Giuseppe Catapano: Trenitalia, ridotti da 3 giorni a 24 ore i tempi per richiedere bonus o indennizzo per ritardi e mancata climatizzazione

giucatap421Ridotti da 3 giorni a 24 ore i tempi per richiedere il bonus o l’indennizzo per ritardo e il bonus per mancato funzionamento dell’impianto di climatizzazione.
E’ la novità introdotta da Trenitalia per i clienti dei servizi nazionali, Frecce e Intercity, che, dopo 24 ore dal viaggio, possono ora verificare se hanno diritto all’indennizzo o al bonus e richiederne l’emissione.
Il bonus, pari al 25% del prezzo del biglietto acquistato, può essere richiesto in caso di viaggi sulle Frecce Trenitalia già per ritardi compresi tra i 30 e i 59 minuti, ossia sotto la soglia dei 60 minuti prevista dalla normativa comunitaria. Si tratta, in questo caso, di un’autonoma iniziativa di Trenitalia.
Per ritardi compresi tra i 60 e i 119 minuti, su tutti i treni a percorrenza nazionale, il viaggiatore può invece optare tra il bonus e l’indennizzo in denaro, pari al 25% del prezzo del biglietto, percentuale che sale al 50% in caso di ritardi pari o superiori ai 120 minuti.
Anche l’indennità da ritardo per gli abbonati AV potrà essere richiesta già 24 ore dopo la data di scadenza dell’abbonamento, e sarà calcolata sulla base delle singole prenotazioni effettuate in appoggio al proprio abbonamento.
Bonus o indennizzo possono essere richiesti anche nel caso di “biglietto globale” o “biglietto globale misto”, ossia di soluzioni di viaggio proposte dai sistemi di vendita di Trenitalia che prevedono l’utilizzo, nel primo caso, di più treni del trasporto nazionale in combinazione tra loro e, nel secondo caso, di treni del trasporto nazionale e regionale Trenitalia, sempre in combinazione tra loro. E’ però indispensabile che i diversi servizi di Trenitalia siano acquistati contestualmente così come proposti dal sistema di vendita, in forza, appunto, di un “biglietto globale” o “biglietto globale misto”.
In tutti i casi il riconoscimento del bonus o dell’indennizzo può essere richiesto trascorse 24 ore dal viaggio e fino ai dodici mesi successivi, a qualsiasi biglietteria Trenitalia, all’agenzia di viaggio che ha emesso il biglietto o compilando l’apposito modulo online disponibile su trenitalia.com. Per i biglietti acquistati online è disponibile una funzionalità dedicata su trenitalia.com.
In caso di mancato funzionamento dell’impianto di condizionamento nella vettura in cui il viaggiatore ha un posto a sedere, il bonus è pari  al 25% del prezzo del biglietto. Anche in questo caso, trascorse 24 ore dal viaggio, e fino ai dodici mesi successivi, il viaggiatore può rivolgersi a biglietterie, agenzie di viaggio, call center o utilizzare le funzionalità disponibili sul sito Internet di Trenitalia per verificare se ha diritto al bonus. Le modalità per richiederlo sono le stesse previste per l’indennità di ritardo.

Giuseppe Catapano: Fs, pubblicato il bando per la cessione del ramo retail di Grandi Stazioni

