Giuseppe Catapano: Migranti, oggi il summit dei ministri Ue dell’Interno: “Accelerare i ricollocamenti”

ANGELINO ALFANO

Gli Stati dell’Unione europea devono “accelerare il processo di redistribuzione” dei profughi da Italia e Grecia e presentare le loro disponibilità ai due Paesi “preferibilmente entro il 16 novembre”. E’ quanto si legge nell’ultima bozza di conclusioni della riunione straordinaria dei ministri degli Interni in programma per questo pomeriggio a Bruxelles. L’accelerazione della redistribuzione, partita “al rallentatore” con i primi viaggi delle scorse settimane, e’ uno degli obiettivi della riunione di oggi, alla quale partecipera’ il ministro Angelino Alfano. Che questa mattina, a proposito dei ricollocamenti e dei ritardi italiani nella realizzazione degli hotspot per l’identificazione dei rifugiati ha dichiarato: “Nel negoziato generale avevamo assunto l’impegno ad aprire sei ‘hotspot’, ne abbiamo aperto solo uno perche’ sulla questione dei ricollocamenti non si va alla velocita’ promessa e che sarebbe auspicabile per centrare nei due anni l’obiettivo dei 40mila. “Si sta procedendo con i tempi di un rodaggio – ha sottolineato Alfano – non con la velocità che avremmo voluto ma abbiamo detto con chiarezza che, per quanto riguarda le nostre incombenze, noi andremo avanti con la stessa velocità con cui va avanti il piano di ricollocamento. Per essere pratici, se il ricollocamento dei migranti presenti nelle strutture italiane procede con lentezza, procederà con lentezza anche l’apertura dei cosiddetti ‘hotspot’, i centri nei quali si separano i richiedenti asilo dai migranti irregolari”.

Giuseppe Catapano: Fassina, Sinistra Italiana alternativa al Pd. A Roma sosterremo il candidato M5S

STEFANO FASSINA

“Col Pd di Renzi siamo alternativi. Ma non perché ci sta antipatico Renzi, con loro c’è un confronto ma c’è anche una competizione. E non precludo neanche la possibilità di sostenere un candidato del Movimento 5 Stelle se sul piano programmatico è più compatibile con la nostra idea di sviluppo di una città. Vogliamo stare sui programmi”. Lo ha dichiarato Stefano Fassina, tra i fondatori di Sinistra Italiana, ospite ad Agorà su Raitre. “Salvini e Berlusconi – ha detto Fassina – sono i nostri principali avversari e ieri a Bologna dovrebbe essersi capito perche’. Noi vogliamo portare al voto un pezzo largo di popolo democratico che in questo anno e mezzo è stato abbandonato dal Pd. Su Roma ci sono dei problemi molto profondi da affrontare: la drammatica conclusione della Giunta Marino, per responsabilità principale del Pd che non ha consentito neanche una discussione in Consiglio comunale, lascia aperte questioni strategiche”, ha proseguito Fassina parlando di un’eventuale candidatura alle prossime amministrative nella Capitale. “Roma deve ritrovare una vocazione economica: non può piu’ andare avanti coi motori della spesa pubblica o dell’edilizia espansiva. Quindi, insieme a tanti altri stiamo lavorando affinche’ possa esserci un programma adeguato e a tempo debito parleremo anche delle candidature. Sto pensando di dare una mano a costruire questo percorso, poi sceglieremo insieme qual è la figura migliore che può interpretare il progetto di svolta a Roma. Io non sono stato nominato. A Roma ho fatto le primarie e col Pd ho preso quasi dodicimila preferenze”. Per quanto invece il nuovo partito Sinistra Italiana Fassina ha spiegato che “il nostro percorso a metà gennaio avrà una assemblea nazionale che aprirà una fase costituente sui territori”. Un’assemblea che sara’ inclusiva, unitaria, con dentro tutti coloro che condividono la necessità di riportare in Italia una rappresentanza adeguata del lavoro, dello sviluppo sostenibile, dei diritti, della giustizia sociale, della scuola pubblica. Un percorso partecipato che porterà poi a un partito”, ha concluso l’ex esponente del Pd.

