Per la liberazione dei nostri connazionali in Libia “non è stato pagato alcun riscatto”. Lo dice il ministro degli esteri, Paolo Gentiloni, riferendo in Senato.
Gentiloni ha poi riferito che nel rapimento dei quattro italiani della ditta Bonatti in Libia “non sono emersi elementi di riconducibilità a Daesh, non è mai giunta una rivendicazione”. L’ipotesi più accreditata è “quella di un gruppo criminale filo-islamico, operante tra Mellitah, Sabratha e Zuwara”, ha aggiunto Gentiloni.
“Il Parlamento deve interrogarsi partendo dal nostro interesse nazionale, e il nostro interesse nazionale è quello di evitare che il processo di disgregazione in atto prosegua e si accentui. Dobbiamo evitare il collasso della Libia, collasso che trasformerebbe il Paese in una polveriera”, ha poi dichiarato il ministro, intervenendo al Senato. Gentiloni ha poi sottolineato “la criticità e la pericolosità della situazione in Libia: a cinque anni dalla caduta di Gheddafi il Paese è diviso, attraversato da un’alta conflittualità, con la presenza di Daesh e di diverse formazioni jihadiste”. “Serve un Governo legittimo – ha proseguito – capace di riconciliare la Tripolitania, la Cirenaia e il Fezzan e di riacquisire gradualmente il controllo del territorio, prosciugare l’acqua in cui nuota Daesh, contrastare il traffico di essere umani e di valorizzare le risorse libiche”. Gentiloni ha poi assicurato: “Lavoriamo con ostinata convinzione all’obiettivo di formare un Governo di unità nazionale”. E comunque l’Italia interverrà in Libia solo “su richiesta di un governo legittimo” e dopo avere avuto il via libera del Parlamento, ha detto il ministro degli Esteri. “Noi lavoriamo per rispondere ad eventuali richieste di sicurezza del governo libico – ha detto Gentiloni – niente di piu’ e niente di meno, nel rispetto della Costituzione e ovviamente lo faremo solo in seguito al via libera del Parlamento, come ha ricordato qualche giorno fa il presidente del Consiglio”.
Le opposizioni questa mattina hanno chiesto più tempo per svolgere gli interventi in Aula e per dar spazio al dibattito così da fare fare luce sulla morte di Giulio Regeni e mettere in atto ogni azione per ottenere la verità su quanto è accaduto. Il titolare della Farnesina, però, interviene sulla situazione in Libia, alla luce dell’uccisione di due ostaggi e alla liberazione degli altri due ostaggi italiani. Per questo, la presidente Laura Boldrini ha ricordato che l’argomento all’ordine del giorno dell’informativa di Gentiloni è sulla Libia e non “su questo argomento specifico”. Il primo ad avanzare la richiesta di affrontare oggi pomeriggio con il ministro degli Esteri la vicenda Regeni è stato il capogruppo di Sinistra italiana Arturo Scotto. Alla richiesta di Scotto si sono associti i grillini con Alessandro Di battista. D’accordo anche Forza Italia, Lega e Cor.
