La Farnesina ritiene molto probabile che ci sia un’italiana tra le 34 vittime degli attentati di ieri a Bruxelles. Da ieri, come riporta la pagina Facebook della comunità degli italiani a Bruxelles, risulta dispersa l’impiegata di un’agenzia che fa capo alla Commissione Ue. Si chiama Patricia Rizzo, e un parente ha lanciato ieri la sua ricerca tramite i social network. Sarebbero dunque i suoi familiari che, assistiti dal personale dell’ambasciata italiana in Belgio, procedono da questa mattina alle operazioni di riconoscimento all’ospedale militare di Bruxelles, dove sono stati trasportati i resti delle vittime della bomba nella metropolitana, a due passi dalle sedi delle istituzioni Ue.
Intanto è salito ad almeno 15 morti il bilancio della doppia esplosione avvenuta ieri nella hall delle partenze dell’aeroporto di Bruxelles. L’ha indicato stamani, secondo quanto riferisce Derniere Heure, la portavoce dell’aeroporto Florence Muls. Nell’attentato alla metropolitana di Bruxelles, invece, vi sono state almeno 20 vittime. Nei due attacchi ci sono stati anche oltre 200 feriti, alcuni dei quali in condizioni gravi. Tra i feriti anche tre italiani che, dopo avere ricevuto le cure del caso in ospedale, sono stati dimessi.
Identificati i presunti kamikaze
La terza persona ripresa ieri dalle telecamere dell’aeroporto di Bruxelles, con il cappello nero e la giacca chiara, “è ancora in fuga”, è “ricercata” e “non è stata ancora identificata”. Lo ha detto in conferenza stampa il procuratore del Belgio, Frederic Van Leeuw, lasciando intendere dunque che non si tratta di Najim Laachraoui. “Ha lasciato un borsone ed è andato via. Il borsone conteneva la carica esplosiva più potente”. Resta, dunque, super ricercato Najim Laachraoui, l’uomo ripreso dalle telecamere dello scalo aeroportuale di Bruxelles con cappello nero e giacca chiara. Laachraoui è considerato l’artificiere di Parigi. I due presunti kamikaze di ieri all’aeroporto Zaventem di Bruxelles, invece, sono stati identificati dalle autorità del Belgio come i fratelli Khalid e Ibrahim al Bakraoui, considerati complici di Salah Abdeslam. La procura federale ha confermato che anche la terza bomba, quella che ha provocato una ventina di morti e oltre 100 feriti nella metropolitana di Bruxelles, è stata fatta esplodere da Khalid El Bakraoui.
Ibrahim El Bakraoui ha lasciato un messaggio sul suo computer in cui esprimeva il suo smarrimento, spiegando che si sentiva braccato e che non voleva finire in una cella accanto a Salah Abdeslam. Nell’appartamento perquisito a Schaerbeek sono stati trovati 15 chili di esplosivo perossido di acetone (Tatp) e una valigia piena di chiodi, viti e altro materiale per confezionare ordigni.
Il dna di Laachraoui era stato ritrovato sulle cinture esplosive utilizzate al Bataclan e allo stade de France, il 13 novembre scorso. Anche se secondo il quotidianoDerniere Heure gli esplosivi utilizzati negli attacchi di ieri a Bruxelles parrebbero, a prima vista, differenti da quali usati negli attentati di Parigi. A Parigi i terroristi utilizzarono cinture esplosive piene di Tatp, ovvero perossido di acetone. Laachroui – aggiunge La libre belgique – ha 25 anni e andò in Siria nel febbraio 2013. Lo scorso settembre fu identificato alla frontiera austro-ungherese sotto la falsa identità di Soufiane Kayal, in compagnia di Salah Abdeslam e Mohamed Belkaid. Aveva affittato a suo nome un appartamento ad Auvelais, che servì come base per gli attentati di Parigi.
Ma l’identità del terzo uomo non è stata ancora confermata ufficialmente: secondo Rtl, che ha visionato il documento diffuso con l’appello all’identificazione e trasmesso ai paesi frontalieri del Belgio, la polizia crede che si tratti di un giovane di 22 anni di origine turca. L’uomo sarebbe conosciuto ai servizi di sicurezza belgi dallo scorso aprile per un suo viaggio in Arabia Saudita.
