Dalle prime luci dell’alba, oltre 100 Finanzieri del Comando Provinciale di Roma stanno eseguendo, su ordine della Procura della Repubblica di Roma, una vasta operazione volta alla cattura dei responsabili di un sodalizio criminale che, dietro lauto compenso, garantiva ai contribuenti colpiti dagli accertamenti del Fisco di uscire vittoriosi nei ricorsi presentati innanzi alle Commissioni Tributarie o di ottenere consistenti sgravi di imposte dagli Uffici Finanziari. Coinvolti giudici tributari, dipendenti dell`Amministrazione Finanziaria, avvocati, consulenti e commercialisti.
Mese: marzo 2016
Giuseppe Catapano: Attesa per il rientro delle salme dei tecnici uccisi in Libia
Dovrebbero rientrare oggi in Italia, dopo una lunga serie di ritardi e intoppi, le salme di Salvatore Failla e Fausto Piano, i due tecnici italiani presi in ostaggio e uccisi in Libia durante un trasferimento. Al momento i corpi si trovano a Tripoli a disposizione delle autorità locali. Sulla ancora confusa dinamica dei fatti indaga la Procura di Roma e qui, presso l’Istituto Legale del Policlinico Gemelli, dovrebbe essere eseguita l’autopsia subito dopo l’arrivo delle salme in Italia.
Giuseppe Catapano: Usa 2016, domina Trump ma Idaho a Cruz; Clinton battuta in Michigan
Donald Trump sbaraglia la concorrenza alle primarie repubblicane del Michigan, del Mississippi e delle Hawaii, ma Ted Cruz si aggiudica l’Idaho. Hillary Clinton trionfa nello stato della magnolia ma arranca in Michigan contro Bernie Sanders che vince con due punti di vantaggio e riapre la partita per la nomination democratica.
“Grazie Hawaii”, ha immediatamente ‘twittato’ il miliardario newyorkese. “Ho prevalso nonostante i 38 milioni di dollari in valore di orribili bugie”, è stato, invece, il commento di Trump nel suo resort di golf a Jupiter, in Florida, galvanizzato dalla vittoria, dopo le gaffe e le sconfitte di sabato scorso in Kansas e Maine. Esibendo prodotti del brand Trump, vini e bistecche compresi, ha scimmiottato Ted Cruz perché sostiene di essere l’unico in grado di batterlo “ma raramente ci riesce” mentre Marco Rubio, in versione “ostile” non ha funzionato.
Hillary Clinton, parlando ai supporter a Cleveland, non ha fatto alcun riferimento ai risultati ma ha attaccato i repubblicani. “Mentre la retorica scende sempre più in basso, la posta in gioco in queste elezioni diventa sempre più alta. La corsa per la presidenza non dovrebbe essere fatta di insulti bensì di risultati”, ha dichiarato l’ex Segretario di stato ma le sue parole sono state totalmente oscurate dal contemporaneo intervento del miliardario americano che ha tenuto banco per oltre un’ora. Al partito degli anti-Trump resta un’unica chance, la prossima settimana, quando si voterà nella Florida di Rubio e nello stato governato da John Kasich, l’Ohio, per fermare la corsa del tycoon newyorchese e rinviare la decisione sulla nomination alla convention di luglio.
Giuseppe Catapano: Primarie, il Pd fa quadrato sul caso Napoli
“Se ci sono singoli episodi discutibili, gli organi di garanzia li esamineranno, ed eventuali atteggiamenti impropri saranno duramente puniti” ma non si arriverà all’annullamento delle primarie del Pd a Napoli perché “eventuali singoli episodi non inficiano il risultato”. Lo dice il presidente del Pd, Matteo Orfini, in una intervista alla Stampa. “Tutte le segnalazioni – assicura – saranno verificate nel merito. Ma solo a scegliere in tre in una stanza non si corrono rischi. E` chiaro che se decine di migliaia di persone vanno a votare, non essendo noi il Viminale, qualche incidente può esserci”.