Mese: marzo 2016
Giuseppe Catapano: Primarie, a Napoli bocciato il ricorso di Bassolino. Ed è scontro nel Pd
La commissione di garanzia delle primarie del centrosinistra a Napoli ha deciso. Il ricorso presentato da Antonio Bassolino è stato respinto con 8 voti contrari e uno soltanto a favore. Poco prima della decisione, Vincenzo Serio e Antonio Giordano, i due rappresentanti nella commissione di garanzia vicini alle posizioni di Antonio Bassolino, hanno lasciato polemicamente la riunione della commissione di garanzia. “Ci troviamo di fronte a una sentenza preconfezionata sul ricorso e non ci prestiamo a una farsa”, hanno affermato parlando con i giornalisti all’esterno della stanza. “Non lo discutiamo inutilmente per poi farcelo dichiarare illegittimo, perché sarebbe arrivato dopo i termini, per un cavillo, insomma”, ha detto Serio, che ieri aveva presentato il ricorso di Bassolino contro le primarie. E ha aggiunto: “Noi ci rifiutiamo di partecipare a una discussione formale davanti a un disastro che si sta verificando in questa città”. Era stato il presidente del Pd, Matteo Orfini, ad annunciare: “Se ci sono singoli episodi discutibili, gli organi di garanzia li esamineranno, ed eventuali atteggiamenti impropri saranno duramente puniti” ma non si arriverà all’annullamento delle primarie del Pd a Napoli perché “eventuali singoli episodi non inficiano il risultato”, aveva spiegato in una intervista alla Stampa. “Tutte le segnalazioni – assicura – saranno verificate nel merito. Ma solo a scegliere in tre in una stanza non si corrono rischi. E’ chiaro che se decine di migliaia di persone vanno a votare, non essendo noi il Viminale, qualche incidente può esserci. Le primarie sono state una bella giornata di democrazia. Non capisco perché un minuto dopo ci debba essere chi, anche dentro al mio partito, mette in discussione la loro efficacia e legittimità”. Quanto alle parole di Roberto Speranza della minoranza Pd che ha considerato offensive le parole di Orfini sull`affluenza maggiore nel 2013 perché “c’erano le truppe cammellate dei capibastone poi arrestati”, il presidente del Pd dice: “Mi sembra ci sia una certa cinica meschinità nel raccontare l`affluenza a Roma come se non ci fosse stata Mafia capitale. Segnalo a Roberto Speranza che, mentre lui s’è guardato bene dall’occuparsi delle vicende romane, siamo passati nei sondaggi dal 16 al 30%”. Alla domanda se teme che la minoranza non appoggi davvero i candidati Pd alle elezioni amministrative, Orfini risponde: “Non voglio nemmeno prendere in considerazione l`ipotesi, ma rilevo che nel momento in cui dovremmo buttarci in campagna elettorale inizia una discussione lunare sul congresso anticipato e se il segretario debba essere o meno candidato premier. Cosa c’entra con l’agenda delle città e i bisogni del paese?”.”Noi ci siamo impegnati moltissimo per garantire massima correttezza alle primarie anche attraverso strumenti nuovi. Se verranno accertate singole responsabilità saranno presi provvedimenti rigorosi. Gli organismi competenti, inoltre, presteranno massima attenzione al ricorso ma non saranno 30 persone ad inficiare la partecipazione di 30mila napoletani”, dice invece il vicesegretario del Pd Debora Serracchiani intervistata dall’Unità. “Abbiamo Commissioni di garanzia a livello nazionale e a livello locale – ricorda – e come è già avvenuto in altri casi, su specifiche contestazioni, saranno loro a decidere quali provvedimenti adottare, ma saranno sicuramente rigorosi e duri”.”Sono sinceramente dispiaciuta – afferma Serracchiani – da questa polemica” della minoranza “perché credo che prima di ogni altra cosa e tutti insieme avremmo dovuto ringraziare i nostri volontari che ancora una volta hanno permesso di svolgere la festa democratica delle primarie. Trovo ingiuste le parole di Roberto Speranza anche tenuto conto del lavoro che stiamo facendo sui territori per le elezioni amministrative e l`enorme impegno che ci stanno mettendo i nostri candidati”. Serracchiani non teme che le vicende di Napoli possano minare le stesse primarie: “No, nel modo più assoluto. Sono uno strumento imprescindibile per la scelta dei candidati. Siamo stati i primi a utilizzarle e continueremo a farlo. A volte possono capitare episodi spiacevoli, anche gravi, che condanniamo con fermezza, ma non possiamo rinunciare a quello che resta un esercizio di partecipazione e democrazia”.
