Giuseppe Catapano: Referendum, Moscovici, l’Italia è un paese solido con istituzioni solide

Olli Rehn at the righ, Pierre Moscovici.

“L’Italia è un paese solido con istituzioni solide”. Così il commissario europeo agli affari economici Pierre Moscovici ai microfoni della tv France 2 sul risultato del referendum che ha portato alle dimissioni del premier Matteo Renzi.
Moscovici ha riconosciuto che per l’Italia si prospetta un periodo di “instabilità politica” ma è un paese che dal punto di vista economico è “estremamente stabile, con una robusta economica”.

Giuseppe Catapano: Economia, politica e finanza: gli appuntamenti della settimana

giucatap717Questi gli appuntamenti economici, finanziari e politici piu’ rilevanti della settimana:

Martedì 6 dicembre

Milano 10h30 Nell’ambito delItalian Lifestyle day’ presentazione delle Quotabili 2016 della Moda e del Lusso e del Design. Tra i partecipanti Raffaele Jerusalmi, AD di Borsa Italiana; Carlo Pambianco, Presidente di Pambianco Strategie di Impresa. Palazzo Mezzanotte, Piazza Affari 6

Roma 09h00 ‘Il popolo delle bollette e la scomparsa del mercato di maggior tutela’. Tra i presenti Andrea Pe’ruzy, Presidente e AD Acquirente Unico; Ignazio Abrignani, Vice Presidente X Commissione Attivita’ produttive; Alfonso Pecoraro Scanio, Presidente Fondazione UniVerde; Antonio Persici, Presidente OIC; Gianluca Di Ascenzo, Presidente Codacons e Vice Presidente OIC; Carlo Bagnasco, Direttore Operativo di Energetic Source; Massimo Formichella, Responsabile crediti Enel Mercato Italia; Luca Ottolini, Iren Mercato; Filippo Stefanelli, Responsabile energy Acea Energia Spa. presso la Camera di Commercio di Roma – Sala Tempio di Adriano in Piazza di Pietra

Milano 10h00 Presso Bicocca Village (via Friedrich von Hayek) inaugurazione supermercato del futuro Coop.

Roma 10h00 L’Ambasciata della Repubblica di Corea in Italia presenta ‘Il progetto Eurasia Iniziative e le opportunita’ di cooperazione strategica tra Italia e Corea del Sud’. Sala Perin del Vaga, Istituto ‘Luigi Sturzo’, via delle Coppelle, 35

Milano 11h00 Intervista di Luciano Fontana a Giuseppe Sala. Piccolo Teatro Grassi, via Rovello 2

Milano 11h00 Inaugurazione nuova tratta ferroviaria T1-T2 di Milano Malpensa. Presso Malpensa

Roma 11h00 Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella alla presentazione del volume sulla vita di Pierre Carniti ‘Pensiero, azione, autonomia’ a cura di Edizioni Lavoro.
Ci saranno anche Prodi, Furlan, Morese, Becchetti (Aula Magna dell’Auditorium Antonianum di Roma, in Viale Manzoni, 1)

Milano 11h30 Conferenza stampa di Fastweb. Interviene Alberto Calcagno, AD di Fastweb. Spazio Gessi, Via Manzoni 16A

Roma 12h00 Senato – in commissione Bilancio legge bilancio

Roma 14h30 Senato – Lavori Pubblici -seguito dell’audizione informale del Presidente dell’ANAS spa sulle prospettive di sviluppo industriale del gruppo.

Roma 14h30 Senato – commissione industria – audizione informale di rappresentanti di Confindustria sulla nuova Presidenza e il suo programma.

