“Non e’ un grosso problema”. Cosi’ Donald Trump, via Twitter, ha minimizzato l’affronto del senatore del Texas Ted Cruz che durante la Convention di Cleveland gli ha negato il suo sostegno invitando a votare “secondo coscienza”. L’ex rivale del miliardario americano nella corsa per la nomination repubblicana e’ stato contestato e fischiato sul palco perche’ “non ha onorato l’impegno” a sostenere il candidato nominato, ha osservato il magnate immobiliare. “Avevo visto il suo discorso due ore prima – ha aggiunto – ma l’ho fatto parlare lo stesso”.
Trump ha anche preso le distanze rispetto alle frasi shock su Hillary Clinton pronunciate da un suo consigliere che e’ ora indagato dai servizi segreti.
“Dovrebbe essere portata davanti ad un plotone di esecuzione e fucilata per alto tradimento”, ha detto a una radio di Boston Al Baldasaro, deputato del New Hempshire, membro della coalizione dei veterani che sostengono Trump e delegato del candidato repubblicano alla convention di Cleveland. Hillary “e’ una disgrazia per tutti, per le bugie che ha detto alle madri di coloro che sono morti a Bengasi”, ha sentenziato il consigliere del magnate immobiliare, reclamando giustizia per le morte dei 4 americani nell’attentato del 2012 in Libia. Nel rapporto della commissione parlamentare che ha indagato sull’attacco, si contesta al Dipartimento di stato di non aver garantito sufficiente sicurezza al consolato di Bengasi ma non si ritiene l’allora capo della diplomazia Usa personalmente responsabile. Dopo le esternazioni di Baldasaro, il portavoce dei servizi segreti americani, Robert Hoback, ha confermato che e’ stato aperto un dossier, mentre Hope Hicks, portavoce della campagna di Trump, ha precisato che il candidato Gop alla presidenza non condivide le sue dichiarazioni.
Catapano Giuseppe
Giuseppe Catapano: Ipo Snai, ok della Consob alla pubblicazione del prospetto
La Consob ha autorizzato la pubblicazione del prospetto relativo all’ammissione alle negoziazioni sul Mercato Telematico Azionario di 71.602.410 azioni ordinarie Snai.
Il prospetto ha a oggetto l’ammissione alle negoziazioni sul Mercato Telematico Azionario di 71.602.410 azioni, aventi le medesime caratteristiche delle azioni ordinarie in circolazione, emesse il 19 novembre 2015 in esecuzione dell’aumento del capitale sociale della societa’, scindibile, a pagamento, con esclusione del diritto di opzione, liberato il 30 settembre 2015 mediante il conferimento di una partecipazione pari al 100% del capitale sociale di Cogemat spa.
Giuseppe Catapano: Il fisco online non fa sconti
Fatture elettroniche e pagamenti interamente tracciabili non salvano il contribuente dagli accertamenti analitico-induttivi. E la trasmissione telematica al fisco dei dati delle operazioni (assolvibile anche mediante fatturazione elettronica) non consente l’eliminazione del reverse charge, laddove previsto dalla legge. Ad affermarlo è Rossella Orlandi, direttore dell’Agenzia delle entrate, intervenuta ieri in audizione presso la commissione parlamentare di vigilanza sull’anagrafe tributaria. Un appuntamento che è servito anche per fornire i dati aggiornati su diversi progetti di digitalizzazione del fisco, dall’operazione 730 precompilato alla fatturazione elettronica verso la p.a. e tra operatori privati.
Andamento precompilata. Alla data del 18 luglio le dichiarazioni inviate direttamente all’Agenzia da parte dei contribuenti erano 1,9 milioni, con un incremento di circa il 35% rispetto a quelle trasmesse nello stesso periodo dell’anno precedente. Un dato che potrebbe crescere ulteriormente nelle prossime ore, in vista della scadenza di domani: sono infatti 400 mila i modelli modificati e salvati dai contribuenti, ma “parcheggiati” prima della trasmissione. Tra le novità di quest’anno c’era la possibilità di presentare direttamente online il 730 in forma congiunta, senza più doversi rivolgere al sostituto d’imposta o a un intermediario. Ad oggi sono in 93 mila i soggetti che si sono avvalsi di tale facoltà.
