Giuseppe Catapano: Giustizia, Canzio, paese ha sete di giustizia e legalità

giucatap689“Il paese ha sete di giustizia, legalità, efficienza e efficacia della giurisdizione”. Così afferma il primo presidente della corte di Cassazione Giovanni Canzio in un passaggio della sua relazione all’inauguaazione dell’anno giudiziario”. A parere del magistrato l’Italia “chiede che la legge venga applicata in modo uniforme e rapido”. Canzio ha spiegato che l’Itaila ha bisogno di una buona “nomofilachia”. Ma l`organo della nomofilachia, la Cassazione, “si muove oggi lungo un crinale drammatico, sicché la rotta potrà essere invertita solo con decisi e rapidi interventi di riforma e di autoriforma”.
“Spetta, per un verso, al parlamento e al governo apprestare tutte le misure necessarie perché la giurisdizione possa adempiere l`alto compito di garanzia affidatole dalla Costituzione – ha detto nelle conclusioni dell’intervento pronunciato in apertura dell’anno giudiziario – nella consapevolezza che essa non può risolversi in un meccanico esercizio ragionieristico di numeri e che il nudo efficientismo senz`anima rischia di piegare i nobili orizzonti costituzionali verso un inaccettabile modello di magistrato-burocrate, preoccupato più della difesa del proprio status che della tutela dei diritti degli altri. Le risposte dei giudici alle pressanti domande di legalità debbono essere sì pronte ed efficaci, ma anche eque e razionali, qualità queste che pretendono capacità di ascolto e di attenzione, dialogo con l`Avvocatura e la comunità dei giuristi, tempi adeguati di studio e riflessione, scelte serie e responsabili”.
Canzio ha sottolineato ancora una volta che spetta anche ai giudici il dovere di avviare “un virtuoso percorso interno di autoriforma che, ancor prima dell`auspicato intervento esterno, faccia leva sul sapere esperienziale e sulle capacità di auto-organizzazione, con speciale riguardo alle metodologie e alle forme delle decisioni”. “Determinante – ha aggiunto – sarà la motivazione dei giudici, dettata da spirito di servizio e senso dell`appartenenza all`Istituzione, ma anche dal grado di soddisfacimento personale che potrà trarsi dalla partecipata condivisione degli obiettivi e dalla visione di una progressiva realizzazione dei risultati del lavoro individuale e di gruppo”.
“Ognuno – ha quindi concluso con un appello ai colleghi – anche per le future generazioni dei magistrati che verranno, dovrà sentirsi coralmente protagonista e responsabile delle sorti dell`Istituzione alla quale appartiene, motivato da passione civile e democratica, impegnato nella tutela dei diritti fondamentali della persona e dei più alti valori della Costituzione, fedele al monito di Goethe: ‘Sinché dura il giorno vogliamo tenere alta la testa; e tutto quello che potremo produrre, noi non lo lasceremo da fare a quelli che verranno'”.
Il reato di immigrazione clandestina e l’istituto della prescrizione sono “due esempi di attualita’” per i quali il primo presidente della Cassazione auspica un intervento del legislatore. “Per il primo – spiega Giovanni Canzio nella suo relazione – non vi è dubbio che la risposta sul terreno del procedimento penale  si e’ rivelatata inutile, inefficace e per alcuni profili dannosa, mentre la sostituzione del reatto con un illecito e con saznioni di tipo ammministrativo, sino al più rigorso provvedimento di espulsione, darebbe risultati concreti”. “Quanto alla prescrizione – rileva ancora Canzio – si è più volte ribadito che essa irregionevolmente, continua a proiettare la sua efficacia pure nel corso del processo, dopo l’avvenuto esercizio dell’azione penale o addirittura dopo che èstata prnonuciata la sentenza di condanna di primo grado, mentre sarebbe logico, almeno in questo caso che il legislatore ne prevedesse il depotenzimento degli effetti”.
Nessuno dubiti “dell’efficace azione di contrasto della magistratura verso ogni forma di criminalità organizzata o terroristica, anche di quella internazionale di matrice jihadista nel rispetto, tuttavia, delle regole stabilite dalla Costituzione e dalle leggi dello Stato”, è l’appello rivolto dal Primo presidente della Cassazione Giovanni Canzio nella sua relazione. “Diversamente – rileva Canzio – tradiremmo la memoria” dei magistrati “caduti in difesa dei più alti valori democratici”, come Emilio Alessandrini, “e non faremmo onore al giuramento di fedelta’ che abbiamo prestato”.

