Le aspettative sull’inflazione nell’Eurozona per il 2016 e il 2018 sono state riviste marginalmente al ribasso, mentre sono state confermate quelle per il 2017.
E’ quanto emerge dalla Survey of Professional Forecasters (Spf) della Banca centrale europea (Bce) per il quarto trimestre del 2016. Nel dettaglio, le stime sul livello dei prezzi per il 2016, 2017 e 2018 si attestano rispettivamente allo 0,2%, all’1,2% e all’1,4%. Queste stime implicano una revisione al ribasso dello 0,1% per quest’anno e per il 2018.
Comunque, le aspettative di lungo termine sull’inflazione, cioè fino al 2021, sono invariate all’1,8%. La ripresa dell’inflazione headline attesa tra il 2016 e il 2017 riflette in larga misura le aspettative sui prezzi del petrolio, mentre l’inflazione sottostante dovrebbe riprendersi in modo piu’ graduale.
In base all’indagine, le aspettative sulla crescita dell’attività economica nell’area euro sono state riviste al rialzo per quest’anno, ma al ribasso per il 2018 e nel lungo periodo. Le aspettative sulla crescita del pil reale sono all’1,6% per il 2016, all’1,4% per il 2017 e all’1,5% per il 2018. Nel lungo periodo, invece, la stima si attesta all’1,6%. I partecipanti all’indagine continuano a ritenere che la domanda domestica sia il principale driver di crescita dell’Eurozona.
Continuano a scendere, infine, le aspettative sul tasso di disoccupazione, che sono al 10,1% per il 2016, al 9,7% per il 2017 e al 9,3% per il 2018. Le previsioni per quest’anno e per il prossimo sono invariate, mentre sono state riviste al ribasso dello 0,2% per il 2018.
Scende dello 0,1% la previsione sul lungo periodo, cioe’ fino al 2021, all’8,7%.