Giuseppe Catapano: Il parlamento approva, il caporalato è reato. Esultano governo, sindacati, partiti

ANDREA ORLANDO MINISTRO GIUSTIZIA

Approvato lo scorso 1 agosto dal senato, con il via libera definitivo di ieri da parte della camera (i sì sono stati 346, nessun no), il ddl contro il reato di caporalato diventa legge. Il provvedimento introduce pene non solo per il ‘caporale’ ma anche per il datore di lavoro e le imprese che sfruttano il lavoratore: fino a sei anni di carcere (che possono arrivare fino ad otto se c’e’ violenza o minaccia) per chi commette il reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro. Oltre al carcere, è punito anche con una multa da 500 a 1.000 euro per ciascun lavoratore reclutato, che possono arrivare fino a 2.000 euro per ogni lavoratore se vi è l’aggravante della minaccia o violenza. Queste alcune delle novità’ piu’ importanti contenute nel provvedimento che si compone di 12 articoli ed è stato promosso da cinque ministeri: Politiche agricole, Giustizia, Lavoro, Economia e Interno. Il ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, ha commentato così l’approvazione definitiva della legge:  “Lo Stato risponde in maniera netta e unita contro il caporalato con questa nuova legge attesa da almeno cinque anni. Ora abbiamo più strumenti utili per continuare una battaglia che deve essere quotidiana, perché sulla dignità delle persone non si tratta. E l`agricoltura si è messa alla testa di questo cambiamento, che serve anche a isolare chi sfrutta e salvaguardare le migliaia di aziende in regola che subiscono un`ingiusta concorrenza sleale.  E’ ancora più importante averla approvata adesso che la campagna agrumicola è alle porte. Ringrazio i parlamentari che hanno dato il loro contributo a raggiungere questo risultato. C`è tanto lavoro da fare e una legge da sola non basta, ma la direzione che abbiamo tracciato è inequivocabile. Dobbiamo lavorare uniti per non avere mai più schiavi nei campi”. Il ministro della Giustizia, Andrea OIrlando, ha invece sottolineato: “E’ una grande giornata per il lavoro e la tutela dei diritti dei lavoratori e delle persone più deboli. Si è realizzato un obiettivo che da sempre caratterizza le battaglie della sinistra”. Susanna Camusso, segretario Generale della Cgil osserva che “finalmente” è arrivata “una legge buona e giusta che ci aiuterà nella difesa dei lavoratori italiani e stranieri sfruttati da imprenditori privi di scrupoli, da caporali che lucrano sulla loro povertà e sul loro bisogno di lavoro, dalla criminalità organizzata”. La Cisl, tramite il segretario generale Annamaria Furlan e Luigi Sbarra, segretario generale della FaiCisl,  sostiene che “finalmente l’Italia guadagna una legislazione aggiornata, con norme penali stringenti e più forti strumenti di contrasto partecipato. Un vero traguardo di civiltà”.

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