Un’opera unica che è al servizio delle opere uniche più belle e interessanti create e prodotte nei settori dell’eccellenza italiana e internazionale, quali il food, il design, la moda, il lusso. Si trova a Milano, in via Verri n. 4, e nasce da un idea di Class Editori (che partecipa al capitale di questo giornale) e Class Pubblicità: ricreare nel mondo reale un luogo d’incontro tra un prodotto iconico, che rappresenti al meglio un’azienda e ne trasmetta di conseguenza i valori che questa vuole comunicare al suo pubblico, e il pubblico stesso, che ha la possibilità di ammirare e conoscere dal vivo l’opera e quindi di entrare nel mondo che questa rappresenta. In una modalità che è complementare ma più ricca rispetto a quella della comunicazione su canali tradizionali, perché consente di vivere un’esperienza diretta che questi non consentono di replicare, colpendo con efficacia il target di proprio interesse.
Opera Unica non è un negozio ma uno spazio espositivo, polifunzionale e polisensoriale, ideato e progettato per l’occasione dall’architetto Italo Rota, autore tra gli altri del Padiglione del Vino e del Padiglione del Kuwait a Expo 2015.
È uno spazio che al suo interno si trasforma in uno scrigno al cui centro è posizionata l’opera esposta, che è circondata da pareti a specchio che ne restituiscono le diverse sfaccettature creando un’immagine leggera, quasi onirica, grazie alla particolare tecnologia riflettente che è stata usata dallo studio Rota.
All’esterno, direttamente dalla vetrina, i passanti e i curiosi hanno inoltre la chance di osservare le icone esposte mediante una visuale unica, attraverso un caleidoscopio che ne crea mille diverse immagini e particolari, esaltandole, e al cui interno possono fotografarsi essi stessi, creando una foto unica che nel suo genere è essa stessa un’opera. Il tutto mentre gli schermi montati sul cielino trasmettono filmati in 4/3 che arricchiscono l’esperienza dei visitatori rendendola quanto più possibile simile all’ingresso in un mondo in 3d.
Sono già diverse le aziende che hanno aderito con entusiasmo a questo progetto di comunicazione e che ruoteranno all’interno dello spazio con cadenze non fisse ma personalizzate a seconda delle esigenze dei clienti di Class Pubblicità. Elisabetta Franchi, Rem e Poliform quelle di questa settimana, attratte oltre che dall’originalità del progetto anche dal fascino del luogo.
«Class Editori, aprendo questa finestra nel cuore di Milano, offre a diversi brand una chance di ingresso in una vetrina che di sua natura è e rimane molto esclusiva, in cui è ormai impossibile accedere salvo rilevare uno dei punti già esistenti, a un costo che sarebbe proibitivo», spiega Angelo Sajeva, consigliere per le strategie e lo sviluppo di Class Editori e presidente di Class Pubblicità. «Class oggi guarda già al domani, mettendo in contatto in maniera unica chi produce, con idee innovative e creatività, con chi ne ha bisogno ma non in maniera ancora palese, facendo leva sulla curiosità e lo stupore».
All’interno di Opera Unica i clienti della concessionaria hanno la possibilità non solo di comunicare se stessi attraverso l’icona da loro scelta ma anche di usare lo spazio per i loro eventi, come luogo dove organizzare aperitivi, cocktail e giornate a tema che prendono spunto dall’opera per poi abbracciare un’intera gamma di prodotti o un concetto generale.
«Lo spazio, infatti, consente di comunicare un prodotto all’interno di una realtà immersiva, che ne esalta le caratteristiche dimostrandosi uno strumento innovativo di comunicazione e coinvolgimento straordinariamente efficace», conclude Sajeva.
milano
Giuseppe Catapano scrive: Agenzia Entrate, annullamento accertamento oltre i termini?