Roma 15h30 Autorita’ Garante della Concorrenza e del Mercato (Piazza Verdi 6/A) Convegno di Studi Semplificazioni, liberalizzazioni e crescita. Presiede e modera Filippo Patroni Griffi Presidente Aggiunto del Consiglio di Stato; con Giovanni Pitruzzella, Presidente dell’Autorita’ Garante della Concorrenza e del Mercato; con Marcella Panucci, Direttore Generale Confindustria Semplificazioni normative come opportunita’ di crescita per le imprese; Marcello Clarich

Roma 16h30 ‘Le premesse per la nuova rivoluzione industriale: un approccio concreto a banda ultralarga e risorse umane’.
Presso l’Auditorium Federmanager, Via Ravenna 14

Roma 17h00 Convegno CONSOB-CASMEF LUISS dal titolo ‘La domanda di consulenza finanziaria in Italia: determinanti e prospettive di sviluppo’. Con Giorgio di Giorgio (Luiss) e Anna Genovese (commissario Consob). Seguiranno la presentazione del Quaderno di finanza Consob n. 83 dal titolo ‘Domanda di consulenza, conoscenze finanziarie e overconfidence. Il caso italiano’ e il dibattito. Presso l’aula Toti della LUISS, viale Romania 32

Roma 17h30 Evento Luiss ‘Come formare e selezionare le élite?’. Aula Blu Viale Romania 32

Giuseppe Catapano: Referendum, il No (al 59,11%) sbanca al Sud

giucatap716I risultati definitivi del referendum, comprendenti lo scrutinio di tutte le 61.551 sezioni d’Italia le 1.618 comunicazioni dall’estero, vedono il Si’ al 40,89% e il No al 59,11%. I voti per il Si’ sono stati 13.432.208, quelli per il No 19.419.507. Le schede bianche sono state 83.417 pari allo 0,25%, le schede nulle 306.952 pari allo 0,92%. Le schede contestate o non assegnate sono 1.761.
l si’ al referendum costituzionale ha vinto solo in tre Regioni: Trentino Alto Adige (53,87% contro 46,13% del no), Emilia Romagna (50,39% contro 49,61%) e Toscana (52,51% contro 47,49%).
In tutte le altre Regioni il no e’ stato nettamente prevalente, in particolare in quelle meridionali. A schierarsi quasi completamente a favore del no e’ stata la Sardegna con un 72,22% contro un 27,78% a favore del si’.
Ma il no e’ stata la scelta netta di quasi tutte le Regioni del Sud. In Sicilia il no ha raggiunto il 71,58% dei voti contro il 28,42% dei si’; in Calabria il no e’ arrivato al 67,02% (32,98% dei si’); in Campania il no ha vinto con il 68,52% (31,48%); in Puglia il no e’ arrivato al 67,16% (32,84%); in Basilicata il no al 65,89% contro il 34,11% de si’.

Renzi: nel pomeriggio il cdm e poi al Quirinale. Lo aveva detto e lo ha fatto. La vittoria del no al referendum costituzionale segna per Matteo Renzi la fine della sua permanenza a Palazzo Chigi. È stato lo stesso Renzi nel corso della notte, mentre lo scrutinio sul voto era ancora in corso, ad annunciare la volonta’ di presentare le proprie dimissioni al Capo dello Stato, Sergio Mattarella.
Nel pomeriggio, come indicato proprio da Renzi, si terra’ una riunione del Consiglio dei ministri durante la quale il premier comunichera’ le sue intenzioni ai ministri, poi salira’ al Quirinale.
A quel punto la palla passera’ nelle mani di Mattarella. Il presidente della Repubblica potrebbe verificare la percorribilita’ di un mandato bis rimandando il Governo alle Camere o definire il calendario per le consultazioni. Un Governo Renzi bis, secondo indiscrezioni insistenti, sarebbe di difficile attuazione perche’ le dimissioni del premier sarebbero “irrevocabili”. Inoltre, sempre secondo quanto circolato nelle ultime ore, il presidente del Consiglio sarebbe intenzionato a presentarsi dimissionario da segretario del Pd durante la direzione prevista per domani. Una cosa certa riguarda la posizione di forza del Pd. Qualunque Governo si formera’ non potra’ fare a meno del Partito democratico. Al Colle intanto sono gia’ state fatte arrivare le richieste del centrodestra e del M5S che premono perche’ si vada ad elezioni anticipate.
Tra i dossier piu’ importanti che il nuovo Governo si trovera’ immediatamente ad affrontare ci sono l’approvazione della legge di bilancio da approvare entro l’anno; la messa in sicurezza del sistema bancario con un particolare focus su B.Mps e la modifica della legge elettorale, uno dei nodi politici maggiormente intricati da sciogliere.

