Un nuovo canale di dialogo per i contribuenti che si rivolgono a Equitalia. Da ieri è partito in alcuni sportelli il servizio «+65», il nuovo progetto voluto dall’amministratore delegato del gruppo, Ernesto Maria Ruffini, per una sorta di corsia preferenziale riservata alle persone con più di 65 anni di età e ai loro coniugi. Il nuovo canale di assistenza, che entro luglio sarà esteso a tutte le province, parte in via sperimentale a Roma (sportello di viale Togliatti) Treviso, Pordenone, Cuneo, Firenze, Cagliari, Viterbo, Benevento, Campobasso, Matera e Bari. Il servizio «+65» sarà svolto nei consueti orari di apertura delle sedi di Equitalia all’interno dello «Sportello Amico» che fornisce assistenza mirata a casi particolari. Allo sportello «+65» è possibile eseguire tutte le operazioni, esclusi i pagamenti che possono essere effettuati, oltre che alle casse di Equitalia, anche all’esterno utilizzando gli altri canali a disposizione: uffici postali, sportelli bancari, punti Sisal e Lottomatica, tabaccai, sito internet http://www.gruppoequitalia.it. Il progetto è destinato agli over 65 che rappresentano circa il 10% dei 5 milioni di contribuenti che nel 2015 hanno fatto visita ai 203 sportelli del gruppo in Italia e vuole essere un ulteriore passo verso il continuo miglioramento del rapporto tra Equitalia e i cittadini, pensato anche per venire incontro alle esigenze di chi ha minore familiarità nell’uso degli strumenti digitali.
Catapano Giuseppe
Giuseppe Catapano: Per i legali specializzazioni riviste
È pronto il nuovo elenco delle specializzazioni forensi. Saranno otto o nove le aree di specializzazione che sostituiranno le 18 bocciate dal Tar Lazio: diritto civile, diritto penale, diritto del lavoro, diritto tributario, diritto amministrativo, diritto di famiglia e dei minori, società e impresa, internazionale. In forse l’inserimento del diritto della navigazione e l’accorpamento o la suddivisione tra diritto internazionale e dell’Unione europea. È quanto emerge, secondo quanto risulta a ItaliaOggi, dalla riunione che si è svolta settimana scorsa tra il Consiglio nazionale forense e le associazioni specialistiche, dove è stato stilato il nuovo elenco delle aree specialistiche da inviare al ministero della giustizia. Esclusi da questo primo confronto, invece, l’Oua e le associazioni maggiormente rappresentative, ovvero i soggetti che hanno impugnato il regolamento al Tar. Alla base della scelta di creare un elenco il più possibile generalista c’è la necessità di superare le censure del Tar Lazio rispetto all’art. 3 del regolamento contenente la suddivisione dei settori di specializzazione, dove non risultava rispettato «né un criterio codicistico, né un criterio di riferimento alle competenze dei vari organi giurisdizionali esistenti nell’ordinamento, né infine un criterio di coincidenza con i possibili insegnamenti universitari, più numerosi di quelli individuati dal decreto» (si veda ItaliaOggi del 15 aprile scorso). Proprio per questo, l’inserimento o meno del diritto della navigazione dovrebbe essere lasciato a Via Arenula: pur avendo un codice di riferimento, infatti, manca il criterio di competenza degli organi giurisdizionali. Altra scelta demandata al ministero è l’accorpamento o meno di diritto internazionale e dell’Unione europea. Altro nodo individuato dal Tar è rappresentato dal colloquio presso il Cnf per il rilascio del titolo per comprovata esperienza.
Giuseppe Catapano: Petrolio, sui mercati asiatici il Brent sfiora i 50 dollari al barile
Il Brent torna a sfiorare la soglia psicologica dei 50 dollari al barile sui mercati asiatici. Sulla quotazione influiscono i timori sulla produzione legati agli incendi in Canada nelle aree di estrazione delle sabbie bituminose e gli scioperi proclamati in Nigeria dopo l’aumento di oltre il 60% dei prezzi alla pompa.
Il greggio di riferimento europeo ha guadagnato 25 centesimi a 49,22 dollari al barile, mentre il benchmark americano Wti è salito di 48 centesimi a 48,20 dollari al barile.
Ieri Goldman Sachs ha sostenuto che i rifornimenti sui mercati mondiali sono già in deficit. Ora gli esperti intravedono la possibilità di superare la soglia dei 50 dollari a breve. L’ultima volta che il Brent ha toccato i 50 dollari è stato nel novembre scorso.
