Bando per la concessione di agevolazione a enti accreditati e micro piccole medie imprese per l’attivazione di percorsi di Alternanza Scuola-Lavoro

La Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi con la presente iniziativa intende supportare la realizzazione di percorsi di alternanza scuola lavoro attraverso:

  • dote di servizi di sensibilizzazione, supporto, accompagnamento e formazione in favore delle Micro Piccole e Medie Imprese (MPMI) erogati da Enti Accreditati iscritti all’albo dei servizi al lavoro di Regione Lombardia (Misura A Ambito 1)
  • contributi alle Micro Piccole e Medie Imprese (MPMI) in proporzionale al numero di studenti coinvolti (Misura A Ambito 2 – Misura B).

Le risorse disponibili per il presente bando ammontano complessivamente a 900.000,00 euro di cui Euro 600.000,00 destinate alla Misura A (Ambito 1  e Ambito 2) ed Euro 300.000,00 alla Misura B

A chi

La Misura A Ambito 1, è rivolta agli Enti Accreditati iscritti all’albo dei servizi al lavoro di Regione Lombardia.

La Misura A Ambito 2 e la Misura B  sono rivolte alle Micro Piccole e Medie Imprese (MPMI) aventi sede legale e /o operativa nelle province di Milano, Monza-Brianza e Lodi.
Misure D’Intervento
Misura A Ambito 1

La misura prevede Dote-servizi riservati agli Enti Accreditati finalizzati all’erogazione di servizi di sensibilizzazione, supporto e accompagnamento rivolti MPMI che intendono avviare percorsi di alternanza scuola-lavoro della durata minima di 80 ore. Gli Enti Accreditati riceveranno un rimborso a fronte dell’erogazione delle seguenti due tipologie di servizi:

  1. Servizi di accompagnamento e sensibilizzazione all’alternanza, propedeutici all’attivazione dei percorsi di alternanza.Tali servizi saranno riconosciuti “a risultato” per un importo pari a 198,00 Euro per singola impresa.
  2. Servizi di supporto all’inserimento di studenti in percorsi di alternanza per un massimo di 15 studenti. Tali servizi saranno riconosciuti “a risultato” per un importo massimo di 5.308,00 Euro per singola impresa.

I servizi di cui alla lettera a) sono propedeutici all’attivazione dei servizi di supporto all’inserimento di studenti in percorsi di alternanza di cui alla lettera b).

L’importo massimo del rimborso per ciascun operatore è di euro 80.000,00
Misura A Ambito 2 

La misura prevede Voucher-contributo riservato alle MPMI che realizzano o hanno realizzato percorsi di alternanza scuola lavoro attraverso i servizi di supporto erogati dagli enti accreditati previsti dall’ambito 1 del presente bando o dal bando della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi per l’erogazione di una dote di servizi di supporto allo svolgimento dell’alternanza scuola-lavoro rivolta alle micro-piccole imprese (MPI) rif. Del. 51 del 27/11/2017.

Il contributo è proporzionale al numero di studenti ospitati in percorsi di alternanza scuola lavoro ed è compreso tra un minimo di euro 500,00 per un solo studente a un massimo di euro 8.000,00 per 15 studenti di cui massimo 10 con disabilità.
Misura B

La misura prevede Voucher-contributo riservato alle MPMI non rientranti nell’ambito 2 della misura A che hanno svolto o svolgeranno nel 2018 un percorso di alternanza della durata minima di 40 ore il cui tutor aziendale abbia frequentato il corso di formazione gratuito per tutor aziendali, della durata di almeno 4 ore, erogato dalla Camera di Commercio di Milano, MonzaBrianza e Lodi attraverso la propria Azienda Formaper (per info https://www.formaper.it/), entro la data di rendicontazione.

Il contributo è proporzionale al numero di studenti ospitati in percorsi di alternanza scuola lavoro ed è compreso tra un minimo di euro 250,00 per un solo studente a un massimo di euro 4.000,00 per 15 studenti di cui massimo 10 con disabilità.
Procedimento

Le domande saranno accolte secondo  l’ordine cronologico di arrivo (procedura a sportello)  previa istruttoria formale effettuata dall’U.O. Innovazione e Credito.
A seguito degli esiti della verifica amministrativa saranno emessi provvedimenti periodici di assegnazione della concessione, a cura del Dirigente dell’Area Comunicazione e Sviluppo delle imprese.
Gli esiti del procedimento istruttorio saranno pubblicati su questo sito e comunicati ai diretti interessati.

