Giuseppe Catapano: Giudici tributari alla riforma

giucatap112Lo scandalo delle commissioni tributarie a Roma innesca la riforma della giustizia tributaria. Mentre i professionisti sono pronti a costituirsi parte civile e i magistrati spiegano che non bisogna fare di tutta l’erba un fascio. «Oggi (ieri, ndr) ho intenzione di scrivere una lettera al ministro dell’economia e delle finanze Pier Carlo Padoan per costruire un tavolo di confronto sulla giustizia tributaria», ha annunciato ieri il ministro della Giustizia Andrea Orlando. «Come è noto la giustizia tributaria è di competenza del ministero dell’economia e delle finanze ma ha una forte ricaduta negativa sul funzionamento della Cassazione perché in ultima istanza tutti i provvedimenti vengono impugnati davanti ad essa: è proprio questa una delle cause della fatica che fanno le sezioni civili della Cassazione a smaltire i contenziosi».

Il ministro Orlando ha spiegato che «gli obiettivi sono quelli di dare una qualificazione alla magistratura tributaria e una stabilità che ricalchi un po’ l’impianto che abbiamo cercato di dare alla magistratura ordinaria, quello per noi può essere un modello. Questo è il nostro punto di vista, poi sentiremo il ministero dell’economia». Quanto ai contenuti, il ministro non si sbilancia, rispettoso delle competenze del collega Padoan: «Io non mi permetto di dire quali sono le linee guida, ma mentre abbiamo dato un ordine alla magistratura onoraria, penso che forse è il caso di agganciare un ragionamento analogo anche per la magistratura tributaria».

Giuseppe Catapano: Avvocati, redditi da dimenticare

giucatap111Redditi professionali degli avvocati sotto i 30 mila euro fino ai 45 anni di età. Con il 26,6%, vale a dire circa 57 mila legali, che per il 2014 ha dichiarato tra gli 1 e i 10.600 euro. E, oltre 70 mila avvocati, hanno un volume d’affari medio ai fini Iva di 8 mila euro. Più precisamente, i legali under 30 hanno dichiarato meno di 10 mila euro l’anno di reddito Irpef, tra i 30 e i 34 anni meno di 14 mila euro, entro i 40 anni di età poco più di 20 mila euro e tra i 40 e i 44 anni la media è di 29.346 euro l’anno di reddito. Sono i numeri dell’avvocatura relativi all’anno 2015 contenuti nel rapporto di Cassa forense. L’ente, infatti, ha fotografato l’evoluzione dei legali iscritti, che hanno superato quota 235 mila, dei relativi redditi professionali e il volume d’affari dichiarati per il 2014, oltre al numero e all’importo medio delle pensioni.
Nel dettaglio, per quanto riguarda l’andamento del reddito medio, è continuato il calo in atto ormai dal 2007: nel 2014 gli iscritti alla Cassa hanno dichiarato in media 37.505 euro, il 2,9% in meno rispetto al 2013, quando era pari a 38.627 euro. Dal 2007, quando il reddito medio era pari a 51.314 euro, se ne sono andati in fumo quasi 14 mila euro. Stesso discorso per il volume d’affari, pari a 57.571 euro, il 4% in meno rispetto ai 59.978 euro del 2013 e quasi 20 mila euro in meno rispetto al 2008, ultimo anno di crescita con il raggiungimento di quota 76.012 euro. Andando a vedere i valori raggruppati per classi di importo, si nota che 17.427 avvocati (8,1%) dichiarano un reddito pari a zero euro, mentre la maggior parte (26,6%) è nella classe compresa tra gli 1 e i 10.600 euro, con una media pari a 5.105 euro. Il 20% degli avvocati è nella classe successiva, tra i 10.600 e i 19.857 euro e il 25,5% dichiara tra i 19.857 e il 48.300 euro, con una media pari a 30.715 euro. Vedendo poi la distribuzione per regione, dai dati emerge che la distanza tra Nord e Sud è di oltre 30 mila euro dichiarati all’anno: si passa dai 54.463 euro del Settentrione, ai 41.509 del Centro Italia fino ai 22.398 euro dichiarati in media ai fini Irpef al Sud e Isole.

