“Noi come Pd nazionale dobbiamo fare di più. Ma preferisco un partito in cui si discute, ma c’è democrazia, a un partito al quale al padre succede il figlio, perché quella si chiama dinastia, non democrazia”. Lo ha detto, riferendosi esplicitamente alla successione di Gianroberto Casaleggio alla guida del Movimento 5 stelle, il presidente del Consiglio Matteo Renzi, dal palco del circolo Acli di Lambrate a Milano, nel corso di un intervento ieri sera a un evento elettorale del candidato sindaco Giuseppe Sala. “Io sono affezionato alla discussione interna – ha aggiunto Renzi parlando all platea del Pd milanese – criticate quanto vi pare, però, se proprio fosse possibile nell’ultimo mesetto di campagna elettorale, dentro il Pd, per un mesetto non di più, vivere la democrazia interna valorizzando un pochino di più gli aspetti che ci uniscono, che ci sono e sono tanti, e un po’ meno gli aspetti che ci dividono, io dico che schifo schifo a quel simbolino del Pd, che deve prendere un po’ di voti, non farebbe”.
Giorno: 9 Maggio 2016
Giuseppe Catapano: Amministrative Bolzano, al ballottaggio Caramaschi (Pd) e Tagnin (Centrodestra-Lega)
Saranno Renzo Caramaschi (PD) e Mario Tagnin (Centrodestra-Lega) a contendersi nel ballottaggio di domenica 22 l’elezione a sindaco della città di Bolzano. Dalle consultazioni di ieri (lo spoglio delle 80 sezioni si è protratto fino a notte fonda), Renzo Caramaschi, già city manager del capoluogo altoatesino ed appoggiato da Partito Democratico, Sinistra e dalla sua lista civica, ha ottenuto il 22,32 % (9.507 voti). Mario Tagnin, medico dentista, di Il Centrodestra Uniti per Bolzano ed appoggiato dalla Lega Nord-Salvini, ha ottenuto il 18,39% (7.833). In vista del ballottaggio Caramaschi ha già lanciato il suo appello al partner di sempre, la Suedtiroler Volkspartei. Complessivamente molto bene Movimento 5 Stelle e Casapound. Il M5S ha quasi raddoppiato il numero dei seggi portandolo dai quattro delle consultazioni del maggio 2015 a sei. Casapound dopo lo storico ingresso in un consiglio comunale italiano con un rappresentante ora ne avrà tre. Sette liste sulle diciassette complessive (quasi tutte di centrosinistra) non sono riuscite ad entrare in consiglio comunale. Clamorosamente fuori Anna Pitarelli ed Elena Artioli. Alle spalle di Caramaschi e Tagnin gli altri undici candidati sindaco, a partire da quello della Suedtiroler Volkspartei, Christoph Baur che ha ottenuto il 15,95 %, quindi Caterina Pifano del Movimento 5 Stelle con l’11,55 %, Norbert Lantschner (Verdi e Rifondazione Partito Comunista) con l’8,02 %, Maurizio Puglisi Ghizzi (Casapound) con il 6,21%, Giorgio Holzmann Giorgio (Alleanza per Bolzano) con il 4,83%, Angelo Gennaccaro (Io Sto Con Bolzano) con il 4,28 %, Anna Pitarelli (Anna Pitarelli-Bolzano sull’onda) con il 2,29 %, Elena Artioli (Artioli Sindaca) con l’1,88 %, Vanja Zappetti (I Love my Town) con l’1,61 %, Cristian Kollmann (Sudtiroler Freiheit) con l’1,53% e Franco Murano (Pensionati) con l’1,13 %.
Giuseppe Catapano: Pensioni, arriva la busta arancione (Milano Finanza)
Mentre il premier Matteo Renzi si appresta a salire, assieme a un manipolo di sessantenni, sull’Ape (il logo che il primo ministro ha coniato per l’anticipo pensionistico che intende far debuttare nel 2017), tutti gli altri lavoratori italiani sono alle prese con i dolori della busta arancione. L’Inps, sotto la guida del presidente Tito Boeri, ha iniziato a inviare ai primi 150 mila iscritti (con l’obiettivo di spedirla a 7 milioni di lavoratori entro l’anno) la missiva che contiene le stime personalizzate della prima pensione attesa a fine carriera con l’indicazione dell’anno di previsto pensionamento. E ancora una volta, spiega Milano Finanza, le generazioni più avanti con l’età, oltre a poter contare sull’attesa possibilità di lasciare prima il lavoro con l’Ape (con un taglio della pensione e con il coinvolgimento delle banche che dovrebbero anticipare l’assegno visto che lo Stato non può permettersi uscite di cassa aggiuntive), non hanno avuto sorprese eclatanti dalla lettura della busta arancione se non altro perché il loro assegno è calcolato in buona parte con il più generoso e prevedibile metodo retributivo, che soltanto dal 2012 è stato sostituito dal contributivo per tutti. Fino a quell’anno il retributivo è rimasto in vigore in forma integrale per chi a fine 1995 vantava più di 18 anni di contributi e in forma pro quota per chi a quella data ne aveva meno di 18.