Responsabile del procedimento è il Dirigente dell’Area Comunicazione e Sviluppo delle Imprese della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi.
Quando

Gli  Operatori e le MPMI possono presentare la domanda di partecipazione dal 28/05/2018 al 31/12/2018.
Presentazione

Tramite la piattaforma informatica, sezione Servizi e-gov alla voce Contributi alle Imprese previa registrazione al sito www.registroimprese.it, seguendo le istruzioni indicate in Bandi – contributi alle imprese.
Guida per l’iscrizione al RASL
Per le imprese non iscritte al RASL, l’operatore può attivare e facilitare il processo d’iscrizione dell’azienda.

Rendicontazione
Tramite la piattaforma informatica www.registroimprese.it, sezione Servizi e-gov alla voce Contributi alle Imprese utilizzata in fase di presentazione della domanda, secondo quando previsto dal bando, punto 10) “Modalità di Rimborso dei Servizi di dote”.

 
Per informazioni

Per informazioni e accompagnamento le MPI possono rivolgersi all’Operatore prescelto.
Catalogo Alternanza Scuola-Lavoro
Per informazioni generali sul bando: contributialleimprese@mi.camcom.it
Per maggiori informazioni o assistenza tecnica: faialternanza@mi.camcom.it

DECRETO DIGNITÀ

Il Decreto Legge “Misure urgenti per la dignità dei lavoratori e
delle imprese”, cd. decreto Dignità, primo provvedimento
economico del Governo Conte, è stato approvato dal Consiglio
del Ministri il 2 luglio 2018 e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il
13.07.2018.
Il provvedimento si occupa in particolare di
 revisione della normativa su contratti a termine anche
nell’ambito della somministrazione di lavoro;
 aumento dell’indennizzo dei licenziamenti per giusta causa;
 revoca incentivi per imprese che delocalizzano o riducono
l’occupazione;
 semplificazione di adempimenti fiscali (spesometro,
redditometro ..);
 split payment;
 misure contro la ludopatia.
L’iter di conversione sarà probabilmente abbreviato per
l’imminenza della pausa estiva parlamentare, ma al contempo
si preannuncia denso di modifiche per varie richieste di
aggiustamenti e annunci in questo senso da parte dello stesso
Governo.

Ecco tutti i fondi per sostenere ricerca, sviluppo e innovazione

In tema di politica industriale, nel corso degli ultimi anni, i policy maker in Europa e nel mondo si sono misurati con una sfida molto complessa: promuovere crescita economica e rafforzare il tessuto economico e produttivo in uno scenario globale post crisi economico-finanziaria. E’ di tutta evidenza, da un lato, che le conseguenze generate dalla crisi hanno fortemente ridotto la capacità operativa delle imprese: più critico è l’accesso al credito e significativamente più contratta la domanda di mercato. Dall’altro lato, in virtù delle ripercussioni sulla resilienza dei conti pubblici (i.e. crisi dei debiti sovrani), i policy maker hanno visto considerevolmente ridursi il montante di risorse da allocare sulle strategie di rilancio delle attività economiche e produttive.

L’esigenza di contenere e razionalizzare la spesa pubblica, pertanto, ha spinto, nel corso degli ultimi anni, verso un processo di riforma del quadro degli incentivi a supporto delle attività economiche e produttive. L’evoluzione impressa, soprattutto attraverso l’istituzione, presso il Ministero dello Sviluppo economico, del Fondo Crescita Sostenibile – FCS (D.L. 83/12), ha determinato un’apprezzabile riduzione degli strumenti agevolativi esistenti e una conseguente focalizzazione delle risorse verso i fabbisogni ritenuti prioritari del nostro tessuto produttivo: ricerca, sviluppo e innovazione; accesso al credito; investimenti fissi; internazionalizzazione; crisi industriali.

