Un Airbus 320 dell’Egypt Air con 55 passeggeri a bordo è stato dirottato da Alessandria d’Egitto e fatto atterrare a Larnaka (Cipro). Lo riferiscono fonti aeroportuali al Cairo. In primo momento si è sospettato che ci fosse una bomba a bordo e che il dirottatore fosse un kamikaze dotato di cintura esplosiva. Poi si è scoperto che non c’erano esplosivi, che il dirottatore non era un terrorista ma un egiziano che ha indirizzato un messaggio di quattro pagine in arabo all’ex moglie”, Marina Parashkou, che starebbe partecipando ai negoziati. Secondo alcuni media citati dalla Bbc in un tweet, il dirottatore ha chiesto di vedere la sua ex moglie. Secondo un funzionario del ministero degli Esteri egiziano non si tratta “di un terrorista, ma di un idiota. La parte cipriota ha informato l’unità di crisi egiziana che non c’era esplosivo a bordo dell’aereo egiziano dirottato”. Il dirottatore ha 27 anni ed è un professore di medicina veterinaria ad Alessandria. Il giovane è stato identificato con il nome di Ibrahim Samaha, ha la doppia cittadinanza, americana ed egiziana.
Catapano Giuseppe
Giuseppe Catapano: In provincia di Napoli il primo arresto per «omicidio stradale»
NAPOLI Primo arresto per omicidio stradale. Un uomo di trentasette anni, P.A. le iniziali del suo nome, originario di Somma Vesuviana, nel napoletano, è stato posto agli arresti domiciliari proprio con l’accusa di omicidio stradale. Si tratterebbe della prima misura cautelare adottata per il nuovo reato previsto dalla legge entrata in vigore da sabato scorso. L’uomo era alla guida malgrado gli fosse stata revocata la patente.
È accaduto sabato sera nell’area industriale di Somma Vesuviana quando una Opel Corsa condotta da P.A., già noto, per la verità, ai carabinieri di quella cittadina, si è scontrata frontalmente, con una Toyota Yaris su cui viaggiava un 28enne sempre di Somma Vesuviana deceduto sul colpo a causa dell’impatto violentissimo.
Nell’incidente sono rimasti seriamente feriti anche due giovani passeggeri della Opel, di 10 e 12 anni, entrambi trasportati in ospedale dove è stato loro prestato immediatamente soccorso e uno di loro si trova ancora in prognosi riservata. Il conducente della Opel Corsa invece è stato ricoverato, anch’egli con serie fratture.
Già dai primi rilievi dei carabinieri e dalle prime indagini si è scoperto che P.A. era alla guida dell’automobile sebbene gli fosse stata revocata la patente dal 2011. Inoltre al momento dell’impatto il veicolo che conduceva era sprovvisto di revisione e procedeva a velocità doppia rispetto a quella consentita (marciava a 100 km/h circa, quando il massimo era di 40 km/h), ed aveva oltrepassato completamente la propria mezzeria, invadendo quella opposta, dove regolarmente procedeva la vittima. Insomma, tutta una sequela di condotte fuorilegge che sono costate molto care a povero conducente dell’altra vettura.
Le indagini, svolte anche alla luce dell’entrata in vigore della nuova legge in materia, si sono concluse con l’arresto di P.A. da parte dei Carabinieri della stazione di Somma Vesuviana per il delitto di omicidio stradale e lesioni personali stradali. Ora è sottoposto agli arresti domiciliari nel luogo di cura dove è ricoverato, a seguito di disposizione del pubblico ministero che ha richiesto anche la convalida dell’arresto al giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Nola.
