Giuseppe Catapano: L’Inps, sono oltre 18 mln le pensioni vigenti. Costano quasi 193 mld all’anno

giucatap367Al 1° gennaio 2015 le pensioni vigenti sono 18.044.221 di cui 14.312.595 di natura previdenziale, cioè prestazioni che hanno avuto origine dal versamento di contributi previdenziali (vecchiaia, invalidità e superstiti), durante l’attività lavorativa del pensionato; le rimanenti, costituite dalle prestazioni erogate dalla gestione degli invalidi civili e da quella delle pensioni e assegni sociali, sono di natura assistenziale, cioè prestazioni erogate per sostenere una situazione di invalidità congiunta o meno a situazione di reddito basso.
Lo rileva l’Inps nell’Osservatorio statistico pubblicato sul sito, precisando che l’importo complessivo annuo risulta pari a 192,6 mld di euro di cui 173 mld sostenuti dalle gestioni previdenziali. Oltre la metà delle pensioni è in carico alle gestioni dei dipendenti privati, delle quali quella di maggior rilievo (97,2%) è il Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti, che gestisce il 50,4% del complesso delle pensioni erogate e il 63% degli importi in pagamento.
Le gestioni dei lavoratori autonomi erogano il 27,4% delle pensioni per un importo in pagamento del 23,8%, mentre le gestioni assistenziali gestiscono il 20,7% delle prestazioni con un importo in pagamento di poco superiore al 10% del totale.

Il 64,3% delle pensioni è inferiore a 750 euro. Il 64,3% delle pensioni ha un importo inferiore a 750 euro. Questa percentuale, che per le donne raggiunge il 77,1%, costituisce solo una misura indicativa della “povertà”, per il fatto che molte pensionati sono titolari di più prestazioni pensionistiche o comunque di altri redditi. A tal fine, l’Inps evidenzia che delle 11.502.471 pensioni con importo inferiore a 750 euro, solo il 45,4% (5.216.940) beneficia di prestazioni legate a requisiti reddituali bassi, quali integrazione al minimo, maggiorazioni sociali, pensioni e assegni sociali e pensioni di invalidità civile. In questo caso il divario tra i due generi è accentuato. Infatti per gli uomini la percentuale di prestazioni con importo inferiore a 750 euro scende al 45% e se si analizza la situazione della categoria vecchiaia si osserva che questa percentuale scende al 24%, e di queste solo il 24,2% è costituito da pensioni in possesso dei requisiti a sostegno del reddito. Sempre per i maschi, si osserva che oltre un terzo delle pensioni di vecchiaia è di importo compreso fra 1.500 e 3.000 euro.
E’ pari a quasi 74 anni l’età media dei pensionati. L’età media dei pensionati è di 73,6 anni, con una differenza fra i due generi di 4,5 anni (71 anni gli uomini e 75,5 le donne). L’età media alla decorrenza del pensionamento è in aumento, passando, per la pensione di vecchiaia dai 62,9 anni del 2010 ai 65,4 anni dei primi due mesi del 2016 e, per le pensioni di anzianità, da 59,1 anni a 60,6 nello stesso periodo.
Al Nord il maggior numero di pensioni. L’Italia settentrionale usufruisce del maggior numero di prestazioni pensionistiche. Il 48,1% delle pensioni viene infatti percepito da residenti in questa area e a loro è destinato il 54,9% delle somme stanziate a inizio anno.
Il 19,2% delle prestazioni viene erogato nel Centro Italia, per un totale del 19,7% dello stanziamento, e il 30,5% nel Sud e nelle Isole, cui e’ riservato il 24,7% della somma totale. Il restante 2,2% è rappresentato da pensioni erogate a residenti all’estero, cui è riservato lo 0,65% dello stanziamento.