Vista la centralità dei temi, notevole è lo sforzo finanziario destinato alla promozione degli investimenti fissi lordi tramite la Legge Nuova Sabatini (dal 2014 a fronte di circa 864 milioni di euro sono stati attivati circa 11,3 miliardi di euro di finanziamenti) e alla facilitazione dell’accesso al credito per le PMI attraverso il Fondo di garanzia (nel corso del 2017 sono state concesse garanzie per 12,3 miliardi di euro circa a fronte di circa 17,5 miliardi di euro di finanziamenti accolti).

Nell’ambito del nuovo quadro strategico, tuttavia, un ruolo di assoluta centralità è stato riservato al tema del sostegno alle attività di R&S&I, ambito cruciale per la salvaguardia del grado di efficienza dinamica del tessuto economico e produttivo. Il divario rispetto agli altri principali competitor internazionali e dell’Unione, infatti, risulta sempre più marcato (IT 1,3% del PIL; GER 2,94%; FR 2,25%: EU-28 2% circa).

Dal 2014 in poi, attraverso il FCS, sono stati stanziati circa 3,4 miliardi di euro per il sostegno della R&S&I. Per filosofia di fondo e modalità attuative, inoltre, l’approccio seguito segna una profonda linea di discontinuità rispetto al passato. Il disegno di policy, infatti, passa da un approccio di sostegno di tipo verticale basato sull’individuazione delle filiere ad un approccio orizzontale basato sulle tecnologie (i.e. Key Enabling Technologies – Ket’s). In tale prospettiva, pertanto, sono state avviate iniziative volte a incentivare l’attività di ricerca più prossima al mercato (TRL 6-8), ovvero, in ambito ricerca industriale e sviluppo sperimentale (i.e. con esclusione della ricerca di base).

La strategia complessiva messa in campo nell’ambito delle politiche di sostegno alle attività economiche e produttive è caratterizzata da un quadro di forte coerenza tra l’approccio implementato a livello nazionale e quello di matrice comunitaria:

  • concentrazione/focalizzazione delle risorse complessive verso il sostegno alle attività di R&S&I: il 35% delle risorse PON IC ed il 37% delle risorse Nazionali (Fonte: Relazione annuale sugli interventi di sostegno alle attività economiche e produttive, 2017);
  • approccio attuato in coerenza con la strategia nazionale di specializzazione intelligente (SNSI) volto, da un lato, a favorire il consolidamento di una filiera dell’innovazione capace di trasformare i risultati della ricerca e dell’innovazione in un vantaggio competitivo per il sistema Paese e, dall’altro, ad individuare tematiche trasversali per lo sviluppo della competitività dei sistemi imprenditoriali, sostenendo le iniziative ad alto potenziale innovativo (CfrHorizon 2020, Industria sostenibile e Agenda digitale, le nuove iniziative Agrifood, Scienze della vita e Fabbrica intelligente).

Gli interventi del Fondo per la Crescita Sostenibile

In tema di operatività, osservando sia gli interventi a sportello che quelli negoziali (i.e. Accordi per l’innovazione), dal 2014 ad oggi il Fondo per la Crescita Sostenibile ha agevolato 867 imprese, favorito 2,5 miliardi di euro di investimenti privati e concesso agevolazioni per 1,4 miliardi di euro.

Un elemento particolarmente significativo che emerge dall’analisi di operatività è indubbiamente l’alto tasso di rappresentatività tra le imprese agevolate delle PMI (67%). Tale evidenza testimonia, da un lato, che le PMI italiane segnalano un alto interesse ad attivare o ampliare i processi innovativi in grado di rafforzare la loro capacità competitiva, dall’altro lato, che il FCS nell’operatività corrente è uno strumento particolarmente adatto a colmare tale fabbisogno.

Agrifood, Scienze della vita e Fabbrica Intelligente

In ottica più recente con riferimento alle ultime iniziative avviate sul FCS, di particolare rilievo è l’intervento, a valere sull’asse I del PON I&C, in favore di progetti di ricerca e sviluppo nei settori applicativi della SNSI relativi a Agrifood, Scienze della vita e Fabbrica Intelligente, che prevede una dotazione di circa 563 milioni di euro. Tale nuovo intervento, in termini più complessivi, mira a fornire una risposta robusta ai fabbisogni di ricerca, sviluppo e innovazione emersi dagli operatori nel Mezzogiorno in tali ambiti tematici. Il macro-obiettivo di sfondo all’intervento è rappresentato dall’esigenza di rafforzare l’ecosistema innovativo nel Sud Italia negli ambiti tematici in cui le potenzialità competitive del tessuto produttivo sono alte.

