Giuseppe Catapano: Editoria, nasce il polo Repubblica-Stampa

giucatap5La Stampa e il Secolo XIX si fondono con Repubblica e danno vita a un nuovo polo editoriale con ricavi complessivi per 750 milioni di euro (di cui 605 mln registrati dall’Espresso e 145 mln da Stampa e Secolo XIX a fine 2015). Il quotidiano torinese e quello ligure fanno entrambi capo a Italiana editrice (Itedi), società della famiglia Agnelli-Elkann che verrà fusa per incorporazione nel gruppo presieduto da Carlo De Benedetti, guidato dall’a.d. Monica Mondardini e controllato dalla holding Compagnie industriali riunite-Cir dei De Benedetti (il suo presidente è il figlio dell’Ingegnere Rodolfo). Il memorandum d’intesa è stato firmato ieri ma l’operazione sarà finalizzata entro la fine del primo trimestre 2017, verrà sviluppata in varie fasi e ha bisogno del via libera formale dell’Agcom (Autorità per le garanzie nelle comunicazioni), vista la concentrazione editoriale in un solo soggetto di testate che oggi diffondono in media, tra carta e digitale, circa 800 mila copie totali, tenendo conto delle rilevazioni Ads e dei dati aziendali del gruppo L’Espresso riguardo ai quotidiani locali Finegil (17 quotidiani locali e un trisettimanale). Del nuovo polo che punta a controllare più del 20% della tiratura complessiva dei quotidiani italiani, una quota intorno al 43% resterà in mano a Cir, che oggi detiene oltre il 50% dell’Espresso, mentre una partecipazione intorno al 5% sarà di Exor, cassaforte degli Agnelli-Elkann (e quindi senza nessun più impegno diretto di Fiat-Fca nel settore editoria, uscendo anche da Rcs). Un altro 5% andrà a Carlo Perrone, ex editore del Secolo XIX che ha ribadito il suo «impegno di lungo termine» nel nuovo gruppo. Finora Perrone ha mantenuto il 23% di Itedi, i proprietari di Fca il restante 77%.

Giuseppe Catapano: Canone Rai, l’Agenzia delle Entrate, i comuni dovranno inviare i dati delle famiglie anagrafiche

giucatap4Al fine di evitare errori e duplicazioni nell’addebito del canone Rai “assume cruciale importanza la corretta individuazione della famiglia anagrafica che costituisce di fatto il soggetto passivo del tributo”. Ma “allo stato attuale, in attesa della costituzione della nuova Anagrafe nazionale della popolazione residente, l’individuazione della famiglia anagrafica risulta particolarmente complessa”.
Lo sostiene l’Agenzia delle Entrate in un’audizione alla Camera spiegando che per superare questo scoglio il decreto del Ministro dello Sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle finanze, in corso di emanazione, dovrà prevedere che i Comuni siano tenuti a trasmettere all’Agenzia delle Entrate (Direzione provinciale I di Torino – Sportello SAT), i dati relativi alle famiglie anagrafiche, tenute a pagare il canone Rai, come prevede la legge di Stabilità 2016.
“Sarà, quindi, necessario che l’Agenzia delle entrate trasmetta alle imprese elettriche, per il tramite di Acquirente unico, le informazioni relative ai soggetti che risultano aver presentato la dichiarazione di non detenzione di apparecchi televisivi, con le relative decorrenze, nonché i dati relativi ai soggetti appartenenti alla stessa famiglia anagrafica nei cui confronti non si deve procedere all’addebito in quanto il pagamento è stato già effettuato con altre modalità (ad esempio trattenuta sulla pensione) oppure perché almeno uno dei componenti della famiglia risulta esente dal pagamento per effetto di Convenzioni internazionali – è il caso, ad esempio, degli appartenenti alle forze armate Nato o degli agenti diplomatici – o perché in possesso di altri requisiti previsti per legge”.
Inoltre, tutti gli scambi di informazioni tra l’Agenzia delle entrate e l’Acquirente Unico spa dovranno essere regolati secondo modalità e contenuti definiti di comune intesa. Sarà, infine, necessario prevedere forme di rendicontazione delle operazioni effettuate da parte delle imprese elettriche all’Agenzia delle Entrate. Tali informazioni saranno utilizzate per verificare il corretto versamento del canone da parte dei contribuenti e procedere alle eventuali azioni di recupero, nonché per verificare il corretto addebito del canone e riversamento delle somme riscosse da parte delle imprese elettriche.