“Le primarie – sottolinea Orfini – sono state una bella giornata di democrazia. Non capisco perché un minuto dopo ci debba essere chi, anche dentro al mio partito, mette in discussione la loro efficacia e legittimità”. Quanto alle parole di Roberto Speranza della minoranza Pd che ha considerato offensive le parole di Orfini sull`affluenza maggiore nel 2013 perché “c`erano le truppe cammellate dei capibastone poi arrestati”, il presidente del Pd dice: “Mi sembra ci sia una certa cinica meschinità nel raccontare l`affluenza a Roma come se non ci fosse stata Mafia capitale. Segnalo a Roberto Speranza che, mentre lui s`è guardato bene dall`occuparsi delle vicende romane, siamo passati nei sondaggi dal 16 al 30%”.
Alla domanda se teme che la minoranza non appoggi davvero i candidati Pd alle elezioni amministrative, Orfini risponde: “Non voglio nemmeno prendere in considerazione l`ipotesi, ma rilevo che nel momento in cui dovremmo buttarci in campagna elettorale inizia una discussione lunare sul congresso anticipato e se il segretario debba essere o meno candidato premier. Cosa c`entra con l`agenda delle città e i bisogni del Paese?”.
“Noi ci siamo impegnati moltissimo per garantire massima correttezza alle primarie anche attraverso strumenti nuovi. Se verranno accertate singole responsabilità saranno presi provvedimenti rigorosi. Gli organismi competenti, inoltre, presteranno massima attenzione al ricorso ma non saranno 30 persone ad inficiare la partecipazione di 30mila napoletani”, dice invece il vicesegretario del Pd Debora Serracchiani intervistata dall’Unità.
“Abbiamo Commissioni di garanzia a livello nazionale e a livello locale – ricorda – e come è già avvenuto in altri casi, su specifiche contestazioni, saranno loro a decidere quali provvedimenti adottare, ma saranno sicuramente rigorosi e duri”.
“Sono sinceramente dispiaciuta – afferma Serracchiani – da questa polemica” della minoranza “perché credo che prima di ogni altra cosa e tutti insieme avremmo dovuto ringraziare i nostri volontari che ancora una volta hanno permesso di svolgere la festa democratica delle primarie. Trovo ingiuste le parole di Roberto Speranza anche tenuto conto del lavoro che stiamo facendo sui territori per le elezioni amministrative e l`enorme impegno che ci stanno mettendo i nostri candidati”. Serracchiani non teme che le vicende di Napoli possano minare le stesse primarie: “No, nel modo più assoluto. Sono uno strumento imprescindibile per la scelta dei candidati. Siamo stati i primi a utilizzarle e continueremo a farlo. A volte possono capitare episodi spiacevoli, anche gravi, che condanniamo con fermezza, ma non possiamo rinunciare a quello che resta un esercizio di partecipazione e democrazia”.
Giuseppe Catapano: Pin unico per accedere alla p.a.
Dal 15 marzo un Pin unico per accedere ai servizi della p.a. Dalla prossima settimana infattiInfoCert, Poste Italiane e Timrenderanno disponibili le prime identità digitali nell’ambito del nuovo Sistema pubblico per l’identità digitale (Spid). Le aziende sono i primi tre soggetti accreditati da Agid, l’Agenzia per l’Italia digitale, per essere «Identity trust provider», in grado di rilasciare ai cittadini e alle imprese le identità digitali, gestendo in totale sicurezza l’autenticazione degli utenti. Il progetto è stato presentato dal ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione, Marianna Madia, e dagli amministratori delegati di Poste Italiane, Francesco Caio, di Tim, Marco Patuano, e di Infocert, Danilo Cattaneo, assieme al numero uno dell’Agenzia per l’Italia digitale, Antonio Samaritani.
Spid permetterà di accedere con credenziali uniche ai servizi online delle pubbliche amministrazioni aderenti. Si partirà con gli enti che hanno partecipato alla sperimentazione, durata 18 mesi. E cioè Inps, Inail, Agenzia delle entrate, i comuni di Firenze, Venezia e Lecce e le regioni Toscana, Friuli Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Piemonte, Liguria e Marche. Ma l’auspicio dell’Agid e del governo è che Spid possa presto attrarre anche i soggetti privati interessati a consentire alla propria clientela un accesso veloce e soprattutto sicuro ai propri servizi online. Entro giugno dovrebbero essere oltre 600 i servizi a cui si potrà accedere tramite Spid.