Giuseppe Catapano: Zero tasse sui benefit
Zero tasse sui premi di risultato erogati sotto forma di prestazioni di servizi. Il lavoratore che sceglie di ricevere il suo premio in «voucher» per l’acquisto di servizi per sé o i familiari (quali buoni pasto; contributi a fondi pensione; premi per polizze sanitarie; ticket per servizi di educazione e istruzione; borse di studio a familiari ecc.), non paga alcuna tassa, neppure quella ridotta al 10% che, invece, è dovuta sulle altre somme (in denaro) che riscuota in base agli incrementi di produttività, redditività, qualità efficienze e innovazione aziendale. A stabilirlo, tra l’altro, è il decreto interministeriale (lavoro ed economia) 29 aprile 2016 n. 1462 pubblicato ieri sul sito del ministero del lavoro, sezione pubblicità legale, che dà il via libera all’incentivo per l’anno 2016. Il deposito dei contratti, presupposto per fruire l’incentivo, deve avvenire entro 30 giorni dalla sottoscrizione. Quelli già sottoscritti, vanno depositati entro il prossimo 15 giugno.
La «nuova» detassazione. L’incentivo non è nuovo, ma è stato completamente riscritto dalla legge Stabilità 2016 (legge n. 208/2015, art. 1, commi da 182 a 191). Il decreto 29 marzo ne detta le regole applicative, in particolare per ciò che concerne i criteri per la misurazione degli incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza e innovazione ai quali i contratti collettivi aziendali o territoriali legano la corresponsione di premi di risultato di ammontare variabile, nonché i criteri di individuazione delle somme erogate sotto forma di partecipazione agli utili dell’impresa; e gli strumenti e le modalità attraverso cui le aziende realizzano il coinvolgimento paritetico dei lavoratori nell’organizzazione del lavoro.
Giuseppe Catapano: Renzi, il Pd deve fare di più, ma basta critiche interne
“Noi come Pd nazionale dobbiamo fare di più. Ma preferisco un partito in cui si discute, ma c’è democrazia, a un partito al quale al padre succede il figlio, perché quella si chiama dinastia, non democrazia”. Lo ha detto, riferendosi esplicitamente alla successione di Gianroberto Casaleggio alla guida del Movimento 5 stelle, il presidente del Consiglio Matteo Renzi, dal palco del circolo Acli di Lambrate a Milano, nel corso di un intervento ieri sera a un evento elettorale del candidato sindaco Giuseppe Sala. “Io sono affezionato alla discussione interna – ha aggiunto Renzi parlando all platea del Pd milanese – criticate quanto vi pare, però, se proprio fosse possibile nell’ultimo mesetto di campagna elettorale, dentro il Pd, per un mesetto non di più, vivere la democrazia interna valorizzando un pochino di più gli aspetti che ci uniscono, che ci sono e sono tanti, e un po’ meno gli aspetti che ci dividono, io dico che schifo schifo a quel simbolino del Pd, che deve prendere un po’ di voti, non farebbe”.
Giuseppe Catapano: Amministrative Bolzano, al ballottaggio Caramaschi (Pd) e Tagnin (Centrodestra-Lega)
Saranno Renzo Caramaschi (PD) e Mario Tagnin (Centrodestra-Lega) a contendersi nel ballottaggio di domenica 22 l’elezione a sindaco della città di Bolzano. Dalle consultazioni di ieri (lo spoglio delle 80 sezioni si è protratto fino a notte fonda), Renzo Caramaschi, già city manager del capoluogo altoatesino ed appoggiato da Partito Democratico, Sinistra e dalla sua lista civica, ha ottenuto il 22,32 % (9.507 voti). Mario Tagnin, medico dentista, di Il Centrodestra Uniti per Bolzano ed appoggiato dalla Lega Nord-Salvini, ha ottenuto il 18,39% (7.833). In vista del ballottaggio Caramaschi ha già lanciato il suo appello al partner di sempre, la Suedtiroler Volkspartei. Complessivamente molto bene Movimento 5 Stelle e Casapound. Il M5S ha quasi raddoppiato il numero dei seggi portandolo dai quattro delle consultazioni del maggio 2015 a sei. Casapound dopo lo storico ingresso in un consiglio comunale italiano con un rappresentante ora ne avrà tre. Sette liste sulle diciassette complessive (quasi tutte di centrosinistra) non sono riuscite ad entrare in consiglio comunale. Clamorosamente fuori Anna Pitarelli ed Elena Artioli. Alle spalle di Caramaschi e Tagnin gli altri undici candidati sindaco, a partire da quello della Suedtiroler Volkspartei, Christoph Baur che ha ottenuto il 15,95 %, quindi Caterina Pifano del Movimento 5 Stelle con l’11,55 %, Norbert Lantschner (Verdi e Rifondazione Partito Comunista) con l’8,02 %, Maurizio Puglisi Ghizzi (Casapound) con il 6,21%, Giorgio Holzmann Giorgio (Alleanza per Bolzano) con il 4,83%, Angelo Gennaccaro (Io Sto Con Bolzano) con il 4,28 %, Anna Pitarelli (Anna Pitarelli-Bolzano sull’onda) con il 2,29 %, Elena Artioli (Artioli Sindaca) con l’1,88 %, Vanja Zappetti (I Love my Town) con l’1,61 %, Cristian Kollmann (Sudtiroler Freiheit) con l’1,53% e Franco Murano (Pensionati) con l’1,13 %.