Giuseppe Catapano: L’Ocse alza le stime di crescita dell’Italia e promuove il Jobs Act, ma avverte: mantenere le tasse sulla casa

giucatap364L’Ocse ha alzato le stime sulla crescita dell’economia italiana. Nell’ultima edizione del suo Economic Outlook il pil del Paese, contrattosi dello 0,4% lo scorso anno, è atteso in espansione dello 0,8% nel 2014 e dell’1,4% sia nel 2016 che nel 2017. Si tratta di una lieve revisione al rialzo rispetto alle previsioni contenute nell’Interim Economic Outlook di settembre (+0,7% nel 2015, +1,3% nel 2016).
Il deficit di bilancio dell’Italia calerà quest’anno al 2,6% del pil, secondo l’organizzazione parigina, che prevede un picco del debito pubblico al 134,3%, per poi iniziare una discesa al 133,5% nel 2016 e al 131,8% nel 2017.
La ripresa dell’economia italiana “si sta consolidando”, spiega l’Ocse, e “sta gradualmente guadagnando velocità, con la fiducia di famiglie e imprese che migliora e la tendenza della produzione industriale che sale, sebbene in maniera volatile” laddove “il mercato del lavoro continua a migliorare”, con un tasso di disoccupazione che appare destinato a calare dal 12,7% del 2014 all’12,3% nel 2015, per poi scendere ulteriormente all’11,7% nel 2016 e all’11% nel 2017.
“Il miglioramento del mercato del lavoro sta trainando la fiducia di consumatori e imprese nonché, insieme ai bassi prezzi di energia e materie prime, il potere d’acquisto e i consumi privati”, precisa l’Ocse. Per queste ragioni, avverte l’organizzazione di Parigi, è “prioritario” rendere strutturali gli sgravi per le nuove assunzioni e “spostare definitivamente il carico fiscale dal lavoro ai consumi e al settore immobiliare”. Inoltre, “aumentare le tasse ambientali rafforzerebbe le fondamenta di una crescita più forte, più verde e più inclusiva”.
L’Ocse sottolinea che il governo italiano ha attuato “riforme significative che hanno stimolato la crescita”, in particolare il ‘Jobs Act’ che ha portato a un “considerevole incremento dei contratti a tempo indeterminato e allargato la rete di sicurezza sociale, rendendo la crescita piu’ inclusiva”. Proprio per questo, avverte l’organizzazione di Parigi, occorre rendere permanenti gli sgravi fiscali per i neoassunti, “spostando il carico fiscale dal lavoro ai consumi e al mercato immobiliare”, frase da interpretare come una critica all’abbassamento delle imposte sugli immobili. Sarà inoltre “fondamentale” l’istituzione di un’Agenzia Nazionale del Lavoro, in quanto le politiche attive si riveleranno cruciali per diminuire la disoccupazione strutturale.
Le criticità principali sono invece rappresentate dalle sofferenze bancarie che comprimono il credito e dalla “lenta crescita del mercato per le esportazioni”. In generale, la stessa inflazione moderata (vista in crescita dallo 0,2% del 2015 allo 0,8% nel 2016 e all’1,1% nel 2017) è spia di una fiacchezza economica che rimane “estesa, seppure in declino”.
Le previsioni per l’economia italiana sono soggette a rischi al ribasso quali nuove turbolenze finanziarie nell’Eurozona e un ulteriore indebolimento dei partner commerciali, “in particolare la Russia”, mentre la ripresa degli investimenti potrebbe rivelarsi più robusta del previsto se verrà costituita una ‘bad bank’.
Passando al quadro globale, il tono cambia decisamente. L’Ocse vede un +2,9% per il pil planetario quest’anno, in rallentamento dal +3,3% del 2014, un +3,3% il prossimo anno e un +3,6% nel 2017. A metà settembre aveva stimato una crescita globale 2015 al 3% e un 3,6% sul 2016.
Nello studio viene citato “un nuovo netto rallentamento delle economie emergenti” che combinato alla frenata del commercio globale sta zavorrando la crescita.