Orlando: non possiamo rinunciare a Shengen

Ci adopereremo nel quadro di una ridefinizione delle regole che disciplinano il fenomeno migratorio per il superamento del reato di immigrazione clandestina”. Lo ha detto il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, intervenendo all’apertura dell’anno giudiziario in Cassazione. Orlando ha sottolineato che “va scongiurata ogni contrapposizione tra diritti sociali e diritti civili, tra fedi religiose e fedi politiche, tra credenti e non credenti. E va così evitata la lacerazione del tessuto dei rapporti giuridici da cui dipende la nostra liberta. Il significato politico e ideale di Shengen sta qui. E non possiamo rinunciarvi”.

Giuseppe Catapano: Eurispes, in Italia il sommerso vale 540 mld, un terzo del pil. E l’evasione ammonta a 270 mld

giucatap687In Italia il fenomeno del sommerso è estremamente diffuso, tanto da essere spesso definito “di massa”, confermando una stima che l’Eurispes produsse negli anni scorsi secondo la quale l’Italia ha 3 pil: uno ufficiale di circa 1.500 mld di euro; uno sommerso equivalente a circa un terzo di quello ufficiale, ovvero almeno 540 mld; e uno criminale ben superiore a 200 mld.
Lo sostiene l’Eurispes nel Rapporto Italia 2016, aggiungendo che ai circa 540 mld di sommerso indicati corrisponderebbe, considerando una tassazione di circa il 50%, la somma di 270 mld di evasione. D’altra parte, una buona fetta è considerato “sommerso da sopravvivenza” nel quale parti importanti della società hanno teso a rifugiarsi a causa della crisi economica.
“Siamo tutti evasori? Probabilmente sì”, scrive l’Eurispes nel rapporto 2016. L’istituto di ricerca parla di sommerso ed evasione fiscale come veri e propri fenomeni di massa, in cui trova terreno fertile il lavoro nero. Secondo gli italiani, rileva il rapporto, le categorie che più spesso lavorano senza contratto sono le baby sitter (indicate nell’80% dei casi), gli insegnanti di ripetizione (78,7%) e i collaboratori domestici (72,5%). Seguono badanti, giardinieri, muratori, idraulici, elettricisti, falegnami e, con una percentuale del 50%, i medici specialisti. Nel corso del 2015, prosegue l’Eurispes, ha accettato un lavoro senza contratto il 28,1% degli intervistati, contro il 18,6% dell’anno precedente.