Giuseppe Catapano: Scandalo Petrobras, prelevato dalla polizia brasiliana l’ex presidente Lula
La polizia brasiliana ha perquisito l’abitazione dell’ex presidente Luiz Inacio Lula da Silva nell’ambito dell’inchiesta sulla compagnia petrolifera a controllo statale Petrobras.
L’ex presidente brasiliano, che ha lasciato l’incarico nel 2011, è stato inoltre prelevato dalla polizia per essere interrogato. Le indagini fanno parte dell’operazione “Lava Jato” (autolavaggio, ndr), che mirano a smascherare un presunto giro di tangenti attorno alla compagnia petrolifera.
Secondo quanto riferiscono fonti informate dei fatti, il nome di Lula sarebbe stato suggerito da altre persone indagate nel tentativo di ottenere uno sconto di pena. In particolare, Lula dovrà rispondere di presunti trattamenti di favore nella costruzione e nella ristrutturazione di due immobili, ottenuti da parte delle società di costruzioni coinvolte nello scandalo.
Giuseppe Catapano: Alfano, 73 espulsioni dal 2015 a oggi
“Salgono a 7 le espulsioni per motivi di sicurezza dello Stato eseguite dall’inizio dell’anno, che vanno ad unirsi alle 66 del 2015. Per un totale di 73″, lo ha detto il ministro dell’Interno, Angelino Alfano. Altre due espulsioni dall’Italia sono state eseguite oggi, per motivi di prevenzione del terrorismo. “Il nostro lavoro per la sicurezza dei cittadini non conosce soste, chi non rispetta le nostre leggi e le nostre regole viene espulso”. Ha dichiarato Alfano che “nel pomeriggio è stato rimpatriato un cittadino albanese, residente a Pozzo d’Adda (Milano) e titolare di permesso di soggiorno per motivi familiari. E’ stato accertato che faceva parte di un gruppo facebook di chiara connotazione antioccidentale, creato da un giovane estremista italo-marocchino, anch’egli attestato su posizioni marcatamente radicali. Negli ultimi tempi erano stati rilevati indicatori che facevano ritenere stesse maturando la decisione di unirsi alle milizie jihadiste dello Stato Islamico”. E’ stato espulso anche un cittadino tunisino residente a Padova e titolare di permesso di soggiorno. “Durante un controllo era stato trovato in possesso di un coltello a serramanico. Dagli accertamenti è stata e rilevata la sua tendenza a ricercare, sul web, files riconducibili alla causa jihadista. Un post, in particolare, recava una frase in arabo che legittima la pratica degli attentati suicidi”.
Giuseppe Catapano: Tim si mette a tavola con Oldani
Dopo la campagna istituzionale con l’inventore del web Tim Berners Lee e i conduttori tv Pif e Fabio Fazio, per il pacchetto «Impresa Semplice» Tim punta sul volto di Davide Oldani. Un imprenditore oltre che chef, che da domani sarà testimonial dell’azienda di tlc con l’incarico di raccontare anche sul web (canale che assorbe il 15% degli investimenti del gruppo) e in pillole il suo rapporto con la tecnologia Cloud come valore aggiunto negli affari.
Di contro il maestro della cipolla caramellata ha assicurato che farà entrare il brand nella sua insegna storica D’O a Cornaredo (Milano), oggi al restyling. «Il supporto tecnologico nella casa gourmet che stiamo ripensando è affidato a Tim, mentre con Samsung abbiamo realizzato una carta dei vini digitale», spiega Oldani a ItaliaOggi. «Sempre pensando alla tecnologia ho disegnato personalmente delle sedie con un vano per i device dei clienti. Amo la tavola senza telefonini in vista. Mangiare, secondo la mia filosofia, è un rito per guardarsi negli occhi».