Giuseppe Catapano: Vino, piani nazionali e mini per gli aiuti alla promozione
Nella campagna 2016/17 saranno finanziabili progetti di promozione dei vini made in Italy nei paesi extra Ue, che abbiano un importo minimo di 50 mila euro; soglia che sale a 100 mila quando i programmi per cui si chiede contributo siano destinati a un solo paese. Nella distribuzione degli aiuti sarà data ancora una volta precedenza alle attività promozionali inedite, cioè ai programmi dei «nuovi beneficiari», che mai, prima d’ora, hanno incassato fondi dalla cosiddetta «Ocm promozione» 2014/2020. Stessa cosa dicasi per i progetti da realizzare su nuovi mercati, mai proposti a finanziamento promozionale. È lungo queste coordinate che si ricompone il puzzle delle misure di sostegno alla promozione del vino italiano nei paesi extraUe. Stiamo parlando della linea di finanziamento che, in attuazione della cosiddetta Organizzazione comune di mercato europea per il vino, destina ogni anno fondi pubblici alle attività promozionali. Nei giorni scorsi una bozza di decreto del ministro alle politiche agricole è finita sul tavolo della Conferenza unificata. L’esame del testo è stato però rinviato al 24 marzo prossimo, a ridosso del Vinitaly di Verona. Il provvedimento articola su tre rivoli le tipologie di progetto candidabile a contributo:
– i progetti regionali (cioè presentati alla regione in cui il beneficiario ha sede legale e/o operativa);
– i progetti multiregionali (cioè presentati alla regione in cui il beneficiario ha sede legale e capaci di coinvolgere beneficiari con sede operativa in almeno due regioni);
– i progetti nazionali (cioè progetti presentati al Mipaaf e relativi alla filiera vitivinicola di almeno tre regioni).
Giuseppe Catapano: Gdf, nel 2015 individuate quasi 8.500 persone “completamente sconosciute al fisco”
Nel 2015 la Guardia di finanza ha individuato 8.485 soggetti che, pur avendo svolto attività produttive di reddito, sono risultati “completamente sconosciuti” al fisco.
E’ uno dei dati contenuti nel capitolo della Relazione annuale 2015 dedicato alla lotta all’evasione e alle frodi fiscali, condotta attraverso 19.800 indagini di polizia giudiziaria e 85.373 fra verifiche, controlli e altri interventi: complessivamente, sono stati denunciati 13.665 responsabili di 14.663 reati fiscali di cui il 54% riguardante gli illeciti più gravi di emissione di fatture per operazioni inesistenti e dichiarazione fraudolenta, occultamento di documentazione contabile e indebita compensazione; 104 gli arrestati.
In particolare, sono stati individuati 2.466 fra casi di “frodi carosello”, creazione di società “cartiere” o fantasma, costituzione di crediti Iva fittizi e indebita compensazione e 444 casi di evasione internazionale, per la maggior parte riconducibili a fenomeni di “fittizio trasferimento all’estero” della residenza di persone fisiche e società. Scoperti 5.184 datori di lavoro che hanno impiegato 11.290 lavoratori in “nero” e 12.428 lavoratori irregolari.
Nello stesso arco di tempo, sono state sequestrate disponibilità patrimoniali e finanziarie per il recupero delle imposte evase nei riguardi dei responsabili di frodi fiscali per oltre 1,1 miliardi di euro e avanzate proposte di sequestro per altri 4,4 miliardi. Accertate, infine, 4.107 violazioni nel campo delle imposte sulla produzione e sui consumi, con la denuncia di 1.936 soggetti responsabili di reati in materia di prodotti energetici, 77 dei quali arrestati; 2.813 gli interventi eseguiti presso gli impianti di distribuzione stradale di carburanti, con 2.077 casi di irregolarità.