Reati triburari: sequestri per 3,8 miliardi. Al 31 ottobre 2015 la Guardia di Finanza ha svolto 16.928 indagini di polizia giudiziaria concluse nel contrasto all’evasione e alle frodi fiscali; 38.248 verifiche e controlli fiscali; 456.548 interventi di controllo economico del territorio. I reati tributari riscontrati hanno prodotto 10.893 denunce con sequestri patrimoniali pari a 895.268.119 euro e oltre 3,8 mld di proposte di sequestro; i fenomeni emersi hanno riguardato 1.637 casi di frodi Iva, 362 casi di fiscalità internazionale, 6.761 evasori.
E’ quanto si legge nel rapporto Eurispes nel quale si sottolinea come, per quanto riguarda invece il sommerso da lavoro, le indagini hanno riscontrato: 9.655 lavoratori in nero, 9.301 lavoratori irregolari; 4.483 datori di lavoro che hanno utilizzato manodopera irregolare o in nero.
Sono stati effettuati quasi 7.000 interventi di polizia doganale, che hanno prodotto 4.857 denunce per un totale di 7.000 violazioni riscontrate. Nella lotta al riciclaggio, sono state 56 le ispezioni e 209 i controlli di attività ispettiva antiriciclaggio; sono state approfondite 14.137 segnalazioni per operazioni sospette, con il risultato di 501 persone denunciate e 1.744 violazioni amministrative accertate.
Gli oltre 8.000 interventi eseguiti per accertare la legalità della circolazione transfrontaliera di valori hanno riscontrato 3.893 violazioni e prodotto l’intercettazione di 85,6 mln di euro di valuta e titoli.
Nell’ambito della lotta alla criminalità organizzata ed economico-finanziaria, al 31 ottobre 2015 sono state 56 le ispezioni e 209 i controlli di attività ispettiva antiriciclaggio; sono state approfondite 14.137 segnalazioni per operazioni sospette, con il risultato di 501 persone denunciate e 1.744 violazioni amministrative accertate. Gli oltre 8.000 interventi eseguiti per accertare la legalità della circolazione transfrontaliere di valori hanno riscontrato 3.893 violazioni e prodotto l’intercettazione di 85.600.000 euro di valuta e titoli.
Per quanto riguarda l’attività di contrasto al riciclaggio e all’usura più di 1.000 gli interventi eseguiti e 1.701 le persone denunciate. Un ulteriore sequestro di 811,36 mln di euro è avvenuto per reati fallimentari, societari, bancari, finanziari e di Borsa, per un totale di 5.053 soggetti denunciati nel corso dei 2.373 interventi eseguiti a tutela dei mercati finanziari. Gli interventi per falso monetario, invece, sono stati 4.925 e hanno condotto alla denuncia di 5.073 persone e al sequestro di 6.170.000 euro.
Il contrasto alla criminalità organizzata ha visto 2.341 accertamenti patrimoniali, per un totale di 8.880 soggetti controllati tra persone fisiche e giuridiche, oltre 4,6 mld di euro di proposte di sequestro e oltre 2,5 mld di euro effettivamente sequestrati, oltre a 452.307.182 confische avvenute.

Renzi su Twitter: 2015 anno record per recupero evasione. “Il 2015 anno record nel recupero sull’evasione fiscale (quasi 15 mld €). Un abbraccio a chi ci definiva “filo-evasori! #lavoltabuona”. Lo ha scritto il premier Matteo Renzi su Twitter.

Giuseppe Catapano: Moscovici, l’evasione delle imprese costa ogni anno fino a 70 mld all’Ue. Multinazionali, 31 paesi firmano protocollo Ocse

Olli Rehn at the righ, Pierre Moscovici.

Nell’Unione europea “ogni anno perdiamo tra i 50 e i 70 miliardi di euro a causa dell’evasione fiscale delle imprese”. Lo ha denunciato il commissario europeo per gli Affari economici e la fiscalità, Pierre Moscovici, presentando il nuovo pacchetto contro l’evasione fiscale delle imprese, anticipato sull’edizione odierna di ItaliaOggi.
Il commissario ha spiegato che la Commissione europea è ottimista circa l’approvazione delle nuove proposte. Il Consiglio Ue, l’insieme degli Stati membri, deve procedere all’unanimità su questioni economiche e fiscali. Una procedura dall’esito meno scontato rispetto alle approvazioni a maggioranza, ma Moscovici si dice “fiducioso” su un via libera in Consiglio Ue. “La mia grande fiducia per un accordo rapido sull’architettura fiscale è dovuta al fatto che è atteso dagli attori economici e voluto dall’opinione pubblica”, ha spiegato.
Intanto ieri sera è stata siglata a Parigi da 31 Paesi dell’Ocse, tra cui l’Italia, l’intesa sullo scambio di informazioni fiscali sulle multinazionali. Un accordo chiave per contrastare le pratiche di “ottimizzazione” che hanno consentito a molti giganti globali di sottrarre ingenti somme agli erari di mezzo mondo. Il protocollo, chiamato Multilateral Competent Authority Agreement, consentirà lo scambio automatico di dati. “Avrà un effetto immediato nell’aumentare la cooperazione fiscale e migliorando la trasparenza sulle multinazionali”, ha rivendicato il segretario generale dell’Ocse Anguel Gurria.

