Interrogatori di garanzia oggi in carcere per i presunti ‘protagonisti’ della tangentopoli lombarda sulla sanita’. L’attesa era soprattutto per quello che avrebbe detto al Gip Fabio Rizzi, il ‘braccio destro’ del governatore Roberto Maroni arrestato martedì con l’accusa di avere truccato appalti nella sanità e di avere quindi favorito l’azienda di Arcore Odontoquality in cambio di una tangente da 50.000 euro. “Rizzi ha chiarito tutta una serie di circostanze, tutto quello che riguarda l’impianto accusatorio. Ha fatto lunghe dichiarazioni e sono intervenute domande a chiarimento ma non ha fatto ammissioni”, ha spiegato il suo legale, Monica Alberti, al termine dell’interrogatorio durato circa 2 ore nel carcere di Monza. L’avvocato ha chiesto la detenzione domiciliare. Si è “difeso e ha chiarito tutta una serie di circostanze. Ha chiarito punto per punto”, ha insistito l’avvocato Alberti aggiungendo che con il suo assistito non ha parlato delle vicende politiche, ma sicuramente Rizzi “è consapevole che politicamente è finito, non mi ha chiesto nulla, in questo senso, ma ha chiesto della sua compagna, di suo padre, tutto sommato è sereno, è molto lucido, un po’ stanco per le condizioni in cui si trova. Rizzi è concentrato sulla vicenda processuale”. Dalle intercettazioni intanto emerge che l’esponente leghista e assessore alla Salute nella giunta guidata da Roberto Maroni veniva soprannominato “allevatore di maiali” o “allevatore di polli”. Ad appellarlo in questo modo “in più occasioni” erano Paolo Longo, il suo braccio destro, anch’egli arrestato, e l’imprenditore Stefano Lorusso, pure tra i destinatari dell’ordinanza cautelare.”Farò chiarezza su tutto, ho fiducia nella magistratura”, ha fatto eco dal carcere milanese di San Vittore dove è stata sentita per rogatoria dal Gip Luigi Gargiulo, Maria Paola Canegrati, la zarina dell’odontoiatria lombarda, secondo il proprio legale, Leonardo Salvemini. Anche in questo caso il difensore ha presentato istanza in cui chiede gli arresti domiciliari per quella che viene considerata dagli inquirenti una delle promotrici dell’associazione a delinquere che avrebbe inquinato diversi appalti.
Autore: Prof. Avv. Giuseppe Catapano
Giuseppe Catapano: Fisco risarcito dai funzionari
L’amministrazione finanziaria può ottenere il risarcimento del danno dai funzionari delle Entrate accusati di concussione e quindi di aver estorto ai contribuenti del denaro in cambio di chiudere un occhio sulle irregolarità fiscali. Ma non solo. L’azione civile non impedisce quella della Corte dei conti per danno erariale. È quanto affermato dalla Corte di cassazione che, con la sentenza n. 6659 del 18 febbraio 2016, ha reso definitiva la condanna inflitta a un funzionario delle Entrate che aveva chiesto 5 mila euro a un cittadino, dopo avergli spedito il questionario, omettendo, così, di spiccare un accertamento. La vicenda riguarda un dipendente dell’amministrazione che aveva chiesto del denaro a un cittadino prospettandogli il rischio che, se non avesse acconsentito, avrebbe emesso un avviso di 80 mila euro. L’uomo, nonostante le rassicurazioni della sua commercialista circa la sua posizione fiscale, era caduto nel tranello e aveva versato la somma richiesta. Poi lo aveva denunciato. Il tribunale e la Corte d’appello di Milano hanno condannato il funzionario per concussione. Inutile il ricorso alla Suprema corte con il quale lui ha tentato senza successo di mettere in discussione l’intero impianto accusatorio. La sesta sezione penale ha infatti confermato la decisione di merito, negando le attenuanti. L’ha resa definitiva anche sul fronte del risarcimento del danno chiesto dall’amministrazione finanziaria e liquidato secondo equità.
