Giuseppe Catapano: Zingaretti su riforme istituzionali

Zingaretti_nicola_110315“Bisogna prendere atto che la riforma dell’articolo V della Costituzione è fallita e che c’è un problema generale di ridisegno del rapporto tra Stato, autonomie locali e Regioni”. Così il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, che riafferma il concetto di affrontare la questione istituzionale.
Il sistema delle autonomie non tiene più e rischia di non servire alla crescita del Paese e, secondo Zingaretti, “sarebbe il caso di aprire una riflessione generale perchè tutti i giorni ci sono forme di conflitto che arrivano fino a contenziosi e che durano anni. Ogni volta che facciamo una legge di bilancio ci troviamo di fonte a conflitti e quindi è il tempo di mettere mano insieme a nuovi assetti istituzionali e su questo avere coraggio”. Zingaretti – dopo aver sottolineato che “la riforma delle province sta creando tanti problemi” – ha toccato il tema della riforma del Senato, sostenendo che “è giusto puntare alla fine del bicameralismo perfetto e costruire un Senato delle autonomie per il quale l’elezione di secondo livello non penso sia un problema”.
Per Zingaretti lo Stato non è dimagrito e nei territori si sono moltiplicati i centri decisionali: “dobbiamo puntare a ridurre le Regioni, in modo che contino di più e possano operare su dimensioni ottimali”. La direzione è quella di una semplificazione del sistema statale e locale che “non può non avere riflessi sulle regioni – afferma Zingaretti -. Noi stiamo facendo davvero di tutto per tagliare, semplificare, ridurre e migliorare l’efficienza, ma è evidente che occorre un cambio di sistema”.

Giuseppe Catapano: Lorenzin, sotto i 112 miliardi il fondo sanitario non può andare

Lorenzin_Beatrice_220914Per il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, la prossima manovra economica del Governo non comporterà nuovi tagli al Fondo Sanitario Nazionale, che non può andare sotto i 112 miliardi. Dire che la disponibilità economica per il fondo sanitario “male che vada sarà la stessa dello scorso anno, vuol dire che ci sono 2 miliardi in più e non ci sono tagli lineari al sistema salute”, afferma Lorenzin.
“Io farò in modo di avere più risorse possibili – afferma Lorenzin – per andare verso il tendenziale del Def che avevamo approvato nel Patto della salute”.  Questo significa che “il comparto sanità non viene più aggredito, che non ha un decremento del finanziamento, ma che invece comincia a crescere nuovamente, penso che questo sia un obiettivo che tutti ci dobbiamo porre”.
Lorenzin commenta anche le ultime dichiarazioni del presidente del Consiglio, Matteo Renzi, sulla manovra economica, che ha espresso l’intenzione di “non tagliare il fondo sanitario. Ricordo – sottolinea Lorenzin – che nella legge di stabilità del 2015 eravamo a 112 miliardi, che poi le Regioni hanno deciso di ridursi. Questa riduzione è molto tosta per la gestione del sistema sanitario che avverrà per il 2015. Per il 2016 credo che dobbiamo mantenere almeno il fondo previsto dal patto della Salute per il 2015, attuare la spending review interna con il programma di risparmiare e reinvestire nel sistema sanitario, nessuno può pensare che aumenta il fondo e non si fa la spending, bisogna fare la spending per dare la possibilità di sostenere i cambiamenti e le trasformazioni del processo. Poi abbiamo nel previsionale vecchio un incremento di tre miliardi che ovviamente sarebbe l’ottimo, dobbiamo lavorare su un dato realistico dei conti ma senza permettere un decremento del fondo. Non sarebbe possibile per la sostenibilità delle sfide che abbiamo in campo, – quindi ribadisce Lorenzin – sotto i 112 miliardi non si può andare”.