Giuseppe Catapano: L’Ue in guerra contro l’evasione fiscale

giucatap685Cinque armi contro l’evasione fiscale in Ue. Oggi il vice presidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis e il commissario alla fiscalità Pierre Moscovici svelano il pacchetto Beps (Base erosion profit shiftign). Le caratteristiche principali, secondo quanto ItaliaOggi è in grado di anticipare, delle nuove proposte comprendono: misure giuridicamente vincolanti e necessarie per bloccare i metodi più comuni utilizzati dalle aziende per evitare di pagare tasse; una raccomandazione agli Stati membri su come prevenire gli abusi al trattato fiscale; una proposta per gli Stati membri di condividere informazioni fiscali sulle multinazionali operanti nell’Ue; azioni per promuovere la buona governance fiscale a livello internazionale; e nuove procedure nei confronti dei paesi terzi che rifiutano il fair play fiscale.

Il pacchetto antielusione. Una delle armi messa sul campo dalla commissione oggi è la direttiva sulla base imponibile consolidata comune delle società (Ccctb). Lo strumento servirà davvero come una soluzione allo spostamento dei profitti all’interno dell’Ue. Ma non solo la Commissione giocherà di anticipo sui tempi tecnici di approvazione della direttiva tanto che il pacchetto che sarà illustrato oggi offre soluzioni immediate ed efficaci per affrontare l’evasione fiscale, aumentare la trasparenza fiscale e di garantire un ambiente di lavoro più equo e più stabile.

Giuseppe Catapano: Memorandum d’intesa Roma-Teheran per lo sviluppo della rete ferroviaria iraniana. Gruppo Fs in prima linea

giucatap673Ferrovie dello Stato Italiane in prima linea per lo sviluppo della rete ferroviaria dell’Iran.
Oggi è stato firmato un memorandum d’intesa dal Ministro dei Trasporti italiano Graziano Delrio e dal suo omologo iraniano Abbas Akhoundii, nell’ambito della visita in Italia del presidente Rouhani, che coinvolge progetti importanti tra cui la linea AV Tehran-Qom-Isfahan e la metro Mashad.
In una nota, il gruppo Fs ricorda che, attivo sul territorio sin dal 2001, ha riavviato recentemente i contatti con le Ferrovie Iraniane (RAI) ed èimpegnato in Iran, oltre che con la holding, attraverso Italferr (società di ingegneria) e Italcertifer (certificazione).
La prima è stata selezionata per prestare assistenza tecnica per il progetto della linea alta velocità Tehran-Qom-Isfahan (circa 400 km). Sta inoltre seguendo l’elettrificazione della linea Tehran-Mashhad (circa 900 km). Italcertifer si è affacciata sul mercato iraniano da circa due anni: sta lavorando alla progettazione preliminare del Test Centre delle Ferrovie Iraniane (infrastruttura e materiale rotabile) e ha partecipato alla gara relativa alla metro di Mashhad, risultando il “preferred bidder”, in attesa della firma del contratto.
L’infrastruttura ferroviaria dell’Iran si estende per circa 10.000 km e prevede un ampliamento del network fino a 25.000 km nel 2025, di cui 7.500 km di linee già in costruzione.

Giuseppe Catapano: Clausole abusive il limite sono i 60 giorni

giucatap672Pagamenti entro 60 giorni a co.co.co. e partite Iva (non imprese). Una clausola che stabilisse un termine superiore sarebbe, infatti, abusiva e quindi priva di effetto. Lo stabilisce, tra l’altro, il ddl sulle tutele per il lavoro autonomo non imprenditoriale e sul lavoro agile che nei prossimi giorni sarà al vaglio del Consiglio dei ministri (si veda ItaliaOggi del 27 ottobre 2015).

Le clausole abusive – Il provvedimento introduce una serie di novità ai rapporti di lavoro autonomo di cui al titolo III del libro V del codice civile: dalle collaborazioni coordinate e continuative alle Partite Iva, passando per il lavoro autonomo occasionale (esclusi i voucher). L’art. 3 disciplina le c.d. «clausole e condotte abusive» stabilendo che si considerano tali, e come tali prive di effetto, le clausole che attribuiscono una posizione preminente al committente (la facoltà di modificare unilateralmente le condizioni del contratto o, nel caso di contratto a prestazioni continuative, di recedervi senza congruo preavviso) e quelle mediante le quali le parti concordano termini di pagamento superiori a 60 giorni dalla data di ricevimento, da parte del committente, della fattura (partite Iva) o della richiesta di pagamento (co.co.co. e lavoro autonomo occasionale).