giucatap420Ferrovie dello Stato ha pubblicato il bando per la cessione del ramo retail di Grandi Stazioni.
Nel dettaglio, si legge nel bando, Fs ed Eurostazioni (azionisti di Grandi Stazioni) hanno deciso di dare il via a un processo di privatizzazione mediante “l’indizione di una procedura selettiva” che riguarda la cessione dell’intero capitale di Gs Retail e il contestuale affidamento a quest’ultima di nuove convenzioni che riguardano il diritto di sfruttamento economico di spazi commerciali e pubblicitari dei complessi immobiliari delle stazioni di Bari Centrale, Bologna Centrale, Firense S.M., Genova Brignole, Genova Piazza Principe, Milano Centrale, Napoli Centrale, Napoli Piazza Garibaldi, Palermo Centrale, Roma Termini, Torino Porta Nuova, Venezia Mestre, Venezia S.Lucia, Verona Porta Nuova e il complesso immobiliare di Roma Tiburtina.
Le manifestazioni di di interesse dovranno essere presentate entro le ore 12 del 14 dicembre presso la sede di Rotschild a Milano.
L’operazione rientra nel quadro dell’operazione di riorganizzazione e della valorizzazione di Grandi Stazioni. Nei mesi scorsi il cda di Gs, su proposta degli azionisti Fs ed Eurostazioni, ha deliberato la scissione non proporzionale di Gs da realizzarsi attraverso lo scorporo delle attività relative allo sfruttamento economico degli spazi commerciali, media&advertising, deposito bagagli, servizi igienici nelle 14 principali stazioni ferroviarie italiane e di una quota azionaria del 61% di Grandi Stazioni Ceska Republika Sro.
Come aveva affermato qualche settimana fa l’a.d. di Fs, Michele Mario Elia, il closing dell’operazione è atteso per la prossima primavera.

Giuseppe Catapano: Enac, intensificati i controlli negli aerfoporti italiani

giucatap419Sono state aumentate le attività ispettive in tutti gli aeroporti nazionali. Lo rende noto l’Enac spiegando che “oltre all’innalzamento delle misure di sicurezza in tutti gli aeroporti nazionali reso operativo dalla notte tra il 13 e il 14 novembre a seguito degli attentati di Parigi”, da oggi è stato disposto “un incremento delle proprie attività di vigilanza negli scali”. L’Ente, infatti, ha dato indicazioni ai Direttori Aeroportuali affinché “aumentino le attivita’ di vigilanza e controllo effettuate attraverso i propri ispettori aeroportuali, addetti alle verifiche sull’applicazione delle misure di security da parte delle societa’ incaricate”. Le attivita’ degli ispettori aeroportuali si aggiungono a quelle eseguite dal Nucleo Centrale Ispettivo che svolge, per conto della Direzione Generale, ulteriori accertamenti in tutti gli scali aperti al traffico commerciale per verificare la rispondenza delle misure di security previste sia dal Piano Nazionale di Sicurezza, sia dalla normativa comunitaria di riferimento. Si informa, inoltre, che durante il fine settimana in tutti gli aeroporti sono state attuale le misure aggiuntive richieste dall’Enac in coordinamento con le Istituzioni preposte alla pubblica sicurezza. Le operazioni aeroportuali si sono svolte senza particolari criticita’, anche se i tempi di attesa ai controlli sono stati piu’ lunghi in considerazione dei passaggi aggiuntivi richiesti dell’incremento delle misure. Si rinnova, pertanto, l’invito ai passeggeri in partenza dagli scali italiani a recarsi negli aeroporti in anticipo rispetto ai tempi normalmente previsti”.

Giuseppe Catapano: Viadotto crollato in Sicilia, ora c’è la bretella. Delrio: spenderemo 800 milioni per l’A19

GRAZIANO DELRIO

“L’apertura della bretella dell’A19 è una risposta trasparente ed efficiente del governo e delle amministrazioni regionali e locali alla comunita’ della Sicilia, intervenendo su lacune di decenni”. Lo ha detto il ministro alle Infrastrutture Graziano Delrio, a Palermo per l’apertura al traffico della bretella stradale realizzata per superare il tratto del viadotto Himera sull’autostrada A19 “Palermo-Catania”, danneggiato lo scorso 10 aprile da un movimento franoso. “Siamo qui in primo luogo per la realizzazione della bretella di collegamento autostradale della A19 nei tempi stabiliti. Una situazione di emergenza – ha aggiunto – affrontata anche ricorrendo alle altre vie di trasporto, quella ferroviaria per i passeggeri, con l’anticipata entrata in funzione dei nuovi treni tra Catania e Palermo, e con il ricorso alle vie del mare per il trasporto merci. Siamo qui, inoltre, per presentare l’intervento complessivo previsto per la A19 che porterà la strada statale a essere un modello di sicurezza e di innovazione tecnologica del trasporto stradale. Qui c’è un Sud che si rialza, che ce la fa, e che si pone come eccellenza.  Abbiamo fatto uno sforzo eccezionale e ora rappresenta il simbolo del rispetto delle cose che ci eravamo detti, che avevamo promesso. Ripristino in tre mesi della viabilità e investimento massiccio su questa infrastruttura fatta con Anas: “Piu’ di 800 milioni di euro verrano spesi nei prossimi anni per il rifacimento e messa in sicurezza di questa principale arteria siciliana”, ha detto Delrio .” E’ il segno che le nostre scelte sono state concrete e decise non solo nell’emergenza ma anche nella programmazione del lungo periodo per impedire che quello cui abbiamo dovuto rimediare possa avvenire ancora”.

