015. Vale a dire una media di uno ogni cinque giorni, festività e vacanze incluse. I carichi maggiori pendono sulla presidenza del consiglio, che dovrà emanare 15 decreti, e sul ministero dell’economia, chiamato a redigere 14 provvedimenti e a collaborare alla stesura di altri 23 (tra cui 4 con l’Interno, 4 con il Lavoro, 5 con i Beni culturali, 5 con la Salute, 4 con le Infrastrutture e altri 4 con lo Sviluppo economico). Senza dimenticare gli atti amministrativi che serviranno per completare il quadro attuativo, per esempio i provvedimenti dell’Agenzia delle entrate, delle Dogane-monopoli, della Consob e del Cipe, così come gli «input» richiesti a ordini professionali (Notariato), Authority (Energia, Agcom) e onlus (Unione italiana ciechi).
Insomma, un percorso impegnativo per l’esecutivo e per l’apparato burocratico, con le prime scadenze che arrivano già alla fine del corrente mese. Entro il 31 gennaio un dpcm dovrà istituire presso il Mef la Commissione tecnica per i fabbisogni standard, formata da 11 componenti (non retribuiti) designati dai diversi ministeri, dall’Istat, dall’Anci, dalle aree vaste e dalle regioni. Scadenza al 31 gennaio 2016 anche per il decreto Mef che metterà in pratica il nuovo giro di vite sui compensi spettanti ai centri di assistenza fiscale. Il taglio è di 380 milioni di euro complessivi da qui al 2020. Nello specifico, 40 milioni di euro per l’anno 2016, 70 milioni di euro per ciascuno degli anni 2017 e 2018 e 100 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2019. Il dm provvederà a rimodulare i compensi unitari per singola dichiarazione trasmessa dai Caf in modo da raggiungere gli obiettivi di risparmio fissati dalla legge.

Giuseppe Catapano: Il Csc taglia le stime del pil. “L’Italia non decolla, è un vero rebus”. Nel 2015 evasi 122,2 mld (40 mld sottratti all’Iva)

giucatap520L’evasione fiscale e contributiva continua a essere la spina nel fianco dell’Italia.
Secondo la stima del Centro studi di Confindustria, essa ammonta a 122,2 miliardi di euro nel 2015, pari al 7,5% del pil, solo la Grecia fa peggio di noi. In particolare, al fisco vengono sottratti ogni anno 40 miliardi di Iva, 23,4 di Irpef, 5,2 di Ires, 3 di Irap, 16,3 di altre imposte indirette e 34,4% di contributi previdenziali. Confindustria calcola in un 3,1% di maggiore pil e in oltre 335 mila occupati aggiuntivi il bilancio del dimezzamento dell’evasione.
E a proposito di pil, il Centro Studi di Confindustria rivede al ribasso le stime per il 2015 (da +1% a +0,8%) e per il 2016 (da +1,5% a +1,4%). La differenza è dovuta ai nuovi dati trimestrali diffusi dall’Istat a dicembre, che hanno peggiorato di uno 0,1% il trascinamento dal 2014 al 2015, e a un 3° trimestre meno positivo di quanto atteso (+0,2% rispetto a +0,4%).
La variazione acquisita per il 3° trimestre 2015 è pari a +0,6%; con l’incremento congiunturale previsto dal CsC per il 4° trimestre e tenuto conto del differente numero di giorni lavorativi (3 in più quest’anno rispetto al 2014, che incidono per +0,12 punti), la variazione media annua nel 2015 si attesta appunto a +0,8%.
Inoltre, il pil dovrebbe crescere dell’1,3% nel 2017. Nel dettaglio, il CsC stima che l’incremento del pil procederà con variazioni trimestrali più alte nel corso del 2016, pari a un +0,4% medio trimestrale, per poi frenare leggermente nel 2017 (+0,3%).
“Il vero rebus è il mancato decollo della ripartenza italiana”, spiega il Csc, secondo cui “la ripartenza dell’economia italiana non ha avuto lo slancio atteso nei mesi estivi”. Tuttavia, “nei mesi autunnali si è consolidata la ripartenza dell’economia italiana, cominciata dopo le due recessioni ravvicinate patite dall’inizio della crisi nel 2007 e che hanno lasciato segni profondi nella capacità produttiva e nel benessere delle persone. Alla seconda fase di profonda contrazione del pil, iniziata nel 3° trimestre del 2011 e finita nel 4* trimestre del 2014, sta seguendo un recupero lento che, invece di accelerare come atteso sulla base delle condizioni esterne, dei primi effetti delle riforme e degli indicatori qualitativi, ha perso forza nel corso del 2015”.  Di fatto, continua il CsC, il passo dell’economia italiana sostanzialmente non muterà rispetto quanto osservato nel corso del 2015.