Innanzi tutto è opportuno fare una breve premessa in merito allo scandalo dei dirigenti dell’Agenzia delle Entrate e sulla validità dei relativi atti di accertamento fiscale. A seguito della sentenza della Corte Costituzionale, “sono decaduti, con effetto retroattivo, dagli incarichi dirigenziali tutti coloro che erano stati nominati in base alle norme dichiarate incostituzionali e, di conseguenza, devono ritenersi illegittimi tutti gli avvisi di accertamento firmati dai dirigenti nominati in base a leggi dichiarate incostituzionali”. Sul versante dell’onere probatorio, come detto più volte dalla Corte di Cassazione, a fronte dell’eccezione del contribuente sulla validità della sottoscrizione, spetta all’Agenzia delle Entrate dimostrare la legittimità della stessa, il che, nella specie, si concretizza nel provare che il soggetto è stato assunto a seguito di regolare concorso. Diversi giudici tributari stanno riconoscendo la nullità degli atti sottoscritti dai c.d. “dirigenti decaduti”. Tra tutti spiccano, per importanza: CTR Lombardia, CTP Campobasso, CTP Lecce, CTP Milano. In quasi tutti suddetti precedenti si parla di radicale nullità dell’accertamento: questo significa che il vizio può essere fatto valere in ogni stato e grado del giudizio e può essere rilevato anche d’ufficio. Essendo tali atti radicalmente nulli, ossia non sanabili neanche con il decorso del tempo, viene aperta la possibilità del ricorso ad una vasta area di contribuenti. Tra questi possiamo menzionare a titolo esemplificativo non solo a chi è stato notificato un accertamento fiscale, ma anche a chi abbia già presentato ricorso contro quest’ultimo avendo già sostenuto vari gradi di giudizio senza successo o addirittura chi non abbia mai fatto opposizione contro alcun atto impositivo. Tutto ciò è spiegato dal fatto che i vizi di nullità possono essere fatti valere in qualsiasi momento in quanto tali vizi non possono essere mai sanati. Nessun tribunale, sino ad oggi, si è occupato della fattispecie evidenziata dal lettore: ossia la decorrenza dei termini per proporre ricorso. Tuttavia, i principi del nostro ordinamento stabiliscono che un atto radicalmente nullo non può essere sanato neanche con il decorso dei termini per proporre opposizione. Il che aprirebbe la possibilità, nel caso di specie, all’accoglimento del ricorso. Il condizionale è tuttavia d’obbligo quando si ha a che fare con un fenomeno di portata talmente ampia da coinvolgere la stabilità di gran fetta della riscossione esattoriale. In ogni caso, c’è anche da dire che sul punto ancora non si è pronunciata la Cassazione. Quanto alle possibilità di vittoria, ovviamente, stando alla perfetta autonomia decisionale dei giudici, il fatto che la maggioranza delle sentenze sia a favore del contribuente non garantirà al ricorrente una sicura vittoria, potendo il singolo magistrato decidere diversamente dall’indirizzo generale e persino da quello tracciato dalla Cassazione.
Giuseppe Catapano: Accertamenti Agenzia Entrate e cartelle Equitalia, nullità confermata
Sono nulle e non vanno pagate le pretese di pagamento dell’Agenzia delle Entrate per gli accertamenti fiscali firmati dai 767 dirigenti decaduti con la sentenza della Corte Costituzionale di marzo scorso. A confermare il primo orientamento favorevole al contribuente dato dalla CTP di Milano è ora la CTR Lombardia: il primo caso di giudizio di appello che si risolve in favore del cittadino. La sentenza è quasi fresca di giornata, perché appena diffusa, sebbene depositata l’altro ieri, ma le sue motivazioni hanno già scosso il fisco italiano che ora intravede seriamente il pericolo di dover rinunciare a riscuotere l’evasione fiscale degli ultimi anni. Questo perché, se in primo grado si erano avuti precedenti discordanti, la Ctr milanese è invece categorica: per gli atti firmati dai dirigenti incaricati decaduti a seguito della decisione della Consulta “non sembra esservi ombra di dubbio sulla caducità, anche alla luce della giurisprudenza di legittimità succedutasi negli anni”. Come noto, la Consulta, nello scorso mese di marzo, aveva dichiarato illegittima la nomina a dirigente di ben 767 funzionari, perché avvenuta senza pubblico concorso. Risultato: anche gli atti firmati da tale personale – secondo la Commissione lombarda di secondo grado – sono da considerare radicalmente nulli. E ciò anche in forza di un costante orientamento della