In ottica d’insieme è possibile constatare che molto è stato fatto, tuttavia, resta sul tappeto l’esigenza di verificare quale sia l’effettivo impatto generato dagli interventi. Il tema della ivalutazione, pertanto, nel corso degli ultimi anni è stato incorporato sempre più all’interno dei processi gestionali al fine di garantire una verifica ex post delle attività correnti, individuando punti di forza e di debolezza delle iniziative implementate. Considerata la natura (i.e. strumenti di supporto alle attività privata di R&S&I) e i relativi tempi di maturazione degli interventi (almeno 5 anni), tuttavia, i primi risultati valutativi sull’impatto del FCS potranno essere prodotti tra circa due anni.

Mancato versamento delle ritenute: la pena pecuniaria sostituisce quella detentiva

Reclusione evitata per l’imprenditore che omette di versare le ritenute previdenziali a causa della crisi. A stabilirlo la sezione penale della Corte di Cassazione che, richiamando precedente giurisprudenza delle Sezioni Unite, ha ribadito come “la sostituzione della pena detentiva con quella pecuniaria è consentita anche in relazione a condanna inflitta a persona in condizioni economiche disagiate, in quanto la prognosi di inadempimento, ostativa alla sostituzione in forza della L. 24 novembre 1981, n. 689, art. 58, comma 2, si riferisce soltanto alle pene sostitutive di quella detentiva accompagnate da prescrizioni, ossia alla semidetenzione e alla libertà controllata, e non alla pena pecuniaria sostitutiva, che non prevede alcuna particolare prescrizione”. Errata quindi l’interpretazione fornita dalla Corte di Appello di Brescia in quanto ha motivato il diniego della sostituzione in base alle difficoltà economiche dell’imputato.

Obbligo pagamento retribuzioni con strumenti tracciabili

Dal 1° luglio 2018 è vietato per i datori di lavoro pagare le
retribuzioni ai lavoratori tramite contante. E’ necessario utilizzare
a tal fine strumenti di pagamento tracciabili.
L’Ispettorato del lavoro (INL) è intervenuto a tale riguardo due
volte, dapprima con la nota 4538 del 22.05.2018,
successivamente con nota 5828 del 4.7.2018, per fornire
importanti chiarimenti in merito alle nuove regole di pagamento.
Di seguito un riepilogo della nuova disciplina.

Fattura elettronica

E’ stato prorogato al 1° gennaio 2019 l’obbligo di utilizzare la
fattura elettronica (ed abbandonare quindi la scheda
carburante) per le cessioni di carburante per autotrazione
presso gli impianti stradali di distribuzione.
Per tale tipologia di operazione, pertanto, sarà possibile
continuare ad utilizzare la scheda carburante fino al 31.12.2018.
Resta fermo però l’obbligo, dal 1° luglio 2018, di utilizzare
strumenti tracciabili di pagamento al fine di poter detrarre l’Iva e
dedurre il relativo costo.

Imprese e competitività

Il ministero dello Sviluppo economico (Mise), con il decreto
direttoriale 23 aprile 2018, ha finito le regole da seguire e gli
adempimenti amministrativo-contabili da effettuare per le
imprese per accedere alle risorse Pon (Programma operativo
nazionale “Imprese e competitività” 2014-2020 Fesr) in relazione
al credito d’imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno alla
luce delle modifiche introdotte dal Dl 243/2016

Islam, tra crescita, identità, implicazioni politiche

 Secondo una ricerca del Pew Research Center ,nel periodo 2010/2050 le popolazioni musulmane nel mondo aumenteranno a un tasso del 73%. Ciò significa che i circa 1,6 miliardi di musulmani che si contavano nel 2010 saliranno nel 2050 a 2,76 miliardi. Nello stesso periodo le popolazioni cristiane cresceranno del 35%, passando dai 2,17 miliardi del 2010 a 2,92 miliardi nel 2050. In sostanza, lo scarto esistente fra i due gruppi nel 2010 andrà progressivamente assottigliandosi, fino a quasi scomparire nel 2050.