Giuseppe Catapano: Le opportunità per le start-up, dai contributi alle esenzioni fiscali
Contributi a fondo perduto ed esenzioni fiscali. Sono queste le principali opportunità offerte alle start-up innovative dalle regioni italiane che riconoscono in queste particolari tipologie di società uno strumento strategico per lo sviluppo del territorio e per la crescita occupazionale. Da quanto è possibile desumere dai bandi pubblicati da alcune amministrazioni regionali fino a fine anno, e a seconda dei casi, le start-up in possesso di determinati requisiti potranno inoltrare le domande per accedere ai cospicui fondi messi a disposizione.
I contributi a fondo perduto dell’Umbria. Con una dote di 2 milioni di euro la regione Umbria intende sostenere la creazione di start-up innovative ad alta intensità di applicazione di conoscenza e le iniziative di spin-off della ricerca ai fini della valorizzazione economica dei risultati dello sviluppo di nuovi prodotti, processi e servizi ad alto contenuto innovativo. Non da ultimo l’obiettivo della regione è attivare le potenzialità locali facendo leva su asset regionali, talenti, attraverso l’accesso ai risultati della ricerca e la promozione della nuova imprenditorialità.
I 6 milioni di euro stanziati dal Veneto. Concedendo contributi alle start-up innovative, la regione Veneto punta ad aumentare la competitività del sistema produttivo locale attraverso lo sviluppo di nuova cultura imprenditoriale.
La dotazione finanziaria complessiva è di 5 milioni di euro (4 milioni per la creazione e un milione per il consolidamento delle start-up). Le agevolazioni sono dirette alle pmi venete e per le start-up già avviate possono partecipare anche spin off della ricerca.
L’esenzione fiscale del Lazio. Le start-up innovative che abbiano almeno una sede operativa nel Lazio e abbiano effettuato versamenti Irap per i primi due esercizi fiscali senza aver già ottenuto da altre amministrazioni la restituzione delle somme, potranno ottenere il rimborso, totale o parziale, dell’Irap dei primi due esercizi fiscali (la richiesta può riguardare anche un solo esercizio). L’obiettivo dell’amministrazione laziale è quello di favorire la crescita sostenibile, lo sviluppo tecnologico, la nuova imprenditorialità e l’occupazione, in particolare giovanile, sul proprio territorio.
Le strategie di avvio ed espansione dell’Emilia-Romagna. Anche per la regione Emilia Romagna l’avvio e il consolidamento di start-up innovative ad alta intensità di conoscenza rappresenta un obiettivo strategico per lo sviluppo del territorio. Con una dotazione finanziaria di 6.028.065 euro, gli incentivi concessi dalla regione mirano a favorire la nascita e la crescita di start-up in grado di generare nuove nicchie di mercato attraverso nuovi prodotti, servizi e sistemi di produzione a elevato contenuto innovativo, nonché a generare opportunità occupazionali. Il contributo è rivolto alla valorizzazione economica dei risultati della ricerca e non al finanziamento della ricerca stessa.
Giuseppe Catapano: Rcs, Cairo ha il controllo di fatto, con il 48,82%. Bonomi rinuncia alla condizione di efficacia dell’Opa
Cairo communication esercita il controllo di fatto su Rcs. All’offerta pubblica di acquisto e scambio sono stati infatti apportati complessivamente il 48,82% del capitale.
Sono questi i risultati provvisori comunicati da Equita Sim, anche per conto di Banca Imi, quali intermediari incaricati del coordinamento della raccolta di adesioni. I risultati definitivi saranno resi noti il 21 luglio. Cairo rende dunque noti di rinunciare alla condizione del livello minimo di adesioni. Ora, essendo l’offerta risultata prevalente rispetto a quella di International Media HOlding, chi ha aderito all’offerta concorrente avrà 5 giorni (dal 22 al 28 luglio) per cambiare e apportare le proprie azioni a Cairo.
