Giuseppe Catapano: Cina, la PboC stima che la crescita resterà sotto il 7% sia quest’anno sia il prossimo

giucatap517In un working paper dei ricercatori della Banca Centrale cinese, pubblicato oggi, si afferma che l’economia di Pechino dovrebbe crescere quest’anno del 6,9%.
Una decelerazione viene prevista anche per il 2016, con un tasso di crescita preventivato al 6,8%. A impattare negativamente, afferma la ricerca condotta da Ma Jun, capo economista della PBoC, saranno un’eccedenza nella produzione industriale congiunta a una fiacca domanda globale di beni cinesi, oltre che un aumento di prestiti scadenti da parte delle banche.
Il gruppo di ricerca afferma poi che le misure di stimolo messe in campo dal governo inizieranno ad avere i loro effetti tra la fine dell’anno e la prima metà del 2016.
Invece, per quanto riguarda gli investimenti nel settore immobiliare, fermi per via di un eccesso di abitazioni, si prevede una stabilizzazione a cui seguirà una lenta ripresa.
Gli economisti prevedono poi che il tasso d’inflazione crescerà quest’anno dell’1,5% a/a, decisamente sotto il target del 3% stabilito dal governo. L’export registrerà una contrazione del 2,9% a/a mentre le importazioni soffriranno un tonfo del 14,8%.
Infine, gli investimenti fissi dovrebbero crescere del 10,3% a fine anno rispetto al +15,7% del 2014. La vendita al dettaglio ha rallentato invece al 10,8% dal +12% fatto registrare alla fine dell’anno passato.

Giuseppe Catapano: Roma, prime multe (e ricorsi) dopo l’ordinanza per il decoro del prefetto Tronca

giucatap463“Stamattina ho ricevuto la prima multa della mia vita: 400 euro di verbale. Farò ricorso, stavolta andrò fino in fondo, sono pronto a farmi arrestare”. Il primo centurione multato a Roma nell’operazione decoro fortemente voluta dal commissario straordinario di Roma Capitale, Francesco Paolo Tronca, sfoga tutta la sua rabbia raggiunto al telefono da Radio Cusano Campus, l’emittente dell’Università degli Studi Niccolò Cusano. “E’ vergognoso quello che sta accadendo – ha affermato il centurione -, vi mando le foto del verbale che mi hanno fatto, accompagnato anche dal sequestro del completo che uso per lavorare. Se la prendono con noi perché siamo bersagli semplici da colpire mentre agli abusivi veri come quelli che vendono aste per i selfie, oggetti vari e rose non fanno nulla. E’ pieno di mimi e di ambulanti abusivi ma a loro non è stato detto nulla. Chiediamo da tempo di regolamentare la nostra professione. Oggi ho subito un’ingiustizia, la multa non la pago e ripeto, questa volta andrò fino in fondo, sono pronto a farmi arrestare. Ho già chiamato il mio avvocato”. Ieri, il commissario Tronca ha firmato un’ordinanza con cui vieta nelle strade del centro della capitale le attività dei cosiddetti “centurioni”, dei risciò e dei venditori ambulanti di biglietti per l`accesso a musei e siti di interesse storico, artistico o culturale. Una misura, quella assunta oggi, in vista del Giubileo “ai fini della tutela della sicurezza urbana”. Per quanto riguarda i cosiddetti “centurioni”, l’ordinanza fa divieto di “qualsiasi attività che preveda la disponibilità ad essere ritratto come soggetto in abbigliamento storico in fotografie o filmati, dietro corrispettivo in denaro”. Questo perchè, si precisa, “i soggetti dediti a tali attività agiscono frequentemente con modalità inopportune, insistenti e talvolta aggressive e del decoro del patrimonio artistico, storico e monumentale della città”. Un’altra ordinanza, ha disposto, inoltre, il divieto di svolgere nel centro storico di Roma qualunque attività “assimilabile al trasporto di persone, con velocipedi a tre o più ruote, anche a pedalata assistita” in quanto “potendo essere condotti senza titolo di guida e non soggetti all`obbligo di assicurazione per la responsabilità civile, non dispongono dei requisiti necessari a tutela della sicurezza nella circolazione”. L`ordinanza firmata dal Commissario straordinario stabilisce, infine, il divieto di svolgere in maniera ambulante l`attività di intermediazione e promozione di tour turistici e vendita di biglietti per l`accesso a musei e siti di interesse storico, artistico o culturale, “in quanto attività lesive anche dei princìpi di leale concorrenza commerciale”