Giuseppe Catapano: La Francia bombarda l’Isis e Valls avverte, la guerra durerà a lungo

giucatap417“Il terrorismo può colpire ancora nei prossimi giorni”. Lo ha detto il premier francese Manuel Valls parlando alla radio Rtl a distanza di due giorni dal terribile venerdì 13 novembre che ha insanguinato Parigi e colpito al cuore la Francia e l’Europa.  “Dobbiamo convivere con questa minaccia per poterla combattere”, ha aggiunto il premier invitando “il popolo francese a mobilitarsi, perché la battaglia contro il terrorismo durerà a lungo.”. La Francia sta bombardando con i suoi jet Raqqa, la ‘capitale’ dell’Isis in Siria. Centrato il centro di comando dell’Isis con raid che hanno impegnato 10 jet. Colpito anche il centro di addestramento e un altro per il reclutamento. Nuove rivelazioni sugli attentati di Parigi. Il Califfo dell’Isis Al-Baghdadi in persona ha dato ordine di colpire i Paesi della coalizione impegnati nei bombardamenti in Iraq e Siria con “bombe, omicidi e presa d’ostaggi”. Gli 007 iracheni – apprende l’Ap che ha visionato il documento dei servizi – avevano avvertito i governi occidentali, in particolare la Francia, il giorno prima degli attacchi. L’Isis – scrive la Abc citando funzionari statunitensi – ha creato un’unità  dedicata agli attentati all’estero, in particolare in Europa occidentale e Stati Uniti. Secondo i servizi iracheni l’attacco è stato preparato a Raqqa, in Siria: 24 i jihadisti coinvolti, 19 per gli attacchi e cinque con compiti logistici.Emerge poi un elemento singolare: i terroristi di Parigi potrebbero aver usato la PlayStation 4s per comunicare con i vertici dell’Isis immediatamente prima degli attacchi, secondo quanto scrive il Mirror online citando il ministro dell’Interno belga Jan Jambon, secondo il quale la consolle sarebbe quasi impossibile da monitorare, in ogni caso “molto più difficile rispetto a WhatsApp”.La Francia ha anche annunciato un’altra misura, lo scioglimento delle moschee radicali in cui “certi soggetti fomentano l’odio”. Hollande vorrebbe che lo stato d’emergenza in Francia fosse prolungato fino a 3 mesi. Un decreto sarà presentato mercoledì in Consiglio dei ministri per poi andare in parlamento.

Giuseppe Catapano: Processo Escort, Gianpaolo Tarantini condannato a 7 anni e 10 mesi, l'”ape regina” Began a 16 mesi