Giuseppe Catapano: Investindustrial tratta in esclusiva per Artsana

giucatap110A 70 anni esatti dalla fondazione, la famiglia Catelli decide di fare un passo indietro dal business di Artsana Group. Gli industriali di Como che nel 1946 avviarono l’attività che oggi fattura 1,23 miliardi e che è presente in mezzo mondo – dalla Cina al Brasile, dal Messico alla Turchia, dalla Russia agli Usa – ed è nota per marchi quali Chicco, Pic, Lycia, Boppy, Control e Medical Center, hanno deciso di trovare un nuovo azionista di riferimento. Partner che, scrive MF, sarà con ogni probabilità Investindustrial, il fondo di private equity capitanato da Andrea Bonomi. Quest’ultimo, infatti, dopo il beauty contest che ha visto partecipare anche i fondi Bain&Co e Pai Partners, ha ottenuto la possibilità di trattare in esclusiva per due settimane grazie all’offerta economicamente più alta che valorizza complessivamente il gruppo Artsana 1,3 miliardi. La proposta di Investindustrial si basa su un multiplo di 10-11 volte l’ebitda 2015 della società comasca stimato in quasi 120 milioni. Un dato in netto rialzo rispetto al mol dell’anno precedente, 96,25 milioni.

Giusseppe Catapano: Anas, operazione della Gdf, 19 arresti a Roma. C’è anche un deputato

giucatap109Dalle prime ore dell`alba, oltre 250 finanzieri del Comando provinciale di Roma stanno eseguendo oltre 50 perquisizioni e dando esecuzione a 19 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di dirigenti e funzionari di Anas spa, di imprenditori titolari di aziende appaltatrici di primarie opere pubbliche e di un avvocato.
Il provvedimento cautelare è stato emesso sulla scorta degli elementi di reità, acquisiti nel corso delle investigazioni esperite dalle Fiamme Gialle del Nucleo di Polizia Tributaria di Roma, coordinati dalla Procura della Repubblica di Roma.
Sequestrate disponibilità finanziarie per circa 800.000 euro, profitto dei delitti di corruzione. Coinvolto anche un politico, deputato della XVIII legislatura: secondo quanto si apprende in ambienti giudiziari, si tratterebbe di Marco Martinelli, deputato del Popolo della libertà – Forza Italia.
L’inchiesta rappresenta la seconda tranche dell’inchiesta scattata a ottobre dell’anno scorso sulle mazzette pagate dagli imprenditori destinatari degli appalti ai funzionari dell’Anas. Tra questi Antonella Accroglianò, la dirigente soprannominata ‘dama nera’. Ed è proprio sulla base delle sue ammissioni e dei successivi riscontri e verifiche effettuati dagli uomini del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Roma, che sono scattati i provvedimenti di oggi.

Giuseppe Catapano: Usa 2016, tutti contri Trump, “neutrale” su Israele

WASHINGTON, DC - JULY 23: Donald Trump listens at the Trump International Hotel Washington, D.C Groundbreaking Ceremony at Old Post Office on July 23, 2014 in Washington, DC. (Photo by Paul Morigi/WireImage)

Tutti contro Donald Trump su Israele. Durante il dibattito repubblicano di Miami, i candidati hanno battagliato duramente sulla questione israeliana. Il miliardario newyorchese ha ribadito la sua posizione: “Tra noi sono il principale sostenitore di Israele […], ho un cognato e due nipoti ebrei”, ma, ha detto Trump, per arrivare a un accordo bisogna andare a un tavolo e apparire il più neutrali possibile. Una posizione che i rivali non hanno gradito: il senatore della Florida, Marco Rubio,il governatore dell’Ohio, John Kasich e il senatore texano, Ted Cruz, si sono infatti coalizzati contro il magnate sulla questione.
Cruz ha rivendicato con orgoglio di non essere neutrale, definendosi assolutamente un fautore di Israele, distanziandosi da Obama, Hillary e lo stesso Trump. Ha poi puntato il dito contro l’Iran dell’ayatollah Ali Khamenei, tacciandolo di essere un pericolo per la sopravvivenza di Tel Aviv. Rubio ha criticato la possibilità di un accordo, asserendo che i palestinesi  non vorrebbero negoziare ma soltanto distruggere Israele e occuparne il territorio. Sulla stessa linea si è posto Kasich, che ha usato parole dure contro i palestinesi e Hamas è ha aggiunto: “Dobbiamo aiutare Israele a armarsi e a difendersi”.
Trump, dal canto suo, ha replicato di essere un grandissimo sostenitore di Israele, ribadendo la sua volontà di arrivare a un accordo, per quanto difficile l’impresa possa rivelarsi. Ha rivendicato di essere un abile negoziatore, aggiungendo che molti ebrei sarebbero in realtà favorevoli ad una pacificazione con i palestinesi. “Se diventerò presidente, una delle mie priorità assolute sarà la protezione di Israele ma anche cercare di arrivare a un accordo”, ha chiosato il magnate.