Giuseppe Catapano: Armani, l’Anas deve essere considerata una società industriale come Fs o Enav

giucatap366Anas deve essere considerata “una società industriale di primo livello come le Ferrovie dello Stato, la Rai o l’Enav”.
Lo ha affermato il presidente dell’Anas, Gianni Vittorio Armani, a margine di un convegno dell’Ance sugli appalti, sottolineando che il decreto Madia sulle partecipate deve tener conto delle peculiarità dell’Anas. “Nessun problema sul decreto Madia che vuole mettere sotto controllo le partecipate che spesso non pubblicano bilanci da anni – ha proseguito – Anas è una società industriale di primo livello e il nostro problema è essere omologati in un mare magnum di aziendine, il che non ha senso. Serve una scelta strategica che ci consideri una società industriale di primo livello come le Ferrovie dello Stato, la Rai o l’Enav”, e su questo “c’è condivisione con il Governo”.
Armani ha poi sottolineato che “il prossimo consiglio di amministrazione di Anas, o quello immediatamente successivo, deciderà la creazione di una holding dove far confluire tutte le partecipazioni”. Nell’Anas, ha proseguito Armani, “c’è una parte che si occupa del servizio universale e riceve i fondi dello Stato, poi ci sono le partecipate, che sono società che stanno sul mercato e occorre evitare di far loro concorrenza con fondi dello Stato e viceversa”. Insomma, ha chiarito Armani, “un’operazione per fare ordine dove c’è disordine”. Interpellato sui tempi, il presidente di Anas ha poi riferito che del tema si è già parlato varie volte in consiglio di amministrazione e la decisione verrà assunta nella prossima riunione o in quella immediatamente successiva.
Quanto ai contenziosi, quelli di Anas ammontano a “oltre 9 miliardi”, in particolare “5,5 miliardi di contenzioso attivo e 4,1 miliardi di riserve non ancora trasformate in contenzioso”, ha sottolineato Armani, precisando che “è fondamentale uno strumento efficace sul contenzioso. Nel nuovo codice degli appalti gli interventi sono numerosi, e in particolare l’utilizzo dell’Anac come centrale di coordinamento istituzionale è un elemento che ci rende molto favorevoli e contenti”.
Il nuovo codice, ha concluso, “porta una fortissima semplificazione, meno regole, e migliora la prospettiva verso cui arriviamo”.

Giuseppe Catapano: Mattarella, difendere il valore della vita contro il terrorismo

SERGIO MATTARELLA

“L’essenza della civiltà europea ci chiama sempre a difendere il valore della vita e della convivenza, oggi anche contro il terrorismo”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo al Quirinale alla “Giornata per le persone con disabilità intellettiva”. Mattarella ha spiegato che l’Italia democratica e l’Unione europea “sono nate per abbattere i muri, per eliminare i fili spinati, per costruire un mondo di persone libere, uguali nelle loro diversità. Un mondo – ha sottolineato – che sarà tanto più progredito quanto meno l’esercizio dei diritti e la distribuzione delle opportunità verranno condizionati dal privilegio delle disponibilità economiche o dell’aspetto fisico”. Per Mattarella “è questo un obiettivo sempre vivo, a cui dobbiamo tendere. Qui sta l’essenza della civiltà europea che ci chiama sempre a difendere il valore della vita e della convivenza, oggi anche contro il terrorismo”.

Giuseppe Catapano: Caso marò, al via udienza Corte arbitrato dell’Aia. L’India: no al rientro di Girone in Italia