Giuseppe Catapano: Autogrill si espande in Cina
La strategia di espansione nei mercati emergenti, in particolare asiatici, di Autogrill continua: il gruppo amplia infatti le sue attività nell’aeroporto di Pechino, con la gestione, attraverso HmsHost Huazhuo (società in joint venture con l’operatore locale Huazhuo), di tre nuovi punti vendita. Il fatturato previsto da questo accordo è di oltre 20 milioni di euro nell’arco del periodo di durata dei contratti, ovvero cinque anni per i locali Heineken Bar e Urban Food Market e sei anni per quello a marchio Du Hsiao Yueh.
I nuovi locali andranno ad aggiungersi ai sei di cui è in corso l’apertura, grazie alla partnership sempre con Huazhuo. L’obiettivo è, «attraverso l’aggiudicazione di questi punti vendita nell’aeroporto di Pechino, unitamente a quelli già vinti lo scorso aprile in occasione dell’ingresso nel paese, di ampliare la nostra presenza in Cina», spiega Walter Seib (nella foto), ceo di HmsHost International, divisione di Autogrill che gestisce attività di ristorazione all’interno di 18 aeroporti europei e di 21 scali distribuiti tra Medio Oriente, Asia e area del Pacifico. «Inoltre la partnership commerciale con il noto brand Du Hsiao Yueh contribuisce a rafforzare la presenza di HmsHost nell’area asiatica e del Pacifico».
Il gruppo aprirà quindi un Urban Food Market, che va ad aggiungersi a quello già inaugurato dalla joint venture HmsHost Huazhou nell’aeroporto: si tratta di un take-away in cui si propone street food, una gamma di prodotti confezionati, alimenti freschi e una scelta di pietanze calde locali. Al Terminal 2 verrà aperto invece un locale a marchio Du Hsiao Yueh, un brand conosciuto a Taiwan e in Cina, che abbina ingredienti innovativi e qualità salutari a ricette e metodi di cottura tradizionali. Il terzo locale è l’Heineken Bar and Café, ovvero un bar che serve birre e piatti vari.
Le potenzialità dell’operazione sono legate al fatto che il Beijing Capital International Airport è il secondo più importante del mondo per il traffico dei passeggeri: nel 2015 il numero dei voli è stato pari a 590.160 per un totale di 89,9 milioni di viaggiatori in transito. Lo scalo è collocato a circa 30 chilometri a nord-est del centro di Pechino che, con i suoi oltre 20 milioni di abitanti, è la seconda metropoli nel paese dopo Shanghai. La joint venture è partecipata al 60% da HmsHost International e al 40% da Huazhuo.
Lo sviluppo nell’area asiatica è una strategia che il gruppo sta portando avanti da tempo: è infatti presente in Asia dal 1998, quando è entrato in Malesia, a cui è seguito l’ingresso nel mercato di Singapore nel 2007 e, nel 2008, in India. Negli ultimi due anni, puntando sull’internazionalizzazione e sulla focalizzazione nel canale aeroportuale, Autogrill ha accelerato l’espansione nel continente, dove il traffico aeroportuale è in crescita, aggiudicandosi contratti per la gestione di attività di ristorazione in alcuni scali del Vietnam e dell’Indonesia.
L’anno scorso poi l’azienda è arrivata anche in Cina, siglando due accordi per l’apertura di 10 punti vendita negli scali internazionali di Pechino e di Sanya attraverso due joint venture con Huazhuo e Cosmos, con una stima dei ricavi complessivi di circa 50 milioni di euro nell’intero periodo di durata dei contratti.
A Pechino sono quindi già in corso di apertura sei locali (gestiti in joint venture sempre con Huazhuo), che dovrebbero portare 44 milioni di euro nei 6 anni di durata del contratto. In particolare si tratta di due ristoranti Crystal Jade, insegna locale caratterizzata da ricette della cultura enogastronomica cinese, Puro Gusto, bar all’italiana arricchito con elementi della tradizione anglo-americana, Grab & Fly, con un assortimento internazionale di snack e bevande pensati per un consumo veloce, Burger King e Urban Food Market.