Giuseppe Catapano: Ddl omicidio stradale, è legge. Carcere fino a 15 anni per chi non si ferma

giucatap3Con 149 voti favorevoli, 3 contrari e 15 astenuti, il ddl sull’omicio stradale è divenato legge. Il Senato, votando la fiducia messa dal governo sul provvedimento, ha dato il via lbera, in quarta lettura, alla legge che introduce il reato autonomo di omicidio stradale, inasprisce le pene per i pirati della strada e introduce l’arresto obbligatorio in flagranza per chi si metta alla guida ubriaco o sotto l’effetto degli stupefacenti e poi provochi un incidente mortale.

Giuseppe Catapano: Poletti, il costo del lavoro stabile rimarrà basso

giucatap2“L’obiettivo è chiaro: avere costo del lavoro stabile più basso che possiamo perseguire per via fiscale o altra strada”. Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, conferma la volontà di arrivare a un costo del lavoro più basso in modo strutturale.
Conversando con i giornalisti a margine di un convegno di Assolavoro al Cnel, Poletti ha spiegato che la strada è quella di ridurre il costo del lavoro rendendolo strutturale. “Questa – ha spiegato – è la nostra soluzione, non quella del cuneo ma la nostra scelta è rendere strutturale il fatto che il costo del lavoro stabile deve essere più basso del lavoro precario e a termine. Questa era la condizione terribile del periodo precedente, noi abbiamo cambiato le regole e quindi stabilizzeremo la situazione di fatto per cui i contratti a tempo indeterminato costino di meno”.
In merito a un possibile intervento sul cuneo, il ministro ha sottolineato che “non è detto, noi dobbiamo guardare a una serie di situazioni che fanno riferimento al tema fiscale e a quello previdenziale per fare in modo che il costo del lavoro a tempo indeterminato sia competitivo. Dobbiamo cercare di far coagire diversi strumenti”. Riguardo alla durata degli interventi, Poletti ha confermato che è stato previsto un triennio. “Questa vicenda – ha detto – si conclude al terzo anno e sarebbe sbagliato interromperla prima del percorso stabilito”.
Poletti ha poi ricordato che il governo sta attuando i passi necessari per far partire l’Anpal e rafforzare le politiche attive del lavoro. “Stiamo andando avanti – ha spiegato – stiamo approvando i decreti e i vari passaggi normativi. Credo che abbastanza rapidamente arriveremo in porto”.

Giuseppe Catapano: Migranti, dalla Ue 700 milioni per l’emergenza umanitaria, 300 subito

giucatap1La Commissione europea ha deciso di proporre al Consiglio e al Parlamento di stanziare urgentemente nuovi fondi per aiutare i paesi maggiormente esposti alla crisi dei rifugiati ad affrontare la crisi umanitaria che sta provocando. In particolare, se i Ventotto daranno il loro via libera, verranno stanziati 300 milioni nel 2016, 200 nel 2017 e 200 nel 2018, “per fornire aiuto dove è più necessario”, ha spiegato il commissario per gli aiuti umanitari e la gestione delle crisi Christos Stylianides.

Giuseppe Catapano: Roma, Salvini insiste, servono le primarie

MATTEO SALVINI

Chi ha vinto a Roma come candidato del centrodestra? “Nessuno. Il problema è proprio questo. Ed è per questo che io credo che la soluzione possano essere le primarie: se Bertolaso vincesse le primarie per me andrebbe bene”. Lo afferma, in una intervista al Corriere della Sera, il segretario della Lega Nord Matteo Salvini dopo aver annunciato, ieri, i risultati della sua consultazione tra i romani. “Il problema – aggiunge – è che non si è visto uno stacco tra i candidati.
Quello che i romani ci hanno detto è: state insieme”, “non voglio fare il rompiballe ma dato che non ho candidati miei da sostenere vorrei essere quello che invita tutti alla responsabilità.
Parlando anche di programmi”.
“No”, nessuna impuntatura contro Bertolaso, “noi – rilancia – possiamo battere Renzi, in Italia siamo maggioranza. Però, i nodi e i problemi vanno sciolti prima di quella sfida. E con un metodo: non penso che un candidato programmato come il figlio di Vendola possa funzionare. Gli italiani che non si riconoscono in Renzi non vogliono candidati scelti al chiuso. Se Bertolaso vincesse le primarie, per me andrebbe bene”. “Il centrodestra di domani deve darsi un metodo diverso non solo sulle amministrative ma su tutti i passaggi importanti – conclude -. Anche per questo sulla scheda abbiamo chiesto ai romani un sì o un no alle Olimpiadi”.