Giuseppe Catapano: Renzi, dal 2016 niente più Imu ed Irap agricola

Renzi_Matteo_050215Nel 2016 non si pagheranno nè l’Imu né l’Irap agricola, lo prevederà la prossima legge di stabilità. Ad annunciarlo è il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, intervenendo all’assemblea di Coldiretti all’Expo di Milano. “Il prossimo anno – spiega Renzi – l’Imu agricola sarà cancellata: dal primo gennaio 2016 non si pagherà più. E anche sull’Irap agricola avete ragione: dal prossimo anno non si pagherà più. Abbiamo trovato le coperture ieri, sarà in legge di stabilità”. Il ministro delle Politiche Agricole Forestali, Maurizio Martina, ha sottolineato che “in questi 18 mesi siamo diventati leader nel mondo nel contrasto al falso cibo e ce lo riconoscono tutti, inoltre voglio ricordare il nostro impegno contro il capolarato che come dice il presidente della Repubblica è una piaga da estirpare”. Nel messaggio che il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inviato all’assemblea Coldiretti, anche in occasione della Giornata nazionale dell’agricoltura, ha manifesto il proprio sostegno all’impegno dell’associazione proprio nella “lotta al caporalato che – scrive il presidente – colpisce i soggetti più deboli. Gli ultimi tragici eventi hanno fatto emergere una piaga che deve essere eradicata”, afferma Mattarella, e “le iniziative legislative rappresentano una risposta dovuta”.

Giuseppe Catapano: Migranti, Chiamparino e Maroni a “Radio anch’io”

migranti090915“Se vorremo, se vorranno un giorno parlare di Stati Uniti d’Europa la gestione dell’integrazione dei flussi migratori sarà uno dei pilastri”. A sostenerlo è il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino (ch è anche Presidente della Confeenza delle Regioni), intervenendo a Radio Anch’io sull’emergenza immigrazione.
Chiamparino ha sottolineato il ritardo dell’Italia sugli hotspot e la necessità di accelerare le procedure di identificazione. Quindi ha osservato: “se è possibile politicamente organizzare dei corridoi umanitari che partano dai Paesi di esodo delle persone che cercano protezione o migliori condizioni di vita, questa è la via maestra. Ma il punto è che dev’essere politicamente praticabile”. In assenza di ciò bisogna “organizzare l’accoglienza”, un’accoglienza che più “parla europeo tanto meglio è”.
E sugli hotspot per i profughi è intervenuto anche il presidente della Lombardia, Roberto Maroni, intervenendo nella stessa trasmissione.: “devono essere fatti in Africa”, difficile? “Io li avevo fatti nel 2011 e i flussi si sono fermati nel mese di luglio”, ha sottolineato ancora auspicando che il premier Matteo Renzi il prossimo 30 settembre vada alla conferenza dell’Onu sull’immigrazione per spiegare che quella dei migranti è la più grande emergenza di tutti i tempi. “L’Ue è incapace di gestire, speriamo che la Nazioni Unite si muovano”, ha detto ancora ed ha insistito sulla possibilità di fare i centri di accoglienza in Africa. “E’ una decisione politica, tecnicamente e giuridicamente si può fare”.
Per il presidente della Regione Lombardia, il consiglio straordinario dei ministri dell’Interno europei che ha messo sul tavolo l’emergenza migranti può essere definita una “delusione”. “Hanno ratificato una decisione persa a luglio,. Non e’ successo nulla. Non c’è stato nessun accordo. Nessun avanzamento rispetto alle proposte fatte. Mi pare che Francia e Germania abbiano detto che bisogna creare degli hotspot”, in Italia, “Peggio di così non poteva andare”, ha sottolineato. Dobbiamo “prenderci carico anche dei problemi europei. Esattamente il contrario di quello che dovevamo fare. Non solo l’Europa non ci aiuta. E’ la ratifica che l’Europa ci ha lasciati da soli”.
“L’unica cosa che è venuta ieri è l’autorizzazione a sparare agli scafisti. Ma stiamo scherzando?”, ha sottolineato il Presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni: “c’e’ un barcone che arriva e una nave militare che dovrebbe o potrebbe sparare agli scafisti… Ma siamo su ‘Scherzi a parte’ forse?”.
Concorde il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino: “Ha ragione Maroni. Come si fa a identificare su un barcone con trecento persone chi è lo scafista?”
Il Presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, sarà fra l’altro sentito in audizione giovedì 17 settembre, alle ore 14, dalla Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema di accoglienza e di identificazione, nonchè sulle condizioni di trattenimento dei migranti nei centri di accoglienza, nei centri di accoglienza per richiedenti asilo e nei centri di identificazione ed espulsione, presso palazzo San Macuto.L’appuntamento sarà trasmesso in diretta webtv.