Nelle ore immediatamente successive agli attacchi, un tassista ha riconosciuto due dei tre attentatori, per averli portati fino all’aeroporto. Il tassista ha poi riferito agli inquirenti l’indirizzo dove ha caricato i due attentatori, affermando di essere rimasto sorpreso dal numero di bagagli che avevano con loro. Il bilancio dell’attacco al cuore dell’Europa per gli attentati all’aeroporto e alla metropolitana di Bruxelles sarebbe di 31 morti e almeno 250 feriti.
I fratelli Khalid e Ibrahim al Bakraoui era già noti alla polizia. Khalid era presente sotto falsa identità nel covo di rue de Dries nel quartiere brussellese di Forest, a metà marzo, ma era riuscito a sfuggire all’arresto. Nel suo covo erano stati ritrovati una bandiera dell’Isis, un libro sul salafismo e le impronte di Salah, poi catturato venerdì scorso.
Khalid e Ibrahim, 27 e 30 anni, erano ricercati, uno per terrorismo, l’altro per una pena ancora da scontare. Potrebbero essere loro, secondo quanto riferisce Derniere Heure, i due uomini fuggiti dall’appartamento di Forest perquisito a metà marzo dalle forze di sicurezza. Nell’ottobre 2010, Ibrahim era stato condannato a nove anni di carcere dal tribunale di Bruxelles per avere aperto il fuoco contro la polizia con un kalashnikov, il 30 gennaio dello stesso anno, su Boulevard Adolphe Max a Bruxelles e a via Wautier a Laeken, ferendo un agente. La sparatoria si era verificata dopo che, assieme a un complice, Ibrahim aveva compiuto una rapina ai danni di un agente di cambio.
Nel febbraio 2011, a ritrovarsi in tribunale è invece Khalid El Bakraoui. L’uomo è stato condannato a 5 anni per furto d’auto ed è stato messo in libertà vigilata. Al momento del suo arresto, Khalid era in possesso di un kalashnikov.
Ieri sera, inoltre, è stata eseguita una perquisizione in un’abitazione nel quartiere Schaerbeek. Durante ulteriori controlli a Bruxelles le forze di sicurezza hanno ritrovato anche un computer, i cui contenuti sono stati giudicati “di rilievo”. La polizia locale ha poi consegnato il computer all’unità anti-terrorismo della polizia giudiziaria federale di Bruxelles. Il contenuto del pc in questione non è noto, ma secondo quanto si è appreso potrebbe contenere importanti informazioni relative all’organizzazione dello Stato islamico.
Bruxelles ancora in stato di allerta
Dopo il doppio attacco terroristico all’aeroporto centrale di Zaventem e al metro di Maelbeek, quartiere delle istituzioni europee, ieri mattina, che ha provocato almeno 34 morti e 236 feriti, Bruxelles è ancora in stato di allerta. Sono ripartite alcune delle reti di trasporto, anche se con un’attenzione maggiore sul fronte della sicurezza. La rete della metropolitana e dei trasporti ferrati urbani della Stib è stata parzialmente rimessa in servizio stamani, secondo l’agenzia di stampa “belga”. Resteranno chiuse alcune stazioni dell’asse est-ovest tra “Parc” e “Maelbeek”, la fermata dove ci sono stati 20 morti. Per servire le zone dove la metro resta chiusa, vengono messe in servizio delle navette. Secondo quanto scrive il sito della rete pubblica Rtbf, la decisione di riaprire o meno le stazioni della metro è legata anche alla disponibilità di forze per garantire la sicurezza. Anche la rete delle ferrovie Sncb torna in funzione. Stamani le stazioni di Bruxelles-Midi, Bruxelles-Central, Bruxelles-Nord e Bruxelles-Luxembourg con una sola porta d’accesso e con importanti controlli di sicurezza. La Rtbf scrive che anche i sindacati hanno preteso controlli per riprendere il lavoro.
Resterà invece chiuso anche oggi l’aeroporto di Zaventem. “Alcun traffico aereo in arrivo e in partenza dall’Aeroporto di Bruxelles questo mercoledì”, hanno segnalato le autorità aeroportuali. Ai passeggeri è stato richiesto di contattare la loro compagnia aerea per istruzioni. L’aeroporto di Charleroi, dove sono stati fatti atterrare i voli diretti a Bruxelles, è presidiato da poliziotti e soldati.