Intanto l’altro concorrente in lizza per conquistare il Corriere della Sera, Imh, ha deciso di rinunciare alla condizione di efficacia relativa all’Opa lanciata su Rcs. In una nota la societa’ spiega che, alla luce dei risultati provvisori dell’Offerta Imh, la Condizione sul Quantitativo Minimo non risulta avverata e Imh comunica di non avvalersi della facolta’ di rinunciare alla stessa e che pertanto l’Offerta Imh e’ da considerarsi priva di efficacia. Le azioni Rcs portate in adesione all’Offerta Imh saranno pertanto restituite nella disponibilita’ dei rispettivi titolari, senza addebito di oneri o spese a loro carico, entro oggi. Gli azionisti Rcs che hanno aderito all’Offerta IMH potranno aderire all’Offerta Cairo nei cinque giorni di borsa aperta successivi alla pubblicazione dei risultati definitivi dell’Offerta Cairo. La partecipazione nel capitale sociale di Rcs riferibile all’Offerta Imh e’ pari a complessive 196.749.438 azioni ordinarie, corrispondenti al 37,7% del capitale sociale.
A questo punto si attendono le future mosse dell’editore alessandrino che oggi, in occasione dell’assemblea straordinaria di Cairo Comm. (chiamata ad approvare l’aumento di capitale finalizzato all’operazione su Rcs) potra’ gia’ fornire alcuni dettagli. Su questo fronte, nelle sue ultime dichiarazioni ufficiali prima dell’esito delle offerte su Rcs , Urbano Cairo, aveva voluto specificare di “non voler solo tagliare i costi”.
Giuseppe Catapano: Usa, in una Cleveland blindata al via la convention repubblicana. Il killer di Baton Rouge era un ex marine
Il 29enne afroamericano Gavin Eugene Long di Kansas City, l’uomo che ha sparato su 6 agenti a Baton Rouge in Louisiana uccidendone tre e ferendone altrettanti, e’ stato un marine. Long venne congedato dal Corpo con onore nel 2010 con il grado di sergente.
Ed era anch’egli afroamericano uno dei tre agenti uccisi: si chiamava Montrell Jackson, ed era diventato da poco papà.
Intanto in un clima di massima allerta prende oggi il via a Cleveland, in Ohio, la convention repubblicana, chiamata a incoronare Donald Trump candidato del partito alla presidenza degli Stati Uniti. L’uccisione dei tre agenti di polizia a Baton Rouge ha alimentato la tensione, gia’ alta dopo la strage di Nizza e i recenti attacchi a Dallas e Orlando. Migliaia di poliziotti, agenti segreti e dell’Fbi pattugliano la città mentre l’area della Quicken Loans Arena, dove Trump giovedi’ ricevera’ la nomination, e’ blindata. Molte strade sono state chiuse gia’ nel fine settimana. Per la quattro giorni di kermesse sono attese 50.000 persone, tra delegati e visitatori, e manifestazioni pro e contro Trump. Il leader sindacale della polizia di Cleveland, Steve Looms, ha chiesto al governatore dell’Ohio John Kasich di dichiarare lo stato di emergenza. In Ohio sono permesse armi in bella vista ma nella zona dello stadio il diritto e’ stato temporaneamente revocato mentre scattera’ oggi anche una no-fly zone.
Giuseppe Catapano: Fallito golpe in Turchia, i timori dell’Ue
La risposta del Governo turco al colpo di Stato preoccupa funzionari e politici europei, con il Commissario Ue per l’Allargamento che, riguardo le misure intraprese da Erdogan, ha affermato che si tratta “esattamente di quello che temevamo”. Johannesburg Hahn si è detto anche particolarmente preoccupato riguardo agli arresti di giudici dopo il fallito colpo di Stato. “Il fatto che la lista era già disponibile subito dopo l’evento indica che era stata preparata e che poteva essere utilizzata in un preciso momento”, ha riferito Hahn.
