Giuseppe Catapano: Ungheria, ex premier socialista accoglie profughi in casa

BUDAPEST – Mentre il primo ministro Viktor Orban porta avanti la linea dura, concedendo ai profughi solo dei bus con cui raggiungere la frontiera, l’ex premier socialista Ferenc Gyurcsány, accoglie in casa alcuni profughi assieme alla sua famiglia a cui ha offerto cibo e vestiti.

Ungheria-ex-premier-socialista-accoglie-profughi-in-casa-4Alla Cnn, Gyurcsány ha raccontato di avere ospitato anche più di 12 persone: “Aspettano di avere l’opportunità di raggiungere altri Paesi e ciascuno di loro ha bisogno di cose essenziali come acqua, cibo e riposo“.

Giuseppe Catapano: Palagonia, c’è stato stupro. Sospetto complici italiani

CATANIA – Si cercano i complici. Complici italiani. Mamadou Kamara, l’ivoriano accusato di aver sgozzato Vincenzo Solano e violentato e ucciso sua moglie Mercedes Ibanez potrebbe non aver agito da solo.

mamadou-kamara1-300x187E’ il sospetto degli investigatori che intanto, oggi 4 settembre, nel loro impianto accusatorio hanno una nuova certezza. Kamara ha stuprato. E anche di stupro, oltre che di omicidio, dovrà rispondere. Parla di “certezza” della violenza sessuale il procuratore Giuseppe Verdera e lo fa alla luce del referto dell’autopsia che quella violenza certifica.

C‘è poi un insieme di video che aggravano la posizione di Kamara. Sintetizza Repubblica:

“Lo si vede uscire alle 23.58 uscire dal Cara alla guida di una bici, con uno zaino monospalla di colore arancione. Alle 2.13, passa lungo via Palermo, davanti casa dei coniugi, alle 2.16, percorre una stradina adiacente che porta solo a ‘Villa Solano’, alle 5.14 e alle 5.15 e’ di nuovo in strada, alle 5.22 ha un sacco appeso alla bici, mentre un altro sarà trovato in casa delle vittime e alle 6.20 fa rientra al Cara”.

Tutti movimenti che coincidono con gli orari in cui è stato consumato l’omicidio. Resta da capire se Kamara abbia agito da solo. Il procuratore spiega:

“L‘ipotesi che vi possano essere persone di nazionalità italiana che abbiano detto al migrante che in quella casa poteva esserci un ‘tesoretto’ è al vaglio degli inquirenti”

Giuseppe Catapano: Boschi madrina Gay Pride: “Libri gender? Innocui”

PADOVA – La prima visita di un ministro in carica ad una festa organizzata dalla comunità’ omosessualeè  stata accompagnata da una grandissima attesa, sopratutto mediatica. Decine i giornalisti che hanno atteso il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi arrivata intorno alle 21.30 di sabato 4 settembre al Pride Village di Padova, il più grande evento lgbt del Nord Italia.

Boschi-madrina-Pride-Village-Libri-gender-Innocui-1-300x200Il ministro ha visitato tutti gli stand della festa, fermandosi a dialogare con i clienti dei vari bar e ristoranti. Particolarmente lunga la tappa alla libreria, soprattutto alla sezione descritta come quella dei cosiddetti libri ‘gender’. Poi le interviste, tra gli occhi incuriositi delle molte persone presenti alla festa. “Ringrazio per l’invito, qui da 8 anni si fa lavoro di incontro e di confronto, perché la prima barriera è la non conoscenza – ha esordito il ministro ringraziando il parlamentare del Partito Democratico Alessandro Zan, attivista per i diritti civili, che l’ha invitata – Qui finalmente le persone si parlano, si incontrano e affrontano un dibattito molto serrato, con tanti elementi critici come l’educazione all’interno delle scuole e la legislazione sui diritti civili”.