Padoan: l’Ocse conferma la nostra ripresa forte. “L’Ocse conferma quello che stanno dicendo tutte le altre istituzioni internazionali e quello che ha sempre detto il Governo, e cioè che la ripresa dell’Italia è forte e continua”.
Lo ha affermato il ministro dell’Economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoan, a margine dell’Eurogruppo. “Il fatto che le nostre stime siano state confermate anche da altri è una buona notizia”, ha concluso Padoan.

Giuseppe Catapano: Expo, 50 mila contraffazioni

giucatap309Durante il semestre di Expo sono state individuate in Internet 48.266 situazioni di utilizzo illegittimo/sospetto dei titoli di proprietà industriale di titolarità di Expo 2015. In media oltre 260 pagine individuate per ciascuna giornata di apertura dell’Esposizione. Questo il risultato del monitoraggio condotto da Convay srl, la società selezionata da Expo con gara pubblica per assicurare grazie alle soluzioni di “Internet brand intelligence” il monitoraggio sistematico delle piattaforme di e-commerce e del web generico per i marchi e loghi a titolarità Expo 2015 spa. Per potere meglio comprendere tale dato, può essere utile scomporlo in tre macro classi, ciascuna oggetto di specifica attività di indagine: il ticketing, cioè l’immissione in commercio di offerte di biglietti di ingresso falsi o da parte di soggetti non autorizzati; il merchandising cioè la proposizione in Internet di prodotti/gadget/souvenir valorizzati dalla illecita apposizione dei Marchi ufficiali; i “nomi a dominio”, cioè la registrazione non autorizzata di siti web con contenuti leciti/illeciti, con termini che inglobano in via diretta o distorta uno o più Marchi ufficiali di Expo. La metodologia di indagine adottata ha permesso di circoscrivere il fenomeno e di attivare – a valle della fase di “Internet discovery” del sospetto illecito – un’azione di repressione delle violazioni individuate, portata avanti dalla Direzione legale di Expo, anche tramite lo Studio legale avvocati associati Franzosi Dal Negro Setti, di Milano. Spulciando nelle attività di “Brand Intelligence” poste in essere si trovano: 12.185 casi di vendita per lo più non autorizzata di biglietti d’ingresso, 33.629 inserzioni veicolanti prodotti di merchandising, altamente sospetti o evidentemente falsi, 2.452 nomi a dominio caratterizzati da utilizzi impropri dei marchi ufficiali e, spesso, utilizzati per veicolare contenuti illeciti ed immorali. Ben 251 website presentavano contenuto attivo e, in particolare, pubblicità e servizi vari che utilizzando illecitamente il brand Expo attiravano un altissimo numero di visite, con quel che ne consegue in termini di visibilità dei loro contenuti, a scapito dei legittimi titolari dei website affiliati all’evento. E ancora, pur di garantire al prodotto offerto in vendita maggiore successo commerciale, altri falsari – operanti su 32 website/piattaforme diverse – proponevano in vendita numerosi prodotti contraffatti della linea ufficiale Expo.