Divisi anche sulla questione islamica

Nel dibattito repubblicano di Miami irrompe e divide anche la questione islamica. Il moderatore di Cnn ha chiesto a Donald Trump se intendesse confermare le sue recenti dichiarazioni, secondo cui i musulmani odierebbero l’America. Il miliardario ha annuito, aggiungendo: “La maggioranza degli islamici nutre odio nei nostri confronti”. Si è quindi inserito Rubio: “È importante distinguere tra un Islam moderato e uno radicale”, ha detto notando come un gran numero di americani sia musulmano e serva fedelmente il proprio paese. Nello specifico, il senatore della Florida ne ha fatto anche un problema di politica estera, sostenendo come gli Stati Uniti abbiano bisogno dell’aiuto di varie nazioni islamiche (dalla Giordania all’Arabia Saudita) per abbattere il radicalismo dell’Isis. Sulla stessa linea si è collocato il governatore dell’Ohio, John Kasich, che ha invitato a dividere i terroristi dai moderati, proponendo una coalizione anti-Califfato, nonché un riavvicinamento tra l’Occidente e la Turchia.
Trump ha ribattuto duramente, citando gli attentati terroristici dell’11 settembre 2001 di New York. Ha poi scandito: “Non sono politicamente corretto. Larghe parti del mondo musulmano ci odiano e dobbiamo fermarle prima che sia troppo tardi”. Il miliardario ha inoltre aggiunto come in molte moschee in Medio Oriente si inciterebbe alla morte degli americani, ribadendo il suo sostegno alla tortura per fronteggiare il terrorismo.
Rubio ha replicato seccamente: “Non voglio essere politicamente corretto ma dire cose corrette”. Ha quindi sostenuto di voler riorganizzare l’esercito e utilizzare il campo di prigionia di Guantanamo per la detenzione dei terroristi, cosa che invece il presidente Barack Obama sta per chiudere. Il senatore ha infine affermato la necessità di potenziare le reti di intelligence. Ted Cruz, dal canto suo, si è mantenuto più defilato sul problema: ha affermato di voler fare “tutto il possibile” per distruggere l’Isis e ha attaccato poi l’amministrazione Obama per l’accordo sul nucleare con l’Iran. Ha infine rivendicato con orgoglio di essere un fautore di Israele e di sostenere musulmani come il generale e presidente dell’Egitto Abdel Fattah al Sisi, “che combatte contro i radicali”.

Giuseppe Catapano: Libia, Obama, un “casino” per colpa di Cameron e Sarkozy

giucatap107Barack Obama, in un’intervista, ha definito un “casino” la situazione in Libia a causa degli alleati europei, citando in particolare il primo ministro britannico David Cameron e l’ex presidente francese Nicolas Sarkozy. Lo racconta oggi l’Independent, precisando che si tratta di un attacco senza precedenti da parte di un presidente Usa in carica a un capo di governo di sua maestà.
“Quando torno indietro e mi chiedo cosa sia accaduto di sbagliato… c’è margine di critica, perché abbiamo avuto più fiducia negli europei, data la vicinanza alla Libia, nell’investirli della gestione” post-conflitto, ha detto Obama in un’intervista a The Atlantic. In particolare, se l’è presa con Sarkozy e Cameron, che spinsero per il rovesciamento di Muammar Gheddafi con forza. E di Cameron ha detto che, dopo il crollo del rais libico, “fu distratto da molte altre cose”.