giucatap392Il Tribunale di Bari ha condannato a 7 anni e 10 mesi Gianpaolo Tarantini e a 16 mesi Sabina Began, «l’ape regina» delle feste organizzate dall’ex premier Silvio Berlusconi, due tra i 7 imputati del processo Escort. Per Claudio Tarantini, fratello di Gianpaolo, è stata invece disposta l’assoluzione, come chiesto dall’accusa. Al pierre milanese Peter Faraone sono stati inflitti 2 anni e 6 mesi, a Massimiliano Verdoscia 3 anni e sei mesi. Assolti anche Francesca Lana e Letizia Filippi. Il Tribunale ha escluso la sussistenza del reato di associazione a delinquere. Il tribunale ha trasmesso gli atti alla procura per l’eventuale esercizio dell’azione penale nei confronti di Silvio Berlusconi ai sensi dell’articolo 377 del Codice penale (intralcio alla giustizia). L’accusa per Tarantini aveva chiesto 8 anni di reclusione. “Nell’agosto 2008, in Sardegna, si concretizza l’obiettivo di Gianpaolo Tarantini: entrare nel cerchio magico di Berlusconi sfruttando il suo lato debole”. Il pm Eugenia Pontassuglia ha iniziato così le conclusioni della sua requisitoria, il 19 ottobre scorso, nel processo Escort. Dopo aver analizzato tutti gli episodi di presunto reclutamento, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione di 26 ragazze fra il settembre 2008 e l’aprile 2009, l’accusa ha descritto le condotte dei tre imputati che rispondono anche di associazione per delinquere, Gianpaolo Tarantini come promotore, Massimiliano Verdoscia e Peter Faraone come partecipi, “referenti operativi dell’organizzazione”.

Giuseppe Catapano: Ue, mobilità professionale semplificata dal 2016

giucatap391Più facile esercitare la professione in un pese europeo. Si avvicina, infatti, il giorno in cui prenderà forma la tessera professionale, il documento che renderà più semplice la mobilità dei professionisti all’interno dell’Ue grazie al riconoscimento automatico delle qualifiche frutto di un maggior coinvolgimento delle autorità nazionali e all’uso di procedure elettroniche. Ieri, infatti, nel Corso del Consiglio dei ministri si è svolto l’esame preliminare del dlgs di recepimento della direttiva 2013/55/Ue relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali. Testo in base al quale da gennaio dal 2016, la Tessera sarà disponibile per alcune professioni selezionate, tra cui inferimieri, farmacisti e fisioterapisti, tra quelle per le quali è stato manifestato interesse. La Tessera consisterà in un certificato elettronico vero e proprio in cui sarà attestato che il professionista interessato allo spostamento soddisfa tutte le condizioni necessarie all’esercizio dell’attività in un altro paese dell’Ue, su base occasionale o in seguito a stabilimento nello Stato ospitante. Inizialmente dovrebbe essere concessa solo su richiesta del professionista, che sarà tenuto all’invio dei documenti necessari all’autorità competente dello Stato membro di origine che, a sua volta, avrà un mese di tempo dalla ricezione per concedere la certificazione. Lo Stato o gli Stati Ue di destinazione, poi, avranno un mese per confermare il certificato e in caso di dubbi potranno chiedere ulteriori informazioni o documenti.

Giuseppe Catapano: Ordini sotto la lente Anac

giucatap390Ordini professionali sotto la lente dell’Anac. Da parte dell’Autorità guidata da Raffaele Cantone, come previsto dalla legge Severino, è in corso una verifica porta a porta sul rispetto degli adempimenti anticorruzione da parte degli Ordini professionali. In particolare, in base a quanto risulta a ItaliaOggi, sarebbero state diramate una serie di convocazioni alle quali nessun ordine potrà sottrarsi relativamente a due differenti adempimenti. Il primo legato alla nomina di un responsabile della prevenzione della corruzione dell’ente sia a livello nazionale sia a livello locale. Il secondo relativo, invece, agli oneri sulla trasparenza. Adempimenti a cui, ad avviso dell’Anac, gli ordini non potranno venire meno in quanto enti pubblici non economici anche se originariamente pensati per le amministrazioni centrali e per gli enti pubblici nazionali. Gli ordini, quindi, dovranno trovare il modo di dialogare con l’Anac per giungere ad una soluzione che possa da un lato soddisfare le esigenze di trasparenza richieste dall’Autorità e dall’altro lato assecondare le esigenze anche organizzative dei singole organizzazioni che faranno il possibile per evitare di incorrere nelle sanzioni amministrative previste dall’art. 19, del dl 90/2014 (da 1.000 a 10 mila euro).