giucatap364Si è aperta stamani alla Corte permanente di arbitrato dell’Aia la prima udienza della causa tra Italia e India sulla vicenda dei due fucilieri di Marina, accusati da Nuova Delhi di aver ucciso nel 2012 due pescatori indiani al largo delle coste del Kerala, dove si trovavano a bordo di una petroliera in missione anti-pirateria. Nell’udienza di oggi e domani l’Italia chiede al collegio arbitrale, presieduto dal russo Vladimir Golitsyn, di consentire il rientro in Italia del marò Salvatore Girone, che si trova da tempo nell’ambasciata italiana di Nuova Delhi, fino alla fine del procedimento arbitrale. L’altro fuciliere Massimiliano Latorre, in Italia per ristabilirsi dopo un ictus che lo ha colpito nel 2015, vi resterà, grazie a una decisione del Tribunale internazionale del mare avallata dalla Corte suprema indiana, fino alla fine dell’arbitrato.
Il collegio è composto da cinque giudici: Francesco Francioni è stato nominato dall’Italia e Chandrasekhara Rao dall’India. Insieme a Golitsyn, il sudcoreano Jin-Hyun Paik e il giamaicano Patrick Robinson, sono stati scelti dal Tribunale del mare di Amburgo (Itlos) e nominati con l’assenso di Roma e Nuova Delhi.
A rappresentare l’Italia nell’aula dell’Aia l’ambasciatore Francesco Azzarello, per la parte indiana Neeru Chadha.
Dopo l’udienza di oggi e domani la decisione della corte è attesa non prima di quattro settimane. Per l’arbitrato vero e proprio i tempi sono lunghi: la corte ha dato a Italia e India almeno fino a a febbraio 2018 per la presentazione di memorie e controdeduzioni.
“Salvatore Girone dovrebbe essere rimandato in Italia in attesa del giudizio finale di questa corte”, ha sostenuto  l’ambasciatore italiano Francesco Azzarello davanti alla Corte permanente di arbitrato dell’Aia. Girone “è obbligato a vivere a migliaia di chilometri dal suo Paese e dalla sua famiglia, con due bambini ancora in tenera età”, ha rimarcato il diplomatico, sottolineando come il fuciliere di marina “non sia stato formalmente incriminato”. L’Italia “si impegna in modo solenne” a riportare i marò in Italia qualora la corte dovesse ordinarlo, ma “un essere umano non può essere usato come una garanzia per la condotta di uno Stato”, ha rimarcato l’ambasciatore. Girone rischia di rimanere in India “per un totale di sette/otto anni”, con una conseguente “grave violazione dei suoi diritti”. “Gli si deve consentire di rientrare in Italia”, in attesa della decisione finale di questo tribunale, che è una decisione che, Azzarello lo ha ricordato chiaramente, potrebbe tardare ancora “tre/quattro anni”.
Ma l’India ha già detto che la richiesta di far rientrare in italia è “inammissibile”.

Dibattito sui marò anche al vertice Ue-India, Modi evita la stampa

E inizierà con il dibattito su i due maro’ italiani il summit Ue-India in programma oggi a Bruxelles: da una parte, il premier indiano Narendra Modi, dall’altro i vertici Ue. La questione è inserita infatti in cima elle questioni da discutere come “relazioni bilaterali”, e tra i primi punti di discussione. Se ne parlerà subito in modo da dare tempo ai tecnici di ragionare sul “linguaggio” da usare nelle conclusioni finali: la formula da usare in una questione così delicata, da anni al centro di un braccio di ferro tra Italia e India, è il nodo principale da sciogliere e discutere in modo da permettere agli sherpa di limare il testo nelle ore in cui proseguirà il  summit. Il vertice comincia alle 16 e la conclusione è prevista in serata, dopo la cena. Proprio la probabile conclusione in tarda serata è la spiegazione data ufficialmente a Bruxelles per non aver previsto punti stampa finali. Un modo ‘soft’ per consentire al premier indiano di evitare spinose domande, affidando le conclusioni al comunicato congiunto con i presidenti di Commissione e Consiglio europei.