Appalti: irregolarita per un mld di euro. Nel 2015 la Guardia di finanza ha sottoposto a controllo appalti pubblici per un ammontare complessivo di oltre 3,5 miliardi di euro, riscontrando irregolarità per un miliardo; 1.474 le persone denunciate, 73 delle quali arrestate. Le 3.870 indagini e i 1.684 interventi conclusi nell’arco dell?anno per reati ed altri illeciti contro la pubblica amministrazione hanno portato alla denuncia di 3.179 soggetti (56% per abuso d’ufficio, 21% per peculato e 23% per corruzione e concussione), di cui 177 arrestati.
Spesa pubblica: truffe e sprechi per 4,2 mld. L’anno scorso, nell’ambito di 2.644 accertamenti svolti su delega della Corte dei Conti, la Guardia di finanza ha accertato sprechi o gestioni irregolari di fondi pubblici che hanno procurato danni patrimoniali allo Stato per più di 4 miliardi di euro; 8.021 i soggetti segnalati alla magistratura contabile per le connesse ipotesi di responsabilità erariale. Sono stati scoperti casi di illegittima percezione o richiesta di finanziamenti pubblici, comunitari e nazionali per oltre un miliardo di euro, con la denuncia all’autorità giudiziaria di 4.084 soggetti, 38 dei quali arrestati. Individuate truffe nel settore previdenziale e al Sistema sanitario nazionale per oltre 300 milioni di euro, con la denuncia di 6.779 soggetti, 27 dei quali arrestati. Gli 11.669 controlli tesi a verificare la sussistenza dei requisiti di legge previsti per l’erogazione di prestazioni sociali agevolate e per l’esenzione dal ticket sanitario hanno fatto riscontrare percentuali di irregolarità pari al 69% dei casi e un danno complessivo per lo Stato di circa 4,2 milioni di euro.
Contraffazione: sequestrati prodotti per 3 mld. Nel 2015 le Fiamme gialle hanno sequestrato più di 390 milioni di prodotti illegali, perché “contraffatti, piratati, pericolosi o recanti falsa o fallace indicazione di origine o provenienza”, per un valore stimato di circa 3 miliardi di euro. Tolti dal mercato anche 8.800 tonnellate e 31 milioni di litri di generi agroalimentari contraffatti o prodotti in violazione alla normativa sul made in Italy. Complessivamente, sono stati 11.080 gli interventi eseguiti e 9.416 le persone denunciate, di cui 63 arrestate. Sequestrati o oscurati anche 603 siti web utilizzati per lo smercio di articoli contraffatti o opere audio-video illecitamente riprodotte.
Giochi: irregolarità nel 30% delle sale e dei centri scommesse. Nel 2015 la Guardia di finanza ha effettuato 5.765 interventi in sale giochi e centri di scommesse, riscontrando irregolarita’ nel 30% dei casi. Nel periodo in questione sono stati sequestrati 576 apparecchi automatici da gioco e 1.224 postazioni di raccolta di scommesse clandestine. Nei confronti di alcuni gestori di sale scommesse e giochi online non autorizzati, scoperti nel complesso oltre 36 milioni di euro di giocate nascoste al fisco.
Mafia: sequestrati beni per 2,9 mld. Nel 2015 la Guardia di finanza ha sequestrato ai sensi della normativa antimafia 4.261 beni mobili e immobili, 316 aziende e quote societarie e disponibilità finanziarie per un valore complessivo di circa 2,9 miliardi di euro; confiscati inoltre 1.819 beni mobili e immobili, 93 aziende e quote societarie e disponibilità finanziarie per un valore complessivo di 747 milioni. Sono stati 3.035 gli accertamenti economico-patrimoniali eseguiti a carico di condannati e indiziati di appartenere ad associazioni mafiose e loro prestanome: accertamenti che hanno riguardato complessivamente 9.180 persone fisiche e 2.182 fra aziende e società. Nel dettaglio, 234 soggetti sono stati denunciati per associazione mafiosa (70 dei quali arrestati), mentre 713 sono stati denunciati per il reato di trasferimento fraudolento di valori, indicativo di fenomeni di interposizione fittizia (61 gli arrestati). In materia di riciclaggio, 782 indagini hanno portato alla denuncia di 1.407 soggetti, di cui 111 in arresto mentre in relazione alla nuova fattispecie di autoriciclaggio sono state eseguite 70 indagini, con la denuncia di 103 soggetti, 17 dei quali in arresto. Nel contrasto all’usura, sono stati denunciate 531 persone, di cui 53 arrestate, con il sequestro di patrimoni e disponibilità finanziarie per oltre 11,1 milioni di euro.