Più di un centinaio le persone che avevano presto posto sotto allo stand principale per ascoltare il ministro che però, ‘accerchiata’ dai molti microfoni e registratori non e’ riuscita a tenere il colloquio con Alessandro Zan così come era stato pensato. “In Parlamento stiamo facendo un lavoro prezioso, nel Pd stiamo lavorando Camera e Senato assieme per avere un testo che sia già condiviso dai nostri deputati per evitare troppi passaggi – ha spiegato – Noi siamo un governo che sta dimostrando, anche con i dati economici o sulla disoccupazione, che le riforme fanno bene al paese. Vogliamo un segno più anche sui diritti civili e che questa sia una riforma con cui il Paese è in grado di dimostrare che è più moderno, in linea con l’Europa anche per questo. Renzi, all’assemblea del Pd, si è impegnato ad approvare al Senato la legge sulle unioni civili prima del 15 ottobre. E’ un impegno che possiamo rispettare se non ci sarà ostruzionismo sulle riforme costituzionali, che saranno in aula prima”.

Decine di foto e strette di mano agli stand che il ministro che indossava una maglietta con il volto della poetessa Alda Merini, ha visitato anche a conclusione delle interviste. Anche in questo caso accompagnata da uno stuolo di telecamere e microfoni. In merito alla presunta teoria ‘gender’ il ministro ha parlato di grande disinformazione. “Nella scuola non devono esserci discriminazioni. I libri gender banditi in Veneto? Bisognava conoscere il contenuto, che è assolutamente innocuo, prima di prendere decisioni. La scuola deve insegnare diritti e uguaglianza, non vietare”. Le foto della Boschi pubblicate dall’Ansae il video de LaPresse.

Giuseppe Catapano: Jobs act, addio dimissioni in bianco, più ammortizzatori

ROMA – Il Governo ha approvato i 4 decreti attuativi del jobs act. “Esprimo soddisfazione per la conclusione della riforma del lavoro”, ha detto il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, parlando di risultato importante. “Abbiamo rimesso al centro il contratto a tempo indeterminato. Centinaia di migliaia di precari hanno un contratto stabile”.

jobs-act-300x204Di seguito il dettaglio dei provvedimenti presi, dall’estensione degli ammortizzatori sociali all’addio alle dimissioni in bianco, dalle telecamere suol posto di lavoro utilizzabili a fini disciplinari alla nuova Agenzia per le politiche attive.

Ammortizzatori sociali. “Abbiamo esteso gli ammortizzatori sociali a 1,4 mln di lavoratori prima senza copertura, cioè i lavoratori in azienda da 5 a 15 dipendenti”. La Naspi, il nuovo assegno contro la disoccupazione involontaria durerà 24 mesi. Poletti ha sottolineato che la cig viene riportata alla sua visione originale.

L’ammortizzatore in costanza di rapporto di lavoro durerà 24 mesi in un quinquennio mobile, periodo che sale fino a 36 se si usa la solidarietà. Sulle aliquote di applica il meccanismo bonus malus, paga di più chi più usa la cassa.

Addio alle dimissioni in bianco. La certificazione della richiesta di dimissioni dovrà essere fatta “su un modulo che va scaricato dal sito del ministero del Lavoro, se non c’è un modulo datato e certificato la dimissione non è valida”.

Telecamere sul posto di lavoro. “Per i controlli a distanza siamo intervenuti sull’art. 4 dello Statuto dei lavoratori rispetto alla privacy, colmando un vuoto normativo. Oggi abbiamo una normativa complessiva con al centro due obiettivi: una norma chiara e definita e il rispetto della privacy“. In sostanza,  le telecamere in ufficio o in fabbrica potranno essere utilizzate per fini disciplinari, potenzialmente anche per procedere a sanzioni, licenziamento compreso.

E l’azienda potrà, previa informazione al dipendente, controllare pc, tablet, telefonini, badge che contengano dati sensibili inerenti il lavoro senza dover accordarsi con il sindaco o chiedere autorizzazioni al ministero.