Giuseppe Catapano: Appalti, 1/3 è irregolare

giucatap106Un terzo degli appalti pubblici è stato assegnato in maniera irregolare. E il danno patrimoniale, tra sprechi della pubblica amministrazione, truffe e finanziamenti pubblici irregolari, è pari a 4 miliardi. Questo il dato che emerge dal Rapporto annuale della Guardia di finanza relativo al 2015, che precisa che nell’ambito di 2.644 accertamenti svolti su delega della Corte dei conti, sono state 8.021 le persone per le quali si ipotizza responsabilità erariale. Sono stati assegnati appalti pubblici per 3,5 miliardi, di cui quasi un terzo è stato dato in maniera illegale: i finanzieri hanno denunciato 1.474 persone, 73 delle quali sono state arrestate.

Aumentano, poi, nel 2015 gli evasori fiscali totali, vale a dire soggetti che pur avendo prodotto reddito risultano completamente sconosciuti al fisco: rispetto ai quasi 8.000 nel 2014, la Guardia di finanza ne ha scoperti 8.485 l’anno scorso. Dal rapporto, inoltre, emerge che sono stati denunciati per reati fiscali 13.665 soggetti, 104 dei quali arrestati. Ai responsabili di frodi fiscali sono infine state sequestrate disponibilità patrimoniali e finanziare per il recupero delle imposte evase per 1,1 miliardi e avanzate proposte di sequestro per altri 4,4 miliardi.

Giuseppe Catapano: Equitalia, Ruffini, orari più lunghi e accordi con Sisal, Lottomatica e Poste per ridurre le file

giucatap96Equitalia sarà tra i primi a utilizzare il cosiddetto Spid, il sistema pubblico per l’identità digitale, il pin unico per l’accesso ai servizi della pubblica amministrazione. Lo ha annunciato l’amministratore delegato, Ernesto Maria Ruffini, nel corso di un’audizione alla Commissione Anagrafe Tributaria del Parlamento.
“Equitalia sarà tra i primi ad utilizzare lo Spid – ha detto – che permette di accedere alla pubblica amministrazione. Sarà una delle modalità di accesso all’area riservata di Equitalia”.
La società si sta inoltre attivando per adottare una serie di misure “per ridurre le file ai suoi sportelli con orari più lunghi, nuovi servizi online e accordi con Sisal, Lottomatica e Poste Italiane per l’incasso dei pagamenti”, ha annunciato Ruffini. “In base alla situazione del momento e del calendario delle scadenze ci possono essere code più lunghe e difficoltà nel servire un numero ampio di contribuenti”, ha spiegato l’a.d. di Equitalia, sottolineando che “stiamo valutando l’ipotesi di aumentare gli orari degli sportelli in coincidenza di alcune scadenze che determinano l’impossibilità di far fronte al numero di persone che accede agli sportelli”. Equitalia, ha proseguito l’a.d., sta quindi lavorando con i suoi servizi informatici “per aumentare il numero dei servizi disponibili su internet e sfruttare le reti Sisal, Lottomatica e Poste Italiane”. “Il personale di Equitalia è quello, non possiamo assumere lavoratori stagionali allo sportello per far fronte alle ondate di accessi”, ha concluso Ruffini.
“Opportuno estendere il rientro alla rateizzazione”. Sarebbe “opportuno” riammettere alla rateazione delle cartelle esattoriali, in caso di decadenza, anche chi ha scelto di dilazionare i pagamenti prima dell’entrata in vigore del dlgs riscossione. Lo ha detto l’a.d. di Equitalia, Ernesto Maria Ruffini. Il decreto, entrato in vigore il 22 ottobre, presuppone che il decadimento del debitore dalla dilazione avvenga dopo il mancato pagamento di cinque rate anche se il carico, a patto che le rate scadute siano state integralmente saldate, può essere nuovamente rateizzato. Il provvedimento però prevede che queste misure valgono solo per le dilazioni concesse a decorrere dalla sua entrata in vigore e lascia fuori tutti i contribuenti che hanno chiesto e ottenuto la rateazione prima del 22 ottobre 2015.
“Sarebbe opportuno prevedere anche per coloro che hanno un piano di rateizzazione vecchio e decaduto la possibilità di rientrare nella rateizzazione pagando le rate scadute”, ha quindi proposto Ruffini affinché anche coloro che sono stati lasciati fuori dal provvedimento, in caso di decadenza, possano essere riammessi al pagamento delle rate, sempre a patto che abbiano saldato le rate insolute.
In aumento le riscossioni per conto di Inps e ministeri, giù i comuni. Nel 2015 sono aumentate sensibilmente le riscossioni di Equitalia per conto di Inps e ministeri, mentre frena quella dei comuni che progressivamente stanno appaltando i servizi ad altri soggetti privati. E’ quanto emerso nel corso dell’audizione di Ruffini.
L’anno scorso la riscossione complessiva ha raggiunto 8,24 miliardi di euro con una crescita dell’11% sul 2014. Al netto dei 4,25 miliardi (+8,2%) riscossi per conto dell’Agenzia delle Entrate, ha spiegato Ruffini, si è registrata una crescita del 24% (da 323,7 a 403,5 milioni) delle riscossioni per conto di altri enti statali (essenzialmente ministeri). Incremento sensibile anche per l’Inps (+18,6% a 2.374 milioni) e per altri soggetti come regioni, casse di previdenza e camere di commercio (+25% a 550 milioni). In aumento anche la riscossione per conto di Inail (da 92 a 111 milioni), mentre quella per conto dei comuni è scesa dell’11,4% (da 620,8 a 550 milioni di euro). Quest’ultimo dato, ha sottolineato Ruffini, si spiega con il fatto che “la legge prevede che i comuni non possano utilizzare Equitalia per la riscossione. Ci sono diversi comuni non ancora pronti con i quali abbiamo prorogato ma mano a mano si stanno perdendo i comuni che si stanno affidando ad altri riscossori privati”.

