I risultati definitivi del referendum, comprendenti lo scrutinio di tutte le 61.551 sezioni d’Italia le 1.618 comunicazioni dall’estero, vedono il Si’ al 40,89% e il No al 59,11%. I voti per il Si’ sono stati 13.432.208, quelli per il No 19.419.507. Le schede bianche sono state 83.417 pari allo 0,25%, le schede nulle 306.952 pari allo 0,92%. Le schede contestate o non assegnate sono 1.761.
l si’ al referendum costituzionale ha vinto solo in tre Regioni: Trentino Alto Adige (53,87% contro 46,13% del no), Emilia Romagna (50,39% contro 49,61%) e Toscana (52,51% contro 47,49%).
In tutte le altre Regioni il no e’ stato nettamente prevalente, in particolare in quelle meridionali. A schierarsi quasi completamente a favore del no e’ stata la Sardegna con un 72,22% contro un 27,78% a favore del si’.
Ma il no e’ stata la scelta netta di quasi tutte le Regioni del Sud. In Sicilia il no ha raggiunto il 71,58% dei voti contro il 28,42% dei si’; in Calabria il no e’ arrivato al 67,02% (32,98% dei si’); in Campania il no ha vinto con il 68,52% (31,48%); in Puglia il no e’ arrivato al 67,16% (32,84%); in Basilicata il no al 65,89% contro il 34,11% de si’.
Renzi: nel pomeriggio il cdm e poi al Quirinale. Lo aveva detto e lo ha fatto. La vittoria del no al referendum costituzionale segna per Matteo Renzi la fine della sua permanenza a Palazzo Chigi. È stato lo stesso Renzi nel corso della notte, mentre lo scrutinio sul voto era ancora in corso, ad annunciare la volonta’ di presentare le proprie dimissioni al Capo dello Stato, Sergio Mattarella.
Nel pomeriggio, come indicato proprio da Renzi, si terra’ una riunione del Consiglio dei ministri durante la quale il premier comunichera’ le sue intenzioni ai ministri, poi salira’ al Quirinale.
A quel punto la palla passera’ nelle mani di Mattarella. Il presidente della Repubblica potrebbe verificare la percorribilita’ di un mandato bis rimandando il Governo alle Camere o definire il calendario per le consultazioni. Un Governo Renzi bis, secondo indiscrezioni insistenti, sarebbe di difficile attuazione perche’ le dimissioni del premier sarebbero “irrevocabili”. Inoltre, sempre secondo quanto circolato nelle ultime ore, il presidente del Consiglio sarebbe intenzionato a presentarsi dimissionario da segretario del Pd durante la direzione prevista per domani. Una cosa certa riguarda la posizione di forza del Pd. Qualunque Governo si formera’ non potra’ fare a meno del Partito democratico. Al Colle intanto sono gia’ state fatte arrivare le richieste del centrodestra e del M5S che premono perche’ si vada ad elezioni anticipate.
Tra i dossier piu’ importanti che il nuovo Governo si trovera’ immediatamente ad affrontare ci sono l’approvazione della legge di bilancio da approvare entro l’anno; la messa in sicurezza del sistema bancario con un particolare focus su B.Mps e la modifica della legge elettorale, uno dei nodi politici maggiormente intricati da sciogliere.