Giuseppe Catapano: Inps, niente più sconti

giucatap308Sconti al capolinea per l’Istituto nazionale di previdenza sociale. I disservizi dei sistemi informatici non passeranno più inosservati agli occhi dei professionisti. Consulenti del lavoro in primis. E la convinzione è tale che, proprio dal sindacato unitario della categoria, l’Ancl, lo scorso 29 ottobre è partito un atto formale di diffida e di costituzione in mora per i gravi disservizi che si sono verificati tra il 28 e il 29 ottobre scorso nella piattaforma informatica dell’ente previdenziale. L’annuncio arriva direttamente dall’Ancl che, tramite una nota diffusa ieri ha sottolineato come «sia diventata realtà l’intenzione di non fare più sconti all’Inps». Ma non è tutto. Il sindacato di categoria, infatti, ha anche annunciato che «se non verrà posto rimedio all’ormai più che frequente ripetersi di malfunzionamenti del portale, sarà messo a disposizione ai soci Ancl l’Ufficio legale del sindacato per una denuncia all’autorità giudiziaria ed eventuale richiesta danni». Nel dettaglio, nella diffida inoltrata, è specificato che «i disservizi hanno impedito di ottenere il Durc online, il rilascio del codice aut.4R per il regime de minimis per assunzione apprendisti, la registrazione e quindi l’attivazione di voucher Inps e tutti gli altri servizi telematici». Fondamentale, poi, che da tutto questo le aziende restino fuori. «Ogni inadempienza avvenuta nei giorni in cui il portale Inps non funzionava non potrà essere in alcun modo imputata alle aziende, né dovrà portare sanzioni. L’orientamento della giurisprudenza, infatti, è chiaro in questo senso», ha affermato il presidente Ancl Francesco Longobardi, «il Tar Puglia a luglio 2015, sulla scia di altre pronunce, ha affermato che le procedure informatiche applicate ai procedimenti amministrativi debbano collocarsi in una posizione necessariamente servente rispetto agli stessi, non essendo concepibile che, per problematiche di tipo tecnico, sia ostacolato l’ordinato svolgimento dei rapporti fra privato e p.a. e che, quindi, dalla natura meramente strumentale dell’informatica applicata all’attività della p.a. discende altresì il corollario dell’onere per l’amministrazione di doversi accollare il rischio dei malfunzionamenti e degli esiti anomali dei sistemi informatici di cui la stessa si avvale».

Giuseppe Catapano: Alfano, l’Italicum è una buona legge che si può migliorare con il premio alla coalizione

giucatap307L’attuale versione dell’Italicum continua a non piacere a Ncd e il ministro dell’Interno Angelino Alfano lo dice chiaramente. “Noi abbiamo chiesto maggiori competenze per il Senato e liste regionali per consentire agli elettori di indicare i cento senatori e, in questo, abbiamo avuto la giusta soddisfazione – spiega in un’intervista pubblicata oggi sul quotidiano Avvenire -. Per quanto riguarda le prospettive, confidiamo che l’Italicum possa essere migliorato prima del voto, dando il premio alla coalizione che vince. Il Paese ha bisogno di una rappresentanza piu’ articolata. L’Italicum e’ una buona legge e difatti l’abbiamo votata. Ma anche le cose buone sono migliorabili”.

Giuseppe Catapano: La burocrazia costa alle pmi 30 mld l’anno. Un terzo di questi costi potrebbe essere tagliato

giucatap306Superano i 30 miliardi i costi che le pmi italiane sopportano ogni anno a causa dell’eccesso di adempimenti burocratici. Un peso equivalente al 2% del pil che “costituisce un evidente freno al processo di sviluppo”.
È quanto emerge da una ricerca realizzata dal Centro Europa Ricerche per conto di Rete Imprese Italia e diffusa in occasione di un convegno, secondo cui il 25% dei costi burocratici potrebbe essere eliminato “attraverso procedure più semplici che, in quasi due casi su tre, dovrebbero riguardare materie del lavoro e del fisco”.
Dunque un terzo di questi costi, pari a 8,9 miliardi, potrebbe essere tagliato. Si tratta, a giudizio dell’associazione, di “oneri impropri determinati da complicazioni e inefficienze burocratiche che un programma di semplificazione consentirebbe di evitare”. Secondo la ricerca, ridurre di 8,9 miliardi gli oneri burocratici impropri che pesano sulle imprese avrebbe un effetto immediato sull’occupazione e lo sviluppo dell’economia. Se le imprese fossero liberate dai costi della burocrazia aumenterebbero infatti gli investimenti, fornendo un impulso positivo al saggio di accumulazione, che in un quadriennio aumenterebbe di 0,4 punti. La disoccupazione potrebbe scendere di oltre 0,5 punti, innalzando il potenziale di crescita. Secondo lo simulazione condotta col modello econometrico del Cer, il risultato sarebbe di un aumento cumulato del pil pari a un punto nel quadriennio. A fine periodo, si legge nello studio, il pil sarebbe dunque maggiore di 16 miliardi rispetto allo scenario base.
Infine il 60% delle pmi ritiene che l’incidenza degli oneri amministrativi sia aumentata negli ultimi anni, soprattutto a causa di norme più numerose e complicate. Le giornate dedicate ad adempimenti amministrativi, poi, sono aumentate nel corso della crisi: da 26 nel 2008 a 30 nel 2013 (+7%), passando per un massimo di 32 nel 2010 (+14% rispetto al valore pre crisi).

