La stretta sul caporalato arriva due volte in sole 24 ore. Dopo l’approvazione di un pacchetto di misure inserite all’interno del Codice antimafia, passato in prima lettura alla camera giovedì (si veda Italiaoggi di Ieri), il Consiglio dei Ministri ieri ha dato il via libera ad un disegno di legge per il contrasto a caporalato e lavoro nero in agricoltura. Il provvedimento contiene da un lato le stesse norme inserite nel codice antimafia e dall’altro le misure per implementare la Rete del lavoro agricolo di qualità, previste dall’articolo 30 del collegato agricolo, attualmente all’esame della commissione agricoltura della camera (interventi peraltro già previsti nell’originaria formulazione del decreto legge sul caporalato mai approvato). Secondo quanto risulta a Italiaoggi le norme viaggeranno in modo parallelo, fintanto che non saranno approvate in modo definitivo. L’elemento di novità del disegno di legge è un piano di interventi per l’accoglienza dei lavoratori agricoli stagionali che coinvolgerà le amministrazioni statali nella vigilanza e nella tutela delle condizioni di lavoro nel settore agricolo. Il piano sarà stabilito congiuntamente da Regioni,province autonome e amministrazioni locali nonché delle organizzazioni di terzo settore. Viene rafforzata l’operatività della Rete del lavoro agricolo di qualità, includendo tra i soggetti che vi possono aderire sportelli unici per l’immigrazione, istituzioni locali, centri per l’impiego e gli enti bilaterali costituiti dalle organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori in agricoltura. Al fine di istituire un servizio pubblico di trasporti per i braccianti la partecipazione alla Rete è consentita anche ai soggetti abilitati al trasporto di persone. Estese poi le funzioni svolte dalla Cabina di regia della Rete stessa, presieduta dall’Inps e composta da sindacati, organizzazioni agricole e Istituzioni. A livello penale, oltre alla confisca obbligatoria, per equivalente e allargata e all’estensione della responsabilità in solido delle aziende che si siano rese complici del delitto di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, è previsto l’arresto obbligatorio in flagranza di reato dell’autore di intermediazione e, al tempo stesso, l’applicazione di una circostanza attenuante per colui che si sia efficacemente adoperato per evitare che l’attività delittuosa sia portata a conseguenze ulteriori, assicurare le prove dei reati e individuare gli altri responsabili. Le vittime di caporalato saranno infine risarcite attraverso l’estensione delle finalità del Fondo per le vittime della tratta (l. 228/2003).
Catapano Giuseppe
Giuseppe Catapano: Depenalizzazioni, primo step
Depenalizzazione dei reati per i quali come pena è prevista una multa, come l’omesso versamento di contributi e ritenute da parte del datore di lavoro, purché sotto i 10 mila euro annui. Con alcune eccezioni, relative a reati non marginali: edilizia e urbanistica; alimenti e bevande; ambiente, territorio e paesaggio; sicurezza pubblica e dei luoghi di lavoro; giochi d’azzardo e scommesse; armi e esplosivi; finanziamento ai partiti; proprietà intellettuale e industriale. Disco verde a nuove sanzioni amministrative cosi determinate: sanzione amministrativa da 5 mila a 15 mila euro per le contravvenzioni punite con l’arresto fino a sei mesi, da 5 mila a 30 mila euro per le contravvenzioni punite con l’arresto fino a un anno, da 10 mila a 50 mila euro per i delitti e le contravvenzioni puniti con un pena detentiva superiore a un anno. Lo prevede lo schema di dlgs sulle depenalizzazioni approvato ieri dal Consiglio dei ministri nell’ambito di un pacchetto di misure in attuazione della legge 28 aprile 2014, n. 67. Nel pacchetto, due schemi di decreti delegati, uno recante appunto disposizioni in materia di depenalizzazione, a norma dell’articolo 2, comma 2 della legge 67, l’altro con disposizioni in materia di abrogazione di reati e introduzione di illeciti con sanzioni pecuniarie civili, a norma dell’articolo 2, comma 3, sempre della legge 67/2014 (si veda altro articolo in pagina). Tre gli obiettivi indicati dal ministero della Giustizia: avere innanzitutto sanzioni più rapide, incisive ed efficaci, producendo quindi entrate che vengono effettivamente incassate dallo Stato e risparmi per i costi dei tanti procedimenti; decongestionare la giustizia penale da migliaia e migliaia di procedure lunghe, spesso inutili e costose; assicurare una più efficace repressione dei reati socialmente più gravi. «Abbiamo un diritto penale praticamente sconfinato: si parla di oltre 50 mila reati previsti dall’ordinamento. «Abbiamo deciso», ha spiegato il ministro della Giustizia Andrea Orlando al termine della riunione, «che tutto quello che finisce con una multa lo facciamo passare attraverso un’attività amministrativa, anziché fare tre gradi di giudizio, penale o civile». Sulla depenalizzazione del reato di clandestinità, inizialmente prevista nella bozza di decreto (si veda ItaliaOggi del 5 novembre scorso), l’esecutivo ha invece deciso di attendere. «Questo reato», ha detto il Guardasigilli, «non è depenalizzato: immaginiamo che nelle Commissioni si svilupperà una discussione che credo sarà importante rispetto alla decisione finale che assumerà il Governo.
