Giuseppe Catapano: Canone tv senza chiarezza

giucatap498Il governo dovrà chiarire che cosa si intenda per apparecchio televisivo su cui sarà dovuto il canone tv. A chiederlo è stata la sezione consultiva del Consiglio di stato attraverso il parere 615/2016 pubblicato ieri, a seguito dell’esame del decreto del  Ministero dello sviluppo economico (Mise) sul pagamento del canone tv in bolletta. Dall’esame, che nei fatti ha bloccato il via libera al decreto proprio per il supplemento di informazioni richiesto dai giudici, si «rileva che nel testo del regolamento manca un qualsiasi richiamo ad una definizione di cosa debba intendersi per apparecchio televisivo, la cui detenzione comporta il pagamento del relativo canone di abbonamento e al fatto che il succitato canone deve essere corrisposto per un apparecchio, prescindendo dall’effettivo numero di apparecchi posseduto dal singolo utente». Questo aspetto risulta di particolare importanza visto che la tecnologia ha messo a disposizione diversi apparecchi (come smartphone, e tablet) che permettono la visione di programmi Rai anche in remoto. Quello che chiedono i giudici di Palazzo Spada è quindi che nel regolamento sia specificato che il canone tv sia dovuto solo a fronte del possesso di uno o più apparecchi televisivi in grado di ricevere il segnale del digitale terreste o satellitare direttamente o indirettamente, tramite un decoder. Questo «costituirebbe un elemento informativo particolarmente utile per i cittadini sia in relazione agli obblighi contributivi che i medesimi dovranno assolvere sia in riferimento all’autodichiarazione concernente il mancato possesso di apparecchi e alle conseguenze  di carattere penale che possono derivare da una dichiarazione mendace, in base alle norme vigenti in materia».

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