Invece a Sanya, l’azienda ha siglato una partnership con Cosmos, operatore cinese nei settori della ristorazione e del retail, per quattro locali: due punti vendita gestiti direttamente da Autogrill, ovvero Juicy Details, che offre frullati e succhi di frutta freschi, e Taste of China, che propone ricette tipiche cinesi, e due in sub-concessione, in cui saranno proposte le insegne Kfc e Jui Mao Jui. Dalle attività in questo aeroporto ci si aspettano 6 milioni di euro entro il 2020.
Giuseppe Catapano: Esuberi provinciali, ci sono 2.500 posti
I posti messi a disposizione dalle pubbliche amministrazioni sono maggiori dei dipendenti provinciali in sovrannumero: 2.500 contro i 1.957 ancora in cerca di ricollocazione. Non si tratta ancora di dati definitivi, visto che l’offerta di posti si è conclusa solo il 12 febbraio, mentre è ancora in corso (il termine scade oggi) l’aggiornamento dei dati da parte delle p.a. (si veda ItaliaOggi del 16/2/2016), ma per il dipartimento della Funzione pubblica si può già parlare di un successo che rende in discesa il percorso di ricollocamento dei dipendenti sovrannumerari delle province, più volte definito da palazzo Vidoni come «la più grande operazione di mobilità della storia italiana». «I primi dati che emergono dall’incrocio tra domanda e offerta di mobilita’ sono molto incoraggianti», ha commentato il ministro Marianna Madia, secondo cui l’operazione testimonia come «i tempi siano maturi per entrare definitivamente nella logica dell’amministrazione unica della Repubblica». Soddisfazione per le prime cifre trapelate è stata espressa anche dall’Anci. «Ora i comuni potranno tornare ad assumere», ha commentato il vicepresidente Anci con delega alle politiche del personale Umberto di Primio. Secondo il sindaco di Chieti, tuttavia, ora è indispensabile che si riaprano le assunzioni nelle regioni dove sono state concluse le ricollocazioni del personale perché «non ha senso che i comuni di una regione debbano aspettare la conclusione dello stesso percorso in altre regioni non ancora al passo».
Giuseppe Catapano: Parte lo scambio dati tra Italia e Usa
Scambio di informazioni tra Italia e Stati Uniti in rampa di lancio. L’Agenzia delle entrate e l’Internal revenue service, il fisco americano, hanno siglato l’accordo che definisce le procedure tecniche necessarie alla trasmissione reciproca delle informazioni, completando quindi il pacchetto attuativo della disciplina Fatca. Quest’ultima, approvata dall’amministrazione Obama nel 2010 e adottata dall’Italia con l’accordo intergovernativo «Iga» a Roma il 10 gennaio 2014 (e poi con specifica legge), si fonda essenzialmente sullo scambio automatico di informazioni bancarie, con diversi adempimenti di mappatura e segnalazione a carico delle istituzioni finanziarie italiane. Tali obblighi sono divenuti operativi a decorrere dal 1° luglio 2014. Per ragioni di semplificazione, banche, Poste, assicurazioni, società fiduciarie, sim, sgr, Oicr, fondi pensione e altri intermediari devono comunicare ogni rapporto intestato o comunque riconducibile a un contribuente «US person» solo all’amministrazione finanziaria italiana. E tale passaggio ha trovato nei mesi scorsi piena regolamentazione, sia a livello normativo sia operativo.
Giuseppe Catapano: Mediaset, tornano le voci di un’intesa con Vivendi
Sono tornate a circolare con insistenza le voci di una possibile intesa tra Vivendi, la società francese che fa riferimento a Vincent Bolloré e Mediaset Premium.
