Giuseppe Catapano: Migranti, accordo di principio tra Ue e Turchia. Renzi: “Piccolo passo avanti”

giucatap82Il vertice informale straordinario dei capi di Stato e di governo dell’Ue sulla crisi migratoria si è concluso alle 0,30 di oggi 8 marzo  con un accordo di principio con la Turchia, che prevede in particolare un meccanismo per scoraggiare, e virtualmente far cessare, le entrate illegali dei migranti in Grecia, e da lì, via la “rotta balcanica” negli altri paesi dell’Ue. I Ventotto hanno accolto in gran parte il nuovo piano presentato dal premier di Ankara, Ahmed Davutoglu, restando ambigui solo su un punto: il sostegno che la Turchia chiedeva per la creazione di “zone sicure”, protette militarment. Di Fatto, comunque, l’intesa è  fatto un modo per prendere tempo fino al prossimo vertice del 17 e 18 marzo. Il premier Matteo Renzi, al termine del summit, ha  parlato di “piccolo passo avanti” e ha aggiunto:”molto resta da fare”, mentre per la cancelliera tedesca Angela Merkel si tratta di “un’intesa sui principi generali che dovranno essere tradotti in iniziative”. Fonti Ue indicano un endorsement al meccanismo di reinsediamenti ‘uno a uno’ proposto dalla Turchia, alla roadmap per Schengen e agli aiuti umanitari alla Grecia, ma la sostanza resta ancora tutta da mettere nero su bianco. E’ stato duro il negoziato tra i 28 leader europei di fronte alla nuova proposta di Ankara, che ha chiesto altri tre miliardi. Una richiesta concordata all’ultimo minuto dal premier Ahmet Davutoglu con Merkel e il premier olandese Mark Rutte nella notte che ha preceduto il vertice Ue.  L’intesa di principio prevede innanzitutto che, a partire dall’inizio di giugno, la Turchia si riprenda tutti i migranti “economici” (quelli che non hanno diritto alla protezione internazionale) che sono arrivati in Grecia dopo aver attraversato illegalmente la frontiera. Inoltre, saranno rimandati indietro, a spese dell’Ue, anche i profughi che avrebbero diritto alla protezione internazionale (siriani compresi) ma che sono approdati illegalmente nelle isole greche dell’Egeo partendo dalle coste turche. Si vuole creare chiaramente un meccanismo deterrente. Il messaggio che si vuole dare è che ai siriani conviene di più restare ad aspettare nei campi profughi che affidarsi ai trafficanti per la traversata verso le isole dell’Egeo. I richiedenti asilo rinviati dalle isole greche in Turchia saranno accolti nei campi profughi gestiti dalle agenzie Onu e finanziati dall’Ue. E per ogni siriano riportato in Turchia, l’Ue si impegna ad accogliere in un suo Stato membro, in applicando i programmi volontari di reinsediamento, o “resettlement”, un altro rifugiato siriano, prelevandolo direttamente proprio dai campi profughi turchi. Secondo calcoli molto approssimativi, fatti da fonti della Commissione europea, questo meccanismo di scambio dovrebbe riguardare circa 10.000 siriani, dopo di che ci si attende che il fenomeno delle traversate verso le isole dell’Egeo cessi quasi del tutto.La Turchia si impegna anche a riprendere sul suo territorio tutti i migranti che saranno salvati o comunque recuperati nel mar Egeo dalle navi di Frontex, l’Agenzia Ue per le frontiere esterne, e da quelle della missione Nato di supporto.  In cambio, Ankara chiedeche l’Ue raddoppi i finanziamenti diretti per i rifugiati ospitati nei campi profughi turchi, da 3 a 6 miliardi di euro di qui al 2018 (1/3 a carico del bilancio comunitario, 2/3 a carico degli Stati membri). Questo punto è menzionato nelle conclusioni del vertice, ma senza precisare la cifra aggiuntiva di 3 miliardi di euro. In secondo luogo, c’è un accordo per l’accelerazione (a fine giugno invece che a ottobre-novembre) della liberalizzazione dei visti per i cittadini turchi che viaggiano nell’area Schengen. Entro maggio la Commissione europea farà in questo una proposta, che dovrà poi essere approvata dal Consiglio Ue e dall’Europarlamento. Ankara, inoltre, vorrebbe vedere progressi più rapidi nel processo negoziale – a lungo bloccato o pesantemente frenato – verso l’adesione della Turchia all’Ue.

Lascia un commento