I Panama papers approdano a Strasburgo. Dopo la pubblicazione dei dati relativi a oltre 200 mila società offshore e ai loro proprietari occulti, Parlamento europeo, Commissione e Consiglio si riuniranno oggi per discutere sulle misure comunitarie già esistenti contro l’evasione fiscale e il riciclaggio di denaro per verificarne la loro efficacia. Con ogni probabilità si arriverà a preparare la strada per una risoluzione che sarà votata a fine aprile e allo studio c’è anche l’istituzione di una commissione di inchiesta ad hoc. In particolare, nell’inizio dei lavori di oggi, verrà affrontato il problema della mancanza di regole comuni a livello Ue per la definizione dei paradisi fiscali. «Il Parlamento ha richiesto alla Commissione un elenco riveduto dei Paesi offshore, sulla base di criteri quali la presenza del segreto bancario, i termini per la registrazione di società, trust e fondazioni, la pubblicazione dei conti delle imprese, la collaborazione nella condivisione di informazioni, l’efficienza dell’amministrazione fiscale, il contrasto all’evasione, la prevenzione del riciclaggio di denaro, l’esistenza di accordi bilaterali, e gli impegni alla trasparenza e alla cooperazione giudiziaria», hanno spiegato da Strasburgo. «Una volta stabiliti criteri comuni, gli Stati membri potranno applicare le misure nazionali già in atto». La plenaria non si fermerà soltanto a questo tema ma andrà. L’assemblea sarà infatti chiamata a valutare la possibilità di eventuali ritorsioni commerciali nei confronti dei Paesi non collaborativi sul fronte del fisco. Non solo.