Cassazione (da noi, spesso, richiamate in queste pagine per sostenere appunto la fondatezza di tale tesi) secondo cui va interpretata con estremo rigore quella norma di legge che prescrive: “L’accertamento è nullo se non reca la sottoscrizione (…)” del capo dell’ufficio o da altro impiegato della carriera direttiva da lui delegato. L’aspetto più interessante della pronuncia è che essa fa riferimento al concetto di nullità radicale dell’accertamento fiscale: si tratta, cioè, del vizio più grave (dopo l’inesistenza) di cui può essere affetto un atto. In buona sostanza, la nullità può essere rilevata in ogni stato e grado del processo, e finanche dal giudice stesso qualora il contribuente non lo faccia per dimenticanza o ignoranza. Come dire che è la stessa Corte, dinanzi alla quale sia stato impugnato un atto, a doverlo annullare d’ufficio se si accorge che fa parte di quelli firmati da chi non aveva i poteri, e questo a prescindere dall’eventuale contestazione del ricorrente. Non ci sono neanche termini massimi per far valere il vizio, perché la nullità può essere rilevata (oltre che dal giudice) anche dalla parte in secondo grado o anche prima che la causa venga decisa, nonostante l’eccezione non sia stata inserita nell’atto di ricorso. Secondo dunque la CTR Lombardia la nullità può essere rilevata d’ufficio dal giudice in quanto si verificherebbe un’ipotesi di nullità assoluta del provvedimento, essendo tale atto viziato da difetto assoluto di attribuzione rilevabile in ogni stato e grado del giudizio, anche d’ufficio. I giudici sconfessano anche la teoria del funzionario di fatto, cui si sta appellando l’Agenzia delle Entrate per salvare l’orticello, ma che, evidentemente, non ha applicazione nel caso di specie. Chi sono i dirigenti decaduti? L’elenco dei dirigenti senza poteri, interessati dalla sentenza della Corte Costituzionale, è stato messo a disposizione dalla stessa Agenzia delle Entrate per questioni di trasparenza. Si può consultare a questa pagina web: http://www.agenziaentrate.gov.it/wps/content/nsilib/nsi/agenzia/amministrazione+ trasparente/personale/dirigenti+cartella/curricula+e+dati+retributivi+dirigenti In pratica si può trattare di a) direttori provinciali “reggenti”; b) altri funzionari/dirigenti su delega di questi reggenti; c) dirigenti “reggenti” con incarico di capo ufficio/area delegati alla firma dal direttore provinciale. Nella prime due ipotesi infatti, il direttore provinciale “reggente”, non avendo potuto occupare quel ruolo non poteva né sottoscrivere l’atto né delegare terzi. Nella terza ipotesi, invece, il dirigente (capo ufficio/area) che ha sottoscritto l’atto, su delega del direttore provinciale, non poteva ricoprire tale incarico. Anche alle cartelle di Equitalia L’aspetto che interessa più i contribuenti forse è questo: la nullità si estende anche alle cartelle di Equitalia? Il punto è delicato e ancora non si riscontrano decisioni in merito. Tutto si gioca proprio sull’accennato concetto di “nullità assoluta”: essa non è mai sanabile e comporta l’annullamento non solo dell’atto viziato, ma anche di tutta quella serie di atti che sono stati emessi come conseguenza del primo. Un effetto domino, quindi, secondo un principio di diritto che ora potrebbe tornare utile al contribuente. Dunque, se l’accertamento è nullo e sulla scorta di esso, in caso di mancato pagamento, è stata emessa la cartella di Equitalia, anch’essa dovrebbe essere nulla. Come detto, però, bisognerà procedere ancora con prudenza, in attesa di comprendere come le Commissioni Tributarie si orienteranno sulla questione.
Giuseppe Catapano informa: Dopo Expo, a rischio due imprese su cinque
L’Expo Milano 2015 è una opportunità per dare slancio all’economia italiana. Ma cosa accadrà una volta chiusa l’Esposizione Universale? Secondo la ricerca “Expo Milano 2015: Made in Italy alla grande?” di Euler Hermes, società del Gruppo Allianz, due aziende su cinque, create per la manifestazione, se la vedranno con il rischio default.EXPO 2015 padiglioneItalia 400
Il contributo dell’Expo
L’Expo darà un positivo seppur limitato contributo di 0,1% al PIL italiano del 2015. In totale, compresi i primissimi effetti, l’Esposizione Universale potrà apportare fino a + 0,4% di PIL (2012-2015) grazie a: turismo (15 milioni di visitatori), export (+10% in alcuni settori), produzione extra (6 miliardi di euro) e nuovi posti di lavoro (circa 100mila).