Questa previsione contribuisce a rafforzare il senso dell’urgenza del dialogo fra queste due realtà, che già oggi rappresentano quasi quattro miliardi di individui su una popolazione mondiale di poco superiore ai sette miliardi e mezzo.

Il mutuo recupero della consapevolezza degli elementi comuni
In questa prospettiva, se è vero che l’Occidente deve recuperare la consapevolezza degli elementi che condivide con il mondo islamico e che per secoli hanno permeato le rispettive culture, è anche vero il reciproco, e cioè che il mondo islamico deve impegnarsi nella ricerca di basi solide a partire dalle quali condurre un dialogo mutuamente vantaggioso e fondato sul riconoscimento dell’altro.

In questo contesto, un grande problema che il mondo islamico si trova a dover affrontare e risolvere è quello del conflitto fra modernità e tradizione, in un approccio che vede la modernità nella nostra accezione, frutto di un percorso culturale che nell’Islam non si è sviluppato, come espressione di un Occidente laico, oppressivo e prepotente e nel laicismo e nella secolarizzazione l’incarnazione del male.

Il concetto occidentale della laicità delle strutture di governo, sia pure con declinazioni diverse da Paese a Paese, non comporta la negazione del ruolo della religione nella società: la religione che accetti le regole del gioco democratico può portare al dibattito pubblico un prezioso nutrimento morale in un ambito nel quale la misura delle scelte politiche è affidata ad un confronto libero e pluralista per la ricerca di soluzioni il più possibile condivise..

Recuperi d’identità e arroccamenti difensivi
Di fronte al recupero di identità in corso nelle variegate realtà del mondo islamico, nel cui ambito la religione diventa spesso una difesa contro la complessità e le contraddizioni del mondo globalizzato e l’islamismo politico anche un’espressione del rifiuto di una ancora percepita volontà di dominio occidentale, cresce nell’Occidente, soprattutto europeo, la tendenza ad attestarsi su una posizione di difesa, a chiudere i canali di comunicazione, a rifugiarsi nella propria identità, cristiana o laica che sia, a ripiegare gelosamente sui proprî percorsi.

Mentre sarebbe necessario, invece, recuperare comunicazione e contatti e promuovere i presupposti del dialogo, superando la tentazione di travasare in modo impositivo costumi e modelli, fermi restando i principi fondamentali di uguaglianza giuridica e dignità di tutti gli esseri umani.

La divergenza sulla universialità dei diritti è emblematica
Tra le divergenze, quella sulla universalità dei diritti è emblematica delle difficoltà esistenti. Le riserve formulate in relazione alla Dichiarazione sui Diritti Umani del 1948 dai Paesi islamici esprimono una sensibilità in tema di identità cultural-religiosa con la quale è inevitabile doversi confrontare. D’altra parte, le istanze che esprimevano le piazze delle Primavere arabe echeggiavano, come si era manifestato senza seguiti duraturi e consolidati in altre fasi della storia recente di quei Paesi, temi del liberalismo e della democrazia occidentali.

Il dialogo al quale dobbiamo rivolgerci dovrà quindi saper conciliare l’esigenza del rispetto del sentimento religioso, e della spiritualità che esso esprime, con la ricerca di basi culturali e di valori umani e civili comuni per la convivenza pacifica tra i popoli e all’interno di essi.

Questa ricerca interpella tutti gli interlocutori del dialogo affinché non cedano a tentazioni di affermazione di una supremazia culturale, ma accettino invece la regola fondamentale di ogni dialogo, e cioè sapere misurare le proprie convinzioni sul metro di quelle altrui, superando la componente totalizzante che spesso le religioni e le ideologie recano in sé.

