Giuseppe Catapano: La Corte dei Conti, diverse criticità nella gestione dell’8 per mille

giucatap298La Corte dei Conti boccia la gestione dell’8 per mille. L’elenco delle criticità messe nero su bianco dalla magistratura contabile è lungo: si va dalla scarso e opaco equilibrio del meccanismo fino alla poca trasparenza sulla destinazione dei contributi destinati alle confessioni, passati da 209 milioni, nel 1990, a oltre 1,1 miliardi, nel 2014. Nel mirino della relazione della Corte dei Conti anche lo “scarso interesse” dello Stato per la quota di propria competenza, “essendo l’unico competitore che non sensibilizza l’opinione pubblica sulle proprie attività e che non promuove i propri progetti”.
Il contributo dell`8 per mille – ricordano i magistrati contabili – è obbligatorio per tutti, a prescindere dall`intenzione manifestata; tuttavia, “l`allocazione di questa quota del gettito Irpef è determinata da una sola parte dei contribuenti, gli optanti. Infatti, il meccanismo neutralizza la non scelta”. In tal modo, “ognuno è coinvolto, indipendentemente dalla propria volontà, nel finanziamento delle confessioni, con evidente vantaggio per le stesse, dal momento che i soli optanti decidono per tutti; con l`ulteriore conseguenza che il peso effettivo di una singola scelta è inversamente proporzionale al numero di quanti si esprimono”.
“Scarsa” viene giudicata dalla Corte dei Conti anche la pubblicità dell’ammontare delle risorse erogate ai beneficiari. A fronte di un “rilevante ricorso” delle confessioni religiose alle campagne pubblicitarie è evidente, a giudizio della magistratura contabile, il “rischio di discriminazione” nei confronti di confessioni non firmatarie di accordi.
Altro capitolo spinoso è “l’assenza di controlli indipendenti sulla gestione dei fondi” e “la carenza di controlli sugli intermediari delle dichiarazioni dei redditi”. Inoltre, le somme disponibili “vengono talvolta destinate a finalità diverse anche antitetiche alla volontà dei contribuenti”, rileva la Corte.
Infine la magistratura contabile sollecita “approfondimenti sulla attività intrapresa dall’Agenzia delle Entrate per il monitoraggio sugli intermediari”, ma dà atto del “miglioramento nella divulgazione dei dati da parte delle amministrazioni coinvolte e constata un ulteriore rallentamento nell’attribuzione delle risorse di competenza statale”.

Giuseppe Catapano: L’Antitrust, regolamentare al più presto Uber e le app digitali

giucatap297“Occorre disciplinare al più presto l’attività di trasporto urbano svolta da autisti non professionisti attraverso le piattaforme digitali per smartphone e tablet. Si parla di Uber e delle app che consentono di accedere a questo servizio, in aggiunta o in alternativa ai taxi e alle auto Ncc”.
Lo ha affermato in una nota l’Antitrust in risposta a un quesito posto dal ministero dell’Interno su richiesta del Consiglio di Stato auspicando che “il legislatore intervenga con la massima sollecitudine al fine di regolamentare queste nuove forme di trasporto non di linea, in modo da consentire un ampliamento delle modalità di offerta del servizio a vantaggio del consumatore”.
Per quanto riguarda invece UberBlack e UberVan che si differenziano tra loro per la diversa tipologia di veicoli utilizzati l’Antitrust ha ribadito “la legittimità, in assenza di alcuna disciplina normativa, della piattaforma, trattandosi di servizi di trasporto privato non di linea, come riconosciuto anche dal Consiglio di Stato”. La stessa Autorità giudica “di fatto inapplicabili” gli obblighi stabiliti dalla legge vigente, ritendo che “una piattaforma digitale che mette in collegamento tramite smartphone la domanda e l’offerta di servizi prestati da operatori Ncc non può infatti per definizione rispettare una norma che impone agli autisti l’acquisizione del servizio dalla rimessa e il ritorno in rimessa a fine viaggio”.
Per quanto riguarda UberPop, il servizio svolto da autisti non professionisti, l’Antitrust si richiama all’ordinanza con cui il Tribunale di Milano “ha evidenziato che l’attività in questione non può essere svolta a discapito dell’interesse pubblico primario di tutelare la sicurezza delle persone trasportate, sia con riferimento all’efficienza delle vetture utilizzate e all’idoneita’ dei conducenti, che tramite adeguate coperture assicurative per il trasporto di persone”.
Perciò l’Antitrust invita il legislatore ad adottare “una regolamentazione minima di questo tipo di servizi”, con l’intento di “sottolineare con forza gli evidenti benefici concorrenziali e per i consumatori finali derivanti da una generale affermazione delle nuove piattaforme di comunicazione”. Vale a dire “una maggiore facilità di fruizione del servizio di mobilità, una migliore copertura di una domanda spesso insoddisfatta, una conseguente riduzione dei costi per l’utenza e, nella misura in cui si disincentiva l’uso del mezzo privato, un decongestionamento del traffico urbano”.