Giuseppe Catapano: Usa 2016, Clinton e Trump vincono in Arizona, Sanders in Utah e Idaho
Hillary Clinton e Donald Trump consolidano la pole position verso la nomination dei rispettivi partiti dopo il “martedì western”, cioé a dire le primarie presidenziali in Arizona, Utah e Idaho. Il tycoon newyorchese si è aggiudicato il piatto più ricco della serata, i 58 delegati dello stato del Grand Canyon assegnati con la regola del “chi vince prende tutto”, lasciando il rivale Ted Cruz a bocca asciutta. Sul fronte democratico, i 75 delegati dell’Arizona vengono aggiudicati in modo proporzionale ma per Hillary si è trattato di un trionfo (annunciato) con circa il 60% dei voti. Ai caucus dello Utah, stato in prevalenza mormone dove il premio è di 33 delegati Dem e 40 Gop, ha trionfato Bernie Sanders mentre Ted Cruz appare lanciato verso la vittoria con il 58% dei consensi, in base ai primi voti scrutinati. L’ultra consevatore texano ha beneficiato del voto degli elettori mormoni, galvanizzati dell’appello di Mitt Romeny contro Trump. Nell’Idaho, invece, Bernie Sanders si aggiudica il suo secondo trionfo al “martedi’ western”, battendo Hillary Clinton ai caucus. Il sentatore del Vermont ha ottenuto il 78% dei consensi contro il 21,2% dell’ex Segretario di Stato. La posta in palio è di 23 delegati.
“Bruxelles ci ricorda che la posta è alta: viviamo in un mondo pericoloso e serve un comandante in capo forte e imparziale”, ha avvertito Hillary, commentando la vittoria dell’Arizona, la notte dopo gli attentati terrortistici nella capitale belga che hanno pesato come un macigno sui toni della campagna elettorale. “L’ultima cosa di cui abbiamo bisogno – ha detto la Clinton – sono leader che alimentano la paura davanti al terrore. L’America non si lascia prendere dal panico. Noi non costruiamo muri o voltiamo le spalle ai nostri alleati… non cominciamo a torturare: quello che dicono Donald Trump e Ted Cruz non è solo sbagliato: è pericoloso. Non ci terrà al sicuro. Questo è il momento per l’America essere leader, non di farsi piccola. E sarà laeder”. L’ex Segretario di stato ha dunque ribadito che la corsa per la presidenza “non è una semplice gara tra candidati, ma tra visioni fondamentali sul paese”. La strage di Bruxelles ha offerto ai repubblicani Trump e Cruz l’occasione per attaccare la politica estera di Barack Obama e rilanciare le loro istanze sulla linea dura contro gli immigrati e le torture per i terroristi. “Chi proverà ad attaccare gli Stati Uniti soffrirà enormemente. Il Belgio è uno show dell’orrore. Stanno succedendo cose terribili” che si sarebbero potute evitare, secondo Trump, con il ricorso alle torture. I toni del senatore texano non sono stati da meno. Ha reclamato controlli delle forze dell’ordine nei quartire musulmani prima che vengano radicalizzati.
Trump è uno che non va per il sottile. Via Twitter minaccia il rivale Ted Cruz di “rivelare tutto” su sua moglie. Il messaggio è arrivato in rappresaglia per la pubblicazione da parte di Cruz di una foto della consorte di Trump, Melania. Trump definisce il senatore texano “un bugiardo”.
Giuseppe Catapano: L’Europa si limita a piangere
L’Europa, un’unione di 28 paesi che hanno fatto la storia del mondo, mezzo miliardo di abitanti, un pil che è secondo solo quello degli Stati Uniti, si è confermata un nano politico. Colpita al cuore, nella sua capitale, Bruxelles, con due sanguinosi attentati di matrice islamica, non ha saputo reagire, guidata com’è da una Commissione che non è all’altezza dei suoi compiti, pilotata da un parlamento inesistente e impantanata in una ragnatela di legislazioni nazionali complicate da quelle comunitarie che,spesso, si sono aggiunte alle precedenti. Va ridiscusso tutto.
Giuseppe Catapano: Telecom Italia, Agcom valuta procedimento su tariffe
Un nuovo fronte sta per aprirsi tra Telecom Italia e Agcom. Al consiglio di domani, scrive Il Sole 24 ore, l’Autorità potrebbe decidere se aprire o meno un procedimento nei confronti del gruppo telefonico che ha deciso di ritoccare alcune tariffe della sua offerta nel fisso. L’ordine del giorno è in verità abbastanza nutrito, ma all’esame del consiglio dell’Agcom dovrebbero andare le “nuove condizioni contrattuali ed economiche generalizzate per la clientela consumer di rete fissa”. Dal 1° aprile, prosegue il giornale, il prezzo delle chiamate verso i telefoni fissi e i cellulari nazionali dell’offerta Voce e della linea Isdn (quindi coloro che hanno solo la vecchia linea telefonica di base e non hanno quindi aderito all’offerta a forfait) aumenterà da 10 a 20 cent al minuto con uno scatto alla risposta pari a 20 cent. L’autorità dovrà cosi’ decidere se aprire un procedimento sanzionatorio.