L’incontro tra lo chef e Telecom (che ha appena rilanciato le politiche di marca sotto il logo a ombrello Tim) risale al World business forum di Milano, lo scorso anno. «Ci ha colpito la sua storia imprenditoriale che è andato a raccontare anche ad Harvard», rivelano Enrico Trovati, responsabile Business Marketing di Tim, e Gaetano di Tondo, responsabile business communication. «Come imprenditore incarna i valori della qualità». Ma nella scelta del testimonial ha pesato anche la notorietà del maestro ai fornelli, capace di farsi interprete dei nuovi bisogni della piccola e media azienda. «Il nostro portafoglio di offerte fino a oggi è sempre stato riconosciuto per la telefonia e la connettività, cose semplici da spiegare. E per le imprese il marchio è stato tipicamente legato alla telefonia fissa», sottolinea Trovati. «Oggi con Tim Impresa semplice proponiamo diversi servizi tecnologici basati su Cloud, spesso più facili da usare che da comunicare. Oldani imprenditore è la chiave per spiegare alle aziende famose o meno il valore aggiunto di questi supporti di business».
Lo chef lombardo, che ha accettato il suo ruolo da testimonial con Tim «perché ha idee semplici come la mia cucina», ammette di non essere un fan incondizionato della tecnologia come la si pensa oggi tra blog, fotografie dei piatti e social. «Se avessi ascoltato chi dieci anni fa mi diceva di investire su un sito avrei buttato molti soldi e tolto traffico al mio ristorante. Ma, certo, un buon 10% del risultato del mio lavoro è tra cucina e hi-tech. Ai miei esordi avevo un foglio Excel per calcolare l’andamento dell’azienda, oggi la parte gestionale è informatizzata e la tecnologia è la base per far spazio all’artigianalità. Con il Cloud ho liberato spazi occupati da cose inutili».
La campagna, girata da Indiana Production tra i grattacieli di Porta Nuova a Milano e la cucina dello chef, sarà diffusa da domani su tv nazionali, cinema, aeroporti, stazioni, affissioni, radio e web. Su questi ultimi due mezzi Oldani sarà affiancato da altri imprenditori e personale di aziende clienti di Tim Impresa Semplice. Le storie sul ruolo della tecnologia di Tim nel business, saranno diffuse sul canale Youtube, sul sito e sulle pagine Facebook e Twitter di Tim Impresa Semplice, ma anche negli aeroporti.
Intanto a maggio lo chef inaugurerà il nuovo ristorante D’O, «concepito come una casa con una grande cucina da 250 metri quadrati, un tinello, stanza dove sono cresciuto, oltre a un salotto e a una veranda. Sarà un luogo per gustare la tradizione delle materie prime», racconta. Le sedie Hi-tech che fungeranno da portaoggetti «sono state realizzate da Riva1920», conclude, «e stiamo studiando qualcosa per presentarle al Salone del Mobile».
Giuseppe Catapano: Fisco, favor rei al caso concreto
Favor rei sulle sanzioni tributarie da applicare al caso concreto: l’ufficio dell’Agenzia delle entrate, ai fini della rideterminazione della misura della sanzione dovrà terrà conto delle caratteristiche del caso al fine di applicare le nuove condizioni previste dalla riforma. Quindi, una valutazione delle regole che disciplinano, ad esempio, le riduzioni o le aggravanti, queste ultime in ogni caso non applicabili nel caso di violazioni commesse prima del 1 gennaio 2016. In caso di pendenza dei termini per la proposizione del ricorso, la richiesta di rideterminazione della sanzione viene inoltrata con istanza agli uffici i quali provvederanno direttamente come nel caso di contenzioso pendente. Sono queste alcune delle indicazioni contenute nella circolare n. 4 di ieri con la quale l’amministrazione finanziaria ha chiarito l’ambito di applicazione delle nuove regole in materia di sanzioni tributarie come introdotte dal dlgs n. 158 del 2015 e applicabili dal 1° gennaio 2016 anche per le violazioni commesse sino al 31 dicembre dell’anno scorso a condizione che il provvedimento non si sia reso definitivo con il pagamento della sanzione nella «vecchia» misura.
Le norme. Il principio di applicazione del favor rei è contenuto nell’articolo 3 del dlgs n. 472 del 1997, ai commi 2 e 3 ed è stato illustrato dall’amministrazione finanziaria con la circolare n. 180 del 1998. Va subito detto che nonostante fosse stato paventato il dubbio sulla applicabilità del predetto principio, era la stessa norma anticipatoria al 2016 della riforma che fugava ogni perplessità. Infatti, una volta indicato il principio in base al quale solo ai fini della procedura di disclosure (quindi con liquidazione nel 2016 delle somme dovute) si mantenevano le sanzioni in vigore sino al 31 dicembre 2015, implicitamente si affermava il concetto che, per ogni altra situazione, le nuove norme ove più favorevoli, erano pacificamente applicabili.