Quello che gira attorno all’Expo
L’Expo sarà quindi una delle cinque componenti che consentiranno all’Italia una lieve ripresa dopo tre anni consecutivi di contrazione. Il percorso di crescita del Paese passa infatti attraverso anche una maggior fiducia e conseguente recupero dei consumi privati, l’euro più debole che apporterà 6 miliardi di maggiori esportazioni nel 2015; l’alleggerimento dei vincoli finanziari con la conseguente discesa dei tassi di interesse reali sui prestiti alle PMI ed una ripresa della domanda di credito, e infine i minori costi energetici ed il taglio dell’IRAP che spingeranno in alto i margini delle società.
Più sinergia tra le imprese
Dovrebbe inoltre aumentare le sinergie fra le imprese straniere e quelle italiane. Ad esempio i prodotti italiani beneficeranno di una visibilità maggiore e di una crescita della domanda grazie ai numerosi turisti, oltre il 30% dei partecipanti infatti proverranno dall’estero, specialmente da Cina, USA, Argentina, Brasile, Turchia e Emirati Arabi.
Il dopo Expo
Dal 2013 sono state fondate circa 10mila nuove imprese, ma con la chiusura della manifestazione ben il 40% di queste rischia di chiudere e un terzo delle nuove aziende nel settore edile potrebbe fallire nel 2017 a causa dell’interruzione delle attività. Il settore alberghiero e della ristorazione dovrebbe subire un impatto minore, in quanto è previsto un aumento del flusso di turisti dopo la chiusura dell’Expo, grazie alla maggiore attrazione esercitata dall’Italia. In questo settore dovrebbe fallire solo 1 su 10 imprese nel 2017. In totale, nel peggiore dei casi ipotizzato, 2.500 imprese potrebbero chiudere nel 2017 (con un aumento del +14% rispetto al 2016) e 1.500 nel 2018 (+7%).
«Nella storia dell’economia, le Esposizioni Universali segnano momenti di svolta e occasioni di rilancio – afferma Michele Pignotti, Capo della Regione Euler Hermes Paesi mediterranei, Medio Oriente e Africa. Milano e l’Italia si apprestano a farlo perché l’Esposizione 2015 promette di essere una delle leve intorno alla quale sostenere la ripartenza italiana nell’anno in corso».
Giuseppe Catapano osserva: Le banche italiane a EXPO 2015
EXPO Milano 2015, dal 1 maggio al 31 ottobre, porterà l’esperienza di 147 Paesi e dell’intero sistema Italia sul tema del cibo e dell’alimentazione. Un settore in cui il nostro Paese può contare su storie incredibili: e infatti il mondo bancario ci sarà. Vediamo come.
Intesa Sanpaolo al padiglione N1
Intesa Sanpaolo, Official Global Partner dell’evento, sarà al padiglione N1 con uno spazio espositivo che presenta l’innovazione tecnologica nel settore bancario e ospita 400 aziende italiane legate a filiere di eccellenza, selezionate in tutta Italia tra i clienti del Gruppo. Sono state raccolte oltre 1.000 candidature, per il 60% spontanee e per il 40% su segnalazione della Rete. Il padiglione prevede un’area dimostrativa e alcuni internet point: si può anche vedere “Created in Italia”, la piattaforma di e-commerce di Intesa Sanpaolo per portare le imprese italiane verso nuovi mercati grazie al commercio elettronico.
Il render del Padiglione Intesa Sanpaolo a EXPO 2015
Padiglione Cibus è Italia: Cariparma con Federalimentare
Cariparma Crédit Agricole è invece presente nel padiglione “Cibus è Italia”: si tratta di un padiglione autonomo, voluto da Federalimentare, di 5.000 mq con due piani di esposizione e un terzo (la lounge in terrazza) per gli eventi. Ospiterà 13 filiere alimentari italiane e le storie di 500 aziende. Lo stand di Cariparma punta su una parete di 8 metri con la proiezione di video per raccontare il ruolo della banca a supporto dell’agroalimentare italiano. Il padiglione Cibus è Italia prevede 200 eventi in sei mesi tra workshop, convegni, degustazioni e incontri con buyer esteri: a settembre verrà presentato l’Osservatorio Agroalimentare, analisi strutturale, economica e finanziaria delle principali filiere dell’agroalimentare, commissionata da Cariparma a Nomisma.