Giuseppe Catapano: Renzi, a Parigi da Hollande, pensa alla Libia

giucatap462Prosegue anche oggi il tour di contatti diplomatici del presidente francese Hollande dopo gli attentati di Parigi del 13 novembre. Ricevuto nei giorni scorsi da Obama, il presidente francese ha ricevuto ieri sera la cancelliera tedesca Angela Merkel per discutere del rafforzamento della lotta contro lo Stato islamico e per una maggiore cooperazione antiterrorismo e questa mattina Hollande ha ricevuto il presidente del Consiglio italiano Matteo Renzi, per poi partire per Mosca, dove ha in agenda un incontro con il leader del Cremlino, Vladimir Putin. Durante il suo colloquio con Hollande a Washington, Obama ha detto due giorni fa che gli attentati di Parigi sono stati “un attacco al mondo intero”, “un attacco all’idea che popoli di diverse origini possano vivere insieme, in pace”. Hollande e Obama hanno concordato sull’opportunità di non inviare militari in Siria, ma di intensificare i bombardamenti. “La Francia non interverrà a terra, accompagneremo le forze locali, che accompagniamo già da diversi mesi (…) e permetteremo a queste forze di operare”, ha detto il presidente francese, riferendosi ai raid aerei condotti dalla coalizione antijiahdisti. Ieri in serata, invece, Hollande e Merkel  si sono recati insieme a Place de la Republique per rendere omaggio alle vittime degli attentati di Parigi del 13 novembre; dopo essersi raccolti in silenzio davanti alle candele, ai messaggi e ai fiori deposti ai piedi del monumento al centro della piazza, divenuto un luogo emblematico dell’omaggio alle vittime degli attentati, Merkel e Hollande hanno parlato a lungo fra loro. Nel corso della successiva conferenza stampa al fianco di Merkel, Hollande ha ribadito la sua intenzione di “colpire Daesh (l’Isis) al cuore” e ha chiesto alla Germania di fare di più nella lotta contro l’Isis, in Siria e in Iraq. La cancelliera tedesca Angela Merkel, dal canto suo, ha promesso al presidente francese Francois Hollande che il suo governo agirà “rapidamente” nella lotta contro il terrorismo jihadista. Merkel, durante la conferenza stampa a Parigi al fianco di Hollande, ha assicurato che la Germania sarà implicata in modo più netto nelle operazioni internazionali, in particolare nel Mali, per permettere alla Francia di dispiegare le sue forze su altri teatri d’operazione.

 L’Italia e la Francia sono “due nazioni sorelle”, ha detto, invece, dopo l’incontro con il presidente francese Francois Hollande, il Presidente del Consiglio Matteo Renzi, che ha ribadito l’impegno italiano per l’obiettivo comune che e’ “la distruzione di Daesh”. Questa deve avvenire su diversi fronti: diplomatico, militare, culturale. “La coalizione sia sempre piu’ ampia e inclusiva”, ha detto. “Nel giro di una settimana – ha continuato Renzi – Hollande ha incontrato i principali leader mondiali e questo sforzo diplomatico lo seguiamo con grandissima cooperazione e lo consideriamo un fatto positivo. L’Italia conferma tutti i suoi impegni a fianco della Francia e dell’Ue”. Il vertice che domenica prossima riunira’ a Bruxelles i leader europei e la Turchia dovrà portare a un “accordo globale” per la gestione dell’immigrazione, è la conclusione del vertice Italia-Francia. Serve “un accordo globale con la Turchia” sulla questione dei migranti, ha spiegato il presidente francese Francois Hollande nella conferenza stampa congiunta con il presidente del Consiglio Matteo Renzi, “per la sicurezza delle frontiere, di tutte le frontiere”, ha detto Hollande, “dobbiamo poter accogliere i rifugiati che arrivano in Turchia in condizioni che gli permettano di rimanere il più vicino possibile ai loro Paesi di origine senza dirigersi verso l’Europa. E dobbiamo garantire il controllo delle frontiere esterne dell’Ue”.