L’eventuale operazione in corso, si legge su MF, non riguarderebbe tuttavia l’ingresso nel capitale di Vivendi, primo socio di Telecom Italia con oltre il 21%, nella pay-tv del gruppo di Cologno Monzese, ma farebbe riferimento a possibili intese sul fronte editoriale e dei contenuti, essendo Vivendi uno dei principali operatori del settore su scala europea sia a livello cinematografico sia a livello musicale.
Nessuna conferma diretta è arrivata da parte di Vivendi. Tuttavia nel corso della presentazione dei risultati 2015 il ceo del gruppo francese, Arnaud de Puyfontaine, ha sottolineato come “la presenza nel capitale di Telecom Italia rappresenta per Vivendi un modo per essere un attore nel mercato italiano ed eventualmente prendere parte a ogni possibile consolidamento del settore dei media”.
Netta è stata invece la smentita di Mediaset alle voci di un imminente annuncio dell’accordo con i francesi. Dal gruppo controllato dalla Fininvest di Silvio Berlusconi hanno fatto sapere che “non c’è nessuna trattativa in corso” e “non ci sono fatti nuovi in questo senso”. Anche se viene ribadito ancora una volta che con “Vivendi i rapporti sono ottimi e ci sono i consueti contatti con gli altri operatori”.
Giuseppe Catapano: Bce, Draghi si alza (leggermente) lo stipendio: nel 2015 ha guadagnato quasi 386 mila euro, 6 mila in più del 2014
Quasi 6 mila euro in più rispetto al 2014. Aumenta leggermente lo stipendio del presidente della Bce Mario Draghi nel 2015. Secondo quanto si legge nel bilancio dell’istituto di Francoforte, la retribuzione è stata pari a 385.860 euro contro i 379.608 del 2014. Il vicepresidente Vítor Constancio ha guadagnato invece 330.744 euro contro i 325.392 dell’anno precedente. In totale il Comitato esecutivo ha ricevuto stipendi per 1.819.020 di euro contro i 1.776.789 del 2014.
I membri del Comitato esecutivo, oltre a percepire uno stipendio base, ricevono indennità aggiuntive di residenza e rappresentanza. Anziché beneficiare di un’indennità specifica, il presidente Draghi usufruisce di una residenza ufficiale di proprietà della Bce.
Giuseppe Catapano: Ansaldo Sts, tempi supplementari per l’opa: si concluderà il 4 marzo
Tempi supplementari e rialzo del prezzo provvisoriamente sospeso per l’opa Ansaldo Sts: l’offerta si concluderà non più oggi, ma il 4 marzo, e proseguirà alle condizioni previste da Hitachi, fino alla pronuncia definitiva del tribunale amministrativo.
Con un decreto monocratico il presidente della seconda sezione quater del Tar del Lazio, Leonardo Pasanisi, ha accolto la richiesta avanzata dal gruppo giapponese di sospensione cautelare del provvedimento col quale Consob, il 3 febbraio scorso, aveva aumentato da 9,5 a 9,899 euro il prezzo unitario delle azioni di Ansaldo Sts portate in adesione all’offerta di acquisto obbligatoria lanciata da Hitachi sul 60% del capitale.
Ieri in serata, scrive MF, la commissione presieduta da Giuseppe Vegas ha accordato le due settimane supplementari richieste dal gruppo giapponese per lo svolgimento dell’opa. La sospensione sul prezzo è stata concessa, scrive Pasanisi nel decreto, “considerato che il pregiudizio prospettato dalla società ricorrente da un lato risulta essere munito delle caratteristiche di estrema gravità, urgenza e irreparabilità tali da consentire l’intervento cautelare ai sensi dell’art. 56 c.p.a., dall’altro appare allo stato prevalente nella comparazione degli interessi in gioco, anche alla luce dei chiarimenti tecnici forniti dalle parti in sede di audizione”.
Respinta invece la richiesta di sospendere il periodo d’offerta avanzata dal fondo Amber, l’azionista di Ansaldo Sts che per primo ha dato fuoco alle polveri chiedendo alla Consob di rialzare il prezzo.