Giuseppe Catapano: Bail in, il salvataggio è interno
Clienti solidali con la banca: in caso di default, le risorse necessarie a coprire le perdite verranno prese da azionisti e creditori, attingendo infine dai depositi dei correntisti non protetti da garanzia. Approvati ieri dal Consiglio dei Ministri in via definitiva i decreti denominati «dlgs modifiche tub-tuf» e «dlgs risoluzione» che attuano le norme europee sulla risoluzione degli enti creditizi e che mirano ad evitare liquidazioni disordinate, tali da amplificare effetti e costi della crisi. Dopo l’impasse della scorsa settimana, che ha visto i due decreti incagliarsi in Cdm a causa di alcuni pareri della Camera ancora in attesa del vaglio, il sottosegretario alla Presidenza, Claudio De Vincenti, ne ha annunciato ieri l’approvazione definitiva. L’Italia è così allineata alle richieste europee di recepimento della direttiva Brrd (Bank recovery and resolution directive, 2014/59/Ue). L’entrata in vigore dei dlgs si avrà con la pubblicazione degli stessi in Gu.
Il risanamento. La Brrd, che ha lasciato bassi margini di manovra ai governi nazionali, impone che dal 1° gennaio 2016 gli istituti bancari in crisi finanziaria non attingano più dai fondi di risoluzione statali, prevedendo invece ch’essi applichino il meccanismo del salvataggio interno, il cosiddetto bail in. A seconda del peso del passivo, l’autorità di risoluzione delle crisi dispone che, a risanare l’ammanco saranno in prima battuta le riserve sociali e, in un secondo momento, le azioni e le obbligazioni convertibili. Va tuttavia ricordato che, da obblighi contrattuali, qualsiasi istituto in stato di crisi dovrebbe, prima di liquidare i soci, provvedere a smobilizzare quella parte di patrimonio non direttamente collegata all’attività primaria dell’azienda, quali sono per esempio beni artistici e oggetti di valore iscritti nel bilancio della stessa. Ogni banca dovrà provvedere a redigere un piano di gestione delle crisi, nel quale indicherà l’ordine delle priorità in caso di default. Restano esclusi dal risanamento i depositi inferiori ai 100 mila euro, coperti dal Fondo interbancario di tutela dei depositi, e gli altri crediti garantiti (relativi a fondi acquisiti dalle banche con obbligo di restituzione, sia sotto forma di depositi, sia sotto altra forma, nonché agli assegni circolari e agli altri titoli di credito ad essi assimilabili). Si aggiungono a questi le attività detenute dalla banca per conto del cliente e i crediti da lavoro e dei fornitori.
Giuseppe Catapano: Sala, “Pronto a candidarmi sindaco a Milano”
“La mia disponibilità a candidarmi a sindaco di Milano di base c’è, altrimenti non sarei qui a parlarne, vista la grande stanchezza accumulata in questi mesi di lavoro. Alla candidatura ci penso per l’amore che ho per Milano, ma da qui a dire che si può fare c’è di mezzo qualche settimana di lavoro”. Così Giuseppe Sala, amministratore delegato di Expo 2015, a Che tempo che fa. Nel corso della trasmissione, Sala ha quindi spiegato che l’ipotesi di candidarsi a sindaco nasce da “una grande riconoscenza per Milano, una città meravigliosa che ha un’opportunità straordinaria, anche se c’è molta gente che fatica. Il problema davvero non sono le primarie, bisogna arrivarci a febbraio. Il mio non è un capriccio”, ha aggiunto dicendo quindi che la sua “disponibilità di base c’e'”, ma che “non sono un politico, e in questo ci sono i pro e contro, ai politici se ne dicono di ogni, poi il giorno dopo è la stessa cosa, a me fa male e non sono abituato ma tengo duro per amore di questa città, ma da qui a dire che si può fare c’è di mezzo qualche settimana di lavoro”.