Le sue parole sono state ribadite anche da Didier Reynders, ministro degli Esteri belga, che ha chiesto alla Turchia una reazione “proporzionata”.
Federica Mogherini, l’Alto Rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, ha invece affermato che il blocco europeo manderà “un forte messaggio” alla Turchia sull’importanza della rule of law.
Bert Koenders, ministro degli Esteri olandese, ha infine dichiarato che “adesso la cosa piu’ importante e’ che ci sia un processo di guarigione in Turchia. No divisioni ma investimenti sulla cooperazione e protezione dello Stato di diritto”.
Intanto le autorita’ saudite hanno arrestato l’addetto militare turco che sarebbe coinvolto nel colpo di Stato che ha scosso il Paese lo scorso venerdi’ sera. L’arresto sarebbe avvenuto presso l’ambasciata del Kuwait su richiesta del Governo di Ankara.
Il fermo e’ avvenuto presso l’aeroporto di Dammam, nella zona orientale del Paese. Il militare turco, secondo il sito web al Awsat, stava tentando di fuggire verso la Germania. Intanto a Istanbul la scure di Recep Tayyip Erdogan, il presidente turco, non tarda ad abbattersi sui presunti traditori. Golpisti, gulenisti, cioe’ i seguaci di Fethullah Gulen, l’imam accusato di avere ispirato dagli Usa il colpo di Stato, giudici, giornalisti e agenti sono nel mirino del presidente. “Consegnatevi”, era l’urlo risuonato ieri all’aeroporto Sabiha Gokcen, il secondo scalo della metropoli, lanciato dai poliziotti a un ultimo gruppo di soldati asserragliato in una sala d’aspetto.
“Ci sono circa 6.000 arresti”, ha detto il ministro della Giustizia, Bekir Bozdag, specificando che “ce ne saranno altri 6.000, continuiamo a fare pulizia”. Tra costoro, risultano esserci 2.750 giudici, accusati di far parte del gruppo di Fethullah Gulen. Gia’ sabato le autorita’ avevano annunciato la sospensione di altri 2745 magistrati. Arrestati poi anche 52 alti ufficiali dell’esercito, scovati all’alba dalle loro abitazioni nella provincia occidentale di Denizli.
Giuseppe Catapano: Revisione, una riforma a metà
Bilanci più affidabili, anche per limitare i rischi di default aziendale. Questi gli obiettivi principali del decreto legislativo, approvato giovedì scorso dal consiglio dei ministri, in attuazione della direttiva europea 2014/56/Ue. Dopo soli sei anni cambiano di nuovo le regole sulla revisione legale. Evidentemente stiamo parlando di un nervo sempre più sensibile del sistema economico e finanziario. La modifica più rilevante è l’introduzione dei controlli di qualità: significa che la revisione non si potrà più fare «a intuito», ma sarà necessario il rispetto delle tecniche di revisione, cioè dei principi di revisione internazionale. Per le società di revisione cambia poco o nulla, per i singoli professionisti sarà invece necessario strutturare l’attività in modo più ordinato e formale. Anche se è tutto da dimostrare che il mero rispetto delle procedure e delle prassi sia sempre in grado di evitare brutte sorprese: Parmalat docet. A volte è più facile intuire la presenza di un problema partecipando ai consigli di amministrazione, come fa il collegio sindacale, e assistendo alle discussioni e alla genesi delle diverse scelte strategiche. Resta il fatto che il revisore dovrà ora attenersi strettamente ai principi di revisione internazionale (Isa, International standards on auditing), incluso il principio internazionale sul controllo di qualità (Isqc1).
