Quando si terranno le elezioni politiche, forse nel 2018, avrà compiuto 80 anni e in caso di vittoria diventerà il più anziano premier della storia d’Italia. Ma Silvio Berlusconi, assolto nel caso Ruby in via definitiva dalla Corte di cassazione, che non ha accolto il ricorso della procura generale di Milano contro l’assoluzione in appello dopo la condanna in primo grado, è già al lavoro per riprendere le redini di Forza Italia, e inaugurare, dopo le elezioni regionali, una nuova strategia che consenta al Cavaliere di recuperare il rapporto con il premier Matteo Renzi e di tornare quindi a un ruolo da protagonista nella partita delle riforme della Costituzione e della giustizia. Per questo, dopo l’inevitabile commozione manifestata a tutti i parlamentari azzurri e ai giovani di Forza Italia che lo hanno accolto a palazzo Grazioli, il leader di Fi si è riunito con i suoi collaboratori più stretti, tra i quali Gianni Letta, e con i suoi legali Franco Coppi e Niccolò Ghedini. Se la riorganizzazione del partito può attendere, però, le elezioni regionali incombono e il rischio di un risultato disastroso è da scongiurare. Il cavaliere, in particolare, teme il sorpasso della Lega Nord e ieri l’ex premier ha lanciato una sorta di appello all’unità di Forza Italia, con particolare riferimento ai Ricostruttori di Raffaele Fitto. Perciò Berlusconi ha annunciato che nessuno sarà cacciato da Forza Italia anche se il movimento ha bisogno di un profondo rinnovamento. E non è un caso che tutte le ‘anime’ azzurre siano accorse a palazzo Grazioli per festeggiare il Cavaliere: dai fittiani agli uomini vicini a Denis Verdini. La tregua però è destinata a non durare. Da domani, i nodi torneranno al pettine: dalla gestione dei gruppi, alla linea politica, fino alla richiesta di un rinnovamento della classe dirigente. E’ su questo che l’ex capo del governo da domani lavorerà per arginare il più possibile il malumore interno. Berlusconi riprenderà poi a tessere la tela delle alleanze. L’obiettivo è quello recuperare nei sondaggi con una campagna a tamburo battente sui media e nelle regioni chiamate alle urne.
Forza Italia
Catapano Giuseppe informa: Marò, ancora un rinvio: prossima udienza il 7 luglio. Fi, il governo si svegli
Il Tribunale speciale di Nuova Delhi ha rinviato al 7 luglio la prossima udienza sul caso di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, i due marò italiani trattenuti in India da più di tre anni con l’accusa di avere ucciso due pescatori del Kerala durante un’attività antipirateria. La decisione del giudice Neena Bansal Krishnam, secondo quanto si è appreso, è legata al fatto che il caso è ancora pendente presso la Corte suprema indiana, che deve ancora esprimersi sul ricorso avanzato dai legali della difesa contro l’utilizzo della Nia, polizia antiterrorismo indiana, nelle indagini. In attesa della decisione, la più alta istanza giudiziaria dell’India ha chiesto a tutti i tribunali di sospendere ogni decisione sul caso di Latorre e Girone. Lo scorso 10 marzo, in ogni caso, la cancelleria della Corte Suprema ha chiuso l’istruttoria del ricorso e ha disposto una nuova calendarizzazione per la prossima udienza. Proteste da parte di Forza Italia, che ha chiesto al governo di intervenire: “Marò, nuovo rinvio e nuova udienza fissata al 1 luglio, ma basta! Governo italiano svegliati, ha affermato Elio Vito, presidente della commissione Difesa della camera. Mentre Maurizio Gasparri ha attaccato l’esecutivo: “Renzi in pochi mesi pretende di trasformare malamente l’Italia e poi permette che passino anni interi per risolvere una situazione gravissima come quella di Latorre e Girone. Questa totale indifferenza sua e dei suoi ministri è la misura della loro incapacità. I nostri fucilieri sono innocenti. Hanno fatto il loro dovere in una missione internazionale”.