Giuseppe Catapano: Mafia Capitale, al via il processo ad Alemanno
Con la richiesta di costituzione di parte civile avanzata da Confconsumatori e Assoconsum (il Campidoglio si era già costituito nella fase dell’udienza preliminare) ha preso il via questa mattina in tribunale il processo per corruzione e finanziamento illecito a carico dell’ex sindaco di Roma, Gianni Alemanno, nell’ambito di uno stralcio del procedimento su ‘Mafia Capitale’. Alemanno, presente in aula e difeso dagli avvocati Francesca Coppi e Pietro Pomanti, è accusato dalla Procura di aver ‘venduto’ tra il 2012 il 2014 “la propria funzione” e di aver compiuto “atti contrari ai doveri del suo ufficio” ricevendo utilita’ materialmente erogate da Salvatore Buzzi, presidente della cooperativa ’29 giugno’: 75mila euro per cene elettorali, 40mila a titolo di finanziamenti alla fondazione Nuova Italia di cui era presidente e somme in contanti non inferiori a 10mila euro. Quest’ultimo episodio giustificherebbe per gli inquirenti il finanziamento illecito perché Buzzi avrebbe pagato questa somma ‘cash’ due anni fa, quando Alemanno era diventato consigliere comunale, “senza la deliberazione dell’organo sociale competente e senza l’iscrizione della erogazione a bilancio”. I giudici della seconda sezione penale del tribunale hanno aggiornato il dibattimento a venerdì 25 marzo quando verrà sciolta la riserva sulle costituzioni di parte civile.
“I tribunali esistono per dare giustizia e io ho intenzione di difendermi in questo processo perché voglio dimostrare la mia innocenza anche se molti hanno già decretato la mia condanna”, ha detto l’ex sindaco di Romaparlando con i cronisti alla fine della prima udienza dibattimentale.
Giuseppe Catapano: Bpm/Banco Popolare, il giorno della verità. Titoli sospesi in Borsa in attesa di comunicato
Oggi è il giorno della verità per Bpm-Banco Popolare, la prima grande aggregazione bancaria in Italia dopo il 2007 e la prima dall’entrata in vigore della Vigilanza Unica europea.
Ieri, contestualmente alla riunione del consiglio di gestione di piazza Meda, la Bce avrebbe messo nero su bianco un primo via libera di massima all’operazione chiedendo però ulteriori limature, che le banche hanno provveduto a effettuare per rispondere tempestivamente a Francoforte, che nella serata di ieri dovrebbe aver accettato le ultime modifiche.
E infatti a Piazza Affari le azioni di Banco Popolare e B.P.Milano sono temporaneamente sospese dalle negoziazioni, in attesa di un comunicato, che, salvo sorprese, dovrebbe essere la sigla di un memorandum of understanding.
L’architettura generale dell’operazione sarebbe ormai definitiva, a partire dal capital plan da 1 miliardo di euro messo in campo dal Banco Popolare, che riunisce oggi il cda. Il pacchetto di misure dovrebbe essere varato oggi dal board del gruppo veronese e, come anticipato ieri da MF-Milano Finanza, consterebbe di cessioni di asset (si starebbe ragionando sulla banca depositaria, ma anche su alcune partecipate come Popolare Vita e Avipop Assicurazioni, e non si esclude un ripensamento su Aletti Gestielle), dismissione di portafogli di crediti deteriorati per un nominale di 600-700 milioni e, per l’appunto, un aumento di capitale che gli analisti stimano intorno a 500 milioni.