La questione, però, non sembra di immediata soluzione. In base a quanto risulta aItaliaOggi, infatti, per quanto riguarda la nomina dei referenti anticorruzione a livello nazionale quasi tutti gli ordini dovrebbero essere in regola. Gli stessi soggetti, però, rischiano di andare incontro a delle difficoltà oggettive sul territorio. L’Anac, infatti, pretenderebbe la nomina di un dirigente di prima fascia ad hoc anche a livello locale. Adempimento praticamente impossibile per tutti quegli ordini che sul territorio non hanno una rappresentanza così capillare o che, addirittura hanno sedi solo nei centri più popolosi. Un onere che sia in termini di costi sia in termini organizzativi rischia di creare non poche difficoltà ai soggetti interessati ma sul quale saranno, comunque, chiamati a rendere conto.

Giuseppe Catapano: Marchi, più coerenza nel lusso

GIANGIACOMO FERRARIS GIANNI VERSACE

Dopo la febbre di espansione a tutti i costi e di fronte a una propensione al consumo più stabile, la parola d’ordine per i marchi è crescere «coerentemente», si tratti di lusso o premium. Una coerenza di marca rispetto alla produzione, della creatività da opporre alle attese dei fondi che investono, dei punti vendita in base alle esigenze e infine della presenza online unitamente al marketing.
Al convegno milanese della società di consulenza strategica Pambianco, tra il ritorno della stella di Versace, l’annuncio degli aiuti del governo alla moda e la voce della media imprenditoria (da Basicnet a Ermanno Scervino), Deutsche Bank (partner dell’osservatorio dal 2014) ha presentato il consueto report sul settore. «Negli ultimi cinque anni il tasso di crescita di apertura dei negozi ha superato quello della domanda», è stato il grido di allarme di Francesca di Pasquantonio, head of global luxury del gruppo bancario tedesco. «È necessario un ribilanciamento spostato sulla produttività di cassa. Con un focus su marchio, marketing, prezzi e assortimenti coerenti. Mentre diventano fondamentali gli investimenti nel canale online e nel crm (la gestione delle relazioni con i clienti, ndr), perché è sempre più complesso catturare il consumatore e seguirlo».

In rappresentanza dei top brand che stanno affrontando una forte fase di cambiamento (o di ritorno alle origini) è salito sul palco di Borsa Italiana, teatro del convegno, Gian Giacomo Ferraris (nella foto), dal 2009 amministratore delegato della Gianni Versace, casa di moda partecipata dal 2014 dal fondo di private equity gestito da Blackstone e pronta alla quotazione per il 2016. «Quando sono arrivato in azienda il fatturato era a 267 milioni e avevamo perdite per decine di milioni. La strategia per sanare i conti da subito è stata riportare l’accento sulla creatività piuttosto che continuare a produrre collezioni vendibili. In poche parole, sposare il talento della vulcanica Donatella Versace (che quest’anno ha posato anche come testimonial per Givenchy) e le capacità del management». Il risultato? «Pensiamo di chiudere il 2015 a 640 milioni di euro, in crescita del 15%», spiega. Ma non è tutto. «C’è stata anche una segmentazione del business tra la prima linea che vale, contando uomo e donna il 70% del fatturato e quella giovane per i millennnials ovvero Versus. Una licenza riacquistata nel 2011, fortissimamente voluta da Donatella Versace e oggi espressione del concetto “show now, buy now, wear now”». In pratica dopo la sfilata (l’ultima è stata il 19 settembre a Londra) la collezione può essere immediatamente acquistata via e-commerce e in selezionati punti vendita.
A proposito di retail, aggiunge Ferraris: «Benché fossimo trattati alla stregua di Chanel o Hermès non abbiamo mai avuto una forza vendita degna della nostra brand awareness. Grazie all’iniezione di capitali del fondo (150 milioni oltre a 60 milioni di euro in azioni) e alla nuova strategia il 23 novembre apriremo a Tokyo Ginza la nuova boutique Versace. Si tratta di un momento molto positivo per il marchio».

