Sono “false e fuorvianti” le voci sulla chiusura dei confini tra Austria e Italia al Brennero da parte di Vienna: parola del presidente austriaco, Heinz Fischer, che ha preso carta e penna per scrivere una lettera aperta a Repubblica in cui assicura che non c’e’ alcun “strappo” con il governo italiano. “Comprendo le preoccupazioni” delle autorita’ regionali locali, ma -aggiunge Fischer- “e’ necessario che tra Italia e Austria la circolazione delle persone e delle merci avvenga come disciplinato dai principi europei tra due Paesi membri dell’Ue”. Ed ecco come il presidente austriaco spiega le misure che Vienna intende adottare: “La realta’ attuale, in assenza di una efficace protezione dei confini esteri europei, costringe un Paese come l’Austria a ricorrere a misure aggiuntive per impedire l’ingresso di persone di cui si ignorano identita’ e motivazioni, provenienti da Paesi extraeuropei, in numero illimitato”. “L’Austria e’ in grado fin d’ora -aggiunge- di consentire l’ingresso controllato di circa 150 richiedenti asilo, senza pregiudicare la circolazione al confine. Il numero aumentera’ ancora significativamente fino a giugno”. “E’ certo”, conclude, “che i problemi al Brennero si ridurranno quando piu’ efficace sara’ la protezione di confine esterni europei”.
Giorno: 15 aprile 2016
Giuseppe Catapano: Gdf nei cantieri a controllare
La Guardia di finanza nei cantieri a controllare, per conto dell’Autorità anticorruzione, la regolarità delle procedure sugli appalti. Per farlo il nucleo speciale anticorruzione, una costola di diretta emanazione della polizia tributaria, potrà contare sui poteri propri degli accertamenti fiscali (dando attuazione così a una norma del codice appalti, dlgs 16372006). Non solo. a disposizione di Raffaele Cantone, Autorità anticorruzione, la possibilità di ordinare indagini finanziarie mirate per il tema degli appalti finora confinate all’ambito delle verifiche tributarie. Sono queste alcune delle novità della circolare della Gdf, che ItaliaOggi è in grado di anticipare, con cui si formalizza l’attività di collaborazione tra Guardia di finanza e Raffaele Cantone, capo dell’Autorità nazionale anticorruzione.
Nel testo si legge che l’Anac ha la possibilità di ricorrere al supporto della Guardia di finanza per l’esercizio delle funzioni di competenza tanto nell’area della contrattualistica pubblica quanto nell’«ampio comparto dei presidi di prevenzione della corruzione».
E a questi fini il corpo guidato da Saverio Capolupo può utilizzare i poteri attribuiti per gli accertamenti di natura fiscale, «aspetto», scrivono dalla Gdf, «quest’ultimo che conferisce alle sinergie un’indubbia incisività».
Nasce, dunque, il Nucleo speciale anticorruzione che avrà il ruolo di referente unico dell’Anac. Mentre, a livello locale, sono istituite le sezioni/drappelli anticorruzione nei nuclei di polizia tributaria in sede di ogni capoluogo di regione come punti di contatto privilegiati sul territorio.