 Diversamente in Libia bisogna arrivare a “un governo di unità nazionale”e occorre “mettere in sicurezza l’intero territorio, per impedire all’Isis di installarsi e rafforzarsi”, ha detto il presidente francese ribadendo che i jihadisti dello Stato islamico (Isis) “sono il nostro obiettivo principale”. “E’ fondamentale per tutto e per tutti dare priorita’ al dossier Libia” per evitare nuove tragedie, ha affermato Renzi aggiungendo che “l’unico modo per mettere parola fine all’esodo dei rifugiati e’ quello di bloccare le guerre civili”. Renzi ha poi ribadito la necessita’ di intervenire anche sullo sviluppo della cultura, dal momento che con gli attentati a Parigi “si e’ cercato di colpire al cuore cio’ che noi siamo, ma i nostri valori sono molto piu’ forti della loro barbarie”.Renzi ha ricordato che “siamo impegnati a livello militare, in molti casi assieme alla Francia, non solo in Libano, nella coalizione contro Daesh in Iraq Siria, in Iraq, in Kosovo, in Africa dove è forte l’impegno francese e anche noi siamo presenti, penso alla Somalia”.

Giuseppe Catapano: Cina, addio a figlio unico. Concessi due figli a coppia

giucatap274La Cina ha messo fine alla politica del figlio unico: d’ora in poi ogni coppia potra’  mettere al mondo due figli. La notizia arriva dall’agenzia ufficialeXinhua, che cita un documento uscito dal quinto plenum del Comitato Centrale del Partito Comunista, che si conclude oggi. La misura era stata adottata nel 1979 come metodo di controllo demografico ma la contestatissima legge aveva creato una serie di squilibri e da ultimo si e’ dimostrata inadeguata alla nuova fase di sviluppo sociale ed economica del gigante asiatico.

Giuseppe Catapano: Il genitore che pedina il figlio commette stalking

giucatap225Il pressing con telefonate, avvicinamenti e inseguimenti nei confronti del figlio minore costituisce reato.   Il genitore che pedina il figlio, anche se minorenne, cercando di avere contatti con lui, che gli telefona di continuo, che prova ad avvicinarlo nei luoghi da lui normalmente frequentati (come la scuola), e tutto ciò nonostante il divieto espresso del Tribunale, che l’abbia interdetto dall’avere rapporti con questi, commette il reato stalking. Lo ha detto la Cassazione poche ore fa [1]. Non rileva l’esistenza di un rapporto genitore-figlio, non rileva neanche il vincolo di sangue: l’aver procurato turbamento nella vittima, tanto da farla temere per la propria incolumità, fino a cambiare le abitudini della propria vita, è un atto persecutorio punito penalmente. È necessaria la piena coscienza, da parte del genitore della idoneità delle sue condotte ossessive, tali da produrre effetti negativi sul figlio, effetti cioè destabilizzanti sul piano della serenità, dell’equilibrio psichico e delle ordinarie abitudini di vita.   A tale consapevolezza deve corrispondere, dall’altro lato, il disagio del figlio, un conclamato stato di ansia e di apprensione che lo spinga a cambiare le abitudini di vita quotidiana.

Giuseppe Catapano: Prima casa, non sempre è impignorabile da Equitalia

Cartelle di pagamento: pignoramento dell’unico immobile adibito ad abitazione e residenza del debitore sottoposto a numerose condizioni.

giucatap224Come noto, dal 2013, la cosiddetta prima casa del contribuente non è più pignorabile da Equitalia (lo resta per tutti gli altri creditori come, per esempio, la banca, il fornitore, ecc.). Detta così, la norma potrebbe far saltare di gioia parecchi debitori del fisco che, pur conservando nell’archivio decine di cartelle esattoriali per cifre stratosferiche, avrebbero di che dormire sereni. E invece non è tutto oro quel che luccica, complice anche l’imperfetta dizione della norma. La cosiddetta impignorabilità della prima casa è, invece, subordinata a una serie di condizioni che vedremo qui di seguito.

Non è la prima casa, ma l’unica

Innanzitutto è bene usare la giusta terminologia per evitare confusioni. La legge non vieta il pignoramento della prima casa, ma solo quello dell’unica abitazione. Dunque, nel caso in cui il contribuente, dopo aver acquistato la “prima casa”, ne acquisti anche una seconda, rende pignorabile tanto la prima quando l’altra. Invece, condizione necessaria per ottenere il beneficio in commento è che l’immobile sia anche l’unico e che, quindi, il debitore non ne abbia altri intestati.