Da questo punto di vista rimangono “rischi al rialzo”, per la possibilità di effetti più ritardati del previsto delle potenti spinte derivanti dai fattori esterni.
Va al fisco più della metà del reddito delle famiglie. Più della metà del reddito delle famiglie italiane va al fisco. Nel 2015 una famiglia composta da una coppia di lavoratori dipendenti con un figlio in età scolare, destina il 54,9% del reddito al pagamento dei contributi sociali e delle imposte, dirette e indirette. L`esborso più sostanzioso “è effettuato direttamente con le trattenute sulla busta paga, comprese quelle che non vi figurano perché a carico del datore di lavoro”. A fronte di un costo del lavoro dipendente pari a circa 73mila euro annui, il 35,2% è destinato ai contributi (di cui il 28,4% a carico del datore di lavoro) e il 13% per il pagamento dell`Irpef, comprensiva di addizionale regionale e comunale. L`insieme delle retribuzioni nette della famiglia “ammonta quindi a poco più della metà del costo sostenuto dai datori di lavoro: 37.701 euro, pari a 2.900 al mese”. Tale somma è destinata per l`89,3% alla spesa familiare, il cui valore comprende il pagamento di imposte indirette sui consumi (principalmente Iva, ma anche accise sui carburanti e sui tabacchi) e di tributi destinati agli enti locali (come, ad esempio, la tassa per lo smaltimento dei rifiuti e il bollo auto) per complessivi 4.880 euro, pari al 14,5% della spesa in consumi e al 6,7% del reddito da lavoro (ovvero del costo del lavoro). Il carico fiscale e contributivo che grava sulla famiglia “è dunque molto più elevato della pressione fiscale totale, pari al 43,2% del pil”.
Alto il rischio di deflazione, +0,5% in 2016. Il rischio di deflazione resta molto alto. Nello scenario del CsC, la dinamica dei prezzi al consumo in Italia salirà gradualmente nel 2016, allontanandosi dallo zero, ma in media si attesterà allo 0,5%, dallo 0,1% nel 2015 e arrivera’ allo 0,9% in media nel 2017.
Nel triennio saranno creati 650 mila posti, ma il tasso rdi disoccupazione resterà alto. Nel triennio 2015-2017 saranno creati 650 mila posti di lavoro che portano a 815 mila il totale da quando sono ricominciati ad aumentare. Ma, nonostante il recupero dell’occupazione sono 8 milioni le persone a cui manca il lavoro in tutto o in parte. Il tasso di disoccupazione continuerà a scendere nei prossimi due anni ma resterà alto, perché “con il consolidarsi dell`attività economica crescerà anche la forza lavoro, come testimoniato dal netto miglioramento delle attese dei consumatori sulle prospettive del mercato del lavoro”.
Nel 2015 sarà in media del 12%. Nel 2016, nonostante una forza lavoro che aumenta (+0,4% in media d`anno), scenderà all`11,6% e calerà ancora all`11,1% nel 2017. Nel mercato del lavoro italiano permarrà un ampio bacino di persone a cui manca lavoro (in tutto o in parte): ai quasi 3 milioni di disoccupati nel terzo trimestre 2015 (+77,9% rispetto a sette anni prima) bisogna aggiungere gli occupati part-time involontari (2,7 milioni, +105,8%) e i non-occupati che sarebbero disponibili a lavorare ma non hanno compiuto azioni di ricerca attiva (1,6 milioni,+61,8%) oppure stanno aspettando l`esito di passate azioni di ricerca (787mila, raddoppiati). In totale, si tratta di quasi 8 milioni di persone (+105,7%, ossia raddoppiati).
Un`altra misura del deterioramento del mercato del lavoro durante la crisi è l`ormai elevatissimo stock di disoccupati di lunga durata: nel terzo trimestre 2015 le persone alla ricerca di un impiego da almeno dodici mesi erano 1,6 milioni (+128,1% rispetto al terzo 2008), quasi il 60% del totale dei disoccupati.