“La vecchia normativa – ha spiegato il ministro del Lavoro – riguardava solo le telecamere che osservavano un luogo e per istallare l’impianto serviva l’accordo del sindacato o l’autorizzazione degli uffici del ministero del lavoro, di fatto se le immagini registrate potevano essere usate veniva rimesso al magistrato. Noi abbiamo fatto la norma che estende i controlli a distanza a strumenti di lavoro come tablet e telefonini, abbiamo dichiarato che l’utilizzo di informazioni può essere fatto solo nel rispetto della privacy. La differenza è che oggi la norma sull’autorizzazione sindacale o del ministero continua a valere sugli impianti di prima ma non è necessaria per strumenti come cellulare e tablet”.

Agenzia politiche attive. Con il decreto in materia di servizi per il lavoro e di politiche attive nascerà l’Agenzia nazionale per le politiche attive (Anpal), operativa dal 1° gennaio 2016. ItaliaLavoro non sarà cancellata e sarà il braccio operativo dell’Agenzia.

Giuseppe Catapano: Maltempo, forte pioggia a Milano. A Roma è “allerta rossa”

MILANO – Ha iniziato a cadere molto forte dalle prime ore del mattino la pioggia a Milano, nella prima giornata di maltempo di un’estate molto calda. Dalle 5 circa, un nubifragio con forti tuoni si sta abbattendo sul capoluogo lombardo e sono numerosi gli interventi dei vigili del fuoco, soprattutto per allagamenti. Pozze d’acqua si sono formate anche in alcune strade, ma la situazione dovrebbe migliorare già dal primo pomeriggio con il ritorno del cielo sereno in serata.

Maltempo-forte-pioggia-a-Milano.-A-Roma-allerta-rossa-1-300x200La situazione è la stessa a Roma con forti piogge seguite da brevi schiarite. Già nel pomeriggio di venerdì, la città è stata bagnata da un fortissimo nubifragio che ha allagato diverse zone della città, tra cui l’Eur e Prati con i pompieri che sono dovuti intervenire per rimuovere alberi e rami caduti. Un albero è caduto su un’auto in via Monte Pertica, nel quartiere Prati a Roma. All’interno dell’abitacolo c’erano due passeggeri e una donna è rimasta ferita.

La Protezione civile ha diramato per oggi un’allerta temporali al centro-nord spiegando che la criticità sarà rossa su Roma, arancione su centro Italia e Lombardia.  Si tratta di una perturbazione presente su gran parte del continente europeo e sul Mediterraneo centro-occidentale sta portando sull’Italia “un intenso flusso di instabilità con fenomeni temporaleschi che tenderanno a intensificarsi al centro-nord, assumendo anche carattere violento e persistente specie su parte delle regioni centrali”.

Alle Regioni coinvolte spetta l’attivazione dei sistemi di protezione civile nei territori interessati. I fenomeni meteo, impattando sulle diverse aree del Paese, potrebbero determinare, viene sottolineano,”criticità idrogeologiche e idrauliche”.  I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, frequente attività elettrica, forti raffiche di vento e locali grandinate. Sulla base dei fenomeni previsti è stata valutata criticità rossa per rischio idrogeologico localizzato sull’area di Roma, criticità arancione per rischio idrogeologico localizzato su gran parte del resto del Lazio, sulla Lombardia settentrionale, su gran parte di Toscana e dell’Umbria, mentre per rischio idraulico diffuso su parte delle Marche, sulle restanti parti dell’Umbria e sul bacino dell’Aniene nel Lazio.

La criticità gialla sarà invece su parte del Friuli Venezia Giulia, sul Veneto, sulle restanti aree della Lombardia, parte del Piemonte e dell’Emilia-Romagna, sulla Liguria, le restanti zone della Toscana e delle Marche, sull’Abruzzo, sul Molise e su parte della Campania.

Ad Ancona è stato diramato il divieto di balneazione: la pioggia ha fatto saltare i depuratori in alcuni punti. A Napoli sono caduti chicchi di grandine enormi. In Sardegna pioverà invece per tutto il fine settimana.