Giuseppe Catapano: Vatileaks 2, convalidati gli arresti di mons. Balda e di Francesca Chaouqui

giucatap296Sono stati convalidati oggi gli arresti di monsignor Lucio Angel Vallejo Balda e di Francesca Imacolata Chaouqui (già scarcerata per la collaborazione prestata alle indagini), che in passato erano stati rispettivamente segretario e membro della Cosea (Commissione referente di Studio e indirizzo sull’organizzazione delle Strutture Economico-Amministrative della Santa Sede, istituita dal Papa nel luglio 2013 e successivamente sciolta dopo il compimento del suo mandato).
Sarebbero loro dunque i «corvi» che avrebbero fornito ai giornalisti Emiliano Fittipaldi e Gianluigi Nuzzi, autori di due libri di prossima uscita, documenti riservati sulle finanze della Santa Sede e registrazioni di colloqui del Papa con alcuni collaboratori. I “libri annunciati per i prossimi giorni”, a partire da “notizie e documenti riservati”, sono “frutto di un grave tradimento della fiducia accordata dal Papa e, per quanto riguarda gli autori, di una operazione per trarre vantaggio da un atto gravemente illecito di consegna di documentazione riservata”, afferma il Vaticano in chiaro riferimento a “Via Crucis” di  Nuzzi e “Avarizia” di Fittipaldi, sottolineando che il pm vaticano sta riflettendo su azioni di natura penale con l’Italia e chiarendo che “bisogna assolutamente evitare l’equivoco di pensare che ciò sia un modo per aiutare la missione del Papa”.
“La divulgazione di notizie e documenti riservati è un reato previsto dalla Legge n. IX dello Stato della Città del Vaticano (13 luglio 2013) art. 10 (art. 116 bis c.p.)”, sottolinea una nota della Sala Stampa della Santa Sede.
L’Osservatore Romano titola la notizia degli arresti in Vaticano con una frase del comunicato della Sala Stampa della Santa Sede, peraltro riportato integralmente e senza nessun commento: “Grave tradimento della fiducia del Papa”.
L’Opus Dei: sorpresa e dolore per l’arresto di mons. Balda. “Sorpresa e dolore” per la notizia dell’arresto di monsignor Balda sono espresse dalla Prelatura Opus Dei che tuttavia tiene a chiarire che il sacerdote spagnolo non è un membro del proprio clero ma “appartiene alla Società  Sacerdotale della Santa Croce, associazione di presbiteri intrinsecamente unita all’Opus Dei, che non ha il diritto di intervenire nel ministero pastorale né nel lavoro che i suoi soci svolgono nelle loro diocesi o nella Santa Sede”. “La missione dell’associazione è l’accompagnamento spirituale dei suoi membri”, spiega l’Opus Dei nella nota, facendo capire dunque che la Prelatura non ha avuto un ruolo sulla sua nomina e gli unici superiori di Vallejo Balda sono quelli della Santa Sede e il vescovo della diocesi dove è incardinato, che è quella di Astorga.