Il che, in alcuni casi, potrebbe dar vita a una forte contraddizione. Per spiegarci meglio, partiamo dal dato testuale della norma che parla di “unico immobile di proprietà del debitore”. Questo significa che se il contribuente, oltre alla casa di abitazione, possiede un piccolo appezzamento di terra (anche pochi metri quadrati) adibito ad orticello (uso agricolo) potrà vedersi pignorata la casa che, appunto, non è più l’unico immobile. L’unica alternativa per il debitore è quella di vendere la terra: in tal modo, la casa rimarrebbe il solo immobile di sua proprietà e non potrebbe più essere pignorato. Una soluzione che non sembra in linea con la legge, la cui finalità era quella di garantire un tetto sotto cui dormire ad ogni contribuente.

Nessun problema, invece, per chi ha, insieme alla casa, un garage o una cantina: si tratta, infatti, di pertinenze dell’abitazione e, se accatastate autonomamente, non fanno venir meno la condizione di unicità dell’unità immobiliare.

È necessaria la residenza anagrafica

Non basta che l’abitazione sia l’unica del contribuente, essa deve anche rispondere ad altre tre condizioni:

– il debitore vi deve risiedere anagraficamente;

– l’abitazione deve avere destinazione catastale;

– l’immobile non deve essere di lusso.

Quando al primo requisito, il debitore deve aver fissato la propria residenza anagrafica nell’immobile. Ne deriva che se il contribuente ha residenza in una unità presa in affitto e possiede un unico fabbricato dove invece non vive (magari per aver dato anch’esso in affitto), quest’ultimo potrà essere espropriato. Non è precisato a quale data deve sussistere il requisito della residenza anagrafica. Nel silenzio della legge, dovrebbe trattarsi della data in cui hanno inizio le operazioni di esproprio (trascrizione e notificazione dell’avviso di vendita). Questo, però, potrebbe facilitare manovre di spostamento della residenza fatte al solo fine di aggirare le disposizioni di legge.

Destinazione abitativa

Come detto, l’abitazione deve avere destinazione catastale abitativa. Ne consegue che se il debitore risiede in un immobile ad uso ufficio, esso è pignorabile.

L’immobile non deve essere di lusso

L’immobile non deve essere classificato catastalmente come A8 (ville) o A9 (castelli), né deve possedere i requisiti delle case di lusso, di cui al decreto del ministero dei Lavori pubblici del 2 agosto 1969, a prescindere dalla categoria catastale di appartenenza.

Quest’ultima precisazione ha la finalità di evitare che risultino aggredibili dall’agente della riscossione unicamente le case classificate come A1, in considerazione del fatto che tale classificazione è presente solo in pochi casi e che nella realtà le abitazioni di lusso sono in numero maggiore di quanto dichiarato al catasto.

Se manca anche una di queste condizioni

Se una delle suddette condizioni viene meno, l’immobile è pignorabile da Equitalia, ma sempre a condizione che l’intero debito raggiunga almeno 120.000 euro. Se invece è inferiore, Equitalia potrebbe tutt’al più iscrivere ipoteca sull’immobile (sempre a condizione che si tratti di debiti superiori a 20.000 euro), ma non già metterlo in vendita.

Pignoramento non significa ipoteca

Quanto finora detto a beneficio della cosiddetta “unica abitazione” implica che Equitalia non possa pignorarla: il che significa che non può svolgere un’azione esecutiva, mettere in vendita l’immobile con un’asta pubblica e, quindi, soddisfarsi sul ricavato della vendita forzata. Tuttavia questo non escludere che Equitalia possa invece iscrivere ipoteca sulla “unica abitazione”. L’ipoteca è sempre consentita a condizione che il credito di Equitalia sia uguale o superiore a 20mila euro.

Se la casa è nel fondo patrimoniale

Il fatto di aver tutelato la casa nel fondo patrimoniale non costituisce una garanzia di non pignorabilità della stessa. Infatti gli immobili inseriti nel fondo possono essere ugualmente oggetto di esecuzione forzata in tutti quei casi in cui le obbligazioni per cui si procede siano state contratte per il bisogno familiare.

Tuttavia la valutazione dei bisogni della famiglia non è un concetto univoco, in quanto varia per ciascun nucleo familiare, essendo i coniugi ad indirizzare la vita comune e a stabilire quali sono gli obiettivi che intendono raggiungere, occorre utilizzare altri parametri.

Inoltre, non è chiaro se i debiti tributari di cui si tratta possono considerarsi contratti nell’interesse della famiglia. Una giurisprudenza più recente è orientata in favore del fisco, ritenendo che anche le imposte sui redditi, non pagate per l’esercizio di attività commerciale, sono da considerare rientranti tra i debiti per il bisogno familiare, atteso che il lavoro in sé considerato è anche destinato al sostegno dei membri della famiglia.