Giuseppe Catapano: Istat, dati positivi per il mercato del lavoro

Bilancio_matiteIl mercato del lavoro ha registrato nel secondo trimestre 2015 un miglioramento significativo. Il dato positivo riguarda tutti gli indicatori rilevati dall’Istat nel fare il punto proprio sull’andamento del mercato del lavoro nel secondo trimestre del 2015.
L’input di lavoro utilizzato complessivamente dal sistema economico (espresso dalle ore lavorate di Contabilità Nazionale), registra aumenti dello 0,2% su base congiunturale e dello 0,8% in termini tendenziali. Grazie poi ad una crescita dell’output leggermente più sostenuta, anche la produttività oraria del lavoro ha segnato un modesto recupero su base congiunturale (+0,1%). L’Istat segnala anche “la significativa discesa delle ore di Cig”.
Nel secondo trimestre del 2015 si è andato consolidando il moderato recupero dell’attività economica, con una crescita congiunturale del Pil dello 0,3%.
L’occupazione stimata dall’indagine sulle forze di lavoro al netto degli effetti stagionali è pari a 22 milioni 446 mila persone, lo 0,5% in piu’ del trimestre precedente (+103 mila), corrispondente a un tasso di occupazione tra i 15 e i 64 anni pari al 56,2%, in aumento di 0,3 punti percentuali.
La crescita congiunturale degli occupati nel trimestre ha interessato entrambi i generi e, tra le diverse tipologie, soltanto i lavoratori dipendenti (+0,8%, pari a 137 mila lavoratori in più equamente ripartiti tra l’occupazione a carattere permanente e temporaneo), mentre sono calati gli indipendenti (35 mila unità, -0,6%).
Il tasso di disoccupazione è salito lievemente al 12,4%,nella media del trimestre, diminuendo però fino al 12,0% a luglio.
Significativi sia il recupero congiunturale dell’occupazione nei comparti dei servizi più legati alla dinamica della domanda interna, sia i segnali positivi anche nelle costruzioni. Nell’insieme dell’economia l’aumento dell’occupazione ha riguardato prevalentemente i lavoratori dipendenti, a tempo sia indeterminato sia determinato, e interessa con particolare intensità anche il Mezzogiorno, particolarmente colpito dalla crisi in questi anni.
Particolarmente rilevante il dato sugli inattivi, coloro che né hanno né cercano un lavoro: diminuiscono infatti gli scoraggiati (-114 mila in un anno), soprattutto nel Mezzogiorno e tra i giovani di 15-34 anni. Di contro, aumentano gli inattivi per motivi di studio (+77 mila unità). Lo rileva l’Istat, facendo il punto sul mercato del lavoro nel secondo trimestre del 2015.
Dopo l’aumento ininterrotto registrato fra il 2008 e il 2014, nel secondo trimestre 2015 prosegue la discesa della disoccupazione di lunga durata (almeno 12 mesi), al 59,5% dal 61,9% di un anno prima. Sono 1 milione 845 mila le persone coinvolte.
L’aumento dell’occupazione interessa con “particolare intensità anche il Mezzogiorno”, un fatto che assume un contorno importante considerando che il Sud è stato “colpito dalla crisi in questi anni”. L’Istituto spiega come nel secondo nel Mezzogiorno gli occupati siano cresciuti “di 120 mila unità”, anche se guardando ai tassi di disoccupazione resta, anzi si allarga, il divario con il Nord.
Ed è l’agricoltura del Mezzogiorno a far segnare il maggior tasso di crescita nelle assunzioni nel 2015, con un aumento record dell’ 11 per cento dei lavoratori dipendenti che sale addirittura al 31 per cento se si considerano le sole donne. Il dato emerge da un’analisi della Coldiretti su dati Istat del secondo trimestre dell’anno, diffusa alla Giornata dell’Agricoltura italiana ad Expo, con la partecipazione di migliaia di agricoltori guidati dal presidente Roberto Moncalvo alla presenza del premier Matteo Renzi.

