Giuseppe Catapano: Banche, 4 fondi Usa su Veneto Banca e B.P.Vicenza

giucatap12Un pool di quattro fondi americani ha manifestato l’interesse ad acquistare in blocco, dal fondo Atlante, la Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca per poi fonderle. Lo scrive il Corriere della Sera spiegando che si tratta dei fondi di private equity Atlas Merchant Capital, Warburg Pincus e Centerbridge e dell’hedge fund Baupost. Già a maggio questi fondi avevano bussato alle porte di Quaestio per trattare l’ingresso nel capitale di Vicenza. Ora tornano alla carica mentre Atlante, dopo la Vicenza, ha salvato anche Veneto Banca, arrivando in entrambi i casi quasi al 100% del capitale. Per ora i fondi hanno presentato una semplice manifestazione di interesse, pronta a trasformarsi in offerta formale. Non è chiaro, prosegue il giornale, se nel perimetro siano comprese le sofferenze in carico alle banche. Possibile che questo rientri in un negoziato, anzi che ne sia parte essenziale e che finisca sulla bilancia insieme al prezzo delle azioni.

E questa mattina si apre questa mattina il nuovo corso della Banca Popolare di Vicenza sotto la regia del Atlante. I soci si riuniscono infatti in assemblea per eleggere il Cda che guiderà la banca nel prossimo triennio, dopo che nell’aprile scorso il Fondo Atlante è intervenuto come garante dell’aumento di capitale da 1,5 miliardi di euro chiesto dalla Bce, diventando azionista di controllo con il 99,3% delle quote. L’unica lista presentata per il board è quella proposta da Quaestio, l’sgr che gestisce il Fondo. Recependo le richieste di Francoforte, i nomi dei candidati al nuovo Consiglio sono all’insegna della discontinuità. Alla presidenza è stato designato l’attuale vice Presidente di Edizione Holding, Gianni Mion, che avrà come proprio vice l’ex Commissario Consob Salvatore Bragantini. Gli altri consiglieri indicati sono Niccolò Abriani, Luigi Arturo Bianchi, Marco Bolgiani, Carlo Carraro, Rosa Cipriotti, Massimo Ferrari, Francesco Micheli e Alessandro Pansa. Unica conferma è invece quella dell’a.d. Francesco Iorio, designato al timone dell’istituto dalla precedente gestione in seguito all’uscita di scena dell’ex capo azienda, Samuele Sorato. Ex vice d.g. di Ubi Banca, Iorio – gradito alla Bce grazie al lavoro svolto nei mesi passati per cercare di rimettere l’istituto in carreggiata – e’ l’unico consigliere non indipendente nel nuovo Cda.
Nel corso dell’assise, Quaestio ribadirà che non c’è alcuna intenzione di fondere la Vicenza con Veneto Banca, proporrà il dimezzamento delle spettanze per i consiglieri e – soprattutto – ribadirà al nuovo Consiglio uno dei punti chiave dell’agenda: l’azione di responsabilità nei confronti dei precedenti vertici dell’istituto. In ballo c’è un risarcimento danni milionario per il dissesto a cui la banca sta cercando di fare fronte. Uno tsunami che nella marca berica ha coinvolto circa 119.000 soci, per lo piu’ piccoli risparmiatori, oggi ridotti sul lastrico e quanto mai determinati a far valere anche in tribunale le proprie ragioni: molti di essi – rassicurati allo sportello circa la solidita’ dell’istituto – si erano fatti convincere a sottoscrivere azioni della Vicenza a valori monstre, in qualche caso addirittura superiori a 60 euro/azione, anche a fronte di valutazioni non veritiere del valore degli asset. Il risveglio, brusco, e’ toccato darlo al Fondo Atlante: il salvataggio e’ avvenuto infatti al prezzo unitario di 0,10 euro, valore che diversi analisti considerano persino a premio.

Penati (Atlante), B.P Vicenza in totale sicurezza

“Dopo l’aumento di capitale la Banca, con il Core Tier 1 superiore al 13,5%, ha il coefficiente patrimoniale più alto in Italia, avendo cosi’ acquisito le risorse necessarie per sostenere con tranquillità la fase di ristrutturazione e rilancio.  La Popolare di Vicenza, dunque, e’ diventata tra le banche piu’ solide in Italia. E’ un dato di fatto. Da oggi nessuno potrà più agitare lo spettro dell’insolvenza per sottrarle clienti e depositi”. Lo ha spiegato Alessandro Penati, Presidente di Quaestio Capital, il gestore del fondo Atlante che controlla il 99,3% della Banca Popolare di Vicenza, in una lettera inviata ai quotidiani locali nel giorno dell’assemblea, nella quale ha sottolineato “con chiarezza che il massiccio aumento di capitale e’ stato richiesto entro tempi certi dalle Autorita’ di Vigilanza. La mancata sottoscrizione dell’intero aumento di capitale avrebbe comportato  l’imposizione del meccanismo di risoluzione; come insegnano le recenti esperienze delle quattro banche del centro Italia, si sarebbero azzerati anche i risparmi degli obbligazionisti, imposti pesanti tagli di occupazione e una stretta creditizia”. Il Fondo Atlante, ha spiegato Penati, “e’ nato proprio per scongiurare questa eventualita’. E c’e’ riuscito. Non voglio in alcun modo minimizzare le sofferenze di tanti soci che hanno perso ingiustamente i loro risparmi; voglio solo rammentare che si era sull’orlo del precipizio. Ma  ora la Banca è in totale sicurezza”.