Giuseppe Catapano: Incidenti, chi sbaglia paga caro
In Italia ogni giorno gli incidenti stradali provocano la morte di dieci persone e il ferimento in modo grave di una media di cinquanta persone. Numeri drammatici, ma comunque in costante diminuzione negli ultimi anni, tanto da essere la metà di quelli registrati quindici anni fa. La legge sull’omicidio stradale, varata mercoledì 2 marzo dal parlamento dopo un tormentato iter legislativo (ci sono voluti cinque passaggi parlamentari) potrebbe però creare più problemi di quanti ne contribuisca a risolvere. E’ uno sforzo riformista infettato da dosi massicce di demagogia e di populismo.
Il primo effetto dell’entrata in vigore delle nuove norme non sarà di sicuro una ulteriore riduzione degli incidenti: per questo obiettivo, ammesso che ci si arrivi, ci vorrà del tempo. Il primo risultato sarà che almeno sessanta persone al giorno rischieranno la galera. E molte di loro ci finiranno veramente. Non si tratterà di delinquenti incalliti ma di persone normali che, per una distrazione o per una colpa anche lieve, hanno causato lesioni gravi a una persona (più di 40 giorni di prognosi). Basta una minima distrazione, l’attraversamento dell’incrocio un secondo dopo che è scattato il rosso, un sorpasso in prossimità delle strisce pedonali, oppure è sufficiente aver assunto un antidolorifico per il mal di denti o seguire una cura farmacologica contro la depressione: sono tutte aggravanti che fanno scattare sanzioni così alte da rendere la sospensione condizionale della pena, o altri istituti di riduzione della stessa, insufficienti a evitare di mandare dietro le sbarre anche persone incensurate, tranquille madri o padri di famiglia o giovani neopatentati. Decine di famiglie che ogni giorno dovranno affrontare drammi spesso superiori alle loro forze.
C’è di più. Oltre alle sanzioni penali, sulle quali normalmente si concentra l’attenzione, la legge sull’omicidio stradale ha introdotto pesantissime misure accessorie come la revoca della patente, che scattano in modo automatico in presenza di un incidente con lesioni gravi. Basta una colpa anche lieve di chi ha provocato l’incidente (mancato rispetto delle distanze di sicurezza, per esempio) per finire in un tritacarne infernale. E non importa se l’incidente è stato causato dal concorso di colpa di chi ha subito il danno. Per prima cosa, infatti, il prefetto, in modo del tutto discrezionale, potrà sospendere la patente di chi ha causato il danno in attesa che venga accertata la sua responsabilità. Se questa viene effettivamente stabilita, magari dopo qualche anno di sospensione, scatta automaticamente la revoca (non impugnabile) della patente da un minimo di cinque anni a un massimo di trenta. Il malcapitato in questo periodo non potrà più guidare. Se è un autista professionale o l’automobile gli è necessaria per recarsi al lavoro o per svolgere la sua attività…dovrà cambiare lavoro.
Tutti questi danni collaterali sarebbero anche tollerabili se la loro minaccia avesse l’effetto di ridurre in modo significativo il numero degli incidenti gravi. Ma è lecito dubitarne: un incidente non è mai voluto da chi lo provoca. La paura di sanzioni così severe può indurre una guida più prudente? Forse si, ma non è detto che questo sia sufficiente a ridurre il numero degli incidenti in modo significativo. Non si possono prevedere gli imprevisti, è impossibile ridurre il tasso di errore o di distrazione, i malori, le imperizie. Non facciamoci illusioni: se si vuole portare vicino allo zero il tasso di incidentalità non basta elevare alla ennesima potenza le sanzioni. Bisogna proibire la circolazione stradale.
L’uomo non è una macchina perfetta e i tentativi finora fatti per renderlo tale hanno prodotto risultati disastrosi. Ma il governo potrà appuntarsi sul petto la medaglia di un’altra riforma «epocale». In attesa della controriforma.