Giuseppe Catapano: I dubbi dei tecnici su Imu e Tasi, “Limitate le possibilità di intervento dei comuni sulle entrate”

L'EMICICLO DI PALAZZO MONTECITORIO OVE SI SVOLGONO I LAVORI PARLAMENTARI D'AULA. I SEGGI PARLAMENTARI DELLA CAMERA DEI DEPUTATI E I BANCHI RISERVATI AL GOVERNO

Il presidente dell’Anci (Associazione nazionale dei Comuni italiani)  Piero Fassino, loda la legge di Stabilità 2016 perché “cambia verso e non taglia i fondi per i sindaci” malgrado la cancellazione di Imu e tasi sulla prima casa. Ma i tecnici del senato e della camera, che analizzano l’articolato della manovra di bilancio, scovano un difetto che potrebbe essere tradotto così: i comuni, che riceveranno attraverso il fondo di solidarietà comunale i fondi sostitutivi del gettito Imu e Tasi  promessi dal governo, avranno in sostanza difficoltà ad aumentare le tasse, o meglio non potranno farlo. Dicono i servizi bilancio di camera e senato:  “l’aumento della dotazione del fondo di solidarietà comunale in sostituzione del gettito Tasi per gli immobili adibiti ad abitazione principale e, con riferimento alla sola Imu per i terreni agricoli, può determinare un irrigidimento dei bilanci comunali in quanto si limita la possibilità di manovra dei comuni a valere sulle proprie entrate a scapito della voce maggiormente rigida e fissa del fondo in esame”. Altro intervento sul quale il servizio bilancio esprime dubbi è il pagamento del canone Rai con la bolletta dell’enmergia elettrica:  in particolare, nel dossier sulla legge di stabilità, si ritiene utile “verificare se sia tenuto conto dell’impatto sul gettito atteso di eventuali contenziosi in relazione a incerteze applicative che potrebbero derivare dalla nuova presunzione legale di possesso di apparecchio televisivo e dagli obblighi posti a carico di soggetti privati e non privi di rilevanza economica”.Per i tecnici, “non appare del tutto chiara”, inoltre, la formulazione della misura nella parte in cui “attribuisce le quote delle entrate del canone di abbonamento già destinate dalla legislazione vigente a specifiche finalità sulla base dell’ammontare delle predette somme iscritte nel bilancio di previsione per l’anno 2016”. Il chiarimento, sottolineano “appare opportuno sia al fine di escludere conseguenze pregiudizievoli per l’erario per l’eventualità in cui nell’esercizio 2016 si registrino minori entrate a titolo di canone sia al fine di evitare che il nuovo criterio di imputazione per gli esercizi futuri, in relazione alla destinazione di minori somme rispetto allo stanziamento per l’anno 2016, non sia in grado di assicurare adeguatamente la copertura degli oneri a cui il canone è destinato dalla legge”.

Giuseppe Catapano: Tangenti, mazzette per appalti, arrestato Lo Bosco di Rfi

DARIO LO BOSCO PRESIDENTE RFI

La Polizia di Stato ha arrestato 3 funzionari pubblici con l’accusa di concussione. Tra gli arrestati, posti ai domiciliari, in relazione ad un altro progetto imprenditoriale, figura il Presidente di RFI (Rete Ferroviaria Italiana), Dario Lo Bosco, nonché Presidente dell’Azienda Siciliana Trasporti (AST) ed Ex Commissario Straordinario della Camera di Commercio di Catania.
Due dei funzionari arrestati avrebbero percepito da un noto imprenditore agrigentino, diverse tangenti per evitare “intoppi” allo svolgimento dei lavori relativi ad un appalto di 26 milioni di euro bandito dal Corpo Forestale della Regione Sicilia. Nel corso dell’operazione sono state effettuate perquisizioni tra Palermo e Roma. Secondo quanto confermato dalla questura di Palermo, gli agenti sono entrati nelle sedi di Rfi, a Roma, dell’Ast e del Corpo forestale della Regione siciliana, a Palermo. Gli alti funzionari del Corpo Forestale regionale sono Salvatore Marranca e Giuseppe Quattrocchi. I tre rispondono di concussione e di induzione indebita a dare o promettere utilità.
Nel corso dell’inchiesta, culminata nell’operazione della Polizia di Stato di Palermo, battezzata “Black list”, sono stati documentati appalti, mazzette, assunzioni e regalie di ogni sorta. “Non e’ una indagine lampo. Abbiamo iniziato circa tre mesi fa. E andiamo avanti… “, avverte il capo della Squadra mobile di Palermo, Rodolfo Ruperti. Come a dire che non è  finita qui. Probabilmente anche in riferimento a una sorta di libro mastro delle mazzette, trovato a un imprenditore e che sarebbe stato tra i preziosi punti di partenza della clamorosa inchiesta. E dal quale verrebbero fuori nomi di burocrati, manager e politici.

