Giuseppe Catapano: Unioni civili, reati in arrivo

giucatap625Anche il codice penale si deve adeguare al riconoscimento delle unioni civili nell’ordinamento nazionale, operato con la legge 76/2016, in modo che il compagno unito civilmente abbia una disciplina omologa a quella del “coniuge” e del “prossimo congiunto” sia sotto il profilo delle tutele (come attenuanti o scriminanti del reato) sia sotto il profilo incriminatorio. A questo adeguamento è dedicato uno dei tre schemi di decreto legislativo approvati dal consiglio dei ministri del 4 ottobre scorso per l’attuazione della nuova disciplina, che come gli altri è già stato presentato in Parlamento in vista dei prescritti pareri. Il testo è molto scarno (appena 4 articoli) e per comprendere tutta la portata dell’intervento occorre rifarsi alla relazione illustrativa, che spiega innanzitutto che un intervento ad hoc in campo penale, affidato con delega al Governo, è necessitato dalla tassatività/determinatezza della legge penale. Lo schema di decreto non modifica ogni fattispecie previste dal codice penale ma opera da una parte  ricomprendendo “la parte di una unione civile tra persone dello stesso sesso” nella categoria del “prossimo congiunto agli effetti della legge penale” definita nell’articolo 307 cp; e dall’altra introducendo nel codice penale un nuovo articolo (574 ter) che equipara “agli effetti della legge penale” il termine matrimonio all’ unione civile tra persone dello stesso stesso e la qualità di coniuge (prevista a volte come elemento costitutivo o come circostanza aggravante del reato) a quella di parte di un’unione civile tra persone dello stesso sesso.

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