Giuseppe Catapano: Referendum, Prodi ha deciso, voto sì

giucatap715Romano Prodi ha detto sì. Lo aveva fatto capire, ma adesso sente il dovere di dire apertamente come voterà al prossimo referendum costituzionale. “Anche se le riforme proposte non hanno certo la profondita’ e la chiarezza necessarie, tuttavia per la mia storia personale e le possibili conseguenze sull’esterno, sento di dovere rendere pubblico il mio Si’, nella speranza che questo giovi al rafforzamento della nostre regole democratiche soprattutto attraverso la riforma della legge elettorale”. Lo scrive Romano Prodi in una nota. Il confronto sul referendum “e’ diventato una rissa sulla stabilita’, inutilmente messa in gioco da un’improvvida sfida. Quanto al contenuto della riforma voglio solo ricordare che la mia storia personale e’ stata tutta nel superamento delle vecchie decisioni che volevano sussistere nonostante i cambiamenti epocali in corso”. Cosi’ Romano Prodi in una nota. “Questo era l’Ulivo. La mia vicenda politica si e’ identificata nel tentativo di dare a questo paese una democrazia finalmente efficiente e governante: questo e’ il modello maggioritario e tendenzialmente bipolare che le forze riformiste hanno con me condiviso e sostenuto”, osserva l’ex premier. “C’e’ – nota Prodi – chi ha voluto ignorare e persino negare quella storia, come se le cose cominciassero sempre da capo, con una leadership esclusiva, solitaria ed escludente. E c’e’ chi ha poi strumentalizzato quella storia rivendicando a se’ il disegno che aveva contrastato. Anche se le riforme proposte non hanno certo la profondita’ e la chiarezza     necessarie, tuttavia per la mia storia personale e le possibili conseguenze sull’esterno, sento di dovere rendere pubblico il mio si’ – sottolinea Prodi -, nella speranza che questo giovi al rafforzamento della nostre regole democratiche soprattutto attraverso la riforma della legge elettorale”.

Renzi:”Grazie a Romano Prodi, ha capito che c’è un’esigenza nel paese”

“Grazie a Romano Prodi che pochi minuti fa ha detto che votera’ Si'” al referendum. Lo ha detto il presidente del Consiglio Matteo Renzi, ad Ancona per una iniziativa per il Si’ al referendum costituzionale aggiungendo che “pur non condividendo tutti i punti della riforma, Prodi ha capito che c’e’ un’esigenza nel Paese”.

Giuseppe Catapano: B. Etruria, la Procura di Arezzo farà appello contro l’assoluzione degli ex vertici. Restano aperti altri 4 fascicoli

giucatap714La Procura di Arezzo farà richiesta di appello contro la sentenza di assoluzione, che ha portato al proscioglimento degli ex vertici di Banca Etruria, nel filone di indagine che riguarda l’ostacolo alla vigilanza. Sono stati assolti l’ex presidente di Banca Etruria Giuseppe Fornasari, l’ex dg Luca Bronchi e il direttore centrale Davide Canestri, perché “il fatto non costituisce reato”.
“Il processo – hanno detto gli avvocati Bonacci e Baccaredda Boy, difensori di Luca Bronchi, è stato fatto solamente sulle carte dell’accusa. Attendiamo di leggere le motivazioni del gup ma nel frattempo ci diciamo pienamente soddisfatti. Di fatto sono state accolte quelle che erano le nostre richieste. Per tutti e tre gli ex dirigenti di Banca Etruria si tratta di un bel sollievo”.
Dopo l’assoluzione degli ex vertici di Banca Etruria dall’accusa di ostacolo alla vigilanza, restano aperti altri quattro filoni di inchiesta aperti dalla Procura di Arezzo sul dissesto finanziario dell’istituto toscano. I pm coordinati dal procuratore capo di Arezzo, Roberto Rossi, stanno cercando di fare luce, in particolare, sul presunto reato di false fatturazioni datato primavera 2014 e sull’omessa comunicazione al cda del conflitto di interessi in relazione a fidi concessi dalla banca a societa’ riconducibili ad alcuni amministratori e che ha avuto origine dalla relazione della Banca d’Italia riguardo al commissariamento di Banca Etruria avvenuto nel febbraio 2015. Sempre la procura di Arezzo indaga gli ex vertici della banca riguardo all’accusa di bancarotta fraudolenta. Su questo filone e’ facile prevedere che al centro delle indagini ci saranno le consulenze da 17 milioni di euro, la liquidazione all’ex direttore generale Bronchi da 1,1 milioni di euro, i premi aziendali e i fidi concessi agli imprenditori considerati vicini ai dirigenti della banca aretina.
Sulle scrivanie del pool di magistrati ci sono anche i ricorsi, per l’ipotesi di truffa, promossa da diverse associazioni di consumatori. Questa accusa riguarda la vendita di obbligazioni secondarie a risparmiatori che non sarebbero stati messi a conoscenza dei rischi connessi a questi strumenti finanziari. La vicenda e’ esplosa il 22 novembre del 2015 quando, per la prima volta in Italia, i risparmiatori di quattro banche (Etruria, Marche, Chieti e Ferrara) hanno perso i loro soldi in conseguenza di un decreto del governo. Si deve pero’ andare indietro di un paio di anni durante i quali i problemi sono cresciuti nel tempo per presunte responsabilita’ degli amministratori di questi istituti.
Presso la procura di Civitavecchia e’ infine aperto il fascicolo per truffa e istigazione al suicidio, dopo la morte del pensionato Luigino D’Angelo, che il 28 novembre dello scorso anno si tolse la vita per aver perso tutti i risparmi investiti in obbligazioni subordinate.