Giro di vite anche in tema di indipendenza del revisore: il dlgs definisce in modo più stringente il concetto di rete professionale, che viene esteso ai membri dei propri organi di amministrazione, ai propri dirigenti, revisori, dipendenti o persone operanti all’interno della stessa struttura professionale. Per risultare all’interno del perimetro della rete professionale sarà sufficiente condividere direttive e procedure comuni di controllo qualità, avere una strategia aziendale comune o utilizzare un marchio in comune.
Infine si introduce un sistema sanzionatorio più preciso e meglio graduato in funzione della gravità dell’inadempimento, che parte dall’avvertimento ai responsabili e può arrivare fino alla cancellazione dal Registro dei revisori. Sono previsti ap-positi organismi che faranno la revisione della revisione, irrogando sanzioni adeguate in caso di violazioni riscontrate.
Inoltre, dietro all’obbligo di effettuare la revisione in modo professionale, c’è quello della formazione permanente, con la necessità di maturare 20 crediti annuali, 60 nel triennio. La mancata o incompleta maturazione di questi crediti verrà sanzionata con una sanzione amministrativa pecuniaria che può arrivare a 2.500 euro. Il fatto che la gran parte dei 140 mila revisori iscritti al Registro sia anche iscritto all’Albo dei dottori commercialisti crea anche un’altra complicazione, perché il decreto legislativo prevede esplicitamente anche per i commercialisti l’obbligo di sostenere alcune prove di esame specifiche per l’iscrizione al Registro. Anche se tale necessità viene meno quando la materia è già stata oggetto di uno specifico esame universitario. Gli ordini locali dei dottori commercialisti sono già da tempo impegnati con le università presenti nei rispettivi territori per inserire nei percorsi universitari dei laureati in economia anche le materie richieste per l’iscrizione all’albo, in modo da evitare l’obbligo di sostenere ulteriori esami oltre a quello di abilitazione all’esercizio della professione.
Il decreto legislativo dimentica però un tema fondamentale per avere una revisione di qualità, quindi dei bilanci più credibili: i compensi. La concorrenza tra professionisti e società di revisione è sempre più forte, e in momenti di crisi come quello che da otto anni sta flagellando il Paese, anche queste ultime hanno abbassato le loro pretese economiche. Ma un’attività di revisione fatta in modo scrupoloso richiede tempo, dedizione, professionalità, preparazione. Quindi ha un costo e, se non trova remunerazione sul mercato, non può essere esercitata.
D’altra parte le imprese non hanno alcun interesse a compensare adeguatamente questo tipo di attività: anzi spesso hanno la tentazione di puntare al servizio meno costoso e meno professionale. Una revisione meno diligente consente infatti margini di manovra più ampi nella redazione dei bilanci. Da questo punto di vista l’abolizione delle tariffe professionali (che sole possono garantire un servizio di qualità quando questo non è nell’interesse di chi lo paga) è un boomerang che si ritorce contro l’obiettivo di avere bilanci credibili e trasparenti. L’Antitrust batta un colpo.