Giuseppe Catapano: Bagnoli, scontro aperto fra Renzi e De Magistris

giucatap350Basta attese, e’ il momento di partire “con o senza il Comune”. Matteo Renzi accelera sulla bonifica e valorizzazione di Bagnoli, e lancia un aut aut al sindaco Luigi de Magistris, che da mesi si oppone alla scelta di nominare un commissario per i lavori. Il premier sara’ a Napoli il 6 aprile per la prossima riunione della Cabina di regia, organismo cui il Comune non ha mai voluto partecipare ritenendolo un “esproprio istituzionale”. “Nonostante il tempo che ci ha fatto perdere il Comune, abbiamo vinto mercoledi’ scorso al Tar contro l’amministrazione De Magistris – scrive Renzi nella sua enews – e adesso possiamo finalmente partire: saro’ personalmente a Napoli in Prefettura per la cabina di regia il prossimo mercoledi’ 6 aprile”. E precisa: “Napoli e’ una citta’ unica e quando il potere locale collabora si raggiungono risultati insieme (si pensi alla metropolitana): ma quello che deve essere chiaro su Bagnoli e’ che noi andremo avanti comunque, con o senza il Comune. Perche’ quella e’ un’autentica vergogna nazionale”. Parole pesanti, a pochi giorni dalla sentenza del Tar che ha bocciato il ricorso del Comune contro la nomina del commissario per Bagnoli, Salvo Nastasi. Il sindaco ha annunciato subito un nuovo ricorso al Consiglio di Stato. Ipotesi che non scuote minimamente il premier: “Faremo a Bagnoli quello che abbiamo fatto con la Variante di Valico o con l’Expo o con la riforma del Senato: proprio perche’ tutti dicono ‘e’ impossibile!’, noi lo faremo”, assicura Renzi. Il sindaco sceglie, almeno per oggi, di non commentare: un silenzio che alcuni interpretano come la possibilita’ di recedere dall’aventino e partecipare alla riunione del 6, per galateo istituzionale ma anche per ribadire personalmente a Renzi le ragioni di uno strappo che appare impossibile da ricucire, specie alla vigilia delle amministrative. Mercoledi’, dopo il no del Tar, il sindaco ha assunto “un impegno personale: Bagnoli sara’ una battaglia che vinceremo, per liberarla dagli interessi speculativi e restituire alla citta’ la titolarita’ delle decisioni a tutela di un irrinunciabile bene collettivo”. Lo scontro a distanza con Renzi avra’ forse un nuovo round, ravvicinato, a Napoli.

Se lei pensa di venire a Napoli per riannodare un dialogo istituzionale nel rispetto della Costituzione noi saremo molto felici di accoglierla, se invece pensa di espropriare la città, di mortificare la dignità di un popolo e di realizzare scempi, allora è bene che sappia che sarà con fermezza e risolutezza respinto”. Così il sindaco Luigi de Magistris al premier Renzi che il 6 aprile ha annunciato che sarà a Napoli per partecipare alla cabina di regia su Bagnoli e che si intende procedere ”con o senza il Comune”. In un video messaggio il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, replica alle affermazioni del presidente del Consiglio, Matteo Renzi, secondo cui ”il Comune ha fatto perdere tempo”. E rilancia, invitando Renzi a fare la bonifica ”che lei doveva e deve fare e che noi aspettiamo ancora”. “Noi non le abbiamo fatto perdere tempo, semmai il commissariamento da lei deciso improvvidamente e in violazione della Costituzione ha rallentato – sottolinea – perché non ha messo in campo le procedure di urgenza necessarie per intervenire dopo anni di ritardo”.

Giuseppe Catapano: Confindustria, scontro sul filo di lana fra Vacchi e Boccia. Giovedì il voto

giucatap349Si alzerà giovedì il sipario sul prossimo presidente di Confindustria. A due giorni dal voto a scrutinio segreto dei 198 membri del Consiglio generale, per i due candidati in corsa, il bolognese Alberto Vacchi e il salernitano Vincenzo Boccia si prospetta una finale al fotofinish. Il distacco tra i due imprenditori rimasti in gara, dopo il ritiro di Aurelio Regina e di Marco Bonometti, appare minimo. Si andrà, dunque, alla conta dei voti e non è da escludersi una vittoria sul filo di lana così come avvenne, nel 2012, nella partita tra Giorgio Squinzi e Alberto Bombassei.

Nuove regole per l’elezione del presidente, lungo silenzio stampa per i candidati, dichiarazioni di voto non in sintonia con quelle ufficiali di alcune categorie o associazioni del sistema confindustriale hanno caratterizzato questa tornata elettorale iniziata, un po’ a sorpresa, con ben quattro candidati. Ora sia Regina che Bonometti, uscito di scena non senza polemiche, hanno scelto di appoggiare Vacchi, industriale metalmeccanico alla guida dell’Ima e leader degli imprenditori bolognesi.