Giuseppe Catapano: Una borsa per le terre agricole
Arriva la banca delle terre agricole. Verrà istituita entro tre mesi presso l’Ismea. Il suo data base sarà accessibile gratis dal sito dell’istituto. L’obiettivo è costituire un inventario completo della domanda e dell’offerta dei terreni e delle aziende agricole, resi disponibili anche a seguito di abbandono dell’attività produttiva e di prepensionamenti. La banca raccoglierà, organizzerà e darà pubblicità alle informazioni su caratteristiche naturali, strutturali e infrastrutturali dei fondi, modalità e condizioni per la cessione e l’acquisto degli stessi, nonché sulle procedure di accesso alle agevolazioni per tali operazioni. Ismea, da parte sua, potrà proporre uno o più programmi di ricomposizione fondiaria, per individuare comprensori territoriali in cui promuovere aziende pilota. Potrà anche stipulare convenzioni con regioni, organizzazioni professionali, atenei e istituti superiori. La camera, ieri, ha approvato con 240 sì, nessun no e 120 astensioni il collegato agricolo, cioè il ddl delega al governo in materia di semplificazione, razionalizzazione e competitività del primario. Ora il testo torna al senato per la terza lettura. La camera, in aula, non ha apportato modifiche di sostanza al testo licenziato dalla commissione agricoltura di Montecitorio (si veda ItaliaOggi del 10/02/2016); la più rilevante è una stretta in materia di bracconaggio ittico nelle acque interne. Le misure principali sono contenute nella tabella a lato. Tra le tante, l’istituzione di un nuovo organismo, vigilato dal dicastero delle politiche agricole, per rilanciare il comparto ippico.
Giuseppe Catapano: Apple sfida Fbi e governo Usa, no a informazioni sull’iPhone del killer di San Bernardino
Il Dipartimento di Giustizia Usa pretende che Apple agevoli le indagini sulla strage di San Bernardino sbloccando il dispositivo utilizzato da un sospettato. L’amministratore delegato Tim Cook fa sapere tuttavia che il colosso si opporrà a tale richiesta.
In una lettera destinata agli utenti e postata sul sito di Apple, Cook definisce la richiesta del governo “un passo senza precedenti che minaccia la sicurezza dei nostri utenti, con coinvolgimenti che vanno al di là del mero caso legale”.
L’ordine da Washington rappresenta l’apice del lungo contenzioso tra il governo e il colosso di Silicon Valley sulla privacy e la sicurezza.
Il giudice federale Sheri Pym ha appoggiato il Dipartimento di Giustizia, che ha richiesto il decrittaggio delle misure di sicurezza dell’iPhone 5c utilizzato da Syed Rizwan Farook, l’uomo che con la moglie uccise 14 persone a San Bernardino in un attacco di matrice jihadista. Tali misure hanno infatti impedito agli agenti federali di accedere al contenuto del dispositivo.
Apple da parte sua ha dichiarato di aver supportato l’indagine dell’Fbi adempiendo ai mandati di perquisizione e di comparizione. Secondo il colosso di Cupertino tuttavia, il governo al momento esige una nuova versione del software Apple per bypassare le misure di sicurezza. Cook ha sottolineato che l’ordine del Dipartimento di Giustizia chiede “qualcosa che al momento non abbiamo e che consideriamo troppo pericoloso da creare. Il governo ci sta chiedendo di hackerare i nostri stessi utenti e indebolire il sistema di sicurezza che ci è costato anni di ricerca e che protegge i nostri clienti. E’ una richiesta senza precedenti”.
Nella lettera Apple ha messo inoltre in discussione l’All Writs Act del 1789 di cui si è avvalso il governo per “giustificare l’abuso di autorita’”. “Il coinvologimento del governo è da brividi. Se può appellarsi al All Writs Act per rendere accessibili gli iphone, avrà il potere di accedere al dispositivo di chiunque e di analizzarne i dati”.