Giuseppe Catapano: Terremoto, l’Ue vuole finanziare tutta la ricostruzione con i fondi strutturali

giucatap713La Commissione Ue propone di finanziare totalmente le operazioni di ricostruzione legate al terremoto nell’ambito dei programmi dei fondi strutturali. Lo ha detto il commissario europeo alle Politiche regionali Corina Cretu intervenendo in un dibattito al Parlamento europeo. Bruxelles propone di modificare il regolamento sulla politica di coesione 2014-2020 e introdurre la possibilità di finanziare totalmente la ricostruzione, compreso il restauro del patrimonio culturale, col Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr).  La Commissione europea ha anche annunciato l’erogazione di una prima tranche di aiuti per un totale di 30 milioni di euro, come pagamento anticipato dal Fondo di solidarietà Ue, per i terremoti in centro Italia. Entro una settimana l’Italia riceverà un primo versamento di 30 milioni, l’importo più alto che possa essere versato a titolo di anticipo.

Giuseppe Catapano: Nuovo colpo ai miliardari cinesi, tassa straordinaria del 10% sulle auto di lusso

giucatap712Il governo cinese ha deciso di aumentare le tasse sulle auto del segmento ultra-lusso nel quadro dei programmi per la riduzione delle emissioni e quindi dell’inquinamento.
Nel dettaglio, secondo quanto comunicato dal Ministero delle Finanze, sara’ imposta a partire da oggi un’ulteriore tassa del 10% sui veicoli con un prezzo di listino a partire da 1,3 milioni di yuan (190 mila dollari circa).
La nuova tassa e’ destinata per gli esperti ad avere un impatto soprattutto sulle auto di lusso importate da marchi del calibro di Rolls Royce, Aston Martin e Maybach. Secondo Yale Zhang, direttore generale della societa’ di consulenza Automotive Foresight, ogni anno vengono importate in Cina circa 10 mila auto del segmento ultra-lusso a fronte degli oltre 20 milioni di veicoli passeggeri venduti sul maggior mercato automobilistico mondiale.
Per quanto riguardi una piccola percentuale di auto commercializzate in Cina, l’imposta rappresenta l’ennesimo intervento di Pechino per reprimere gli acquisti di lusso di un crescente numero di miliardari cinesi. Lo scorso aprile, per esempio, la Cina ha alzato le imposte sui prodotti di lusso acquistati all’estero per incoraggiare i consumi di beni domestici.
Negli ultimi anni i media statali hanno scelto le auto di lusso importate quale esempio per spiegare quanto le societa’ estere manipolino i prezzi e sfruttino la fame dei cinesi per beni occidentali. Le case automobilistiche hanno sempre risposto alle critiche attribuendo gli alti prezzi di listino alle elevate tariffe doganali e tasse locali.
Oltre alla nuova tassa del 10%, le auto di lusso sono sottoposte a tariffe doganali del 25%, a un’Iva del 17%, a un’imposta all’acquisto del 10% e ad una sorta di bollo auto dall’1% al 40% sulla base della cilindrata.
Le auto prodotte in Cina sono invece soggette solo all’Iva, alla tassa per l’acquisto e al bollo auto. I veicoli con cilindrata pari o inferiore agli 1,6 litri di cilindrata godono, almeno fino al 31 dicembre, di una tassa per l’acquisto del 10%.