Giuseppe Catapano: Pensioni, arriva la busta arancione (Milano Finanza)
Mentre il premier Matteo Renzi si appresta a salire, assieme a un manipolo di sessantenni, sull’Ape (il logo che il primo ministro ha coniato per l’anticipo pensionistico che intende far debuttare nel 2017), tutti gli altri lavoratori italiani sono alle prese con i dolori della busta arancione. L’Inps, sotto la guida del presidente Tito Boeri, ha iniziato a inviare ai primi 150 mila iscritti (con l’obiettivo di spedirla a 7 milioni di lavoratori entro l’anno) la missiva che contiene le stime personalizzate della prima pensione attesa a fine carriera con l’indicazione dell’anno di previsto pensionamento. E ancora una volta, spiega Milano Finanza, le generazioni più avanti con l’età, oltre a poter contare sull’attesa possibilità di lasciare prima il lavoro con l’Ape (con un taglio della pensione e con il coinvolgimento delle banche che dovrebbero anticipare l’assegno visto che lo Stato non può permettersi uscite di cassa aggiuntive), non hanno avuto sorprese eclatanti dalla lettura della busta arancione se non altro perché il loro assegno è calcolato in buona parte con il più generoso e prevedibile metodo retributivo, che soltanto dal 2012 è stato sostituito dal contributivo per tutti. Fino a quell’anno il retributivo è rimasto in vigore in forma integrale per chi a fine 1995 vantava più di 18 anni di contributi e in forma pro quota per chi a quella data ne aveva meno di 18.
Giuseppe Catapano: Grecia, oggi Eurogruppo per nuova tranche di aiuti
Dopo il sofferto via libera del parlamento greco alla riforma delle pensioni, oggi i ministri finanziari dell’Eurozona si riuniscono a Bruxelles con l’obiettivo di sbloccare una nuova tranche di aiuti finanziari. Il terzo programma di assistenza finanziaria internazionale alle dissestate finanze di Atene vale in tutto 86 miliardi ed è stato approvato l’estate scorsa. Con l’approvazione della riforma delle pensioni, la Grecia spera di avere ottenuto il viatico per un secondo finanziamento, una somma che si aggira attorno ai 5 miliardi (5,7 secondo la stampa greca) e che dovrà servire fra l’altro a onorare le prossime scadenze del debito, pari a 3,5 miliardi entro luglio (soprattutto nei confronti della Bce). I creditori internazionali (Commissione europea, Bce, Fmi e Esm) chiedono anche che sia approvato un pacchetto di misure da far scattare nel caso il governo ellenico non riesca a centrare l’obiettivo di avanzo primario al 3,5% del Pil nel 2018. Ma su questo il governo Tsipras ha finora fatto resistenza, perché non può approvare leggi “preventivamente”, mentre si è detto disponibile a prendere l’impegno di legiferare nel momento in cui si rivelerà necessario. Un altro tema che dovrebbe essere affrontato oggi all’Eurogruppo, nel caso si raggiunga l’accordo sul nuovo finanziamento, è quello sulla ristrutturazione del debito, come richiesto dal Fmi: su questo, c’è divisione fra i 19, e in particolare la Germania è contraria.