Sulle prospettive di un dialogo veramente costruttivo gravano spesso pregiudizi e suggestioni fuorvianti, come ad esempio quella che legge nei conflitti in corso nella regione mediorientale esclusivamente l’espressione del contrasto religioso fra sciiti e sunniti, sottovalutando, e spesso ignorando, la loro natura di scontro geo-politico per la supremazia nell’area in cui l’elemento religioso, lungi dall’essere il fattore scatenante, diviene spesso pretesto e strumento. Le vicende degli ultimi anni hanno inoltre alimentato una tendenza a parlare di Islam soprattutto in relazione al terrorismo, complicando al livello delle percezioni popolari le prospettive del dialogo.

Islam e democrazia, una narrazione stereotipata
Infine, la narrazione secondo la quale il mondo islamico è incapace di produrre sistemi democratici contrasta con l’evidenza che in non pochi Paesi musulmani si è assistito e si assiste a processi favoriti anche dalla sempre più accentuata circolazione culturale.

Si pensi – a fronte dell’oscurantismo pur con tante contradizioni di molti regimi, specie nell’area del Golfo, o all’autoritarismo di altri a noi geograficamente vicini – ai limitati ma innegabili progressi in alcuni Paesi islamici, specie della sponda sud del Mediterraneo, in materia di condizione femminile o diritto di famiglia, o al pluralismo – imperfetto quanto si vuole, ma comunque operante – di sistemi, come ad esempio quello algerino, nel quale da tempo i partiti di ispirazione islamica hanno accettato il gioco elettorale o, ancora, alla monarchia “benevola” marocchina o al coraggioso percorso seguito dalla Tunisia verso il riconoscimento generalizzato della libertà di fede e di coscienze in un quadro che, pur confermando l’Islam religione di Stato, non prevede la sha’aria come base del diritto del Paese.

Da questa varietà di situazioni sembra potersi concludere che ogni popolo ha i suoi ritmi evolutivi: sta al dialogo riconoscerli e auspicabilmente accompagnarli verso traguardi di ulteriore crescita.

Uniti in rete per godere della sospensione delle imposte

Le imprese che aderiscono a un contratto di rete riconosciuto possono godere della sospensione d’imposta sugli utili accantonati per l’anno 2012 e destinati agli investimenti comuni, è pari all’83,0423% di quanto richiesto.. Attuazione al beneficio introdotto dall’art. 42 del dl 78/2010.

Tale disposizione, al comma 2-quater, ha infatti previsto la sospensione d’imposta, sulla quota di utili conseguiti dalle imprese che aderiscono a un contratto di rete riconosciuto e destinata ad apposite riserve, per realizzare, entro l’anno successivo, gli investimenti previsti dalle intese associative. I profitti congelati diventano tassabili al momento del loro utilizzo o quando viene meno l’adesione alla rete o si scioglie il contratto stesso. Diversi i paletti fissati dalla legge per accedere all’incentivo. Il programma comune di rete deve essere preventivamente asseverato da appositi organismi delle associazioni di categoria.

La quota di utili temporaneamente detassabile non può inoltre superare il tetto di un milione di euro. E devono infine essere seguite le regole operative fissate dalle Entrate con provvedimento del 14 aprile 2011, avvalendosi del modello Reti per comunicare al fisco i dati del risparmio d’imposta. Annualmente l’Agenzia, determina la percentuale massima del risparmio d’imposta ottenibile, che scaturisce dal confronto tra domanda e offerta. Il dl 78/2010 ha destinato all’incentivazione delle reti, 48 milioni di euro: 20 milioni per il 2011 e 14 milioni per gli anni 2012 e 2013. Ai sensi dell’art. 42 del dl  78/2010, l’aiuto spetta fino al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2012. Al momento, quindi, quella interessata dal provvedimento di ieri rappresenta l’ultima annualità agevolabile.

La percentuale dell’83% «significa che le risorse pubbliche assegnate si sono mostrate capaci di soddisfare le richieste dei beneficiari», sottolinea una nota delle Entrate. Lo scorso anno l’importo della detassazione complessivamente richiesta superava di poco i 16 milioni di euro. Si ricorda che l’aiuto può essere fruito esclusivamente in sede di versamento del saldo delle imposte sui redditi dovute per l’esercizio cui si riferiscono gli utili. L’acconto delle imposte dirette per l’anno successivo, invece, va calcolato senza tener conto dell’agevolazione. IMG_7333