Se non c’è un microfono, un modo per esternare il suo pensiero ed elogiare l’operato del governo, il premier Matteo Renzi lo trova sempre. E la padronanza dei social fa il resto. E così anche oggi Facebook si trasforma nella nuova vetrina parlante del presidente del consiglio.
“Avviso: post urticante per gufi e talk”. Si apre così un post su Facebook del premier, Matteo Renzi, dedicato ai numeri dell’economia italiana. “Dopo mesi di editoriali, chiacchiere, ricostruzioni, possiamo finalmente fare chiarezza sui veri numeri dell’economia italiana? Oggi infatti sono stati presentati i dati ufficiali”, scrive Renzi. Per quanto riguarda il Pil “a inizio del 2015 avevamo immaginato la crescita del +0,7%. La crescita è stata invece del +0,8%. Meglio delle previsioni. Il Governo Monti aveva chiuso con -2,3%; il Governo Letta con -1,9%”. Il deficit “è sceso per la prima volta da anni sotto il 3%: quest’anno abbiamo fatto il 2,6% (miglior risultato degli ultimi dieci anni). E nel 2016 scenderemo ancora”, spiega il premier.
“Con questo Governo le tasse vanno giù, gli occupati vanno su, le chiacchiere dei gufi invece stanno a zero”, scrive su Facebook Renzi, aggiungendo che “detto questo, per me i numeri non sono importanti. Sono le storie che stanno dietro ai numeri che rilevano. E’ un ragazzo che prende un mutuo perché ha firmato un contratto col jobs act. O, viceversa, una famiglia in crisi perche’ il padre ha perso il posto di lavoro. No alla dittatura dei numeri, si’ alla dimensione umana della politica. Ma ai grandi esperti che ogni giorno ci fanno la morale sui numeri dico con chiarezza che la realtà è più forte della loro ideologia. O dei loro pregiudizi”. Renzi spiega che “a livello economico la situazione internazionale non è facile, i mercati sono altalenanti, la crisi ha lasciato strascichi terribili: noi sappiamo che c’è ancora molto da fare, a cominciare dalla battaglia contro la disoccupazione giovanile e dalla lotta per gli investimenti, soprattutto al Sud. Ma lo facciamo, tutti insieme, senza paura, con una strategia unitaria che ha respiro e orizzonte. I numeri dimostrano che l’Italia è tornata. Non la lasceremo in mano ai catastrofisti che godono quando le cose vanno male”, conclude il premier.
“Il 2015 è stato l’anno record nella lotta all’evasione con 14,9 miliardi di euro recuperati dallo Stato, alla faccia di tutti quelli che criticavano il nostro Governo su questo”, scrive ancora Renzi. “Sarebbe interessante recuperare le dichiarazioni di alcuni esponenti politici, anche di maggioranza, su questo”. Sul fronte delle tasse, “abbiamo impedito ogni aumento di tasse (l’ultimo fu nel settembre 2013, con altro Governo) e bloccato anche l’aumento delle tasse locali”, aggiunge Renzi.