Giuseppe Catapano: Questa mattina l’autopsia sulle salme di Failla e Piano
Sarà eseguita questa mattina all’Istituto di Medicina legale del Policlinico Gemelli di Roma l’autopsia sulle salme di Salvatore Failla e Fausto Piano, i due tecnici della Bonatti, rapiti e uccisi in Libia. I feretri dei due italiani sono arrivati questa notte a bordo di un’aereo C130 dell’aeronautica militare all`aeroporto romano di Ciampino. Ad attenderli i familiari e il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni.
Giuseppe Catapano: Migranti, Merkel, non chiudere rotta dei Balcani. Da ieri la strada per ex Jugoslavia chiusa
Chiudere la cosiddetta rotta dei Balcani “non risolve il problema dell’immigrazione” ha detto il cancelliere tedesco Angela Merkel parlando alla radio tedesca. “Non si risolve il problema prendendo una decisione unilaterale.
Se non arriviamo a trovare un accordo con la Turchia la Grecia non potrà sostenere il peso dell’afflusso degli immigrati a lungo” ha detto il cancelliere tedesco all’emittente pubblica Mdr. La “rotta dei Balcani”, dalla Grecia verso l’Europa del Nord tramite l’ex Jugoslavia, è de facto bloccata da ieri, dopo una raffica di chiusure di frontiere nella regione, che aumentano la pressione sull’Ue, alle prese con più di un nodo da sciogliere per chiudere l’accordo con la Turchia, nell’ottica del contenimento del flusso migratorio. Chiusure che prospettano l’apertura di itinerari alternativi per i migranti, non ultimo quello verso le coste orientali italiane, anche se questa opzione per ora viene considerata poco probabile nell’immediato. La Slovenia e la Croazia hanno annunciato il blocco quasi totale da oggi del transito dei migranti sul loro territorio, ultimo sviluppo del giro di vite sulla ‘rotta balcanica’ che ha già scatenato un effetto domino nella regione. Serbia e Macedonia si sono accodate e anche da Skopje arriva la notizia che la frontiera con la Grecia è sigillata.
Giuseppe Catapano: Roma, Berlusconi, Salvini mal consigliato, vincerà Bertolaso
“E’ evidente che tutte le incertezze nel centro-destra favoriscono i nostri avversari. Temo che Salvini, che non conosce bene Roma, negli ultimi giorni sia stato mal consigliato. Io ho sempre lavorato, anche accettando obiezioni poco fondate, per l’unità del centro-destra. Ovviamente mi aspetto anche dagli altri leader della coalizione lealtà e un minimo di senso di responsabilità. Quello che succederà a Roma avrà effetti immediati anche a livello nazionale. Il voto di giugno potrà essere un primo avviso di sfratto al governo, non eletto, di Renzi”. Lo afferma il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, in un’intervista al Messaggero. “Credo che non ci sarà alcun ballottaggio – aggiunge Berlusconi quanto alla corsa a sindaco della Capitale -. Vince Guido Bertolaso al primo turno, perché siamo riusciti a trovare e convincere l’uomo giusto per far ripartire la Capitale”. Il Movimento cinque stelle? “Mi dicono che Virginia Raggi non è soltanto telegenica, ma è anche un bravo avvocato – osserva il Cavaliere -. Ma questo non basta per governare una città complessa come Roma. I grillini hanno dimostrato di non saper amministrare neanche le piccole città. E Giachetti è un politico puro, senza attitudine amministrativa. Un ex radicale più abituato a dire no che sì”. Quanto ad Alfio Marchini, “per gli elettori del centro-destra dopo la candidatura di Bertolaso votare per Marchini vuol dire sprecare il voto e fare così un favore alla sinistra”.