Giuseppe Catapano: Entrate, disponibile per 57 mln di immobili la superficie in metri quadri nelle visure catastali
Debuttano i metri quadri nelle visure catastali: da oggi, infatti, chi chiederà una visura per il proprio immobile potrà ottenere anche la misura della superficie.
Lo ha annunciato l’Agenzia delle Entrate, spiegando che la novità riguarda visure di abitazioni, negozi, uffici e altre unità immobiliari censite nelle categorie dei gruppi A, B e C.
La misura semplifica la vita ai proprietari di 57 milioni di immobili, mettendo a loro disposizione un dato finora visibile solo nelle applicazioni degli uffici. Arriva direttamente in visura anche la superficie ai fini Tari, per consentire ai cittadini di verificare con facilità la base imponibile utilizzata per il calcolo della tassa rifiuti.
In particolare, oltre ai dati identificativi dell’immobile (Comune, sezione urbana, foglio, particella, subalterno), e ai dati di classamento (zona censuaria, categoria catastale, classe, consistenza, rendita), da oggi sarà riportata direttamente in visura anche la superficie catastale.
Per gli stessi immobili sarà, inoltre, riportata la superficie ai fini Tari che, per le sole destinazioni abitative, non tiene conto di balconi, terrazzi e altre aree scoperte di pertinenza.
Le visure si arricchiscono di un’altra informazione importante per i cittadini: la superficie ai fini Tari. Ciascun proprietario avra’ cosi’ a portata di mano anche questa informazione, fornita dall’Agenzia delle Entrate ai comuni grazie ai flussi di interscambio dati già attivi. In caso di incoerenza tra la planimetria conservata agli atti del catasto e la superficie calcolata, i cittadini interessati potranno inviare le proprie osservazioni, attraverso il sito dell’Agenzia, e contribuire quindi a migliorare la qualità delle banche dati. Già dal 2013 i comuni possono segnalare errori di superficie riscontrati su immobili presenti nella banca dati catastale.
La novità, che arriva al termine di un periodo di sperimentazione che ha coinvolto gli Uffici provinciali-territorio di Brindisi, Foggia e Ravenna, non si applica, per il momento, a un limitato numero di immobili che presentano un dato di superficie “incoerente”, in attesa delle opportune verifiche nell’ambito delle attività di allineamento delle banche dati.
Quanto agli immobili non dotati di planimetria, che risalgono per lo più alla prima fase di censimento del Catasto edilizio urbano, e sono di conseguenza privi anche del dato relativo alla superficie, i proprietari possono presentare una dichiarazione di aggiornamento catastale, con procedura Docfa, per l’inserimento in atti della piantina catastale. Una regolarizzazione che è d’obbligo se si è intenzionati a vendere.
Giuseppe Catapano: Birmania, alle elezioni trionfano Aung San Suu Kyi e la Nld
“E’ troppo presto per parlare del risultato, ma credo che ne abbiate tutti un’idea”. Sono le parole della leader dell’opposizione birmana Aung San Suu Kyi, che è comparsa nella sede centrale della sua Nld, Lega nazionale per la democrazia, davanti a una folla di sostenitori in festa già da ore per la vittoria nelle elezioni in Myanmar spiegando di non volere provocazioni. I membri del suo partito, Lega Nazionale per la Democrazia hanno annunciato di essere certi di aver conquistato il 70% dei voti. I primi dati delle elezioni (le prime consultazioni elettorali libere dopo 25 anni) saranno annunciati lunedì alla 15 locali (le 9:30 italiane) dalla Commissione elettorale. Il conteggio ufficioso mostra intanto un netto vantaggio del Nld nei seggi dell’ex capitale Rangoon e di Mandalay, la seconda città più popolosa del Paese.La soglia è del 67% dei voti considerando che alla giunta militare è riservato un 25% dei seggi). “Stiamo vincendo con oltre il 70% dei seggi nel paese ma la commissione elettorale non l’ha ancora confermato”, ha dichiarato il portavoce della Lega Nazionale per la Democrazia, Win Htein.Si tratta della prima esperienza di voto anche per la 70enne birmana, premio Nobel per la Pace nel 1991. Secondo gli osservatori Ue, il voto si è svolto in maniera regolare. Il presidente dell’Usdp, il Partito di unione, solidarietà e sviluppo del presidente birmano Thein Sein, ha ammesso la sconfitta a opera dell’opposizione guidata da Aung San Suu Kyi e ha aggiunto che accetterà il risultato delle elezioni, le prime libere in 25 anni. “Abbiamo perso”, ha dichiarato Htay Oo il presidente ad interim del Usdp. “In ogni caso accettiamo il risultato senza alcuna riserva».