In alcuni casi si è distinto in base alla tipologia di debito tributario: un debito derivante da Irpef sui redditi fondiari dei beni costituiti in fondo è sicuramente estraneo ai bisogni della famiglia e come tale non potrebbe paralizzare l’esecuzione ma i redditi confluiscono in unico debito con altri redditi.

La giurisprudenza non è concorde, propendendo in alcuni casi per l’aggredibilità dei beni del fondo e in altri casi per l’esclusione.

Per la Cassazione si applicherebbero le disposizioni ordinarie e dunque l’AdR può iscrivere ipoteca sui beni del fondo patrimoniale, appartenenti al coniuge o al terzo, se il loro debito è stato contratto per uno scopo non estraneo ai bisogni familiari e quando, anche se contratto per uno scopo estraneo a tali bisogni, il titolare del credito per cui l’esattore procede alla riscossione non conosceva tale estraneità.

Sono ricompresi nei detti bisogni anche le esigenze volte al pieno mantenimento ed all’armonico sviluppo della famiglia nonché al potenziamento della sua capacità lavorativa, con esclusione solo delle esigenze di natura voluttuaria o caratterizzate da interessi meramente speculativi.

Giuseppe Catapano: Da oggi Netflix è disponibile anche in Italia. Punta a un terzo delle famiglie italiane

giucatap223Netflix, la più diffusa internet tv al mondo, da oggi arriva anche in Italia e punta a conquistare una famiglia italiana su tre nell’arco di sette anni.
Lo ha detto Reed Hastings, ceo e co-fondatore della internet tv, durante la presentazione a Milano. “Nel corso del primo anno ci concentriamo sulla soddisfazione degli abbonati e non sulla dimensione”, ha detto Hastings, ” ma il nostro obiettivo è di avere un terzo delle famiglie italiane. Negli altri Paesi ci sono voluti sette anni e ci aspettiamo lo stesso qui”.
Alla fine del terzo trimestre Netflix contava 70 milioni di abbonati nel mondo.

Giuseppe Catapano: Appalti Anas,in manette Meduri (Margherita) sottosegretario con Prodi

giucatap222Dieci persone arrestate, cinque in carcere e altrettante ai domiciliari, 31 indagati a piede libero e sequestro di beni per equivalenti 200 mila euro. Sono alcuni dei numeri dell’inchiesta per corruzione sugli appalti Anas che il Nucleo di polizia tributaria e il Gico della Guardia di Finanza hanno portato a termine , coordinati dalla Procura di Roma.
Deus ex machina del sodalizio criminoso è secondo l’accusa Antonella Accroglianò, dirigente responsabile del coordinamento tecnico amministrativo di Anas spa. In carcere con la dirigente anche gli altri funzionari Anas, Oreste De Grossi (capo del servizio incarichi tecnici della condirezione generale tecnica), Sergio Serafino Lagrotteria (dirigente area progettazione e nuove costruzioni) e i funzionari “di rango minore” Giovanni Parlato e Antonino Ferrante.
Agli arresti domiciliari, invece, sono finiti l’ex sottosegretario al ministero delle Infrastrutture, durante il governo Prodi, Giuseppe Luigi Meduri, l’avvocato catanzarese Eugenio Battaglia, e tre imprenditori, Concetto Logiudice Bosco, Francesco Domenico Costanzo e Giuliano Vidoni.
I reati contestati, a seconda delle singole posizioni, sono quelli di associazione per delinquere, corruzione, induzione indebita a dare e promettere utilita’ e voto di scambio. A piede libero, infine, risultano indagate altre 31 persone, in buona parte titolari di imprese che si sono aggiudicate appalti in virtù dei rapporti avuti con i dirigenti Anas finiti in manette.
“Anas sta attivamente collaborando alle indagini della Guardia di Finanza, dando il massimo supporto anche in qualità di parte offesa dai fatti oggetto di indagine, accaduti negli anni passati”, si legge in una nota di Anas, nella quale il “presidente, Gianni Vittorio Armani, esprime piena fiducia nel lavoro della Procura di Roma, con l’auspicio che possa arrivare velocemente a fare chiarezza sui fatti e aiutare il vertice dell’azienda a voltare pagina”.
Anas si costituirà in giudizio quale parte offesa.
Il procuratore Pignatone: indagine disarmante per la quotidianità dei fatti corruttivi. “La mia sensazione leggendo le carte, che sono prevalentemente, ma non solo, intercettazioni, è la sensazione deprimente della quotidianità della corruzione”. Lo ha detto il procuratore capo di Roma, Giuseppe Pignatone, alla conferenza stampa sugli arresti avvenuti oggi nell’ambito di una inchiesta sulla corruzione in alcuni appalti Anas.
“La principale indagata (chiamata la ‘Dama Nera’) va in ufficio per lavorare – ha riferito Pignatone – ma il suo lavoro è gestire il flusso continuo della corruzione: c’è la borsa sempre aperta, arriva qualcuno e ci mette una busta. Tratta pure male i collaboratori, che non sono ritenuti all’altezza nell’avere a che fare con gli imprenditori per riscuotere le mazzette. La sensazione della lettura di queste carte è la quodidianità della corruzione vista come cosa normale”, ha continuato Pignatone, che ha sottolineato “l’estraneità totale del nuovo presidente dell’Anas Gianni Vittorio Armani rispetto a queste vicende che sono recentissime. Lui non ha assolutamente nulla a che vedere con la cosa, è parte offesa dal punto di vista giuridico”.