Prima neve in Alto Adige. Prima copiosa nevicata della stagione sulle montagne più alte dell’Alto Adige. Nella notte sulle vette della cresta di confine con l’Austria sono caduti diversi centimetri di neve fresca. Fiocchi bianchi accompagnati da un brusco calo delle temperature già attorno ai 2.200 metri. Prima nevicata anche ai 2.700 metri di passo Stelvio.

Giuseppe Catapano: “Vendo profughi in buono stato”, annuncio scandalo: è di….

PARMA – Polemiche a Parma per le parole di un volontario della Croce Rossa impegnato nell’accoglienza dei profughi alla ex scuola di Castelnuovo di Baganzola: “AAA vendo profughi – ha scritto il volontario su Facebook – in buono stato tra Baganzola e Vicomero, tanta voglia di fare le persone discrete e pulite. Ora ne ho 14 quindi a mezzanotte apro i preorder e il primo che arriva se li piglia. No perditempo o buonisti del c…”.

La vicenda la racconta Il Secolo XIX:

“Molte persone hanno segnalato l’uscita alla Croce Rossa di Parma, che ha immediatamente preso le distanze con una nota firmata a nome di tutti i dipendenti e i volontari. «La Croce Rossa di Parma – ha scritto – opera da oltre 150 anni nel rispetto di tutte le persone, senza alcuna distinzione di nazionalità, razza, religione, classe e orientamento politico. Nessuno è considerato diverso o non meritevole di un sostegno, di un aiuto, e nessuno è considerato un peso. Il Comitato di Parma ha già avviato immediate verifiche su ciò che è avvenuto ed opererà secondo il regolamento vigente.

La frase arriva presto all’orecchio del sindaco di Parma Federico Pizzarotti che subiti si affretta a dichiarare: ‘Parma non si identifica con atteggiamenti di questo tipo e non incarna quei sentimenti’”.

«Il post pubblicato da un giovane milite volontario della Croce Rossa Italiana – ha detto Pizzarotti – non può passare sotto silenzio. Siamo di fronte al curioso caso che chi aiuta come volontario i profughi, esprime pochi minuti dopo tutto un carico di odio assolutamente intollerabile per una società civile. Voglio pensare che si sia trattato di un attimo di folliae che l’autore del gesto si senta in dovere di chiedere scusa per ciò che ha scritto, mettendo tra l’altro in grave imbarazzo l’associazione nella quale presta la sua attività di volontario».

Germania: “Oggi arriveranno 10mila profughi”

A cura di: Giuseppe Catapano

VIENNA – L’Ungheria nella notte mette a disposizione degli autobus per i migranti partiti a piedi da Budapest permettendo così di raggiungere più rapidamente il confine con l’Austria e la Germania e quest’ultimo paese fa sapere di aspettarsi almeno 10mila profughi solo nella giornata di oggi (molti, dopo aver infatti raggiunto l’Austria, proseguiranno verso la Germania).

Profughi-a-piedi-Vienna-e-Berlino-aprono-Ungheria-offre-bus-1-300x200Nella notte l’Ungheria, dopo aver parlato con le autorità di Vienna e con quelle di Berlino che si sono dette pronte ad accogliere i profughi, e dopo aver proclamato lo stato d’emergenza (in Parlamento non è però passata la linea dura che prevedeva lo schieramento dell’esercito lungo il confine) ha predisposto cento pullman e ha offerto il trasporto per i migranti in marcia a piedi, che in tarda serata avevano raggiunto il 27esimo chilometro dell’autostrada per Vienna.

Altri sono stati presi alla stazione Keleti a Budapest. Il primo autobus è arrivato sul confine austriaco a Hegyeshalom verso le 3.20 di notte. Sotto una pioggia battente, i migranti hanno cominciato a traversare la frontiera a piedi, dove sono attesi dai volontari della Croce Rossa di Vienna. Questi ultimi sono pronti ad accoglierli nel campo di Nickelsdorf da cui poi proseguiranno in treno verso Vienna.