Giuseppe Catapano: Quirinale, bilancio 2016, con Mattarella la spesa cala di 5 milioni

FESTA DEL TRICOLORE CARABINIERI A CAVALLO PIAZZA DEL QUIRINALE CORAZZIERI FANFARA

Cala nel 2016 la spesa per gli stipendi dei dipendenti del Quirinale, a cominciare proprio dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella e dai suoi più stretti collaboratori con un taglio complessivo di oltre 1,2 milioni di euro. Nel bilancio di previsione per il 2016, pubblicato sul sito del Colle, si legge che la spesa totale per retribuzioni, nel 2016, costituisce il 50,86% del totale della spesa e diminuisce dell’1,84% rispetto alla previsione iniziale del 2015 (da euro 122.643.000,00 a euro 120.381.000,00).
La diminuzione segue il trend di riduzione già registrato in sede di assestamento del bilancio 2015 (-325.000,00 euro) per effetto di alcuni interventi di contenimento e razionalizzazione della spesa adottati già a pochi giorni dall’inizio del settennato. Si tratta, innanzitutto, di provvedimenti relativi al divieto di cumulo dei trattamenti economici e ai limiti retributivi per il personale di staff e di ruolo che hanno interessato, in primo luogo, il Segretario generale, che fin dalla sua nomina (17 febbraio 2015), dapprima per iniziale autonoma rinuncia e poi per effetto dei predetti interventi normativi, non percepisce alcun trattamento economico a carico del bilancio del Segretariato generale, ed i consiglieri del Presidente della Repubblica. Per tali retribuzioni, pertanto, rispetto all’originaria previsione di spesa contenuta nel bilancio 2015, nel 2016 si determina complessivamente un risparmio effettivo annuale pari a 1.226.890,00 euro (- 351.240,00 euro relativamente al trattamento economico del Segretario generale, – 875.650,00 euro con riguardo ai Consiglieri).
Tra i provvedimenti che hanno consentito un rispamio sugli stipendi dei dipendenti del Quirinale che costituiscono oltre la metà delle uscite c’è anche la rivisitazione delle indennita’ per il personale comandato e fuori ruolo e dei compensi per il personale a contratto, nell’ottica della riduzione della spesa per il personale non di ruolo (comando, contratto, collaborazione). La previsione di spesa complessiva per il 2016 per tale personale è di 8.618.950,00 euro, con una diminuzione di 236.050,00 euro rispetto al bilancio di previsione 2015. E` stata inoltre uniformata la normativa in tema di applicazione dei limiti retributivi all`interno del Segretariato generale. Tale intervento ha chiarito che il contributo di solidarietà applicato sulle retribuzioni eccedenti i 240 mila euro, a partire dal 1° gennaio 2015 è crescente e si cumula con gli analoghi contributi dovuti nel 2016 e nel 2017. L`eccedenza dovrà essere interamente riassorbita entro il 1° gennaio 2018, termine a partire dal quale nessuna posizione retributiva individuale potrà superare la soglia massima di euro 240.000 euro. Le altre misure sono la razionalizzazione e riduzione degli incarichi di direzione e coordinamento attribuiti al personale, con l’immediata soppressione del 10% di tali incarichi, mentre entro il 31 dicembre 2016 è prevista una completa riforma della materia. Il costo del personale di ruolo per il 2016 è pari a 83.137.860,00 euro, con un ridotto incremento di euro 290.860,00 rispetto al budget 2015, dovuto, in particolare, ad assunzioni di personale già vincitore di concorso pubblico. L’obiettivo del Quirinale nei primi mesi del settennato, spiega la nota illustrativa allegata al bilancio di previsione per il 2016, è stato dunque “il contenimento e la razionalizzazione delle spese, sia per il personale che per beni e servizi”.