E poi c’è il dolore di Bruxelles. Davanti alla Borsa, nel corso del giorno, in molti si sono spontaneamente radunati per deporre fiori, candele, o scrivere frasi di solidarietà per terra con il gesso. Anche il premier belga Louis Michel e il presidente della Commissione Ue Jean-Claud Juncker vi si sono recati.
Intanto, il dipartimento di Stato ha messo in allerta i cittadini americani per i “potenziali rischi nel viaggiare verso e attraverso l’Europa”. Il preallarme diffuso ieri nella serata americana, alla fine di un giorno segnato dai tragici attacchi terroristici rivendicati dall’Isis a Bruxelles (Belgio), il dipartimento guidato da John Kerry ha avvertito: “Gruppi terroristi continuano a pianificare nel breve termine attacchi in Europa, prendendo di mira eventi sportivi, luoghi turistici, ristoranti e trasporti”.
Per questo, l’amministrazione Obama consiglia ai suoi cittadini di essere vigili quando si trovano in spazi pubblici e usano mezzi di trasporto di massa. “Evitate luoghi affollati. Siate particolarmente cauti durante feste religiose e a festival o eventi di larga scala”. Il dipartimento di Stato ha poi spiegato che “i governi europei continuano a monitorare gli attacchi terroristici e a condurre raid per sventare piani. Lavoriamo in stretto contatto con i nostri alleati e continueremo a condividere informazioni con i nostri partner europei che aiuteranno a identificare e contrastare le minacce terroristiche”. L’avvertimento diffuso ieri in Usa è un cosiddetto “alert” e non un “warning”. Il primo tipo viene diffuso in situazioni in evoluzione che sollevano preoccupazioni temporanee; e infatti la scadenza dell’alert è prevista per il prossimo 20 giugno. Il secondo tipo fa riferimento invece a problemi più radicati. In entrambi i casi, il dipartimento di Stato invita gli americani a rivalutare i loro piani di viaggio.
A mezzogiorno un minuto di silenzio
Il Belgio si è fermato un minuto per commemorare le vittime degli attentati terroristici che hanno sconvolto ieri la capitale Bruxelles. La commemorazione era stata decretata dal governo di Bruxelles. Anche il re e la regina dei Belgi,
Filippo e Matilde, e il primo ministro Charles Michel, hanno partecipato al minuto di silenzio nella sede della Commissione europea.
Il premier Michel: determinati ad agire
“Conoscevamo i rischi che correva il territorio europeo. Oggi siamo più che mai determinati ad agire per proteggere il paese”, lo ha affermato il primo ministro belga Charles Michel, durante una conferenza stampa congiunta con l’omologo francese Manuel Valls. “Sappiamo che la sfida è difficile, dobbiamo affrontare nemici della democrazia che colpiscono vittime anonime”, ha aggiunto. “Più che mai Francia e Belgio sono uniti nel dolore e nella stessa determinazione -ha spiegato Michel- il destino dell’Europa è la pace e la sicurezza e dobbiamo essere all’altezza del destino dell’Europa.
Affronteremo la minaccia e saremo uniti”.
Francia: Valls, non escludo terroristi utilizzino armi chimiche. Confermati Tour ed europei di calcio
L’allerta terrorismo, intanto, è massima in Francia e non si può escludere l’utilizzo di armi chimiche da parte dei terroristi.
Lo ha detto il primo ministro francese, Manuel Valls, aggiungendo che “non abbiamo mai sperimentato un livello di allerta terroristica cosi’ elevato”. Nel corso di un’intervista alla radio francese Europe 1, Valls ha spiegato che le autorità non dovrebbero escludere la possibilità che gli attentatori utilizzino armi chimiche nei loro attacchi: “è una preoccupazione. Non si puo’ escludere nulla quando si ha a che fare con questo tipo di terrorismo”. Valls ha tuttavia precisato che la Francia non intende cancellare gli Europei di calcio 2016: “abbiamo bisogno di grandi eventi sportivi per dimostrare che siamo liberi e che non abbiamo paura”, ha aggiunto. Valls ha poi precisato che “gli Europei di calcio e il Tour de
France si svolgeranno regolarmente”. Per Valls “i grandi eventi sportivi, culturali e popolari sono indispensabili per dimostrare che siamo un popolo libero, che siamo in piedi, che non abbiamo paura”. Sul prosieguo dello stato d’emergenza che dovrebbe concludersi alla vigilia degli Europei Valls ha risposto: “Vedremo”.