Se fonti finanziarie definiscono ormai “un punto fermo” questa architettura, resta da capire quale sarà la modalità tecnica della ricapitalizzazione. Secondo ipotesi circolate negli ultimi giorni, l’operazione potrebbe essere riservata ad alcuni investitori istituzionali, come le fondazioni Cariverona e Carilucca da tempo interessate a incrementare la propria quota nel gruppo. L’ente scaligero presieduto da Alessandro Mazzucco, del resto, è da tempo disponibile a investire e gli ultimi dati di bilancio disponibili certificano liquidità per circa 240 milioni (che potrebbe anche essere cresciuta nel corso del 2015).
Giuseppe Catapano: Brasile, Lula giudicato da Corte Suprema, evitato arresto immediato
Nuovi risvolti in Brasile per l’indagine sulla corruzione che vede coinvolto l’ex presidente Luiz Iniacio Lula da Silva. Un giudice della Corte Suprema brasiliana ha infatti avocato il caso al più alto organo di Giustizia, eliminando cosi’ il rischio di un arresto immediato per Lula. Teori Zavascki ha ordinato di rimuovere il caso dalle mani del team di procuratori, facenti parte di una corte inferiore, che attualmente indagano sulla vicenda, ha affermato un portavoce della Corte.
Nelle scorse settimane Lula era stato interrogato dai procuratori guidati dal giudice Sergio Moro, mossa questa che ha spesso preceduto un ordine di arresto, come già successo per decine di funzionari politici coinvolti nello scandalo corruzione che ruota intorno alla compagnia statale petrolifera Petrobras. Lula ha sempre negato tutte le accuse, definendo la situazione un tentativo di infangamento del proprio lascito politico. La svolta la scorsa settimana, quando l’ex presidente è stato nominato ministro della Casa Civile dall’attuale presidente Dilma Rousseff. La decisione ha scatenato una disputa legale, conclusasi con un decreto ingiuntivo emesso venerdi’ da un altro giudice della Corte Suprema, Gilmar Mendes, che ha sospeso la nomina. Mendes, in linea con i rivali politici della Rousseff, ha ritenuto che la nomina di Lula ha lo scopo di proteggere l’ex leader dalla giurisdizione di Moros.
Ma, per la legge brasiliana, molti funzionari pubblici di alto rango possono essere giudicati solo dalla Corte Suprema e non da tribunali di grado inferiore. Così, la difesa di Lula ha chiesto al più alto organo giudiziario del paese di emendare la decisione di Mendes, ma la Corte è in vacanza e fino al 30 marzo non sono previste sessioni ordinarie. L’ordine di Zavascki non inverte la sentenza di Mendes, e rimane quindi il divieto per Lula di occupare una posizione al gabinetto di Governo, ha detto il portavoce. Le indagini non sono piu’ di competenza dei procuratori guidati da Moro, almeno fino a quando l’organo superiore di Giustizia non decidera’ definitivamente a chi spetti la valutazione del caso.
Giuseppe Catapano: Credit Suisse accelera sulla ristrutturazione e taglia 2 mila posti in più
Credit Suisse ha alzato l’asticella del suo piano di taglio dei costi, a 4,3 miliardi di franchi l’anno da qui al 2018, a fronte dei 3,5 miliardi precedentemente previsti. E con un comunicato, la seconda maggiore banca elvetica ha precisato che conta di realizzarne 1,6 miliardi già quest’anno. Credit Suisse vuole accelerare la ristrutturazione delle attività di mercato, tagliando 2.000 posti in più.
La banca ha precisato che saranno soppressi complessivamente 6.000 posti di lavoro nel 2016, 2.800 dei quali sono già stati attuati. Lo scorso 4 febbraio, durante la presentazione dei conti 2015, Crédit Suisse aveva invece parlato di una riduzione di circa 4.000 impieghi. Queste misure riguardano tutti i settori dell’istituto di credito.