Giuseppe Catapano: Eurozona, frena il manifatturiero, ai minimi da dodici mesi

3D render of a chart showing rising profits

Il Pmi manifatturiero di febbraio dell’Eurozona si è attestato a 51,2 punti, minimo da 12 mesi. L’indicatore, elaborato da Markit, è in calo rispetto ai 52,3 punti della lettura definitiva di gennaio, anche se leggermente superiore al consenso e al preliminare entrambi a quota 51.
Il dato relativo all’Italia, sempre a febbraio, è a 52,2 punti dai 53,2 di gennaio. L’indice Pmi manifatturiero della Germania si è attestato a 50,5 punti, in netto calo rispetto al dato definitivo del mese precedente a 52,3 punti. Infine il dato francese si è attestato a 50,2 punti dai 50 di gennaio.
“La crescita più lenta da un anno a questa parte desta preoccupazioni sul 2016 che potrebbe essere un ulteriore anno di crescita lenta se non addirittura con l’ennesima contrazione”, sottolinea Chris Williamson, capo economista di Markit, puntualizzando che “la debole domanda domestica si è aggiunta al peggioramento della situazione internazionale”.
Visto il bisogno “disperato” di abbassare il relativo livello di disoccupazione, aggiunge l’esperto, “la quasi stagnazione della crescita occupazionale nel manifatturiero rappresenta una notizia alquanto deludente. Le aziende campione sono costrette a tagliare le nuove assunzioni a causa delle preoccupazioni sul futuro”. Allo stesso tempo, nell’intento da parte delle imprese di essere più competitive, sono diminuiti i prezzi, e ciò suggerisce come le pressioni deflazionistiche si siano intensificate. I prezzi di acquisto sono diminuiti a un tasso che non si vedeva da luglio 2009.
“Con tutti gli indicatori che hanno riportato valori più bassi, di certo l’indagine aggiungerà pressioni sulla Bce affinché agisca velocemente e in maniera decisa per evitare un’altra crisi economica”, conclude Williamson.

Giuseppe Catapano: Migranti, scontri in Francia e Macedonia

giucatap939L’Europa dei muri schricchiola sotto il peso dei rifugiati e dei migranti in fuga dalle guerre e dalla miseria: a Calais in Francia ha iniziato a smantellare la “Giungla”, l’accampamento di migliaia di persone che vorrebbero raggiungere l’Inghilterra, tra le preoccupazioni delle Ong secondo cui non saranno sufficienti le strutture alternative per ospitarli.
L’operazione, iniziata in mattinata, è proseguita tra scontri, proteste e lacrimogeni. Doveva essere uno sgombero “progressivo e volontario”, come aveva promesso il ministro dell’Interno Bernard Cazeneuve, ma si è tradotto con una coltre di fumo nero che avvolge la boscaglia, tende incendiate, scontri tra agenti e migranti. L’evacuazione iniziata all’alba, le autorita’ avevano garantito che lo sgombero sarebbe stato l’ultima tappa di un dialogo con i migranti per convincerli a partire, trasferendoli in strutture pubbliche. Poi tutto è precipitato e quando è sera solo una quarantina di migranti della Giungla accetta di salire su un pullman in direzione di Montpellier mentre un quinto dei migranti portati nei centri di accoglienza scappa e ritorna verso Calais oppure altrove sulla costa.
Intanto le barriere all frontiera messe in atto dall’Austria rendono esplosiva la situazione in Grecia, dove ieri decine di profughi hanno dato l’assalto alla cortina di filo spinato al confine con la Macedonia, abbattendola e scontrandosi con la polizia. La prima vera ribellione del centro profughi di Idomeni, con circa 200 migranti che a metà mattinata hanno abbattuto la recinzione in acciaio e filo spinato tirato su dalla Macedoni, è stata sedata nel giro di mezz’ora dalla polizia con qualche gas lacrimogeno e la minaccia dei manganelli; tuttavia, la pace è solo apparente: se qualcosa non cambia ci riproveranno presto e saranno di più. Il punto è che la Macedonia si è accodata alla decisione presa da numerosi governi balcanici di limitare a 580 il numero massimo giornaliero di migranti in entrata sul proprio territorio; scelta adottata il 18 febbraio scorso durante un vertice dei capi della polizia dal quale era stata esclusa la Grecia. Nel frattempo il centro a due passi dalla frontiera e che in teoria potrebbe ospitare 2.000 persone sta scoppiando; ad oggi ci sono dislocati almeno 7.000 migranti e aumentano giorno dopo giorno.
Nel frattempo il governo di Skopje ha fatto sapere di aver dato il via libera, con l’ausilio dell’esercito, ai lavori di costruzione di una nuova recinzione al confine greco. Un altro muro insomma, ufficialmente con lo scopo di garantire un flusso regolare e più ordinato dei migranti provenienti dalla Grecia.

Giuseppe Catapano: Lavoro, a gennaio quasi 100 mila dipendenti fissi in più. Disoccupazione stabile. Poletti ringrazia gli imprenditori