Giuseppe Catapano: Migranti, oggi il summit dei ministri Ue dell’Interno: “Accelerare i ricollocamenti”
Gli Stati dell’Unione europea devono “accelerare il processo di redistribuzione” dei profughi da Italia e Grecia e presentare le loro disponibilità ai due Paesi “preferibilmente entro il 16 novembre”. E’ quanto si legge nell’ultima bozza di conclusioni della riunione straordinaria dei ministri degli Interni in programma per questo pomeriggio a Bruxelles. L’accelerazione della redistribuzione, partita “al rallentatore” con i primi viaggi delle scorse settimane, e’ uno degli obiettivi della riunione di oggi, alla quale partecipera’ il ministro Angelino Alfano. Che questa mattina, a proposito dei ricollocamenti e dei ritardi italiani nella realizzazione degli hotspot per l’identificazione dei rifugiati ha dichiarato: “Nel negoziato generale avevamo assunto l’impegno ad aprire sei ‘hotspot’, ne abbiamo aperto solo uno perche’ sulla questione dei ricollocamenti non si va alla velocita’ promessa e che sarebbe auspicabile per centrare nei due anni l’obiettivo dei 40mila. “Si sta procedendo con i tempi di un rodaggio – ha sottolineato Alfano – non con la velocità che avremmo voluto ma abbiamo detto con chiarezza che, per quanto riguarda le nostre incombenze, noi andremo avanti con la stessa velocità con cui va avanti il piano di ricollocamento. Per essere pratici, se il ricollocamento dei migranti presenti nelle strutture italiane procede con lentezza, procederà con lentezza anche l’apertura dei cosiddetti ‘hotspot’, i centri nei quali si separano i richiedenti asilo dai migranti irregolari”.
Giuseppe Catapano: Fassina, Sinistra Italiana alternativa al Pd. A Roma sosterremo il candidato M5S
“Col Pd di Renzi siamo alternativi. Ma non perché ci sta antipatico Renzi, con loro c’è un confronto ma c’è anche una competizione. E non precludo neanche la possibilità di sostenere un candidato del Movimento 5 Stelle se sul piano programmatico è più compatibile con la nostra idea di sviluppo di una città. Vogliamo stare sui programmi”. Lo ha dichiarato Stefano Fassina, tra i fondatori di Sinistra Italiana, ospite ad Agorà su Raitre. “Salvini e Berlusconi – ha detto Fassina – sono i nostri principali avversari e ieri a Bologna dovrebbe essersi capito perche’. Noi vogliamo portare al voto un pezzo largo di popolo democratico che in questo anno e mezzo è stato abbandonato dal Pd. Su Roma ci sono dei problemi molto profondi da affrontare: la drammatica conclusione della Giunta Marino, per responsabilità principale del Pd che non ha consentito neanche una discussione in Consiglio comunale, lascia aperte questioni strategiche”, ha proseguito Fassina parlando di un’eventuale candidatura alle prossime amministrative nella Capitale. “Roma deve ritrovare una vocazione economica: non può piu’ andare avanti coi motori della spesa pubblica o dell’edilizia espansiva. Quindi, insieme a tanti altri stiamo lavorando affinche’ possa esserci un programma adeguato e a tempo debito parleremo anche delle candidature. Sto pensando di dare una mano a costruire questo percorso, poi sceglieremo insieme qual è la figura migliore che può interpretare il progetto di svolta a Roma. Io non sono stato nominato. A Roma ho fatto le primarie e col Pd ho preso quasi dodicimila preferenze”. Per quanto invece il nuovo partito Sinistra Italiana Fassina ha spiegato che “il nostro percorso a metà gennaio avrà una assemblea nazionale che aprirà una fase costituente sui territori”. Un’assemblea che sara’ inclusiva, unitaria, con dentro tutti coloro che condividono la necessità di riportare in Italia una rappresentanza adeguata del lavoro, dello sviluppo sostenibile, dei diritti, della giustizia sociale, della scuola pubblica. Un percorso partecipato che porterà poi a un partito”, ha concluso l’ex esponente del Pd.