Giuseppe Catapano: Legge di Stabilità, ok della commissione Bilancio Senato sulle coperture

PIER CARLO PADOAN

La commissione Bilancio del Senato ha espresso il parere preventivo sulla legge di Stabilità che, si legge nel testo del parere, per quanto attiene ai profili di copertura ritiene “conformi” all’attuale normativa sulla manovra. Per quanto riguarda invece il divieto di norme di carattere ordinamentale, il parere segnala alla presidenza alcune norme non in linea. In particolare si evidenzia che l’articolo 35, comma 3, in relazione al patto di stabilità interno “deve intendersi valida solo per l’anno 2016 altrimenti – si spiega – potrebbe entrare in conflitto con la legge che disciplinai saldi dei medesimi enti in modo differente”. Sull’articolo 39 in materia di ragionevole durata dei processi il parere avanza il dubbio che sia estranea “poiché presenta norme di carattere ordinamentale” ma poi aggiunge che “più in generale l’articolo interviene sulle determinanti della spesa con fini di contenimento anche per il futuro”. La commissione dice no alla norma sull’osservatorio per i servizi pubblici locali; mentre per quanto riguarda la proroga a fine 2016 per la realizzazione di messa in sicurezza del tribunale di Palermo “si osserva che la norma pur astrattamente connotata da carattere localistico, potrebbe essere utile a garantire il corretto funzionamento degli uffici giudiziari che altrimenti ne soffrirebbero, generando in tal modo ritardi nell’amministrazione della giustizia, con conseguenti oneri per il bilancio dello Stato”.
Intanto, per ben due volte è stata sospesa la seduta dell’Aula del Senato sulla legge di Stabilità a causa della mancanza del numero legale. E dopo i due stop i lavori dell’aula del Senato sono ripresi, ma con un’inversione dell’ordine del giorno per consentire alla presidenza di studiare il parere della commissione Bilancio del Senato sulla legge di Stabilità. Slittano ancora dunque le comunicazioni del presidente Grasso che apriranno la sessione di bilancio.

Giuseppe Catapano: Cantone, dietrofront su Roma e avvertimento all’Anm. Marino: abbiamo gli anticorpi

RAFFAELE CANTONE

“Con il Giubileo, il Papa ha dato a Roma una grande occasione”. Lo ha detto aRadio24 il presidente dell’Anac Raffaele Cantone a proposito delle polemiche suscitate dalla sue dichiarazioni su Milano “capitale morale del Paese mentre Roma sta dimostrando di non avere gli anticorpi di cui ha bisogno e che tutti auspichiamo possa avere”. “Io non volevo finire su tutti i giornali con quella frase – ha spiegato Cantone – il problema è che qui si fa subito retropensiero e io non volevo scatenare un putiferio o peggio ancora, dare spazio a interpretazioni politiche. Roma è la mia seconda città, mi sento molto legato ad essa. Non c’e’ nessuna valutazione negativa sulla Capitale e non dimentico che Milano ha anche problemi di tipo giudiziario rilevantissimi. Ma l’Expo per Milano è stata una grande occasione e la città gli si è stretta intorno, sono state messe in campo una serie di sinergie che hanno consentito di ripartire. Il Papa, con il Giubileo ha dato a Roma una grandissima occasione per fare gli anticorpi ma ancora si fa fatica”.
Non soltanto, Cantone respinge anche le accuse rivoltegli dal presidente dell’Anm Rocco Sabelli, di essere troppo vicino alla politica. E annuncia che presto potrebbe uscire dal sindacato dei magistrati. “Le critiche ricevute – ha detto Cantone, parlando a Radio24 mi hanno lasciato perplesso. Ho subito pensato di fare un gesto eclatante, poi ho deciso di prendere tempo perché l’Anm è la mia casa, mi ci sono iscritto il secondo giorno che sono entrato in magistratura. Ora però sto riflettendo e potrei decidere di andarmene”. Entrando nel merito delle critiche rivoltegli da Sabelli, Cantone ha tenuto a sottolineare che,”come presidente dell’Anac, ho, sul piano personale, una autonomia e una indipendenza che non ho mai avuto”. Quanto al merito della sua accusa, ha concluso Cantone, “Sabelli ha usato un argomento formale, direi avvocatesco”.