Giuseppe Catapano: Fondi Ue per tutti. Per sempre

giucatap671Libero accesso a tempo indeterminato ai Fondi europei per tutti i lavoratori autonomi. Comprese, quindi, le partite Iva, ma anche i collaboratori. Non solo. Sempre per i lavoratori autonomi accesso facilitato alla partecipazione negli appalti pubblici. Queste alcune delle novità contenute nel ddl recante misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale che nei prossimi giorni sarà al vaglio del Consiglio dei ministri così come confermato anche dal sottosegretario all’economia Enrico Zanetti che, ieri, ha fatto sapere come «il disegno di legge sul lavoro autonomo che sta per essere licenziato dal Consiglio dei ministri» rechi «numerose norme importanti e attese per la tutela dei lavoratori autonomi».
Prende, quindi, forma il testo collegato alla legge di stabilità per il 2016 annunciato nel corso delle settimane precedenti dal governo e si parte con una modifica proprio alla legge 208/2015. Nel dettaglio, la nuova disposizione contenuta nel collegato lavoro autonomo all’art. 7 va a delineare quelle che potranno essere le nuove opportunità professionali per i lavoratori autonomi. In prima battuta, infatti, ad essere chiamata in causa  è la recente legge di stabilità per il 2016, in particolare, il comma 821 dell’art. 1. Il collegato lavoro autonomo, infatti, all’art. 7 prevede l’abrogazione della disposizione che equiparata i liberi professionisti alle Pmi per l’accesso ai fondi strutturali europei, riscrivendo sostanzialmente la disposizione. Ed è attraverso la nuova stesura che il perimetro di azione della norma contenuta nella legge di stabilità per il 2016 potrebbe modificare il suo raggio di azione. In base alla previsione contenuta nella legge di stabilità, infatti, l’equiparazione sarà valida per l’accesso ai Fondi Ue nel periodo compreso tra il 2014 e il 2020. Norma che renderà , in un secondo momento necessaria, una proroga di tale scadenza. Problema risolto dalla norma del ddl che elimina ogni riferimento temporale. Salvo novità nel corso dei lavori, quindi, l’equiparazione sarà a tempo indeterminato. E’ prevista, inoltre, l’estensione della platea dei beneficiari della disposizione. La norma contenuta nella legge di stabilità, infatti, pur non facendo alcune distinzione tra professioni regolamentate e non, entrambe ricomprese nella dicitura «liberi professionisti», nulla dice in merito alle altre forme di lavoro autonomo. Di diverso avviso, invece, l’art. 7 del ddl che relativamente all’ambito di applicazione della norma fa espresso riferimento ad ogni forma di lavoro autonomo.

Giuseppe Catapano: Cina, crollano le borse (Shanghai -6,4%, Shenzhen -7,1%) nonostante l’ennesimo intervento della PboC

giucatap670Martedì nero per la Borsa di Shanghai, nonostante la banca centrale cinese abbia iniettato altri 67 miliardi di dollari nel sistema finanziario attraverso meccanismi di finanziamento a breve termine per evitare una possibile crisi di liquidità a ridosso delle festività per il capodanno lunare. L’indice principale al termine degli scambi accusa un tonfo del 6,42% scivolando a 2.749 punti. Si tratta del livello più basso da 11 mesi, mentre rispetto ai massimi del giugno scorso la principale borsa cinese lascia sul terreno oltre il 40%. Vendite generalizzate ma sul comparto industriale e petrolifero i maggiori ribassi, con Petrochina e China Petroleum che accusano flessioni superiori al 6%, mentre China Railway lascia sul terreno il 7,20%.
In profondo rosso anche la Borsa di Shenzhen: il Composite chiude in calo del 7,1%.