Dagli autobus dovrebbero scendere fino a 1.500 migranti, molti provenienti dalla Siria. A Hegyeshalom saranno a 50 km da Vienna e a 200 da Passau, prima cittadina tedesca. Secondo la polizia austriaca, sono in tutto almeno 2500 – 3000 i profughi che dall’alba stanno varcando il confine.

Solo la Germania stima però di accoglierne oggi fino a 10mila profughi provenienti dall’Ungheria attraverso l’Austria.  Lo ha detto il portavoce della polizia tedesca Stefan Sonntag citato dal Guardian. “Non abbiamo ancora dati certi, ma ci aspettiamo tra i 5mila e 10mila rifugiati nella giornata di oggi”, ha spiegato.

“Mi sento a casa… Questa è una grande terra: bella gente, bel governo”: sono queste le parole di Ayaz Morad, uno dei primi migranti arrivati in Austria. Ad attenderli cibo e bevande calde servite in bicchieri di plastica da una cucina all’aperto, e poliziotti che hanno spiegato loro cosa fare. Dopo l’arrivo, tutti sono stati accompagnati nelle strutture di accoglienza allestite con file di brandine verdi, dove è stato servito altro cibo. Un altro migrante, un siriano di nome Mohammad, ha detto di essere contento di aver lasciato il suo Paese, ma ha sconsigliato i suoi concittadini di passare per l’Ungheria perché lì – ha sottolineato – c’è una “brutta” situazione.

La polizia austriaca ha denunciato che gli ungheresi stanno di fatto costringendo i rifugiati a passare il confine sotto la pioggia. “Al momento il nostro più grande problema è che gli ungheresi dopo aver chiesto autorizzazione a Budapest si sono rifiutati di consentire ai nostri autobus di entrare nel loro territorio per far salire a bordo i profughi”, ha dichiarato Hans Peter Doskozil, capo della polizia della provincia austriaca del Burgenland.

L’Ungheria fa sapere tramite il sottosegretario agli Interni che durante la scorsa notte circa 4.500 profughi sono stati trasportati sul confine austriaco con mezzi pubblici. In questo modo, ha aggiunto, è stata resa possibile la ripresa del normale traffico ferroviario alla stazione di Keleti, la principale di Budapest, presa d’assalto nei giorni scorsi dai migranti.

Il ministro degli esteri ungherese Peter Szijarto, all’arrivo per la seconda giornata del Consiglio informale esteri a Lussemburgo, ha voluto scaricare sulla Germania le responsabilità della situazione, anche se non esplicitamente. Szijarto ha spiegato che quello che succede in Ungheria avviene “per due motivi: il fallimento della politica europea e le irresponsabili dichiarazioni di alcuni politici”. Szijarto ha spiegato che il suo paese ha mandato i bus perché i migranti “camminavano sulle principali autostrade e ferrovie, creando una situazione pericolosa”.

Il ministro ha ribadito che “l’Ungheria rispetta i regolamenti di Schengen e Frontex” e ricorda che “per il regolamento di Dublino i richiedenti di asilo devono restare nel paese di prima registrazione”. Ha ricordato che a Budapest il parlamento ha introdotto il reato di danneggiamento del ‘muro’ alla frontiera e istituito “centri di transito e registrazione dei richiedenti asilo, dove si possono presentare le domande che vengono evase in otto giorni al massimo”.

Szijarto ha affermato che il suo paese ha “registrato tutti i migranti” in transito, precisando che essi “sono diventati aggressivi ed hanno rifiutato di farsi prendere le impronte digitali e farsi fotografare dopo certe dichiarazioni”.

“Tutti abbiamo sentito le dichiarazioni che promettevano accoglienza e registrazione in un paese a prescindere dal modo in cui sarebbe stato raggiunto. Se questo tipo di dichiarazioni viene male interpretato dai migranti o dai trafficanti, ecco cosa succede” ha concluso. Alle sue parole sono seguite quelle del portavoce del governo Zoltan Kovacs che ha spiegato che dalla stazione di Keleti “non partiranno altri autobus per trasportare profughi sul confine austriaco”. La misura – ha aggiunto – è stata unica ed eccezionale, resa possibile da una concertazione fra il premier Viktor Orban e il cancelliere austriaco Werner Faymann”.