Marino, in città gli anticorpi esistono e sono milioni. Cantone: ma non fanno sistema

A Cantone arriva la risposta del primo cittadino, al momento ancora dimissionario, della capitale. “A Roma gli anticorpi esistono, questa piazza domenica scorsa ne ha visti migliaia e nella citta’ ce ne sono milioni”, ha detto il sindaco Ignazio Marino, parlando ai cronisti in Campidoglio e riferendosi alle affermazioni del Presidente dell’Anac Raffaele Cantone su Milano “capitale morale, mentre Roma sta dimostrando di non avere quegli anticorpi di cui ha bisogno e che tutti auspichiamo possa avere”.
“A Roma gli anticorpi li vedo, ma non riescono a fare sistema. Non è un’analisi politica: nessun retropensiero. Ma, per dire, abbiamo fatto fatica a far partire gli appalti per il Giubileo perché in ogni appalto c’erano gli stessi errori ripetuti”, ha poi detto il presidente dell’Autorità Anticorruzione Raffaele Cantone a 24Mattino su Radio 24, tornando su quanto affermato ieri a Expo. “Se non fossimo intervenuti avremmo avuto il primo appalto affidato a un soggetto che è stato arrestato il giorno dopo per il sospetto di una tangente”, ha aggiunto Cantone.
Roma comunque fa quadrato. “In questo momento credo che gli anticorpi sulla corruzione non ce l’ha nessuno in Italia. Roma sicuramente in questo momento ha un problema in più rispetto a Milano, ha una diagnosi tardiva. E’ stata fatta quando è arrivato il nuovo medico, vorrei dire all’ospedale della Procura della Repubblica”, ha detto Alfonso Sabella, magistrato fuori ruolo e attuale asessore alla Legalità al Comune di Roma, in un’intervista al Gr3 prendendo spunto da quanto dettoda Cantone. Sabella ha aggiunto che comunque Roma “è anche la città che ha subito degli interventi molto importanti sul piano della corruzione, sono le operazioni che ha compiuto la magistratura e anche la pubblica amministrazione ha messo in atto quello che doveva fare e quindi dare le medicine giuste al malato Roma”.

Sabelli, Cantone va via? Libero, ma pensi a nostro valore

“Cantone deciderà liberamente se andare via o se restare nell’Anm, ma spero che in questa valutazione egli rifletta sul valore dell’Anm e sull’azione che da sempre noi portiamo avanti a tutela dell’autonomia e dell’indipendenza della magistratura e a difesa della legalita’”. Lo dichiara il presidente dell’Anm, Rodolfo Sabelli, in merito alle affermazioni rilasciate stamane dal presidente dell’Autorità anticorruzione, Raffaele Cantone. “Sono cose – aggiunge Sabelli – che Cantone conosce bene, così come noi conosciamo il ruolo dell’Autorità anticorruzione, tanto è vero che abbiamo deciso di collaborare insieme, sottoscrivendo un protocollo congiunto per la diffusione della cultura della legalità nelle scuole. Credo la collaborazione – conclude il leader del sindacato dei magistrati – debba essere interesse di tutti”.

Giuseppe Catapano: Evasione di tributi erariali, sono quasi 80 mila le segnalazioni dei comuni a Gdf ed Entrate