Giuseppe Catapano: Berlusconi, il centrodestra voterebbe Sì se il patto del Nazareno fosse in piedi

giuycatap710Se nel 2015 non si fosse rotto il patto del Nazareno oggi il centrodestra sarebbe a sostegno della riforma costituzionale “certamente, perché il patto del Nazareno non si sarebbe rotto se la riforma costituzionale fosse stata del tutto diversa da questa”. Cosi’ il capo di Forza Italia ed ex presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, intervistato dal Foglio. “Noi avevamo fatto quel patto – non scritto, ma molto preciso – perche’ ritenevamo che il Pd fosse finalmente disponibile a un percorso di riforme condiviso nell’interesse degli italiani. Quando abbiamo capito che si trattava soltanto di un abito cucito su misura degli interessi del Pd e di Renzi – aggiunge – ci siamo tirati indietro. Questo non significa, ovviamente, che noi abbiamo fatto un’alleanza politica con la Fiom o con Magistratura democratica. Noi questa Costituzione la vogliamo cambiare davvero, per migliorarla, e per fare questo e’ necessario sgombrare il campo da una cattiva riforma, che invece la peggiora”

Giuseppe Catapano: Statali, 85 euro di aumento

MARIANNA MADIA

Dopo sette anni di blocco degli stipendi, i 3,2 milioni di dipendenti statali (compresi quelli della scuola) vedranno crescere la propria busta paga. Governo e sindacati confederali dopo oltre sette ore di trattativa hanno raggiunto l’accordo sull’entità e sulle modalità dell’aumento di 85 euro mensili, proposto dall’esecutivo e, soprattutto, sul suo intreccio con il bonus fiscale di 80 euro. Un problema che riguarda potenzialmente circa 800mila lavoratori del pubblico impiego (250mila solo nella scuola). Con gli aumenti salariali, infatti, una parte di questi 800mila dipendenti pubblici avrebbero rischiato di non poter più beneficiare del bonus previsto dal dl 66/2014 per il superamento della soglia di reddito. L’accordo ha raggiunto un compromesso tra le istanze dei sindacati e quelle del governo. L’esecutivo si è impegnato a stanziare risorse tali da “definire incrementi contrattuali in linea con quelli riconosciuti mediamente ai lavoratori privati e comunque non inferiori a 85 euro mensili medi”.

Giuseppe Catapano: Tassi verso una fase rialzista

BANDIERA USA STATI UNITI UNIONE EUROPEA UE BANDIERE

Nella prossima riunione della Fed, in programma il 13 e 14 dicembre, Janet Yellen dovrebbe annunciare un rialzo dei tassi, oggi nel range 0,25-0,50%. È questo uno dei pochi punti sul quale quasi tutti gli analisti sono d’accordo. Perché, per il resto, le previsioni sui tassi sono molto diversificate, a seconda delle priorità attribuite ai diversi rischi in gioco.

A cavallo della Trump economy. Subito la vittoria di Donald Trump alle presidenziali americane si è registrato un balzo nei rendimenti dei Treasury (quindi a danno dei detentori di titoli di Stato americani), che ha avuto ripercussioni anche nelle altre aree del globo. Compresa l’Italia, che per altro si trova a fare i conti con l’allargamento dello spread dovuto ai timori diffusi di una vittoria del «NO» al referendum del 4 dicembre, che aprirebbe le porte a una stagione di instabilità politica. Questo trend lascia immaginare che la Fed tenderà ad abbandonare l’atteggiamento da colomba per accelerare nel processo di normalizzazione dei tassi, rispetto a quanto previsto finora, vale a dire un rialzo di 25 punti base a dicembre, due ritocchi della medesima entità nel corso del 2017 e altri tre nel 2018, per arrivare tra due anni a circa il 2%.