Giuseppe Catapano: Enti, nuovi mutui rinegoziabili

giucatap10I nuovi mutui contratti dagli enti locali saranno sempre rinegoziabili. E avranno sempre un cap definito, ossia una soglia massima di tasso di interesse che non potrà mai essere superata. Per i mutui in essere, invece, le penali per l’estinzione anticipata (che in alcuni casi superano il 20%) saranno di sicuro abbattute, mentre sull’apertura di una nuova finestra di rinegoziazione dei mutui locali bisognerà valutare la disponibilità del Mef. Francesco Boccia, presidente della commissione bilancio della camera, da anni conduce una battaglia personale contro l’esosità dei tassi applicati ai comuni da Cassa depositi e prestiti. Ma questa volta intende andare fino in fondo, perché, dice, «Cdp non può continuare a fare utili con i debiti dello stato». E a ItaliaOggi anticipa i temi su cui si concentrerà il lavoro della commissione sul decreto enti locali (dl 113/2016). Senza risparmiare una frecciatina ai senatori di Ncd che la prossima settimana dovranno votare la riforma dei bilanci di regioni ed enti locali a maggioranza assoluta. «Attenzione a non trasformare un provvedimento essenziale per gli enti in un terreno di scontro politico».

Giuseppe Catapano: Appalti Fiera Milano ed Expo, 11 arresti

giucatap9La Guardia di Finanza di Milano sta eseguendo 11 misure di custodia cautelare nell’ambito di un’indagine su presunte infiltrazioni della mafia negli appalti dell’Ente Fiera di Milano e di Expo 2015. Le accuse per gli arrestati sono, a vario titolo, associazione per delinquere, riciclaggio e frode fiscale. Stando alle indagini, coordinate dal procuratore aggiunto, Ilda Boccassini, e dai pm, Paolo Storari e Sara Umbra, le mani di Cosa Nostra sarebbero arrivate anche a quattro padiglioni nell’esposizione universale: quelli di Francia, Kuwait, Guinea Equatoriale e dello sponsor Birra Poretti. I finanzieri stanno eseguendo anche un sequestro preventivo di diversi milioni di euro.

Giuseppe Catapano: Mps recupera con stop vendite short

giucatap8B.Mps in deciso rialzo a piazza Affari dopo i crolli degli ultimi giorni. L’azione, più volte sospesa dagli scambi, segna un +9,54% a 0,2905 euro. “Il titolo tenta un recupero, complice lo stop alle vendite allo scoperto di oggi. Inoltre, il mercato ‘fiuta’ una soluzione a breve da parte del Governo”, commenta un gestore. Ieri B.Mps ha lasciato sul terreno il 19,39%, un calo molto importante che ha seguito il -13,99% già fatto segnare lunedi’ dall’azione. Mediobanca Securities, che sul titolo ha una raccomandazione neutral con prezzo obiettivo a 0,62 euro, sottolinea come “la priorita’ sia evitare il bail-in. E’ nell’interesse del sistema e dei politici”. Il nodo è capire se sia possibile far leva sulle eccezioni all’intervento statale nella normativa Ue in caso di shortfall di capitale evidenziati dagli stress test; “dunque alla fine si tratta di una negoziazione politica con la Commissione con ripercussioni consistenti per la stabilità finanziaria e la futura stabilità politica in Europa”, aggiungono gli esperti.

Giuseppe Catapano: La Consulta non salva le pensioni d’oro

giucatap7La Corte costituzionale salva il contributo di solidarietà sulle pensioni d’oro introdotto per un triennio (2014/2016) dal governo Letta. Secondo i giudici della Consulta il prelievo sulle pensioni di importo più elevato va considerato come «contributo di solidarietà interno al circuito previdenziale giustificato in via del tutto eccezionale dalla crisi contingente e grave del sistema”, escludendone invece la natura tributaria. La Corte ha anche ritenuto che tale contributo rispetti il principio di progressività e, «pur comportando innegabilmente un sacrificio sui pensionati colpiti», sia «comunque sostenibile in quanto applicato solo sulle pensioni più elevate, da 14 a oltre 30 volte superiori alle pensioni minime».
La norma messa in discussione da sei ordinanze di varie sezioni regionali della Corte dei conti è stata prevista dalla legge di stabilità per il 2014, varata dal governo allora presieduto da Enrico Letta (legge n. 147 del 2013).