Giuseppe Catapano: Madia, chi timbra e se ne va, deve essere licenziato

giucatap305Licenziare quei dipendenti pubblici che, in maniera sistematica, timbrano e poi non vanno a lavorare. È questa la strada da seguire per il ministro della Pubblica amministrazione, Marianna Madia. Riferendosi alle recenti vicende di cronaca, come quella di Sanremo, il ministro, intervenendo ad una convegno sulla semplificazione organizzato da Rete Imprese Italia, ha affermato: “Un dipendente pubblico che dice che va a lavorare e poi non ci va deve essere licenziato”.  “Leggiamo dure affermazioni del ministro della Pubblica amministrazione, Marianna Madia: ‘Un dipendente pubblico che dice che va a lavorare e poi non ci va, deve essere licenziato’. Maddai. Forse la brava ministra in questo primo anno e mezzo a Palazzo Vidoni non si e’ accorta che la legge per mandare a casa e licenziare definitivamente i dipendenti pubblici che non lavorano esiste gia’, e’ il decreto legislativo 150 del 27 ottobre 2009, che attua la legge 15 del 4 marzo 2009, la cosiddetta legge Brunetta”. Cosi’ Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia, in una nota. “Norma chiara e trasparente che regola, tra le altre cose, la definizione della tipologia di infrazioni che comportano il licenziamento per un dipendente pubblico. C’e’ gia’ tutto, basta applicare le leggi”.

Giuseppe Catapano: Bankitalia, il calo del debito non deve essere un episodio isolato. Il tetto al contante va mantenuto basso

giucatap304La riduzione del debito pubblico, già a partire dal 2016, è “un impegno chiave” e “non va mancato”. E’ quanto ha sottolineato il vice direttore generale della Banca d’Italia, Luigi Fedrico Signorini, nel corso di un’audizione sulla legge di stabilità di fronte alle Commissioni Bilancio riunite di Camera e Senato. “Se si vuole mantenere e consolidare la fiducia dei mercati è importante assicurare una riduzione del debito chiara, visibile e progressiva nel tempo – ha osservato Signorini, aggiungendo: “Che il calo atteso per l’anno prossimo non sia episodio isolato ma l’inizio di un percorso”.
Secondo Bankitalia, inoltre, il tetto all’uso del contante va mantenuto basso per ostacolare fenomeni di criminalità ed evasione, ma non c’è una “base analitica o empirica sufficiente per precisarne il valore ottimale”. “Un limite al trasferimento del contante, anche basso, va mantenuto. Del resto l’esistenza di effetti macroeconomici della soglia sui consumi non è sorretta da chiara evidenza empirica”. Secondo Signorini “i limiti all’uso del contante non costituiscono, ovviamente, un impedimento assoluto alla realizzazione di condotte illecite, specie per il grande riciclaggio, ma introducono un elemento di difficoltà e di controllo sociale che può ostacolare forme minori di criminalità e di evasione”. Per Bankitalia “l’esistenza di una soglia scoraggia in via generale una circolazionen di banconote troppo ampia, tale da fornire materia a transazioni illecite”.