giucatap275Più di 78 mila segnalazioni da parte dei Comuni di fenomeni d’evasione di tributi erariali. Trecento milioni di maggiore imposta accertata, di cui il 50% già riconosciuto da parte dei contribuenti. E 22 milioni di euro distribuiti tra 600 Comuni, come frutto del lavoro svolto per l’accertamento dei tributi erariali.
Questi i risultati, illustrati al Lingotto durante l’assemblea dell’Anci, della sinergia tra Comuni, Anci, Ifel, Guardia di Finanza e Agenzia delle Entrate nel campo dell’accertamento dei tributi.
L’incontro è stato anche occasione per presentare i risultati dei Comuni che, più di altri, si sono distinti nell’impegno, previsto dal protocollo, di segnalare a Gdf e Agenzia i casi `sospetti’ per favorire l’emersione di fenomeni di evasione ed elusione nelle città. A fronte di questo impegno, ai Comuni stessi viene riconosciuta una parte delle somme recuperate: a guidare la classifica delle regioni che incassano di più è la Lombardia (8,66 milioni pari al 39,5% sul totale), seguita dall’Emilia Romagna (5,9 milioni, 27%), dalla Liguria e dal Piemonte (entrambe al 6.7%), dalla Toscana, dal Veneto, dalle Marche e dal Lazio. Se però si rapporta il tutto alla popolazione residente la questione cambia, ed è in testa l’Emilia Romagna (1,3 euro per abitante) seguita dai 93 centesimi per abitante della Liguria e dagli 87 della Lombardia. Se poi l’analisi si sposta sui singoli Comuni i numeri si fanno ancora più interessanti, specie per quelli meno grandi. Per ciascuno dei suoi 4.204 residenti, Palau riscuote più di 77 euro. Undici euro per ogni cittadino sono spettati invece a Desenzano del Garda. A ogni cittadino di Milano, dove l’anagrafe conta più di 1,3 milioni di soggetti, corrispondono invece 1,5 euro circa di maggiori introiti riscossi dal Comune grazie alla collaborazione con Gdf e Agenzia delle Entrate.
Anche le segnalazioni si fanno di più in alcuni territori e meno in altri: i numeri percentuali del 2015, in linea con l’anno precedente, dicono che il 30% circa delle segnalazioni le fanno i Comuni in Emilia Romagna, il 19% in Lombardia, il 10,5 in Piemonte e il 10% in Toscana. In termini di somme riscosse, la maggiore produttività, nel 2014, ce l’hanno, in media, le segnalazioni in Lombardia (circa 798 euro), segue il Friuli Venezia Giulia con 497 euro.

Giuseppe Catapano: Cina, addio a figlio unico. Concessi due figli a coppia

giucatap274La Cina ha messo fine alla politica del figlio unico: d’ora in poi ogni coppia potra’  mettere al mondo due figli. La notizia arriva dall’agenzia ufficialeXinhua, che cita un documento uscito dal quinto plenum del Comitato Centrale del Partito Comunista, che si conclude oggi. La misura era stata adottata nel 1979 come metodo di controllo demografico ma la contestatissima legge aveva creato una serie di squilibri e da ultimo si e’ dimostrata inadeguata alla nuova fase di sviluppo sociale ed economica del gigante asiatico.

Giuseppe Catapano: Entrate, altri 65 mila avvisi per la dichiarazione Iva 2014. Studi settore, già inviate 190 mila comunicazioni

giucatap273In arrivo dall’Agenzia delle Entrate altre 65 mila comunicazioni ai contribuenti che non hanno ancora presentato, o non hanno compilato correttamente, la dichiarazione Iva per il 2014.
Secondo l’Agenzia, i 65 mila destinatari possono rimediare da soli e pagare le sanzioni ridotte, senza ricevere controlli.
Proprio per comunicare questa chance a coloro che non hanno ancora presentato la dichiarazione Iva per il 2014 o che l’hanno presentata soltanto con il quadro VA compilato, l’Agenzia delle Entrate sta inviando delle lettere agli indirizzi di posta elettronica certificata di questi contribuenti, in modo da permettere loro di controllare ed eventualmente correggere la propria posizione.
L’Agenzia fa sapere di aver già inviato negli ultimi mesi: 220 mila  lettere  a  chi  ha  dimenticato  di  presentare  la
dichiarazione pur avendo percepito  più  redditi  da  lavoro  dipendente  o  da  pensione  da  diversi  sostituti
(datori  di  lavoro  o  enti  previdenziali)  e  non  ha  effettuato  il  conguaglio  delle
imposte; 190 mila comunicazioni di anomalie rilevate nei dati dichiarati ai fini degli studi di settore; 20 mila  comunicazioni  complessivamente  inviate  a  cittadini  che  non  hanno dichiarato  tutte  le  plusvalenze, professionisti  che  non  hanno  denunciato  tutti  i compensi certificati dai sostituti d’imposta, soggetti Iva con vendite  dichiarate inferiori alle fatture omunicate al fisco dai clienti.