Giuseppe Catapano: Grecia, oggi Eurogruppo per nuova tranche di aiuti
Dopo il sofferto via libera del parlamento greco alla riforma delle pensioni, oggi i ministri finanziari dell’Eurozona si riuniscono a Bruxelles con l’obiettivo di sbloccare una nuova tranche di aiuti finanziari. Il terzo programma di assistenza finanziaria internazionale alle dissestate finanze di Atene vale in tutto 86 miliardi ed è stato approvato l’estate scorsa. Con l’approvazione della riforma delle pensioni, la Grecia spera di avere ottenuto il viatico per un secondo finanziamento, una somma che si aggira attorno ai 5 miliardi (5,7 secondo la stampa greca) e che dovrà servire fra l’altro a onorare le prossime scadenze del debito, pari a 3,5 miliardi entro luglio (soprattutto nei confronti della Bce). I creditori internazionali (Commissione europea, Bce, Fmi e Esm) chiedono anche che sia approvato un pacchetto di misure da far scattare nel caso il governo ellenico non riesca a centrare l’obiettivo di avanzo primario al 3,5% del Pil nel 2018. Ma su questo il governo Tsipras ha finora fatto resistenza, perché non può approvare leggi “preventivamente”, mentre si è detto disponibile a prendere l’impegno di legiferare nel momento in cui si rivelerà necessario. Un altro tema che dovrebbe essere affrontato oggi all’Eurogruppo, nel caso si raggiunga l’accordo sul nuovo finanziamento, è quello sulla ristrutturazione del debito, come richiesto dal Fmi: su questo, c’è divisione fra i 19, e in particolare la Germania è contraria.
Giuseppe Catapano: Antiriciclaggio ad alto rischio
Sui professionisti fioccano le sanzioni per violazione delle norme antiriciclaggio. Negli ultimi tre anni sono state quasi 600 le ispezioni della Guardia di finanza negli studi e in più della metà dei casi sono state trovate irregolarità e applicate sanzioni. Evidentemente, anche dopo tre anni di rodaggio, gli adempimenti antiriciclaggio continuano a essere amati dai professionisti come una seduta dal dentista. Forse perché scaricano sulle loro spalle obblighi e responsabilità di natura pubblicistica in stridente contrasto con il rapporto fiduciario che si instaura con i clienti: spesso richiedono anche una esplicita violazione dell’etica professionale, come nel caso della segnalazione di operazioni sospette o della comunicazione di irregolarità dei pagamenti in contanti, che costituiscono il presupposto per la sanzionabilità del cliente; altre volte invece, come nel caso della mancata compilazione del registro antiriciclaggio, non c’entra il rapporto fiduciario, ma è solo una questione di scarso interesse nei confronti di un adempimento che comunque richiede tempo e che non potrà certamente essere fatturato al cliente.
Sta di fatto che le ispezioni della Guardia di finanza sono in aumento: sono state 162 nel 2013, sono cresciute a 215 nel 2014 e sono diventate 216 l’anno scorso. Le fonti di innesco, secondo quanto risulta a ItaliaOggi, possono essere varie. Nella maggior parte dei casi però derivano da un’analisi del rischio effettuata dai reparti della Guardia di finanza sulla base di elementi concreti che possono scaturire da una verifica fiscale, oppure dall’attività di polizia giudiziaria; altre informazioni possono originare da informazioni antiriciclaggio, controlli transfrontalieri di valuta ecc.
È vero che i controlli non sono ancora quantitativamente numerosi, ma la percentuale di quelli con esito positivo è impressionante: oltre il 50%. Le violazioni più frequenti sono, nell’ordine, l’omessa, incompleta o ritardata registrazione, la mancata identificazione del cliente, la mancata istituzione del registro, l’omessa segnalazione di operazioni sospette, la mancata comunicazione di irregolarità legata all’uso di contanti.
A partire dal 6 febbraio di quest’anno tutte queste violazioni sono state depenalizzate, ma in compenso sono raddoppiate le sanzioni amministrative, e se nei confronti delle sanzioni penali si poteva sperare nella prescrizione (assai frequente), ora invece la sanzione amministrativa è automatica e non lascia scampo.
Altre modifiche in materia di sanzioni sono annunciate in tempi brevi: entro il mese di giugno dovrebbe infatti essere pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale la legge delega che recepisce la quarta direttiva antiriciclaggio che prevederà una graduazione delle sanzioni in funzione della capacità economica del soggetto inadempiente. Per lo stesso illecito, per esempio, la sanzione comminata ad una banca potrà essere più alta di quella inflitta a un piccolo professionista. Modifiche che, se possono dare qualche piccolo contributo al miglioramento della disciplina, trascurano però del tutto il problema di fondo di un’attività richiesta a soggetti privati in modo non retribuito e in contrasto stridente con la fiducia in loro riposta dai clienti.