Giuseppe Catapano: Alfano accerchiato. M5S-Lega chiedono le dimissioni
Angelino Alfano è nel mirino. Il fuoco delle opposizioni si concentra sul ministro dell’Interno nonché leader di Ncd dopo le nuove notizie relative all’inchiesta sulle tangenti a Roma, che coinvolgono, a seguito di intercettazioni telefoniche, la famiglia del ministro dell’Interno e leader di Ncd, Angelino Alfano. Che oggi si difende e bolla come “barbarie” le indiscrezioni circolate in queste ore. “Oggi la barbarie illegale arriva a farmi scoprire, dalle intercettazioni tra due segretarie, che un uomo di ottant’anni, il cui fisico è da tempo fiaccato da una malattia neurodegenerativa che non lo rende pienamente autosufficiente, avrebbe fatto ‘pressioni’ presso le Poste per non so quale fantastiliardo di segnalazioni”, afferma Alfano in merito agli sviluppi dell’inchiesta ‘Labirinto’. “Le due signore che parlano, anche insultandomi, non so chi siano – sottolinea Alfano – ma quell’uomo lo conosco bene perché è mio padre ed è indegno dare credito e conto a ciò che i magistrati avevano scartato dopo avere studiato. Nel frattempo, il contenuto reale dell’inchiesta giudiziaria passa in secondo ordine in spregio ai tanti uomini dello Stato che a quella inchiesta si sono applicati”. Una difesa che, però, non convince il Movimento 5 Stelle: “Le intercettazioni telefoniche inchiodano letteralmente il ministro degli Interni del Governo Renzi. Tra il padre che invia 80 curriculum alle Poste e l’assunzione del fratello del ministro nella stessa società, dovrebbe rassegnare oggi stesso le dimissioni”, dichiarano i capigruppo pentastellati di Camera e Senato Laura Castelli e Stefano Lucidi. I 5 Stelle non sono soli: anche il leader della Lega, Matteo Salvini chiede un passo indietro: “Ministro Alfano, faccia una cosa giusta: dimissioni. Non per l’assunzione del fratello alle Poste o per quello che avrebbe fatto il padre, ma per la sua totale incapacita’ di difendere i confini e la nostra sicurezza, i cittadini italiani e le stesse Forze dell’Ordine”. E stessa richiesta arriva da Sinistra italiana. A difesa di Alfano si schiera il suo partito: “Trovo indecente lo sciacallaggio mediatico”, afferma il capogruppo Maurizio Lupi.
Per Fabrizio Cicchitto “evidentemente chi nel mirino ha Alfano e non solo Alfano, vuole giocare d’anticipo e arrivare ad una sorta di resa dei conti anticipata”, mentre Renato Schifani definisce la famiglia Alfano dei “galantuomini”. Pier Ferdinando Casini parla di “attacchi strumentali”. Resta alla finestra Forza Italia, che con il capogruppo Renato Brunetta rivendica di essere “sempre garantista”.
Giuseppe Catapano: Appalti Fiera Milano ed Expo, 11 arresti
La Guardia di Finanza di Milano sta eseguendo 11 misure di custodia cautelare nell’ambito di un’indagine su presunte infiltrazioni della mafia negli appalti dell’Ente Fiera di Milano e di Expo 2015. Le accuse per gli arrestati sono, a vario titolo, associazione per delinquere, riciclaggio e frode fiscale. Stando alle indagini, coordinate dal procuratore aggiunto, Ilda Boccassini, e dai pm, Paolo Storari e Sara Umbra, le mani di Cosa Nostra sarebbero arrivate anche a quattro padiglioni nell’esposizione universale: quelli di Francia, Kuwait, Guinea Equatoriale e dello sponsor Birra Poretti. I finanzieri stanno eseguendo anche un sequestro preventivo di diversi milioni di euro.
L’indagine della Dda di Milano che oggi ha portato all’arresto di 11 persone è “importante” perché “segnala” la presenza di “infiltrazioni criminali di Cosa Nostra” in Lombardia. Lo ha sottolineato il procuratore aggiunto Ilda Boccassini in conferenza stampa. L’inchiesta milanese, ha chiarito il magistrato, ruota attorno alla figura di Giuseppe Nastasi, amministratore di fatto del consorzio di cooperative Dominus, che ha siglato una serie di contratti pluriennali di fornitura con Nolostand, società interamente controllata da Fiera Milano, attiva nel settore della realizzazione di padiglioni e stand fieristici. Nastasi, ha precisato ancora il magistrato a capo della Dda di Milano, vanterebbe “legami con figure importanti di Cosa Nostra” e si era “messo a disposizione di esponenti della famiglia Accardo”. Il consorzio Dominus, stando a quanto emerso dalle indagini, ha generato in tre anni un fatturato complessivo di 20 milioni di euro. Di questi, 18 milioni deriverebbero dai contratti siglati con Nolostand, società da oggi posta in amministrazione giudiziaria.