Giuseppe Catapano: Ferrari, per Fca proventi netti per oltre 866 milioni di dollari. Il 3 dicembre assemblea per la scissione

giucatap221Fiat Chrysler Automobiles ha incassato proventi netti per 866,307 milioni di dollari dalla cessione di 17.175.000 titoli Ferrari al prezzo di 52 dollari ciascuna.
E’ quanto emerge da un nuovo aggiornamento del prospetto informativo, da cui si rivela che dai 52 dollari del prezzo di collocamento vanno detratti 1,56 dollari di commissioni e sconti a favore delle banche sottoscrittrici per un valore totale di 26,793 milioni e pertanto Fca ha venduto le azioni al prezzo netto di 50,44 dollari.
I proventi lordi, in attesa del probabile esercizio integrale entro 30 giorni dell’opzione greenshoe garantita alle banche collocatrici su ulteriori 1.717.150 azioni ordinarie Ferrari (1% del capitale), si sono invece attestati a 893,1 milioni di dollari.
Intanto Fiat Chrysler Automobiles ha convocato ad Amsterdam per il 3 dicembre prossimo l’assemblea straordinaria degli azionisti chiamata ad approvare una proposta di separazione di Ferrari. L’operazione di scissione, ricorda il gruppo in una nota, prevede che Fca trasferisca tutte le azioni detenute in Ferrari NV (10% circa) a FE Interim B.V., neo-costituita società olandese, a fronte dell’emissione da parte di quest’ultima di titoli ordinari e a voto speciale a beneficio degli azionisti detentori delle corrispondenti azioni Fca.
La scissione fa parte di una serie di operazioni volte a separare la residua partecipazione di Fca in Ferrari N.V. per distribuirla ai detentori di azioni e bond convertibili del gruppo italo-americano.

Giuseppe Catapano: Consumi, Confcommercio, in un anno recuperati dalle famiglie 134 euro di potere d’acquisto

giucatap220In un anno, da metà 2014 a metà 2015, sono stati recuperati dalle famiglie italiane 134 euro di potere d’acquisto, cioè 11,2 euro al mese. Lo ha affermato il direttore dell’Ufficio studi di Confcommercio, Mariano Bella, nel corso della presentazione del rapporto “Outlook Italia 2015” realizzato in collaborazione con il Censis. “Una cifra piccola ma le famiglie se ne sono accorte”, ha aggiunto.
Desta invece preoccupazione il fatto che continui a crescere, sfiorando ormai il 20% del totale, il numero di famiglie che non riescono a coprire tutte le spese con il proprio reddito. In particolare, tra le famiglie che definiscono “basso” il proprio livello socio-economico, corrispondenti al 21,2% delle famiglie, quelle che non hanno coperto le spese nell’ultimo anno raggiungono il 37,3% del totale.
A margine della presentazione il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, ha affermato che “nel 2016 il pil potrebbe avvicinarsi al 2%”. La stima della crescita della ricchezza italiana nel 2016 potrebbe realizzarsi “a due condizioni; la prima è che il Governo riduca le tasse in maniera generalizzata su famiglie e imprese e la seconda è che la legge di stabilità esplichi in pieno gli effetti espansivi”. “E’ stato importante aver escluso le clausole di salvaguardia ed evitato l’aumento dell’Iva nel 2016”.