MERKEL: NON C’E’ LIMITE ALLE RICHIESTE DI ASILO – Mentre i migranti partiti dall’Ungheria raggiungono l’Austria e poi la Germania, la cancelliera tedesca Angela Merkel ha spiegato in un’intervista che “il diritto all’asilo politico non ha un limite per quanto riguarda il numero di richiedenti” in Germania.

“In quanto paese forte, economicamente sano abbiamo la forza di fare quanto è necessario”, ha aggiunto. La Germania, ha proseguito Merkel, si assicurerà che ogni richiedente asilo abbia una udienza equa. Tuttavia, la cancelliera tedesca ha ribadito la posizione del suo governo, secondo cui i migranti che non hanno una possibilità realistica di ottenere il permesso di restare nel Paese verranno rimandati indietro nei loro Paesi di origine.

Giuseppe Catapano: Al via Organic Week, il bio protagonista del dibattito sull’alimentazione

organic_weekTre giornate dedicate all’agricoltura biologica, con approfondimenti sul tema del suolo, della produzione sostenibile e del futuro dell’agricoltura. E’ iniziara in mattinata Organic Week, l’iniziativa nata dalla collaborazione tra BolognaFiere e Fiera di Norimberga con il supporto in termini di contenuti di Ifoam, Organics International e di FederBio, che si tiene al Parco della Biodiversità in Expo (l’area tematica realizzata da BolognaFiere e dedicata all’agricoltura biologica e alla biodiversità), fino a sabato 5 settembre.

Le due principali realtà fieristiche promotrici del bio, BolognaFiere con Sana, il Salone Internazionale del Biologico e del Naturale (la cui 27ima edizione si svolge dal 12 al 15 settembre a Bologna) e Fiera di Norimberga con Biofach, rendono protagonista il bio all’interno del grande dibattito sull’alimentazione e sul cibo che si sta svolgendo sul grande palcoscenico dell’Esposizione Universale. Una tre giorni il cui titolo del programma “Our Daily Biodiversity! – Organics and More” sottolinea quanto la sfida per la tutela della biodiversità sia una questione “quotidiana” da affrontare costantemente per promuovere un modello agricolo e di sviluppo che sia sostenibile nel tempo.

Giuseppe Catapano: Aprite gli ombrelli, arriva il ciclone Poppea. Sabato possibile nubifragio a Roma

pioggia_ombrello_xinAprite gli ombrelli, arriva il ciclone Poppea. Già dalla giornata di venerdì si prevedono temporali al Nord, che con il passare delle ore si trasferiranno anche al Centro, con nubifragi tra Toscana e Lazio. Sabato mattina possibile nubifragio a Roma. Domenica più sole e clima settembrino. A riferirlo sono gli esperti del sito ilmeteo.it

Oggi il tempo sarà caratterizzato da correnti instabili che portano nubi e piogge su diverse aree del Nord, più intense in giornata tra Piemonte e Lombardia, anche con temporali forti, e fenomeni spesso forti la sera tra il Trentino, il Bellunese e il Friuli. Nubi irregolari in transito tra Toscana, Umbria e Marche, ma senza piogge o qualche rovescio su Marche. Ampio soleggiamento altrove al Centro, bello e caldo al Sud.

Giuseppe Catapano: Riaperta la stazione di Budapest, assalto dei migranti ai treni

01092015_101118687La principale stazione ferroviaria di Budapest è stata riaperta alle centinaia di migranti che per due giorni sono rimasti davanti all’ingresso. Secondo quanto riferito dai media locali, dopo che la polizia ungherese ha lasciato l’ingresso della stazione, i migranti hanno iniziato a stiparsi all’interno di un treno. Il primo convoglio con i migranti è partito. E’ diretto a Sopron, al confine ungherese con l’Austria. E’ previsto anche un altro treno per la stessa destinazione.