Giuseppe Catapano: Un like su Facebook costa caro

People are silhouetted as they pose with laptops in front of a screen projected with a Facebook logo, in this picture illustration taken in Zenica October 29, 2014. Facebook Inc warned on Tuesday of a dramatic increase in spending in 2015 and projected a slowdown in revenue growth this quarter, slicing a tenth off its market value. Facebook shares fell 7.7 percent in premarket trading the day after the social network announced an increase in spending in 2015 and projected a slowdown in revenue growth this quarter. REUTERS/Dado Ruvic (BOSNIA AND HERZEGOVINABUSINESS LOGO - Tags: BUSINESS SCIENCE TECHNOLOGY LOGO TPX IMAGES OF THE DAY)

Un like su Facebook può costare caro. Fino a un mese di sospensione dal servizio se il «mi piace» messo dal dipendente pubblico ma da privato utente del social network si inserisce in un thread che nuoce all’immagine dell’amministrazione datrice. È quanto emerge dall’ordinanza 246/16, pubblicata dalla terza sezione del Tar Lombardia. Il lavoratore è intervenuto su Facebook dopo che qualcuno ha postato la notizia di un suicidio in carcere. Il thread mette in imbarazzo l’amministrazione datrice dal momento che gli utenti hanno postato «commenti riprovevoli» sulla vicenda; il tutto mentre il lavoratore non ha tolto subito il like, come ben avrebbe potuto, sottolineano i giudici. Tra l’altro l’articolo postato dava anche notizia del pronto intervento delle guardie carcerarie, dunque la sequenza di commenti che si è aperta risulta complessa. Compensate le spese della fase cautelare.

Giuseppe Catapano: Nella pubblica amministrazione ora sapere è un diritto

MARIANNA MADIA

Sapere come agisce la p.a. sarà un diritto per i cittadini. Ciascuno potrà richiedere gratuitamente alla pubblica amministrazione dati e documenti a prescindere da un interesse diretto. Il diritto di accesso, già riconosciuto dalla legge, ma legato all’esistenza di una situazione giuridica tutelabile (diritto soggettivo o interesse legittimo), si amplia al punto da essere sempre attivabile, realizzando così un controllo sociale diffuso, «il controllo di 60 milioni di cittadini». È il «Freedom of information act», ossia il sistema generale di pubblicità e trasparenza, già radicato nei paesi anglosassoni, e introdotto nel nostro ordinamento dal decreto legislativo approvato ieri in via definitiva dal consiglio dei ministri. Si tratta del primo degli 11 dlgs attuativi della riforma Madia (legge n.124/2015), varati in blocco dal governo a gennaio, a diventare legge. E forse non è un caso, visto che si tratta di un provvedimento dall’alto valore simbolico che fa della trasparenza non più un adempimento burocratico, o peggio ancora, una concessione ai cittadini, ma una «grande politica pubblica che serve a combattere la zona grigia che va dall’illecito allo spreco», come si legge nel parere licenziato da Montecitorio il 19 aprile scorso (si veda ItaliaOggi del 20/4/2016).
La camera, nell’accendere il semaforo verde sul testo, aveva però posto una serie di condizioni che sono state integralmente accolte nella versione varata dal cdm. A cominciare dall’eliminazione del meccanismo del silenzio-rifiuto, previsto nel testo originario del dlgs, che avrebbe comportato il rigetto dell’istanza decorsi inutilmente 30 giorni dalla presentazione della stessa. Come osservato dalla commissione affari costituzionali della camera, questo meccanismo avrebbe comportato effetti «paradossali» rischiando di vanificare la ratio stessa del decreto. E così nel testo definitivo si stabilisce che il rigetto da parte della p.a. debba essere sempre espresso e motivato. Contro il diniego (parziale o totale) da parte della pubblica amministrazione, o in caso di mancata risposta, il rimedio non sarà più il ricorso al Tar (che avrebbe comportato dispendiose spese legali in grado di rappresentare un freno a ricorrere per gli interessati).