Vacchi, visto come il candidato della discontinuità che piace alla Fiom e a Romano Prodi, può contare anche sull’appoggio di Gianfelice Rocca e della sua Assolombarda, e, stando ai rumors, dei past president Luca Cordero di Montezemolo e Antonio D’Amato.
A suo favore, poi, l’Emilia Romagna, ad eccezione di Reggio Emilia, Federmeccanica, Ucima, Farmindustria, Federacciai, i Giovani di Assolombarda e dell’Emilia, il Molise, le territoriali di Monza e Brianza, Bergamo, Pavia, Como, Padova, Treviso, Pordenone, Udine, Belluno, Ancona e Pesaro, Cremona, Napoli e Firenze.

Boccia, considerato il candidato della continuità, avrebbe tra i suoi sponsor il past president e numero uno dell’Eni, Emma Marcegaglia. A suo favore la Piccola Industria, gran parte del Sud, Sicilia e Sardegna, i Giovani imprenditori, la filiera della carta, l’Anie, diverse territoriali della Toscana e meridionali, Lecco, Sondrio, Reggio Emilia, Verona, Venezia, Rovigo, Vicenza, Mantova, il Piemonte, la Liguria e la Valle d’Aosta.

Le sfide che attendono il vincitore sono tante: dalla riconquista di un ruolo primario sui tavoli con il governo, alla definizione di nuove relazioni industriali con i sindacati, dal destino del Sole 24 Ore in un’epoca di aggregazione tra le principali testate italiane fino al rinnovamento interno che non sembra essersi esaurito con l’ultima riforma.

Giuseppe Catapano: Contributi ridotti per i neoassunti

giucatap348Riparte l’incentivo, ossia l’esonero contributivo offerto alle imprese per le assunzioni a tempo indeterminato, prorogato dalla legge di Stabilità 2016. Lo precisa l’Inps nella circolare n. 57/2016, dove si legge che l’agevolazione riproposta, presenta misura e durata diverse, rispetto a quanto stabilito lo scorso anno dalla legge di Stabilità 2015, comprendendo peraltro i datori di lavoro agricoli.

Lo sconto. L’esonero contributivo, nella nuova formula (art.1, commi 178 e seguenti della legge n. 208/20159) è rivolto all’assunzione di lavoratori che, nei sei mesi precedenti, risultino privi di un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato. Pertanto, esso assume la natura tipica di incentivo all’occupazione. La misura dell’incentivo è pari al 40% dei complessivi contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’Inail, nel limite massimo di un importo di esonero pari a 3.250 euro su base annua. Queste, quindi, le nuove condizioni per le assunzioni effettuate dal 1° gennaio al 31 dicembre 2016:

a) non si tratta più di un «esonero» contributivo come è stato nel 2015, quando riconosceva la riduzione «totale» dei contributi dovuti all’Inps dal datore di lavoro, ma di uno sgravio in misura del 40% degli stessi contributi;

b) la durata del bonus, pari a tre anni per le assunzioni effettuate nel 2015, è ridotta a 24 mesi (due anni);

c) il limite massimo dello sconto contributivo è fissato a 3.250 euro annui, cioè in misura ridotta rispetto al limite di 8.060 euro annui riconosciuto sulle assunzioni effettuate nel 2015.

Per tutti gli altri aspetti le regole sono rimaste praticamente identiche a quelle dell’anno scorso. Pertanto, se ne può fruire in caso di assunzione a tempo indeterminato di lavoratori disoccupati da almeno sei mesi e in caso di trasformazioni a tempo indeterminato di rapporti di lavoro a termine.

