Diritto all’oblio e alla portabilità di dati da un social network. E ancora diritto ad essere informati in caso di violazione dei dati personali. Queste alcune delle novità del Regolamento europeo sulla privacy, approvato ieri dal Parlamento Ue, che, tempo due anni manderà in soffitta il codice della privacy italiano e le leggi sulla riservatezza degli stati Ue. Sulla privacy, dunque, si riparte a tinte europee e con una legislazione uniforme in tutto il vecchio continente. Nel pacchetto privacy c’è anche una direttiva sui trasferimenti di dati a fini giudiziari e di polizia. Si applica ai trasferimenti di dati attraverso le frontiere all’interno dell’Unione europea e stabilisce, per la prima volta, norme minime per il trattamento dei dati a fini di polizia all’interno di ogni Stato membro. Il regolamento, che aggiorna la direttiva risalente al 1995, riguarda anche la disciplina dell’organizzazione degli adempimenti per le imprese e per le pubbliche amministrazioni. Scompariranno adempimenti formali, come la notificazione dei trattamenti al Garante. Ma saranno da curare adempimenti di tutela sostanziale, come la valutazione dell’impatto dei trattamenti sulla protezione dei dati e la eventuale verifica delle prescrizioni da adottare presso le autorità di controllo. E il tutto si realizzerà sotto l’occhio del responsabile della protezione dei dati: figura da nominare obbligatoriamente nelle p.a. e nelle imprese, se impegnate nel trattamento dei dati delle persone su larga scala. Riformulato l’apparato sanzionatorio, calcolato in misura percentuale sul fatturato delle aziende (così da diventare veramente efficace verso colossi planetari).