Il Padiglione Cibus è Italia di Federalimentari
La capogruppo Crédit Agricole è invece sponsor del padiglione Francia: la casa madre di Cariparma, Oltralpe, ha una quota di mercato dell’80% nel settore agricolo e agroalimentare. Tema del padiglione francese è “Produrre e nutrire diversamente”, organizzato in quattro impegni per il futuro: produrre di più e meglio; promuovere un modello alimentare sostenibile; trasferire competenze e tecnologie; dare alla qualità la stessa importanza della quantità.
EXPO: BCC a Cascina Triulza con il mondo cooperativo
Il Credito Cooperativo è invece sponsor ufficiale del Padiglione della Società Civile, presso la “Cascina Triulza”, un antico cascinale lombardo già presente nell’area di EXPO 2015 che ospiterà imprese e aziende del terzo settore e del non profit. Le BCC italiane (che erogano il 18% dei finanziamenti del sistema bancario italiano all’agricoltura) sono presenti con uno stand di Federcasse, Gruppo Bancario Iccrea e Confcooperative: previsti anche 12 workshop per consentire alle imprese clienti, attuali o potenziali, di approfondire le opportunità di business locali e internazionali. Confcooperative, sempre a Cascina Triulza, ha organizzato poi 16 workshop sull’esperienza delle Federazioni di settore.
La Cascina Triulza, cuore del terzo settore a EXPO 2015
Banca Popolare di Milano “espone” la cattedra di Melloni e Pambianchi
“Fuori EXPO”, invece, il progetto di Banca Popolare di Milano, che accoglie all’interno della propria sede centrale in Piazza Meda la cattedra ricreata da Alberto Melloni (FScire – Fondazione per le Scienze religiose Giovanni XXIII) e Carlos Pambianchi, che si vuole proporre come rifacimento della «cathedra» umanistica su cui riposare sfogliando allo stesso tempo un libro. La struttura esporrà il volume, con lo stesso titolo, a disposizione dei visitatori di Expo per riflettere sulle immagini e i testi che ricordano cosa ci abbia nutriti della cultura, dell’arte, del sapere. Il libro, edito da Touring e Skirà, contiene interventi di Haim Baharier, Enzo Bianchi, Walter Siti, Riccardo Muti, Paolo Sorrentino, Patrizia Valduga e di Alberto Melloni, noto studioso di storia del cristianesimo. Alcune delle Cattedre realizzate dall’architetto Carlos Pambianchi saranno presenti in Expo nel Padiglione Italia.
La Popolare di Sondrio si attiva per le aziende clienti
La Banca Popolare di Sondrio ha invece siglato un accordo con UNIDO ITPO Italy (organizzazione per lo Sviluppo Industriale delle Nazioni Unite) per aiutare le aziende clienti nel processo di internazionalizzazione e nella ricerca di partner e sbocchi commerciali. UNIDO accompagnerà all’EXPO molte delegazioni estere e la Popolare di Sondrio faciliterà il contatto tra gli emissari e le aziende clienti.
Banca Etica ha presentato il manifesto Terra Viva
A EXPO 2015 anche Banca Etica, che il 2 maggio 2015 ha presentato il manifesto Terra Viva. Oltre a Ugo Biggeri, Presidente di Banca Etica, erano presenti Vandana Shiva, Presidente di Navdanya International, Don Ciotti, Presidente di Libera, e del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Maurizio Martina. Il manifesto Terra Viva vuole sollecitare la scelta di un modello di sviluppo diverso, basato su una economia circolare, fondata sulla rigenerazione delle risorse.
Operativa la filiale Cariparma di Via Carducci
Intanto, è stata ripristinata in poche ore la filiale di Cariparma Crédit Agricole di via Carducci a Milano, danneggiata venerdì 1 maggio dai black bloc distaccatisi dalla manifestazione NO EXPO. Nel corso del weekend il personale dello sportello ha lavorato duro per sistemare tutto e i servizi alla clientela sono normalmente ripresi già lunedì 4 maggio.