Giuseppe Catapano: Banca Mps, Norges bank detiene il 2,31% del capitale
Giuseppe Catapano: L’Ocse alza le stime di crescita dell’Italia e promuove il Jobs Act, ma avverte: mantenere le tasse sulla casa
L’Ocse ha alzato le stime sulla crescita dell’economia italiana. Nell’ultima edizione del suo Economic Outlook il pil del Paese, contrattosi dello 0,4% lo scorso anno, è atteso in espansione dello 0,8% nel 2014 e dell’1,4% sia nel 2016 che nel 2017. Si tratta di una lieve revisione al rialzo rispetto alle previsioni contenute nell’Interim Economic Outlook di settembre (+0,7% nel 2015, +1,3% nel 2016).
Il deficit di bilancio dell’Italia calerà quest’anno al 2,6% del pil, secondo l’organizzazione parigina, che prevede un picco del debito pubblico al 134,3%, per poi iniziare una discesa al 133,5% nel 2016 e al 131,8% nel 2017.
La ripresa dell’economia italiana “si sta consolidando”, spiega l’Ocse, e “sta gradualmente guadagnando velocità, con la fiducia di famiglie e imprese che migliora e la tendenza della produzione industriale che sale, sebbene in maniera volatile” laddove “il mercato del lavoro continua a migliorare”, con un tasso di disoccupazione che appare destinato a calare dal 12,7% del 2014 all’12,3% nel 2015, per poi scendere ulteriormente all’11,7% nel 2016 e all’11% nel 2017.
“Il miglioramento del mercato del lavoro sta trainando la fiducia di consumatori e imprese nonché, insieme ai bassi prezzi di energia e materie prime, il potere d’acquisto e i consumi privati”, precisa l’Ocse. Per queste ragioni, avverte l’organizzazione di Parigi, è “prioritario” rendere strutturali gli sgravi per le nuove assunzioni e “spostare definitivamente il carico fiscale dal lavoro ai consumi e al settore immobiliare”. Inoltre, “aumentare le tasse ambientali rafforzerebbe le fondamenta di una crescita più forte, più verde e più inclusiva”.
L’Ocse sottolinea che il governo italiano ha attuato “riforme significative che hanno stimolato la crescita”, in particolare il ‘Jobs Act’ che ha portato a un “considerevole incremento dei contratti a tempo indeterminato e allargato la rete di sicurezza sociale, rendendo la crescita piu’ inclusiva”. Proprio per questo, avverte l’organizzazione di Parigi, occorre rendere permanenti gli sgravi fiscali per i neoassunti, “spostando il carico fiscale dal lavoro ai consumi e al mercato immobiliare”, frase da interpretare come una critica all’abbassamento delle imposte sugli immobili. Sarà inoltre “fondamentale” l’istituzione di un’Agenzia Nazionale del Lavoro, in quanto le politiche attive si riveleranno cruciali per diminuire la disoccupazione strutturale.
Le criticità principali sono invece rappresentate dalle sofferenze bancarie che comprimono il credito e dalla “lenta crescita del mercato per le esportazioni”. In generale, la stessa inflazione moderata (vista in crescita dallo 0,2% del 2015 allo 0,8% nel 2016 e all’1,1% nel 2017) è spia di una fiacchezza economica che rimane “estesa, seppure in declino”.
Le previsioni per l’economia italiana sono soggette a rischi al ribasso quali nuove turbolenze finanziarie nell’Eurozona e un ulteriore indebolimento dei partner commerciali, “in particolare la Russia”, mentre la ripresa degli investimenti potrebbe rivelarsi più robusta del previsto se verrà costituita una ‘bad bank’.
Passando al quadro globale, il tono cambia decisamente. L’Ocse vede un +2,9% per il pil planetario quest’anno, in rallentamento dal +3,3% del 2014, un +3,3% il prossimo anno e un +3,6% nel 2017. A metà settembre aveva stimato una crescita globale 2015 al 3% e un 3,6% sul 2016.
Nello studio viene citato “un nuovo netto rallentamento delle economie emergenti” che combinato alla frenata del commercio globale sta zavorrando la crescita.
Padoan: l’Ocse conferma la nostra ripresa forte. “L’Ocse conferma quello che stanno dicendo tutte le altre istituzioni internazionali e quello che ha sempre detto il Governo, e cioè che la ripresa dell’Italia è forte e continua”.
Lo ha affermato il ministro dell’Economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoan, a margine dell’Eurogruppo. “Il fatto che le nostre stime siano state confermate anche da altri è una buona notizia”, ha concluso Padoan.