Giuseppe Catapano: Amazon, marca privata sul food

giucatap616Il gigante dell’e-commerce Amazon non è estraneo negli Stati Uniti alla vendita di beni a marchio proprio, dai cavetti Usb alla linea di pannolini e salviette per bambini con l’etichetta etica Amazon Elements. Ora l’ex rivenditore online di libri che con il servizio Amazon Fresh è arrivato a portare (anche in Italia) cibi freschi a domicilio è pronto ad allargare la marca privata proprio sul food. Su questo settore, secondo gli analisti, può disporre infatti delle maggiori conoscenze, dai gusti regionali alla possibilità di ruotare la distribuzione in base alle preferenze e alle disponibilità di magazzino.
Secondo il Wall Street Journal il gruppo di Jeff Bezos (nella foto) è a poche settimane dal lancio di alcune marche dai detersivi al caffè, prima di mettere definitivamente il bollino Amazon su cibi per la tavola.
Nel giro di un mese arriverà sul mercato statunitense il brand Happy Belly, con referenze salutari (il marchio vuol dire Pancia Felice) che comprendono tè e caffè, fino alle spezie e all’olio da cucina. Riguarda invece gli snack la linea Wickedly Prime. Non mancherà la gamma per i prodotti costruiti attorno alla cura della casa denominata Presto!, che comprende detersivi e smacchiatori vari (e chissà cosa ne diranno alla Henkel, produttore di Bio Presto). Fino alla linea Mama Bear (tradotto: mamma orsa) che include giochi per bambini, ma anche omogeneizzati.
La società non ha commentato le indiscrezioni ma l’offerta, che sarà riservata ai clienti a pagamento di Amazon Prime, è stata studiata per diversi anni con l’aiuto di consulenti strategici per il food e produttori fra cui TreeHouse Foods, una multinazionale con sede a Oak Brook (Illinois), specializzata proprio nelle marche private.
Quello delle private label è d’altronde un mercato gigantesco negli Stati Uniti: nel 2015 le vendite ammontavano a 118,4 miliardi di dollari (oltre 104 mld di euro) stando alle stime rilasciate dalla Private label manufacturers association (Plma). Un piatto interessante anche per Bezos.
Secondo gli analisti non sarà per ora il prezzo a tenere banco nell’offerta, essendo comunque un servizio riservato ai soci di Amazon Prime, (l’abbonamento costa 99 dollari l’anno o 11 dollari al mese negli Usa), ma quanto i prodotti potranno offrire in valore, si legga nei servizi, dalla disponibilità alla consegna a domicilio. Gli asset su cui può contare il gigante dell’e-commerce sono infatti la disponibilità di magazzino, la rotazione per non parlare delle informazioni che oggi Amazon possiede dei suoi clienti. Contando che il servizio a pagamento Prime ha superato le 50 milioni di sottoscrizioni.
In base agli analisti e grazie agli accordi stipulati fino a oggi, la società avrebbe la banca dati più potente riguardo al food, dai clienti ai gusti per area geografica: conosce quali categorie si vendono, se con una certa stagionalità o se in base alle previsioni del tempo si venda più la birra o il vino. Inoltre non deve lottare per mettere annunci o guadagnarsi spazi online. Insomma si tratta di una macchina super testata che ora si appresta a gareggiare senza rivali. Almeno negli Stati Uniti, dove anche un colosso della distribuzione come WalMart sta soffrendo proprio a causa dell’e-commerce e dell’avanzata di Amazon.
Alcuni professionisti si sono spinti oltre: Bezos potrebbe addirittura dettare le tendenze guardando alle oscillazioni dei gusti. L’esperimento sul food partirà ora sulla prima linea dedicata ai cibi non deperibili, in attesa appunto che il marchio Amazon compaia sui pomodori «Roma» in vendita dall’altra parte dell’oceano.