Giuseppe Catapano: Renzi, con legge omicidio stradale valore alla vita

MATTEO RENZI

“Se la legge sull’omicidio stradale servirà a far adottare un nuovo modo di educare, a stare più attenti e a capire che la vita e’ un valore che non ha paragoni, vorra’ dire che abbiamo fatto una bella cosa”. Lo ha detto il premier, Matteo Renzi, nel corso della conferenza stampa dedicata alla firma della legge sull’omicidio stradale aggiungendo che “è difficile trovare le parole per spiegare quello che stiamo facendo”. Renzi ha poi spiegato che “è stato un percorso difficile che ha visto tanta partecipazione”. Pertanto, ha aggiunto, “firmero’ questa legge sapendo che da domani mattina c’è da lavorare ancora di più perché questa strage infinita possa finalmente essere ricondotta alla normalità dei valori ovvero restituire valore alla vita, dare un’attenzione diversa alle vite dei nostri figli, dei nostri amici e dei nostri parenti”.

Giuseppe Catapano: Referendum trivelle, la Consulta boccia i ricorsi delle regioni

giucatap94La Corte Costituzionale ha bocciato i ricorsi promossi dalle Regioni per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato sul referendum sulle trivellazioni nel Mar Adriatico. In particolare, la Consulta “ha dichiarato inammissibili i ricorsi per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato promossi nei confronti del Presidente del Consiglio dei ministri, del Parlamento e dell’Ufficio centrale per il referendum presso la Corte di cassazione, in relazione alle richieste referendarie inerenti alla pianificazione delle attività estrattive degli idrocarburi e alla prorogabilità dei titoli abilitativi a tali attività”. “Non è stata, infatti, espressa la volontà di sollevare detti conflitti da almeno cinque dei Consigli regionali che avevano richiesto il referendum prima delle modifiche legislative sopravvenute”, conclude il comunicato.

Legittimo punire la coltivazione di cannabis a uso personale. La Corte costituzionale ha dichiarato oggi non fondata la questione di legittimita’ costituzionale sollevata dalla Corte di appello di Brescia sul trattamento sanzionatorio della coltivazione di piante di cannabis per uso personale. La decisione e’ riferita all’articolo 75 del testo unico in materia di stupefacenti ed è stata assunta nel solco delle sue precedenti pronunce in materia.