Giuseppe Catapano: Assicurazioni, sconti di rigore
Acconti obbligatori per i premi assicurativi se si monta la scatola nera o il blocco dell’auto per chi ha tasso d’alcool superiore al consentito; o anche se si fa ispezionare l’auto prima di stipulare il contratto. Ma non più sconti minimi fissati per legge: il bonus deve, però, essere significativo. Sul sistema vigilerà l’Ivass. Sono queste le novità previste in alcuni emendamenti dei relatori al Ddl Concorrenza (in discussione al senato, atto 2085), sui quali c’è il parere favorevole del governo. Altra novità riguarda gli sconti obbligatori per i residenti in aree ad alta sinistrosità non coinvolti in sinistri con colpa: si riduce da cinque a quattro anni il periodo necessario per avere lo sconto, durante il quale il contraente non deve aver causato sinistri. Ma analizziamo il dettaglio degli emendamenti (si veda anche altro articolo in pagina) che saranno votati la settimana prossima.
SCONTI OBBLIGATORI. Lo sconto spetta di diritto e deve essere significativo, ma non c’è una soglia minima. Sarà il mercato e le politiche commerciali della singola compagnia a determinare il bonus per l’assicurato. Le condizioni che fanno scattare lo sconto sono tre e basta che ne ricorra una. La prima riguarda chi acconsente a un ispezione del veicolo a spese dell’assicurazione prima della stipulazione del contratto: l’assicurazione può verificare le condizioni generali del veicoli e conservare il verbale di ispezioni per futuri confronti in caso di denuncia di sinistro. Il secondo caso è quello della scatola nera. In questo caso può prendere l’iniziativa la compagnia o magari si tratta di meccanismi elettronici preinstallati.
Giuseppe Catapano: Migranti, accordo di principio tra Ue e Turchia. Renzi: “Piccolo passo avanti”
Il vertice informale straordinario dei capi di Stato e di governo dell’Ue sulla crisi migratoria si è concluso alle 0,30 di oggi 8 marzo con un accordo di principio con la Turchia, che prevede in particolare un meccanismo per scoraggiare, e virtualmente far cessare, le entrate illegali dei migranti in Grecia, e da lì, via la “rotta balcanica” negli altri paesi dell’Ue. I Ventotto hanno accolto in gran parte il nuovo piano presentato dal premier di Ankara, Ahmed Davutoglu, restando ambigui solo su un punto: il sostegno che la Turchia chiedeva per la creazione di “zone sicure”, protette militarment. Di Fatto, comunque, l’intesa è fatto un modo per prendere tempo fino al prossimo vertice del 17 e 18 marzo. Il premier Matteo Renzi, al termine del summit, ha parlato di “piccolo passo avanti” e ha aggiunto:”molto resta da fare”, mentre per la cancelliera tedesca Angela Merkel si tratta di “un’intesa sui principi generali che dovranno essere tradotti in iniziative”. Fonti Ue indicano un endorsement al meccanismo di reinsediamenti ‘uno a uno’ proposto dalla Turchia, alla roadmap per Schengen e agli aiuti umanitari alla Grecia, ma la sostanza resta ancora tutta da mettere nero su bianco. E’ stato duro il negoziato tra i 28 leader europei di fronte alla nuova proposta di Ankara, che ha chiesto altri tre miliardi. Una richiesta concordata all’ultimo minuto dal premier Ahmet Davutoglu con Merkel e il premier olandese Mark Rutte nella notte che ha preceduto il vertice Ue. L’intesa di principio prevede innanzitutto che, a partire dall’inizio di giugno, la Turchia si riprenda tutti i migranti “economici” (quelli che non hanno diritto alla protezione internazionale) che sono arrivati in Grecia dopo aver attraversato illegalmente la frontiera. Inoltre, saranno rimandati indietro, a