Giuseppe Catapano: Equitalia crea lo sportello per gli over 65

giucatap615Un nuovo canale di dialogo per i contribuenti che si rivolgono a Equitalia. Da ieri è partito in alcuni sportelli il servizio «+65», il nuovo progetto voluto dall’amministratore delegato del gruppo, Ernesto Maria Ruffini, per una sorta di corsia preferenziale riservata alle persone con più di 65 anni di età e ai loro coniugi. Il nuovo canale di assistenza, che entro luglio sarà esteso a tutte le province, parte in via sperimentale a Roma (sportello di viale Togliatti) Treviso, Pordenone, Cuneo, Firenze, Cagliari, Viterbo, Benevento, Campobasso, Matera e Bari. Il servizio «+65» sarà svolto nei consueti orari di apertura delle sedi di Equitalia all’interno dello «Sportello Amico» che fornisce assistenza mirata a casi particolari. Allo sportello «+65» è possibile eseguire tutte le operazioni, esclusi i pagamenti che possono essere effettuati, oltre che alle casse di Equitalia, anche all’esterno utilizzando gli altri canali a disposizione: uffici postali, sportelli bancari, punti Sisal e Lottomatica, tabaccai, sito internet http://www.gruppoequitalia.it. Il progetto è destinato agli over 65 che rappresentano circa il 10% dei 5 milioni di contribuenti che nel 2015 hanno fatto visita ai 203 sportelli del gruppo in Italia e vuole essere un ulteriore passo verso il continuo miglioramento del rapporto tra Equitalia e i cittadini, pensato anche per venire incontro alle esigenze di chi ha minore familiarità nell’uso degli strumenti digitali.

Giuseppe Catapano: Per i legali specializzazioni riviste

giucatap614È pronto il nuovo elenco delle specializzazioni forensi. Saranno otto o nove le aree di specializzazione che sostituiranno le 18 bocciate dal Tar Lazio: diritto civile, diritto penale, diritto del lavoro, diritto tributario, diritto amministrativo, diritto di famiglia e dei minori, società e impresa, internazionale. In forse l’inserimento del diritto della navigazione e l’accorpamento o la suddivisione tra diritto internazionale e dell’Unione europea. È quanto emerge, secondo quanto risulta a ItaliaOggi, dalla riunione che si è svolta settimana scorsa tra il Consiglio nazionale forense e le associazioni specialistiche, dove è stato stilato il nuovo elenco delle aree specialistiche da inviare al ministero della giustizia. Esclusi da questo primo confronto, invece, l’Oua e le associazioni maggiormente rappresentative, ovvero i soggetti che hanno impugnato il regolamento al Tar. Alla base della scelta di creare un elenco il più possibile generalista c’è la necessità di superare le censure del Tar Lazio rispetto all’art. 3 del regolamento contenente la suddivisione dei settori di specializzazione, dove non risultava rispettato «né un criterio codicistico, né un criterio di riferimento alle competenze dei vari organi giurisdizionali esistenti nell’ordinamento, né infine un criterio di coincidenza con i possibili insegnamenti universitari, più numerosi di quelli individuati dal decreto» (si veda ItaliaOggi del 15 aprile scorso). Proprio per questo, l’inserimento o meno del diritto della navigazione dovrebbe essere lasciato a Via Arenula: pur avendo un codice di riferimento, infatti, manca il criterio di competenza degli organi giurisdizionali. Altra scelta demandata al ministero è l’accorpamento o meno di diritto internazionale e dell’Unione europea. Altro nodo individuato dal Tar è rappresentato dal colloquio presso il Cnf per il rilascio del titolo per comprovata esperienza.

Giuseppe Catapano: Petrolio, sui mercati asiatici il Brent sfiora i 50 dollari al barile

giucatap613Il Brent torna a sfiorare la soglia psicologica dei 50 dollari al barile sui mercati asiatici. Sulla quotazione influiscono i timori sulla produzione legati agli incendi in Canada nelle aree di estrazione delle sabbie bituminose e gli scioperi proclamati in Nigeria dopo l’aumento di oltre il 60% dei prezzi alla pompa.
Il greggio di riferimento europeo ha guadagnato 25 centesimi a 49,22 dollari al barile, mentre il benchmark americano Wti è salito di 48 centesimi a 48,20 dollari al barile.
Ieri Goldman Sachs ha sostenuto che i rifornimenti sui mercati mondiali sono già in deficit. Ora gli esperti intravedono la possibilità di superare la soglia dei 50 dollari a breve. L’ultima volta che il Brent ha toccato i 50 dollari è stato nel novembre scorso.