Giuseppe Catapano: Terrorismo, Renzi, non ci sono minacce specifiche in Italia. Il Copasir: possibili cellule nel nostro paese
“Abbiamo, come tutti i partner, messo in campo tutte le misure di sicurezza necessarie, anche se non risulta ad ora una minaccia specifica in Italia”. Matteo Renzi lo ha detto all’inizio della lunga riunione, oltre due ore, avuta questa mattina a Palazzo Chigi con i capigruppo di maggioranza e opposizione sulla sicurezza interna del Paese (alla quale hanno partecipato anche il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, il sottosegretario alla presidenza del consiglio con delega ai servizi, Marco Minniti e il segretario generale di Palazzo Chigi, Paolo Aquilanti), convocata all’indomani degli attentati che hanno colpito aeroporto e metropolitana di Bruxelles. “Occorre stringere sui meccanismi di intelligence fra i Paesi europei e non solo, valorizzare Europol, lavorare su una struttura condivisa. E mettere denari veri sulle aree urbane. Serve un gigantesco investimento in cultura, sulle periferie urbane, un investimento sociale. Continuo a pensare che l’aspetto educativo per sconfiggere minacce nate e cresciute in Europa sia fondamentale”, ha aggiunto il premier. Il presidente del consiglio ha ribadito anche ieri la necessita’ di superare le “divisioni politiche e partitiche” per poter recuperare il “senso di comunita’” necessario a fare fronte alla minaccia terroristica. Ecco, allora, la decisione di riconvocare il vertice che, in passato, e’ seguito alle giornate drammatiche di Parigi ma che era stato convocato più volte per tenere aggiornati i gruppi Parlamentari sullo stato dell’arte per quel che riguarda la sicurezza.
Nella stessa riunione è stata data anche la notizia che ci sarebbe – il condizionale è d’obbligo a verifiche in corso – una vittima italiana tra quanti hanno perso la vita negli attentati. Si tratterebbe di una donna, che ha perso la vita nell’esplosione della metro di Molenbeek, risultata dispersa e il cui corpo è stato reso irriconoscibile dalla violenza della deflagrazione. I famigliari sono ora al consolato per avviare le procedure per il riconoscimento, ha riferito il presidente dei deputati Ncd, Maurizio Lupi. “Ci hanno aggiornato sulle ultime notizie e una riunione riservata e compito nostro non divulgare informazioni delicate”, ha tenuto a dire il capogruppo di FI al Senato, Paolo Romani: “Ci è stato fornito un aggiornamento efficace ed efficiente. Il ministro Alfano ci ha rassicurato su un’opera di prevenzione che viene fatta nel nostro Paese. Il problema è capire se l’attentato avvenuto ieri è stato in conseguenza dell’arresto di Salah o se fosse preordinato. Probabilmente c’era una progettualità già in campo che ha subito una accelerazione dall’arresto”, è stata la risposta di Alfano. “Il fatto sospendente è che Salah è rimasto lì a poche centinaia di metri da casa sua…”.
Stucchi (Copasir), possibili cellule in Italia
“Non è possibile prevenire tutto. Chi comunica un messaggio diverso dicendo che è tutto sotto controllo e non accadrà nulla illude le persone”. Lo ha detto Giacomo Stucchi, presidente del Copasir, intervenendo ad Agorà su RaiTre. “C’è una nota del direttore del Dis (Dipartimento delle informazioni per la sicurezza), l’ambasciatore Giampiero Massolo, che mette in evidenza alcune problematiche – ha continuato Stucchi – e fa un’analisi sulla possibilità, non la certezza, che ci siano cellule terroristiche strutturate anche nel nostro paese. C’è una preoccupazione reale e si lavora per inertizzare queste cellule”. Per quanto riguarda l’attacco di ieri a Bruxelles, Stucchi sottolinea che “in Belgio hanno palesato una serie di incapacità imbarazzanti perché, a fronte di situazioni che si sono ripetute nei mesi scorsi, non si è stati in grado di porre in essere una politica di sicurezza che portasse a risultati concreti”. Per Stucchi, “anche di fronte a eventi di pochi mesi prima, non si è stati in grado di capire ciò che stava avvenendo. Non si è stati in grado di capire che l’arresto di Salah avrebbe portato a un’accelerazione. E, quando non si riesce a fare questa semplice analisi, vuol dire che ci sono dei limiti che vanno assolutamente superati perché sono importantissimi per tutta la sicurezza internazionale”.