Giuseppe Catapano: Facebook non è proprietario di testi, foto e contenuti postati

Copyright: il diritto d’autore sui contenuti caricati dagli utenti sui profili di Facebook resta di proprietà del creatore dell’opera; il social network ha solo una licenza d’uso senza esclusiva.

avvocato-non-deve-stare-sul-web-ne-su-Facebook-Aiga-contro-CNF-370x230Tutto ciò che pubblichi su Facebook resta di tua proprietà: è questa, in buona sostanza, la risposta all’interrogativo che, da qualche mese, sta circolando sul social network più usato del momento.

Numerosi utenti, dopo essersi chiesti se foto, testi, video e qualsiasi altro contenuto postato sul proprio profilo divenisse automaticamente proprietà indiscussa di Facebook, hanno iniziato a “copiare e incollare”, sulla bacheca, una dichiarazione di paternità che circola da diverso tempo in rete. Dichiarazione che non ha alcuna utilità ed effetto (e, in determinati tratti, neanche significato giuridico). E questo perché non è un dichiarazione unilaterale a poter modificare la legge, tantomeno se riportata dopo che l’utente ha già sottoscritto (approvandolo con il clik) il contratto con il gestore del servizio (Facebook, per l’appunto).

Cosa prevede, nel dettaglio, la legge?

Le norme che qui vengono in considerazione sono unicamente quelle sul diritto d’autore, una legge che risale al 1941 (anche se, nel tempo, ha subito diverse modifiche), ma che, nel suo impianto originale, non è stata sostanzialmente mai modificata, nonostante l’avvento delle nuove tecnologie. La legge sul diritto d’autore prevede, in capo al creatore del contenuto (un testo, una foto, un’opera musicale, uno spot video, ecc.), due tipi di diritti che nascono automaticamente con la nascita dell’opera (quindi, senza bisogno di registrazione alla SIAE o altri sistemi di protezione del copyright):

– il diritto alla paternità dell’opera, ossia ad essere riconosciuti sempre come l’autore e, quindi, citati anche in caso di riproduzione ad opera di terzi

– il diritto a sfruttare economicamente l’opera, riproducendola, vendendola, duplicandola, ecc.

Se il diritto alla paternità non può mai essere ceduto a terzi, a pena di nullità del relativo contratto (per es.: non posso vendere a Tizio il diritto ad affermare di essere lui l’autore del libro che, invece, ho scritto io), quello di sfruttamento economico invece può essere oggetto di vendita, donazione, ecc. (per es.: posso cedere a una cada editrice tutti o parte dei proventi derivanti dalla vendita del mio volume).

Ebbene, nel momento in cui si sottoscrive l’accordo con Facebook per la creazione del profilo personale, in quel momento l’utente accetta (con coscienza o, spesso, con superficialità) la cessione della licenza d’uso in capo al gestore della piattaforma. La cessione è “senza esclusiva”. Il che, in pratica, significa che:

– nessuno può utilizzare i contenuti che tu posti sul tuo profilo, non li può prelevare, utilizzare per scopi personali, vendere o sfruttare economicamente (per es., Tizio non potrebbe usare una foto da me scattata e poi caricata sul mio profilo per farne la copertina di un proprio libro). Per farlo è sempre necessario sempre il tuo consento. Diversamente scatta il risarcimento del danno patrimoniale e morale dell’autore;