spese dell’Ue, anche i profughi che avrebbero diritto alla protezione internazionale (siriani compresi) ma che sono approdati illegalmente nelle isole greche dell’Egeo partendo dalle coste turche. Si vuole creare chiaramente un meccanismo deterrente. Il messaggio che si vuole dare è che ai siriani conviene di più restare ad aspettare nei campi profughi che affidarsi ai trafficanti per la traversata verso le isole dell’Egeo. I richiedenti asilo rinviati dalle isole greche in Turchia saranno accolti nei campi profughi gestiti dalle agenzie Onu e finanziati dall’Ue. E per ogni siriano riportato in Turchia, l’Ue si impegna ad accogliere in un suo Stato membro, in applicando i programmi volontari di reinsediamento, o “resettlement”, un altro rifugiato siriano, prelevandolo direttamente proprio dai campi profughi turchi. Secondo calcoli molto approssimativi, fatti da fonti della Commissione europea, questo meccanismo di scambio dovrebbe riguardare circa 10.000 siriani, dopo di che ci si attende che il fenomeno delle traversate verso le isole dell’Egeo cessi quasi del tutto.La Turchia si impegna anche a riprendere sul suo territorio tutti i migranti che saranno salvati o comunque recuperati nel mar Egeo dalle navi di Frontex, l’Agenzia Ue per le frontiere esterne, e da quelle della missione Nato di supporto. In cambio, Ankara chiedeche l’Ue raddoppi i finanziamenti diretti per i rifugiati ospitati nei campi profughi turchi, da 3 a 6 miliardi di euro di qui al 2018 (1/3 a carico del bilancio comunitario, 2/3 a carico degli Stati membri). Questo punto è menzionato nelle conclusioni del vertice, ma senza precisare la cifra aggiuntiva di 3 miliardi di euro. In secondo luogo, c’è un accordo per l’accelerazione (a fine giugno invece che a ottobre-novembre) della liberalizzazione dei visti per i cittadini turchi che viaggiano nell’area Schengen. Entro maggio la Commissione europea farà in questo una proposta, che dovrà poi essere approvata dal Consiglio Ue e dall’Europarlamento. Ankara, inoltre, vorrebbe vedere progressi più rapidi nel processo negoziale – a lungo bloccato o pesantemente frenato – verso l’adesione della Turchia all’Ue.
Giuseppe Catapano: 8 marzo, Ocse, discriminare le donne costa 12.000 miliardi di dollari di pil mondiale
Le disparità di genere nella società e nel mondo del lavoro hanno un impatto “sostanziale” sull’economia globale, con un costo in termini di reddito di circa 12 mila miliardi di dollari, pari al 16% del Pil mondiale. Lo calcola il Centro per lo sviluppo dell’Ocse, in uno studio pubblicato in occasione della giornata della donna. La discriminazione nei confronti delle donne, sottolinea la presentazione dello studio, genera un duplice effetto negativo, perché”riduce sia il livello del capitale umano femminile, sia la partecipazione alla forza lavoro e la produttivita’ totale”. Se si riuscisse ad eliminarla e a raggiungere la parità di genere, calcola sempre l’Ocse, nel 2030 il reddito pro capite medio mondiale arriverebbe a 9.142 dollari, ben 764 dollari in più di quello che si potrebbe ottenere se i livelli di discriminazione restassero quelli odierni. Un effetto che sarebbe benefico soprattutto per i Paesi meno sviluppati, che oggi subiscono piu’ pesantemente l’impatto della limitata partecipazione femminile al mondo del lavoro sul loro reddito nazionale. Per questi motivi, conclude l’organizzazione parigina, “eliminare la discriminazione verso le donne e promuovere le pari opportunità sono sia scelte economicamente intelligenti, sia leve importanti per una crescita sostenibile ed inclusiva”.