Giuseppe Catapano: San Marino chiede incontro a Roma

giucatap347Per San Marino l’invio dei questionari della Guardia di finanza sui movimenti finanziari verso la repubblica è attività assimilabile alla fishing expedition. Per queste ragioni la segreteria di stato per gli affari esteri e per le finanze ha inviato una nota al ministero dell’economia per chiedere un incontro sull’operazione Torre d’Avorio. ItaliaOggi ha segnalato, il 17/03/2016 l’invio dei questionari fiscali da parte della Guardia di finanza a contribuenti italiani per tracciare i flussi finanziari per il periodo 2009-2014. Per la Repubblica di San Marino questa operazione è considerata ingiustificata: «Seppure le indagini siano riferite agli anni 2009-2014, in un contesto di black list, vi sono fondati dubbi», scrivono da San Marino, «di legittimità delle azioni intraprese, inoltre l’attuale operazione della Gdf italiana si attua oggi, in un contesto profondamente mutato che avrebbe dovuto pertanto essere tenuto nella giusta considerazione; al contrario si assiste a un’azione ingiustificata nei confronti di San Marino». Nella nota si punta l’indice proprio sull’invio massivo dei questionari con la richiesta ai contribuenti di dar conto di qualunque movimentazione bancaria verso e da San Marino.

Rinnovabili, Giuseppe Catapano: Enel Green Power si aggiudica in Messico il diritto a firmare contratti per 15 anni

giucatap346Enel Green Power, attraverso la sua controllata Enel Green Power México, si è aggiudicata in Messico il diritto a firmare contratti per la fornitura di energia per 15 anni e di certificati verdi per 20 anni con tre progetti solari fotovoltaici, per una capacità installata totale di circa 1 GW, nella prima gara pubblica a lungo termine tenuta nel Paese dall’introduzione della riforma energetica. Egp, fa sapere il gruppo, si è aggiudicata più capacità di qualunque altro operatore che ha preso parte alla gara.
“Siamo estremamente soddisfatti del risultato ottenuto, che segna un altro traguardo storico per la nostra società e conferma la nostra leadership globale nel mercato delle rinnovabili”, afferma l’amministratore delegato di Enel Green Power, Francesco Venturini. “Il Messico è un mercato centrale per noi, per le sue enormi potenzialità nell’energia a zero emissioni e per il suo quadro regolatorio stabile. Il risultato di circa 1 GW che ci siamo aggiudicati, in aggiunta alla capacità in esercizio e in costruzione, ci ha reso il principale operatore di settore dell’intero paese”.
Egp investirà circa un miliardo di dollari nella costruzione dei nuovi impianti, in linea con gli investimenti previsti nell’attuale piano strategico della società. Ognuno dei tre progetti sarà supportato da un contratto per la vendita alla Comisión Federal de Electricidad (Cfe) di specifici volumi di energia per un periodo di 15 anni e dei relativi certificati verdi per un periodo di 20 anni. I progetti, che è previsto entrino in esercizio nel 2018, produrranno più di 2 TWh di energia rinnovabile all’anno, dando un significativo contributo sia al fabbisogno del Messico di nuova generazione di energia sia al raggiungimento degli obiettivi ambientali del paese.

Giuseppe Catapano: Concorrenza, Guidi, accelerare, paese fa fatica a cambiare

FEDERICA GUIDI

“Detto che il parlamento è sovrano, è evidente che ora auspico un percorso rapido. Al Senato si chiuderà entro aprile e poi sono certa che alla Camera il provvedimento sarà definitivamente approvato al massimo entro maggio-giugno”.
Lo dice il ministro dello Sviluppo economico, Federica Guidi, parlando del ddl concorrenza in un’intervista con il Corriere della Sera e sottolineando come “ora sia giusto accelerare”. Il ministro ribadisce che “il provvedimento va a incidere su molti settori importanti: dall’energia alle tlc, dalle assicurazioni alle farmacie. Uno status quo è stato scosso e quindi sapevamo che ci sarebbero state resistenze”. A proposito di un possibile voto di fiducia, Guidi spiega che “non escludo niente, ma la decisione sulla fiducia non la prendo io bensi’ il Governo nel suo complesso. Comunque credo che si possa chiudere presto”. “Un provvedimento sulla concorrenza ogni anno, così come prevede la legge che rivendico di aver applicato – prosegue Guidi – è nell’interesse di tutti. La mia prima intenzione è arrivare rapidamente all’approvazione di questo disegno di legge. Poi, visto che questo governo adempie all’obbligo di una legge annuale sulla concorrenza, ne faremo altre e alcune proposte che non sono passate questa volta potranno essere riprese”.