– nessuno può dirsi proprietario dei contenuti da te postati sul tuo profilo: il fatto che tu li abbia condivisi su Facebook non implica che gli stessi siano diventati di pubblico dominio. Come detto, il diritto di paternità non può essere mai ceduto;

– con la pubblicazione su Facebook, le opere restano coperte dal diritto d’autore nonostante la loro diffusione e la possibilità, concessa dal social network, della condivisione dei contenuti;

– solo Facebook è legittimato, a utilizzare – secondo le modalità indicate in contratto – i contenuti da te postati in passato. Un’utilizzazione che, certo, non è per scopi personali, ma consiste solo nella messa a disposizione, sulla timeline (e, quindi, per tutti gli iscritti), di quanto pubblicato dai singoli utenti nei propri profili personali. Essa poi si spinge alla possibilità di commentare, condividere e taggare;

– il fatto che il contratto con Facebook sia una licenza d’uso non esclusiva implica che l’autore resta comunque libero di sottoscrivere ulteriori contratti di cessione dei diritti dei propri contenuti (per es. potrei vendere al gestore di una cineteca il diritto di riprodurre il mio spot video, nonostante lo abbia prima caricato su Facebook).

Questi principi sono stati di recente affermati anche dal Tribunale di Roma.
La sentenza è conforme a un altro precedente edito della Corte distrettuale di New York, che con la sentenza del 13 gennaio 2013, aveva citato espressamente i termini di Servizio di Twitter, dove è scritto chiaramente, con riferimento ai diritti degli utenti: “Quel che è tuo, resta tuo – Tu sei il proprietario dei tuoi Contenuti”.

Giuseppe Catapano: Mediazione anche se la causa ha per oggetto diritti indisponibili

All’interno dello stesso giudizio possono convivere interessi disponibili, come quelli di natura economica, e interessi indisponibili: il giudice deve guardare il cuore della controversia e non la sua qualificazione formale.

mediazione-si-va-avanti-anche-senza-la-controparte-370x230Anche in un procedimento che abbia ad oggetto diritti indisponibili ci può essere spazio per la mediazione delegata dal giudice in corso di causa. Con una ben motivata ordinanza, infatti, il Tribunale di Milano chiarisce come la mediazione sia un istituto con una potenziale area di operatività che va ben oltre le controversie aventi ad oggetto (principale) diritti disponibili. Per comprendere, però, il provvedimento è necessario raccontare la vicenda.

La vicenda

Una causa di nullità di matrimonio per bigamia, i coniugi discutevano sulle conseguenze patrimoniali che la sentenza avrebbe dovuto comportare per entrambi. Senonché il marito decedeva in corso del giudizio e al suo posto si costituivano gli eredi. Chiaro, allora, l’interesse di questi ultimi a portare avanti la causa solo per scopi di natura economica.

Nello stesso giudizio, diritti disponibili e indisponibili

La presenza di un diritto indisponibile nel procedimento civile non esclude la co-presenza di diritti del tutto disponibili e, quindi, negoziabili, come, nel caso di specie, quelli di natura economica degli eredi sul patrimonio del parente defunto.

Non si deve, allora, guardare “coi paraocchi” alla natura della causa per come registrata all’atto dell’iscrizione a ruolo, ma al cuore vero della controversia, agli interessi in gioco tra le parti. E, nel caso di specie, non vi è dubbio che il centro della lite sia rappresentato dagli interessi economici (pienamente disponibili) delle parti e che la questione processualmente pregiudiziale di natura indisponibile (e, cioè, lo status) altro non sia (diventata) che l’occasione per discutere del patrimonio.

L’eventuale accordo sulla parte disponibile del processo può infatti avere poi ricadute sui procedimenti in generale: infatti, la composizione del conflitto spegne l’interesse delle parti per la procedura giudiziale che, può, a questo punto, essere oggetto di atti dispositivi anche indiretti (negozi processuali si pensi al caso della parte attrice che rinuncia alla domanda giudiziale avente ad oggetto diritti indisponibili).