Giuseppe Catapano: Chiuse sei frontiere, Schengen vacilla

epa04505610 A view of Schengen's sign in the village of Schengen, Luxembourg, 14 October 2014. EPA/NICOLAS BOUVY

Ad Amsterdam è partita la corsa contro il tempo per salvare Schengen. Francia, Germania, Austria, Svezia, Danimarca e Croazia hanno chiesto la sospensione del Trattato per due anni. Intanto hanno chiuso le frontiere, con l’obiettivo di fermare l’onda di migranti in arrivo dalla Grecia e dalla rotta balcanica, quasi 900.000 nel 2015 e 40.000 nel solo mese di gennaio. A maggio, pero’, non potranno più legalmente tenere la porta chiusa.
La possibile soluzione c’è, ed è quella invocata dal primo ministro italiano, Matteo Renzi, e dalla cancelliera tedesca, Angela Merkel, che prevede la redistribuzione automatica tra i 28 stati membri dell’Ue dei migranti che arriveranno in Europa. Le sorti di Schengen e dell’Unione, come nella crisi dell’euro, dipendono però dalla Grecia: il premier Alexis Tsipras ha tre mesi per riprendere il controllo delle sue frontiere e provvedere alla registrazione dei richiedenti asilo che giungono dalla Siria. In caso contrario torneranno i confini, e i rifugiati rimarranno bloccati nella penisola greca, innescando quasi certamente una crisi umanitaria. Quasi un paradosso il fatto che la minaccia maggiore per la libera circolazione provenga dai paesi che vogliono salvare Schengen: Germania, Olanda, Lussemburgo e le istituzioni Ue. Ieri ad Amsterdam si è tenuta una riunione straordinaria dei ministri degli Interni dell’Ue, convocata dalla presidenza olandese, per tentare di dare un contenuto politico alle proposte sul tavolo. Dopo nove ore di colloqui, l’austriaca Johanna Mickl-Leitner ha affermato che Schengen “è sull’orlo del tracollo”. Tra quattro mesi, infatti, Berlino e Vienna potrebbero essere le prime capitali a sospendersi dal trattato di libera circolazione. Il commissario agli Interni Ue, Dimitris Avramopoulos, prova a ricordare che “c’è piena intesa fra tutti sull’esigenza si salvare Schengen”, ma è impossibile non fare i conti con il fallimento del meccanismo di redistribuzione dei migranti e dei controlli all’ingresso che avanzano a singhiozzo.
Per l’Italia, l’incubo peggiore sono i Balcani: se la sospensione per due anni di Schengen chiesta dai Sei sembra una catastrofe, ancora peggio sarebbe la chiusura della rotta balcanica. Il rischio è che i migranti possano tornare ad attraversare il mare, mettendo l’Italia nella condizione di dover accogliere tra le 200.000 e le 400.000 persone in fuga dalla guerra.

Giuseppe Catapano: Fondi, finale d’anno col botto, a dicembre raccolti quasi 11 mld. Nel 2015 saldo positivo di 141 mld

giucatap668Grazie a una raccolta mensile di quasi 11 miliardi di euro a dicembre, l’industria del risparmio gestito ha archiviato il 2015 con un saldo positivo di circa 141 miliardi, un dato in crescita del 6% rispetto al 2014, che si era chiuso con una raccolta netta complessiva record di oltre 133 miliardi.
Secondo quanto ha reso noto Assogestioni, la parte del leone la fanno ancora le gestioni collettive che in dodici mesi hanno registrato flussi positivi per 95 miliardi, in aumento rispetto ai 92 miliardi del 2014. Ma cresce, anno su anno, anche la raccolta netta delle gestioni di portafoglio che archiviano il 2015 con 46 miliardi di flussi netti, contro i 41 dell’anno scorso.
Da segnalare, infine, il nuovo exploit del patrimonio complessivo gestito dall’industria che ha chiuso il 2015 a quota 1.823 miliardi, un dato in crescita di circa il 15% rispetto al 2014. Una crescita che ha riguardato in egual misura sia le gestioni collettive, passate dai 731 miliardi del 2014 agli 890 miliardi del 2015, sia le gestioni di portafoglio, che hanno chiuso l’anno a quota 932 miliardi, contro gli 857 dell’anno precedente.
Nel 2015 più della metà della raccolta dei fondi aperti è stata fatta attraverso i fondi flessibili (51,5 miliardi di euro). Seguono, ben distanziati, gli obbligazionari che hanno visto entrare 14,9 miliardi, i bilanciati 12,5 miliardi e gli azionari con 9,5 miliardi.