giucatap938Secondo l‘Istat la situazione del mercato del lavoro va stabilizzandosi: il tasso di disoccupazione è sostanzialmente invariato dalla fine dell’estate, l’occupazione è in crescita grazie soprattutto a un aumento dei lavoratori a tempo indeterminato e l’inattività cala. A gennaio infatti il tasso di disoccupazione si attesta all’11,5%, rispetto all’11,4% del mese di dicembre, mentre, dopo il calo di dicembre, gli occupati aumentano di 70 mila unità (+0,3%). La crescita è determinata dai dipendenti permanenti (+99 mila, +426mila sul 2015), mentre calano quelli a termine (-28 mila) e gli indipendenti restano sostanzialmente stabili. L’aumento degli occupati riguarda sia gli uomini sia le donne. Il tasso di occupazione, pari al 56,8%, cresce di 0,1 punti percentuali rispetto al mese precedente. Su base annua il numero di occupati è in crescita dell’1,3% (+299 mila).
Secondo l’Istat, la sostanziale stabilità della disoccupazione nell’ultimo mese è sintesi di un calo per gli uomini (-2,6%) e di un aumento per le donne (+3,3%). Il tasso di disoccupazione diminuisce di 0,3 punti percentuali per la componente maschile attestandosi all’10,9%, mentre aumenta di 0,3 punti per quella femminile arrivando all’12,4%.
A gennaio la stima degli inattivi tra i 15 e i 64 anni diminuisce dello 0,4% (-63.000). Il calo è determinato dalla componente femminile e riguarda soprattutto le persone tra i 50 e i 64 anni. Il tasso di inattività scende al 35,7% (-0,1 punti percentuali).
Rispetto ai tre mesi precedenti, nel periodo novembre 2015-gennaio 2016 si registra il calo delle persone inattive (-0,3%, pari a -43.000) a fronte di un lieve incremento dei disoccupati (+0,3%, pari a +9.000) e una sostanziale stabilita’ del numero delle persone occupate.

Disoccupazione giovanile al 39,3%. A gennaio sale la disoccupazione giovanile: il tasso di disoccupazione dei 15-24enni, cioè la quota di giovani disoccupati sul totale di quelli attivi (occupati e disoccupati), è pari al 39,3%, in crescita di 0,7 punti percentuali rispetto al mese precedente. Dal calcolo del tasso di disoccupazione sono esclusi i giovani inattivi, cioè coloro che non sono occupati e non cercano lavoro, nella maggior parte dei casi perché impegnati negli studi. L’incidenza dei giovani disoccupati tra 15 e 24 anni sul totale dei giovani della stessa classe di età è pari al 10,0% (cioè un giovane su 10 è disoccupato). Tale incidenza è in lieve calo (-0,1 punti) rispetto a dicembre. Nell’ultimo mese cala tra i 15-24enni il tasso di occupazione (-0,5 punti) e cresce il tasso di inattività (+0,6 punti). Nella classe di età 25-34 anni si registra nell’ultimo mese una crescita del tasso di occupazione di 0,2 punti percentuali mentre il tasso di disoccupazione e quello di inattività diminuiscono di 0,1 punti.

Renzi: in due anni mezzo milione di posti in più. “Il boom del jobs act è impressionante. Nei due anni del nostro Governo abbiamo raggiunto l’obiettivo di quasi mezzo milione di posti di lavoro stabili in più”. Lo scrive su Facebook, il premier Matteo Renzi aggiungendo che “l’Inps ricorda come siano aumentati i contratti a tempo indeterminato nel 2015 di qualcosa come 764.000 unità”.

Poletti: grazie ad aziende e imprenditori. “Un grande risultato. Sono felice per tutte queste persone e per le loro famiglie”. E’ questo il commento affidato a una nota di Giuliano Poletti, ministro del lavoro e delle politiche sociali, ai dati Istat sull’occupazione a gennaio. “Ringrazio tutte le aziende e gli imprenditori che hanno avuto fiducia in se stessi e nel futuro – aggiunge Poletti – e si sono assunti la responsabilità di promuovere nuovo lavoro. Le riforme sono essenziali e il Governo le ha fatte, ma senza l’impegno responsabile di tutta la comunità nazionale i risultati sarebbero meno significativi”. “L’impegno per dare una opportunità a chi non l’ha ancora avuta, e sappiamo bene che sono tanti – spiega Poletti – continua a essere l’obiettivo del nostro lavoro, tutti i giorni”.
“Stiamo facendo una valutazione” sui voucher, ha poi fatto sapere il ministro, a margine di un convegno organizzato dall’ Inail. “La chiuderemo rapidamente. Ma credo che in qualche settimana faremo un intervento per stringere i bulloni”. In merito alla possibilità che l’intervento possa essere di tipo legislativo Poletti ha aggiunto che “vedremo quello che serve perché non bisogna buttare il bambino con l’acqua sporca e nei voucher ci sono alcuni elementi positivi come l’emersione del sommerso, poi ci sono comportamenti illegali e sono questi quelli che bisogna eliminare”.
“In qualche settimana penso che saremo in grado di intervenire”, ha concluso Poletti.