In particolare per le aziende del lusso la strada sembra lineare. Secondo la ricerca presentata da David Pambianco, vice president della società che da 20 anni organizza il summit su moda e lusso, le griffe che hanno un peso sul valore totale del mercato borsistico italiano dell’8% continueranno a crescere anche «grazie all’aumento di ricchezza nei paesi emergenti».
Più tortuoso il percorso delle aziende del cosiddetto «lusso accessibile», nuovo punto di riferimento per la middle class. In base alla ricerca quelle italiane risultano crescere meno rispetto ai colleghi stranieri (8,3% contro 35,5%). Infine, le catene retail: all’estero raggiungono performance migliori di quelle nostrane per crescita, 25% contro 16%.
Proprio la crescita dimensionale è la chiave di volta per tante piccole e medie aziende che vogliono fare grandi numeri all’estero. Ieri sono arrivate le testimonianze di Mario Filippi Coccetta, presidente e a.d. del marchio Fabiana Filippi, Toni Scervino, ceo di Ermanno Scervino e Maurizio Setti, presidente di Antress Industry (Manila Grace). Ma c’è anche il metodo di Marco Boglione, fondatore di Basicnet (Superga, Robe di Kappa, K-Way) che ha sempre considerato la Borsa «la quarta gamba del tavolo» e si definisce «un moderno marketplace» che gestisce i marchi «facendoli crescere, ma non mettendo mano a nessun processo produttivo, quanto a marketing, rete vendita e strategie». Fra i tre brand storici «acquistati da fallimenti e riportati a nuova vita», dice, «quello che sta guadagnando molto bene è K-Way in segmenti laddove altre aziende, fra tutte Moncler, stano lasciando porzioni di mercato perché convertite al lusso».

Giuseppe Catapano: Iva, note variazione anticipate

giucatap388Verrà anticipata al 1° gennaio 2016 anziché partire dal 1° gennaio 2017 la possibilità di emettere note di variazione Iva in diminuzione a fronte di clienti ammessi alle procedure concorsuali. La modifica sarà inserita nella legge di Stabilità 2016 in corso d’approvazione. E’ quanto emerso nel corso dei lavori del 12° convegno nazionale dell’Associazione nazionale dei commercialisti tenutosi ieri a Pisa.

Legge di stabilità. Verrà dunque anticipata al 1° gennaio 2016 anziché dal 1° gennaio 2017 la possibilità di emettere note di variazione Iva in diminuzione a fronte di clienti ammessi alle procedure concorsuali. Lo ha annunciato il consigliere nazionale dell’Odcec Luigi Mandolesi. La conferma della modifica, ha precisato Mandolesi, è giunta ai consiglieri addetti alla fiscalità da esponenti dell’esecutivo. Sulla scommessa della manovra e sul rischio insito nella stessa a causa delle pesanti clausole di salvaguardia ha fornito importanti chiarimenti il consigliere della Corte dei Conti Salvatore Tutino. Sulla base di recenti analisi dell’organo di magistratura contabile, ha affermato, sono previste maggiori risorse per l’erario per l’anno 2017 pari a circa sette miliardi di euro dovute al semplice calo degli interessi passivi. La legge di stabilità 2016 scommette sulla ripresa. Ma con la consapevolezza che se questa non ci sarà o sarà inferiore al previsto, le clausole di salvaguardia scatteranno automaticamente. Della riduzione della pressione fiscale inserita nella manovra ha parlato anche il senatore Giorgio Benvenuto, secondo cui essa “rischia purtroppo di essere solo un artificio a causa delle pesanti clausole di salvaguardia inserite in contropartita”. Sul recupero dell’evasione, tenuto conto che il fisco ha a disposizione circa 100 mila addetti all’opera – di cui 60 mila dell’Agenzia delle entrate e 40 mila della Guardia di finanza – ha concluso Benvenuto, si deve e si può pretendere di più rispetto agli attuali 14 miliardi l’anno.