ORBAN A BRUXELLES – Proprio oggi il premier dell’Ungheria, Viktor Orban, ha incontrato a Bruxelles il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, per discutere dell’emergenza migranti. Il forte afflusso di migranti in Ungheria “non è un problema ungherese, ma tedesco. Nessuno vuole stare in Ungheria o in Estonia. Tutti vogliono andare in Germania”, ha detto il premier ungherese al termine di un incontro con il presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz. In ogni caso, ha sottolineato, tutti i migranti attualmente alla stazione di Budapest “saranno registrati”.

“Il trattato di Schengen è minacciato. Noi ungheresi beneficiamo della libertà di circolazione e vogliamo difenderla. E per questo difendiamo le frontiere esterne”, ha sottolineato. Per Orban “i cittadini ungheresi ed europei sono pieni di paura perché i premier e i leader politici europei hanno dimostrato di non essere in grado di gestire la situazione”.

Il premier ungherese ha sottolineato che “controllare le frontiere esterne è compito degli Stati membri. Nell’ultimo vertice europeo avevamo deciso che i Paesi di Schengen dovessero rafforzare i controlli alle frontiere esterne e sono venuto a Bruxelles a dire che l’Ungheria ha fatto tutto il possibile per applicare le regole, installando delle barriere fisiche e aumentando i controlli”. Per questo, ha aggiunto, “non bisogna criticare l’Ungheria per quello che il Paese è obbligato a fare per rispettare le regole europee”.

“Se l’Unione europea continua con questa politica migratoria, che accetta chiunque, arriveranno ai suoi confini decine di milioni di persone” ha incalzato Orban al termine di una seria di incontri con i vertici delle istituzioni Ue. “Moltissime delle persone che arrivano ai confini della Ue non sono rifugiati, ma sono alla ricerca di una vita migliore. Non dobbiamo però creare illusioni, se si accetteranno tutti, sarà la fine dell’Europa”, ha aggiunto.

Per il presidente del Parlamento europeo Martin Schulz per alleviare i problemi causati dal forte afflusso di migranti in Europa “serve un sistema di redistribuzione basato su parametri giusti. Se si concentrano tutti i migranti in pochi Paesi, quello diventa un problema”. Schulz ha riconosciuto che “il trattato di Schengen è minacciato”, ma ha definito “sbagliato” l’approccio di Orban alla gestione dell’immigrazione, definita un problema tedesco.

“E’ sbagliato dire che tutti i migranti vogliono andare in Germania. E’ vero che l’Ungheria è sotto pressione, ma servono regole comuni per affrontare questo fenomeno”. Schulz ha invitato a “trovare una base comune per gestire l’immigrazione legale verso l’Europa e regole comuni per la protezione temporale dei richiedenti asilo. Anche per l’Ungheria sarebbe meglio far parte di una soluzione comune”.

Il presidente del Consiglio Ue, Donald Tusk, durante un incontro a Bruxelles Orban ha detto: “E’ lecito ritenere che vedremo più di mezzo milione di arrivi irregolari alle frontiere europee quest’anno, si tratta in parte di richiedenti asilo provenienti dalla Siria e da altrove”, ha spiegato il funzionario avvertendo che l’Ue intende adempiere alle proprie responsabilità ai sensi della Convenzione delle Nazioni Unite sui rifugiati, ma “questo non può essere fatto sacrificando l’ordine pubblico”.

ESODO SENZA FINE – Intanto, continuano gli sbarchi. E’ arrivata a Cagliari qualche minuto dopo le 7 la nave norvegese Siem Pilot con a bordo 781 migranti salvati a largo delle coste libiche tra domenica e lunedì nelle operazioni di salvataggio coordinate dalla Guardia costiera italiana.

La nave con i migranti, dei quali 595 uomini, 175 donne e 11 bambini, che ha a bordo anche quattro cadaveri, è attraccata al Molo Rinascita dov’è stato allestito il punto di prima assistenza della Protezione civile regionale.