Giuseppe Catapano: Scambio dati fra Italia e Svizzera

GIUCATAP531Lo scambio di informazioni su richiesta tra Italia e Svizzera si avvicina. Il senato ha approvato ieri in via definitiva il disegno di legge che ratifica il protocollo firmato dai due governi a Milano il 23 febbraio 2015. È questa la data di riferimento fino alla quale potranno retroagire le domande di dati ai fini fiscali, senza che possa più essere opposto il segreto bancario. Affinché il meccanismo diventi operativo è necessaria la ratifica anche da parte elvetica: a inizio marzo il Consiglio degli stati (camera dei cantoni) ha ribadito all’unanimità la decisione del Consiglio nazionale di validare l’accordo con Roma, ma ora è in corso il periodo transitorio di 100 giorni durante il quale potrebbe essere indetto un referendum popolare facoltativo. Sul versante italiano, invece, l’iter può dirsi completato.
Lo scambio su richiesta potrà riguardare le posizioni dei contribuenti italiani con conti in Svizzera e resterà in vigore fino a quando non debutterà lo scambio automatico, predisposto sulla base del Common reporting standard dell’Ocse. Quest’ultimo dovrebbe partire dal 2018, con riferimento all’anno 2017. L’intesa con Berna, va ricordato, ha consentito ai soggetti che hanno attivato la voluntary disclosure di considerare la Confederazione elvetica come un paese non più black list, con significativi vantaggi sia in termini di annualità accertabili sia in termini di sanzioni.

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