Giuseppe Catapano: Antiriciclaggio ad alto rischio
Sui professionisti fioccano le sanzioni per violazione delle norme antiriciclaggio. Negli ultimi tre anni sono state quasi 600 le ispezioni della Guardia di finanza negli studi e in più della metà dei casi sono state trovate irregolarità e applicate sanzioni. Evidentemente, anche dopo tre anni di rodaggio, gli adempimenti antiriciclaggio continuano a essere amati dai professionisti come una seduta dal dentista. Forse perché scaricano sulle loro spalle obblighi e responsabilità di natura pubblicistica in stridente contrasto con il rapporto fiduciario che si instaura con i clienti: spesso richiedono anche una esplicita violazione dell’etica professionale, come nel caso della segnalazione di operazioni sospette o della comunicazione di irregolarità dei pagamenti in contanti, che costituiscono il presupposto per la sanzionabilità del cliente; altre volte invece, come nel caso della mancata compilazione del registro antiriciclaggio, non c’entra il rapporto fiduciario, ma è solo una questione di scarso interesse nei confronti di un adempimento che comunque richiede tempo e che non potrà certamente essere fatturato al cliente.
Sta di fatto che le ispezioni della Guardia di finanza sono in aumento: sono state 162 nel 2013, sono cresciute a 215 nel 2014 e sono diventate 216 l’anno scorso. Le fonti di innesco, secondo quanto risulta a ItaliaOggi, possono essere varie. Nella maggior parte dei casi però derivano da un’analisi del rischio effettuata dai reparti della Guardia di finanza sulla base di elementi concreti che possono scaturire da una verifica fiscale, oppure dall’attività di polizia giudiziaria; altre informazioni possono originare da informazioni antiriciclaggio, controlli transfrontalieri di valuta ecc.
È vero che i controlli non sono ancora quantitativamente numerosi, ma la percentuale di quelli con esito positivo è impressionante: oltre il 50%. Le violazioni più frequenti sono, nell’ordine, l’omessa, incompleta o ritardata registrazione, la mancata identificazione del cliente, la mancata istituzione del registro, l’omessa segnalazione di operazioni sospette, la mancata comunicazione di irregolarità legata all’uso di contanti.
A partire dal 6 febbraio di quest’anno tutte queste violazioni sono state depenalizzate, ma in compenso sono raddoppiate le sanzioni amministrative, e se nei confronti delle sanzioni penali si poteva sperare nella prescrizione (assai frequente), ora invece la sanzione amministrativa è automatica e non lascia scampo.
Altre modifiche in materia di sanzioni sono annunciate in tempi brevi: entro il mese di giugno dovrebbe infatti essere pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale la legge delega che recepisce la quarta direttiva antiriciclaggio che prevederà una graduazione delle sanzioni in funzione della capacità economica del soggetto inadempiente. Per lo stesso illecito, per esempio, la sanzione comminata ad una banca potrà essere più alta di quella inflitta a un piccolo professionista. Modifiche che, se possono dare qualche piccolo contributo al miglioramento della disciplina, trascurano però del tutto il problema di fondo di un’attività richiesta a soggetti privati in modo non retribuito e in contrasto stridente con la fiducia in loro riposta dai clienti.
Giuseppe Catapano: Fisco in crescita nel primo trimestre del 2016
Le entrate tributarie, per i primi tre mesi del 2016 sono aumentate del 3,6%, rispetto allo stesso periodo del 2015, attestandosi a quota 92,1 miliardi di euro. E’ quanto emerge dal bollettino delle entrate tributarie, pubblicato ieri, dal Ministero dell’economia e delle finanze (Mef). Nel trimestre gennaio-marzo 2016 le entrate tributarie hanno, infatti, registrato un incremento di +3.236 milioni di euro rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Nel fare il confronto con il 2015, bisogna però tenere conto dei mancati versamenti del canone Rai, su cui è intervenuta la Legge di stabilità 2016 (208/2015). Infatti, per quest’anno i primi versamenti, relativi al pagamento del canone tv in bolletta, avverranno nel mese di luglio e quindi non saranno disponibili, come nel 2015 i 1.565 milioni di euro, derivati dal pagamento del canone Rai. Quindi, neutralizzando gli effetti di questi versamenti, secondo il bollettino Mef la crescita delle entrate tributarie nel periodo considerato nel 2016 è stata pari a un +5,5%.