Ben può allora il giudice, almeno per gli aspetti disponibili della controversia (quelli di natura economica) rinviare le parti davanti all’organismo di mediazione per tentare una conciliazione.

Giuseppe Catapano: Split payment drena-risorse

img724116Split payment sta funzionando alla perfezione. Purtroppo. Lo confermano i dati diffusi dal Mef sulle entrate tributarie erariali nei primi sette mesi dell’anno. Tra gennaio e luglio le entrate Iva derivanti dallo Split payment hanno permesso una crescita delle entrate Iva di 1.450 milioni. Questo balzo», dichiara Sergio Silvestrini, segretario generale della Cna, «è soprattutto il risultato amaro dello Split payment, il sistema che impedisce il pagamento dell’Iva alle imprese fornitrici della pubblica amministrazione. Un maxi-drenaggio di risorse pari a 2.553 milioni di euro a danno di tutto il sistema produttivo, che, peraltro, secondo i nostri calcoli, vede allontanare il recupero di circa due miliardi di Iva sugli acquisti, liquidità fondamentale in un momento di perdurante stretta creditizia. Abbiamo a portata di mano l’occasione per eliminare questo errore. Se, come ha annunciato il ministro Padoan, la legge di Stabilità permetterà di abbassare le tasse sulle imprese e sul lavoro, potrà essere l’occasione giusta anche per abolire lo Split payment».

Giuseppe Catapano: Borse Ue, avvio negativo: Milano -0,87%. Spread in lieve rialzo, a 116. Euro in calo

img471022Primi scambi in rosso sulle borse europee: a Piazza Affari il Ftse Mib segna -0,87%, a Francoforte il Dax -0,69%, a Londra il Ftse 100 -0,93% e a Parigi il Cac 40 -0,81%.
A Milano, vendite diffuse sul paniere principale. Tra i bancari in rosso soprattutto B.Mps (-1,15%), Bper (-1,38%) e Bpm (-1,14%).
Segno meno anche per Tenaris (-1,63%) e Fca (-1,15%). Vendite pure su Telecom I. (-1,67%) nonostante l’incremento del target price a 1,2 euro da 1,1 euro da parte degli esperti di Credit Suisse.
Lo spread Btp-Bund ha aperto in leggero rialzo, a 116 punti base rispetto alla chiusura di ieri (115pb) e il rendimento è a 1,84%.
Euro in leggero calo verso il dollaro: il cambio euro-dollaro tratta a 1,1213 contro la chiusura precedente a 1,1205. Il cross dollaro-yen e l’euro-yen sono scambiati invece a 120,67 e 135,29 contro le chiusure precedenti rispettivamente a 121,07 e 135,11.

Giuseppe Catapano: Un antiriciclaggio semplificato

img357233Antiriciclaggio con nuove regole. Nuovi parametri per individuare il rischio riciclaggio non più generalizzato ma con possibilità di esentare chi ha attività a basso rischio antiriciclaggio. Sezioni speciali nel registro imprese per quanto riguarda i titolari effettivi delle persone giuridiche e dei trust con possibilità di accesso per l’Agenzia delle entrate, Gdf e Equitalia ( le amministrazioni che contrastanto l’evasione fiscale). Restyling delle sanzioni e riforma complessiva dei comproro. Sono queste alcune delle novità che arrivano dalla legge comunitaria all’esame del consiglio dei ministri, presieduto da Matteo Renzi che dà attuazione alla IV direttiva antiriciclaggio.

Nuovo approccio basato sul rischio. Cambia la metodologia di applicazione degli obblighi antiriciclaggio. Non più regole generali per tutti e indifferenziati, bensì i soggetti destinatari degli obblighi antiriciclaggio dovranno adottare efficaci strumenti per individuare e valutare i rischi di riciclaggio. Si dovrà tenere conto della natura dell’attività, delle dimensioni e della complessità organizzativa, nonchè degli esiti dell’analisi nazionale del rischio. Per raggiungere questi obiettivi sarà necessario predisporre misure di gestione econtrollo proporzionali al rischio riscontrato.