Giuseppe Catapano: B.Mps verso 3 miliardi di capitali freschi, il Governo pronto a sostenere il Monte

DV1348252Fino a tre miliardi di capitali freschi per contribuire ad abbattere l’enorme mole di crediti deteriorati. E’ questo, scrive La Stampa, il piano che oggi dovrebbe ufficializzare il Monte dei Paschi, nella speranza che il Governo si faccia carico del problema. A meno di colpi di scena, precisa il giornale, oggi il cda straordinario di B.Mps lancerà un aumento di capitale fra 2 e 3 mld. Una proposta che alle attuali condizioni della banca (circa 24 mld di crediti deteriorati) il mercato dovrebbe snobbare. A quel punto il Governo -grazie all’articolo 32 della Brrd- sarebbe pronto a lanciare la sua ciambella di salvataggio sottoscrivendo (potrebbe farlo con un bond) cio’ che il mercato rifiuterà. Il problema, continua il quotidiano, è che in quel caso le regole impongono di sacrificare, oltre agli azionisti -che verrebbero comunque diluiti- anche gli obbligazionisti subordinati. Per evitare questo scenario il premier, Matteo Renzi, è pronto a tutto, fino al coinvolgimento nell’operazione di ricapitalizzazione della Cassa depositi, soggetto pubblico ma formalmente privato.

Giuseppe Catapano: Enti, nuovi mutui rinegoziabili

giucatap10I nuovi mutui contratti dagli enti locali saranno sempre rinegoziabili. E avranno sempre un cap definito, ossia una soglia massima di tasso di interesse che non potrà mai essere superata. Per i mutui in essere, invece, le penali per l’estinzione anticipata (che in alcuni casi superano il 20%) saranno di sicuro abbattute, mentre sull’apertura di una nuova finestra di rinegoziazione dei mutui locali bisognerà valutare la disponibilità del Mef. Francesco Boccia, presidente della commissione bilancio della camera, da anni conduce una battaglia personale contro l’esosità dei tassi applicati ai comuni da Cassa depositi e prestiti. Ma questa volta intende andare fino in fondo, perché, dice, «Cdp non può continuare a fare utili con i debiti dello stato». E a ItaliaOggi anticipa i temi su cui si concentrerà il lavoro della commissione sul decreto enti locali (dl 113/2016). Senza risparmiare una frecciatina ai senatori di Ncd che la prossima settimana dovranno votare la riforma dei bilanci di regioni ed enti locali a maggioranza assoluta. «Attenzione a non trasformare un provvedimento essenziale per gli enti in un terreno di scontro politico».

Giuseppe Catapano: Appalti Fiera Milano ed Expo, 11 arresti

giucatap9La Guardia di Finanza di Milano sta eseguendo 11 misure di custodia cautelare nell’ambito di un’indagine su presunte infiltrazioni della mafia negli appalti dell’Ente Fiera di Milano e di Expo 2015. Le accuse per gli arrestati sono, a vario titolo, associazione per delinquere, riciclaggio e frode fiscale. Stando alle indagini, coordinate dal procuratore aggiunto, Ilda Boccassini, e dai pm, Paolo Storari e Sara Umbra, le mani di Cosa Nostra sarebbero arrivate anche a quattro padiglioni nell’esposizione universale: quelli di Francia, Kuwait, Guinea Equatoriale e dello sponsor Birra Poretti. I finanzieri stanno eseguendo anche un sequestro preventivo di diversi milioni di euro.

Giuseppe Catapano: Mps recupera con stop vendite short

giucatap8B.Mps in deciso rialzo a piazza Affari dopo i crolli degli ultimi giorni. L’azione, più volte sospesa dagli scambi, segna un +9,54% a 0,2905 euro. “Il titolo tenta un recupero, complice lo stop alle vendite allo scoperto di oggi. Inoltre, il mercato ‘fiuta’ una soluzione a breve da parte del Governo”, commenta un gestore. Ieri B.Mps ha lasciato sul terreno il 19,39%, un calo molto importante che ha seguito il -13,99% già fatto segnare lunedi’ dall’azione. Mediobanca Securities, che sul titolo ha una raccomandazione neutral con prezzo obiettivo a 0,62 euro, sottolinea come “la priorita’ sia evitare il bail-in. E’ nell’interesse del sistema e dei politici”. Il nodo è capire se sia possibile far leva sulle eccezioni all’intervento statale nella normativa Ue in caso di shortfall di capitale evidenziati dagli stress test; “dunque alla fine si tratta di una negoziazione politica con la Commissione con ripercussioni consistenti per la stabilità finanziaria e la futura stabilità politica in Europa”, aggiungono gli esperti.

Giuseppe Catapano: La Consulta non salva le pensioni d’oro

giucatap7La Corte costituzionale salva il contributo di solidarietà sulle pensioni d’oro introdotto per un triennio (2014/2016) dal governo Letta. Secondo i giudici della Consulta il prelievo sulle pensioni di importo più elevato va considerato come «contributo di solidarietà interno al circuito previdenziale giustificato in via del tutto eccezionale dalla crisi contingente e grave del sistema”, escludendone invece la natura tributaria. La Corte ha anche ritenuto che tale contributo rispetti il principio di progressività e, «pur comportando innegabilmente un sacrificio sui pensionati colpiti», sia «comunque sostenibile in quanto applicato solo sulle pensioni più elevate, da 14 a oltre 30 volte superiori alle pensioni minime».
La norma messa in discussione da sei ordinanze di varie sezioni regionali della Corte dei conti è stata prevista dalla legge di stabilità per il 2014, varata dal governo allora presieduto da Enrico Letta (legge n. 147 del 2013).